GrandUP: 10 progetti innovativi per il territorio di Cuneo

Una giuria ha premiato i 10 team più promettenti a conclusione del percorso GrandUP! Imprese

Cuneo, 9 febbraio 2021 – Si è conclusa una nuova fase di GrandUp! Generiamo impatto sociale, il programma di accelerazione territoriale dedicato alla provincia di Cuneo promosso dalla Fondazione CRC in collaborazione con la Camera di Commercio di Cuneo e con la partnership tecnica di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale.Avviato nella primavera 2020 con una call aperta al territorio, il percorso GrandUP! Imprese ha visto il coinvolgimento di 23 team selezionati, di cui 18 hanno portato a termine il percorso suddivisi in 3 “classi”, per un totale di 265 ore di formazione teorico/pratica guidata dagli esperti di Innovazione Sociale di SocialFare.

La giuria che ha valutato i progetti – composta da Davide Merlino (Consigliere di Amministrazione di Fondazione CRC), Andrea Silvestri (Direttore Generale di Fondazione CRC), Enea Cesana (Responsabile Settore Attività Istituzionale di Fondazione CRC), Fabrizio Clerico (Componente del CISeM – Comitato per l’Imprenditorialità Sociale e il Microcredito e Consigliere della Camera di Commercio di Cuneo), Laura Orestano (CEO di SocialFare), Marco Cornetto (Social Business Developer di SocialFare) e Giuliana Gheza (Social/Service Designer di SocialFare) – ha selezionato i 10 team che accederanno al Granda Opportunity Day, l’evento in programma a fine primavera 2021 in cui le progettualità sviluppate durante il percorso verranno presentate a una giuria di potenziali investitori del mondo della Finanza a Impatto, già coinvolti lo scorso ottobre nel corso dell’evento “GrandUP! La finanza a impatto incontra il territorio”.

La giornata potrebbe anche essere occasione per accedere a FOUNDAMENTA, il programma di accelerazione per startup a impatto sociale di SocialFare, come già accaduto in occasione della scorsa edizione di GrandUP! con i progetti Humus ed Ecostalla.

Queste le progettualità selezionate che accederanno all’evento:

  • 8 PARI
  • La Casa di Peter Pan
  • Paraloup
  • Seila waste innovation
  • Nuovi Mondi
  • Nuove Frontiere Educative
  • Andirivieni cohousing agricolo
  • Gateway la porta dell’inclusione
  • Cultourism cultura – eventi – turismo
  • Il bosco come scuola, il bosco come risorsa

5 progetti sono stati inoltre premiati con un cash wallet di 4.000 euro ciascuno, da investire secondo obiettivi e modalità da concordare con la Fondazione CRC:

  • 8 PARI
  • Seila waste innovation
  • Andirivieni cohousing agricolo
  • Nuovi Mondi
  • Nuove Frontiere Educative

Il percorso di crescita dei 10 team selezionati prosegue dunque nei prossimi mesi con un’attività di affiancamento in preparazione al Granda Opportunity Day di fine primavera.

A questo link le schede di presentazione di tutti i progetti che hanno seguito il percorso GrandUP! Imprese nelle due edizioni (2018-2020).

10° Social Impact Investor Day: le nuove startup di SocialFare si presentano agli investitori!

Torino, 21.01.2021 – Si è conclusa la 10° edizione di FOUNDAMENTA, il nostro programma di accelerazione per startup a impatto sociale!
I team di JoJollyFreedome, e Aqura/Mosaic si sono presentati al nostro network di investitori in un evento totalmente online.
L’evento è stato introdotto dal panel “IMPACT MAKING. Investire in imprese a impatto sociale: scenari nazionali ed internazionali” moderato da Laura Orestano, CEO di SocialFare, con ospiti:
  • Vincenzo Durante (Responsabile Area Occupazione Invitalia)
  • Giovanni Ravina (Chief innovation officer di Engie Eps)
  • Sertac Yeltekin (Fund Manager di ZingForce, Singapore)
Agli speaker il nostro caloroso ringraziamento per il prezioso contributo apportato all’iniziativa.
A seguire la gallery con alcuni scatti del backstage nelle diverse stanze della nostra sede Rinascimenti Sociali, in cui sono state allestite (in totale sicurezza) le postazioni per la regia e per i team presenti.
Foto by Giusti Eventi
— Clicca su un’immagine per vedere lo slideshow —

#ImpactStories / Interviste

Come cambierà nel prossimo futuro il contesto socio-economico in cui viviamo e operiamo?
Quale può e deve essere il nuovo ruolo dell’Innovazione Sociale durante e post emergenza Covid-19?

Ecco cosa ci hanno detto alcuni componenti del nostro Consiglio di Amministrazione:

Intervista a Don Danilo Magni, Presidente Onorario di SocialFare:

 

Intervista a Giulia Scagliarini, Consigliera di Amministrazione di SocialFare:

_ Come cambierà nel prossimo futuro il contesto socioeconomico in cui viviamo e operiamo?

L’attuale pandemia del coronavirus (Covid-19) sta avendo fortissimi impatti sanitari, economici e psicologici che rischiano di causare maggiori danni a coloro che già si trovano tra le categorie più deboli. Questa emergenza ha messo in luce alcune fragilità del nostro sistema, ma può e deve essere anche un’opportunità di innovazione, non soltanto tecnologica ma soprattutto sociale e di processo, auspicando che l’innovazione sia promossa e raccolta anche dalle Istituzioni perché diventi trasformativa delle politiche e dei modelli di servizio.

_ Che ruolo possono avere gli Innovatori Sociali, le istituzioni, gli investitori?

La crisi che nel brevissimo va affrontata è quella sanitaria, ma per rispondere adeguatamente anche a quella economica e sociale è necessario catturare i bisogni emergenti nel breve con uno sguardo al medio/lungo periodo, facendo co-progettazione e ripensando i modelli organizzativi in modo resiliente, puntando sullo sviluppo delle competenze e su azioni di accompagnamento al cambiamento. Ad esempio la Compagnia di San Paolo ha agito in questa direzione mettendo in campo interventi di carattere emergenziale finalizzati a mitigare le situazioni più complesse dal punto di vista sociale, educativo, culturale, accanto ad interventi di medio termine e azioni di sistema che guardano al post crisi.

Questa crisi poi, come scrive il CEO del GIIN, indica chiaramente anche l’urgente necessità del lavoro della comunità di investitori a impatto globale. Nel medio periodo saranno necessari investimenti in tecnologie, nuove soluzioni e cambiamenti sistemici che mirino a costruire un mondo più resiliente e capace di affrontare le grandi sfide globali che anche l’Agenda 2030 ci pone.

ILO Entrepreneurship Weeks (IEW) | Turin, 15-24 october 2018

About the IEW

The ILO Entrepreneurship Weeks (IEW) are a modular training programme developed by the International Labour Organisation (ILO) and its partners to promote entrepreneurial growth and to strengthen the development of enterprise ecosystems worldwide.

The IEW offer participants a flexible and tailor-made learning experience across the spectrum of entrepreneurship-related tools and topics.  Combined with innovative side events, study visits and networking gatherings, the IEW connect participants with entrepreneurs, business associations and policy makers to exchange knowledge, generate new ideas and explore opportunities.

What will you learn during the IEW

Micro, small and medium-sized enterprises (MSMEs) are the engines of our economies. Research shows that the majority of jobs in the world are created by MSMEs and that small firms drive regional economic performance by creating knowledge spillovers, trading new goods and services and stimulating innovation. Promoting entrepreneurship and supporting incumbent firms has therefore become a prominent feature of national development planning.

The IEW will introduce participants to entrepreneurship-related tools and topics that account for the diversity of the entrepreneurship phenomena across contexts. By choosing one out of three options, participants can individualise their learning paths and select the training content most relevant to them. 

You can choose to attend 2 or 3 modules, and the topic that interests you the most in each module.

More about the trainig programme

How will you learn at the IEW

The IEW combine expert input with applied learning methodologies. Participants will be exposed to group-based learning methods, including expert presentations, case studies and study visits, to ensure a high-quality learning experience.

Special emphasis is put on informal learning and knowledge exchange during side events and network gatherings.

 

Info

Location: International Training Centre of the ILO in Turin, Italy

Deadline for applications: 07 September 2018

Contact: enterprise@itcilo.org

Service Designer | Entra a far parte del nostro team!

SocialFare, Centro per l’Innovazione Sociale, ha lanciato un veicolo di investimento seed (SocialFare Seed) ed è giunto alla quinta edizione del suo programma di accelerazione per startup ad impatto sociale (FOUNDAMENTA#5).

Il crescere delle attività richiede un ampliamento del team di accelerazione.

Competenze richieste:

Pertanto SocialFare è alla ricerca di una nuova risorsa che:

  • lavori a stretto contatto con il team di gestione per supportare tutti gli aspetti del programma di accelerazione (call, selezione, accelerazione, organizzazione investor day, etc.);
  • sia di supporto nello sviluppo prodotto/servizio delle startup accelerate.

Lavorando con il team SocialFare, il candidato avrà l’opportunità di:

  • Lavorare in un settore in rapida espansione;
  • Lavorare in un ambiente lavoro estremamente professionale, giovane e dinamico;
  • Entrare in contatto con un ampio network di startup, mentor e imprenditori, aziende, fondazioni, business angel, fondi di investimento, enti di ricerca leader nel settore dell’innovazione sociale in Italia e in Europa;
  • Analizzare e approfondire oltre 300 diverse progettualità all’anno;
  • Apprendere, praticare ed evolvere le proprie expertise;
  • Collaborare su prodotti e servizi che generino reale impatto sociale

Il candidato sarà esposto ad un ambiente di lavoro estremamente professionale, giovane e dinamico.

Il candidato/a ideale dovrà possedere i seguenti requisiti:

    • Laurea magistrale in una delle seguenti discipline: Service Design, Systemic Design;
    • Esperienza nel campo del service e product development;
    • Forte passione per il mondo delle startup;
    • Esperienza nel campo dell’innovazione sociale;
    • Buone conoscenze del pacchetto office e programmi di grafica;
    • Buone doti comunicative, analitiche e capacità di problem solving;
    • Forti capacità organizzative e di gestione del tempo, con attenzione ai dettagli;
    • Capacità di lavorare sia in autonomia sia in gruppo;
    • Ottima conoscenza della lingua inglese.

Durata del contratto:

Contratto a tempo indeterminato preceduto da periodo di prova o stage.

Retribuzione:

Commisurata all’esperienza.

Application deadline    21 Gennaio 2018

Starting date                     Febbraio 2018

Come applicare:

laura.orestano@socialfare.org con oggetto “Candidatura Service Designer– Nome_Cognome” allegando:

  • Curriculum vitae;
  • Lettera motivazionale.

Business Analyst | Entra a far parte del nostro team!

SocialFare, Centro per l’Innovazione Sociale, sta lanciando il suo quarto programma di accelerazione e un veicolo di investimento seed per startup ad impatto sociale.

Il crescere delle attività richiede un ampliamento del team di accelerazione.

Pertanto SocialFare è alla ricerca di una nuova risorsa che:

  • lavori a stretto contatto con il team di gestione per supportare tutti gli aspetti del programma di accelerazione (call, selezione, accelerazione, organizzazione investor day, etc.);
  • sia di supporto nella preparazione della documentazione a supporto per la realizzazione e finalizzazione degli investimenti (project management, contrattualistica, investment monitoring, reporting);
  • sia di supporto nell’analisi e nella realizzazione di business plan e financials per le startup.

Competenze richieste:

Il candidato/a ideale dovrà possedere i seguenti requisiti:

  • neolaureato oppure fino a tre anni di esperienza;
  • laurea in economia, ingegneria gestionale oppure in materie scientifiche;
  • forte passione per il mondo startup e tecnologie informatiche;
  • forte passione per la social innovation;
  • buone conoscenze di Excel e Powerpoint;
  • buone doti comunicative, analitiche e capacità di problem solving;
  • capacità di lavorare sia in autonomia sia in gruppo;
  • buona conoscenza della lingua inglese.

Il candidato sarà esposto ad un ambiente di lavoro estremamente professionale, giovane e dinamico.

Durata del contratto:

Contratto a tempo indeterminato preceduto da periodo di prova o stage.

Retribuzione:

Commisurata all’esperienza.

Luogo:

Presso Rinascimenti Sociali.
Via Maria Vittoria 38, Torino.

Come applicare:

Inviare una mail a monica.paolizzi@socialfare.org con oggetto “Candidatura per posizione: Business Analyst”.
Allegare CV insieme ad una lettera di presentazione/motivazione.

Accelerazione di conoscenza per l’innovazione culturale

Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.

SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale con Accademia Maurizio Maggiora e Intesa Sanpaolo Formazione, ha lanciato il progetto Art-è: il programma di accelerazione per le imprese culturali del futuro.

Nel 2015, il valore aggiunto prodotto dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo in Italia ha sfiorato i 90 miliardi di euro (+538 milioni rispetto al 2011), ovvero il 6,1% della ricchezza complessivamente prodotta dal Paese, considerando l’apporto della componente privata, prevalente tra tutte, così come il contributo offerto dalle istituzioni pubbliche (centrali nelle attività di valorizzazione e conservazione del patrimonio storico e artistico) e dal mondo del no profit (presente soprattutto nelle performing arts e nelle arti visive). 

Fondazione Symbola – Unioncamere, Io sono Cultura – Rapporto 2016

Un risultato raggiunto grazie all’impiego di quasi 1,5 milioni di occupati che, anche in questo caso, rappresentano una quota sul totale dell’economia pari al 6,1%. Il dato sull’occupazione è ancor più interessante se si considera come, nel confronto con il 2011, a fronte di una riduzione complessiva di circa 360mila occupati, si sia registrato un piccolo aumento riferibile al Sistema Produttivo Culturale e Creativo (+3.600 circa).[ondazione Symbola – Unioncamere, Io sono Cultura – Rapporto 2016]

È sempre difficile catturare in maniera adeguata i dati relativi al sistema produttivo culturale e creativo: sfuggenti sono i suoi confini, e sempre mobile la sua evoluzione. La diffusione di internet, la convergenza dei canali e dei dispositivi di comunicazione, l’avvento dei social network e delle piattaforme di user generated contents hanno cambiato completamente il nostro modo di produrre, distribuire e fruire della cultura. Questi aspetti hanno contribuito ad ampliare il raggio di azione che la produzione culturale si è cercato di tracciare negli anni, come nel modello proposto dall’economista David Throsby (2008) che attraverso diversi cerchi concentrici individua l’estensione di questo ambito partendo da un core di industrie con un’alta densità di contenuti creativi che non possono essere organizzati industrialmente, fino ad arrivare all’experience economy, in cui sono raggruppati settori non-culturali che hanno tuttavia subito una penetrazione sempre più pervasiva dei contenuti culturali.

Alla base di questa trasformazione, oltre ai nuovi strumenti offerti dalla tecnologia e da una potente ibridazione con ambiti maggiormente orientati al business, c’è il tentativo da parte della Cultura di acquisire una nuova sostenibilità economica, sulla spinta dalla necessità di reperire fondi diversi dalle sempre più esigue risorse pubbliche. Un percorso delicato, che costringe le realtà attive in questo ambito ad avviare un dialogo strutturato con il mercato, senza però perdere di vista la propria missione. Un percorso che per molti aspetti può essere considerato gemello a quello già tracciato dall’Innovazione Sociale.

“Troppo spesso l’etichetta «innovazione culturale» è risultata essere un mero sinonimo di approcci esclusivamente imprenditoriali alla gestione della cultura. Si tratta di una condizione necessaria, in taluni casi, ma non certo sufficiente a trovare le risposte a ciò su cui la complessità del contemporaneo ci porta a interrogarci. Non si può immaginare che, in un paese dove le imprese continuano a chiudere, la chiave di volta di un settore tanto delicato come quello culturale sia sic et simpliciter «fare come le imprese». Perché la cultura non può essere vista solo in chiave economica, ma deve coinvolgere necessariamente le sfere della cittadinanza e della partecipazione alla vita democratica. In quest’ambito, semmai, la progettazione può farsi «intrapresa», adottando uno spirito «imprenditivo», più che imprenditoriale.”

Da “La cultura in trasformazione: l’innovazione e i suoi processi”,
a cura di CheFare edito da Minimum Fax

Mentre lo Stato Italiano cerca di colmare il gap che lo separa da altri stati europei con iniziative come quella dell’Art Bonus, fioriscono le iniziative regionali (stimolate soprattutto dai finanziamenti europei per lo sviluppo regionale) e nuovi attori si fanno promotori di questa trasformazione con bandi dedicati a questo ambito. L’innovazione culturale deve quindi saper superare formule facili, favorendo la convergenza di attori differenti, ma soprattutto deve elaborare soluzioni nuove capaci di coinvolgere e accogliere nuovi pubblici. Per questa ragione è nata Innovart-e, l’associazione temporanea di scopo che riunisce SocialFare® | Centro per l’Innovazione, Accademia Maurizio Maggiora e Intesa Sanpaolo Formazione. Innovart-e ha lanciato online il bando di selezione per Art-è: il programma di accelerazione per le imprese culturali del futuro.

Art-è è l’opportunità per team organizzati in maniera informale o formalizzati (nonprofit) attivi in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, di acquisire nuove conoscenze, competenze e trovare uno spazio di sperimentazione in cui verificare la propria progettualità, supportati da professionisti. I team potranno così trovare il miglior modello di business e trasformare la propria idea in impresa culturale.  Le progettualità candidabili riguardano le aree delle industry culturali che vanno dal gaming (applicato ad educazione e intrattenimento) fino all’editoria, passando per design, comunicazione e storytelling, valorizzazione del patrimonio storico-artistico e antropologico, performing arts (teatro, danza e musica), e arti visive (video making, cinema, illustrazione, fotografia, arte digitale).

È ora online il form per candidarsi al sito www.innovart-e.it (termine ultimo di presentazione della domanda: ore 12:00 del 24 marzo 2017). Il programma avrà luogo dal 6 aprile al 5 giugno a Torino, ospitato da due prestigiose location nel centro della città: Rinascimenti Sociali e il grattacielo Intesa Sanpaolo.

Il desiderio di rinnovamento ormai condiviso da produttori e fruitori ha portato ad un vivissimo fermento culturale e ad una profonda trasformazione dei linguaggi espressivi, rendendo necessario lo sviluppo e il supporto di nuovi modelli di progettazione, produzione e consumo culturale. Un processo d’innovazione in ambito culturale chiamato a tenere in considerazione i nuovi utenti, sempre più eterogenei e alla ricerca di un ruolo attivo,  e della rapida evoluzione digitale degli strumenti a disposizione. In tale contesto è necessario che organizzazioni culturali nuove, oppure già esistenti, siano supportate nella propria progettualità, affinché possa svilupparsi (anche) in impresa culturale. Questa è la visione e la missione di Art-è.

Scarica il bando, visita il sito oppure guarda il video di presentazione:

Stay tuned!

Art-è

        

L’importanza dei corpi intermedi nei processi di Innovazione Sociale

Rendere le città e le comunità sicure, inclusive, resistenti e sostenibili.

SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale è tra i corpi intermedi presentati dalla ricerca “L’Innovazione Sociale e i Comuni: istruzioni per l’uso”, enti capaci di generare convergenza e favorire lo sviluppo di servizi e soluzioni innovative alle più pressanti sfide sociali che si propongono nelle città.

 

Nuovi concetti e nuove parole chiave hanno iniziato ad animare il lessico delle politiche pubbliche e del governo: smart city, social innovation, sharing economy, co-design, civic hacking, crowdfunding. Un vasto insieme di valori e pratiche analizzate dall’indagine “L’Innovazione Sociale e i Comuni: istruzioni per l’uso“, condotta nell’ambito della collaborazione tra ANG, ANCI e Fondazione IFEL.

L’accezione di Innovazione Sociale che i ricercatori ANCI Massimo Allulli, Annalisa Gramigna, Valentina Piersanti – coordinati da Paolo Testa- hanno scelto è ripresa dall’OCSE (2011), che definisce l’Innovazione Sociale come il processo che soddisfa i “nuovi bisogni che non hanno ancora trovato risposta nel mercato” e di creazione di “nuovi, più soddisfacenti modi di integrazione dell’offerta esistente tramite il coinvolgimento delle persone nella produzione”. Motivo di interesse per questi processi è in primo luogo il cambiamento nelle relazioni sociali e la maggiore inclusione generata nei processi di governance (come osservato da Moulaert, 2013).

La ricerca, che ha coinvolto 40 testimoni privilegiati, oltre 200 tra assessori, esperti ed innovatori, e mappato più di 1000 progetti su tutto il territorio nazionale, restituisce un quadro dinamico e complesso nel quale l’innovazione sociale calata in questo ambito cessa di essere un concetto astratto o una mera pratica di sopravvivenza urbana, per iniziare a modificare processi decisionali locali e politiche urbane. Ma attraverso quali vie i comuni possono avvicinarsi a questo ecosistema?

In accordo con la definizione OCSE, le innovazioni sociali analizzate vengono lette in funzione dei bisogni che le hanno generate, partendo da quelli primari: mangiare, abitare, lavorare, muoversi e partecipare. Ciò che ne emerge è un articolato puzzle del cambiamento fatto di nuove forme organizzative, progetti e soluzioni già attive in diversi comuni italiani. Proposte eterogenee sia per struttura che per modelli di sostenibilità, che vanno dal volontariato alla creazione di start-up a impatto sociale. A fronte dello scenario così delineato il ruolo dei Comuni è costretto a superare l’approccio delle politiche verticali, accogliendo una nuova logica di co-creazione orientata alla messa a valore delle esperienze.

L’Unione Europea è il livello istituzionale che per primo e con maggiore continuità ha prodotto iniziative e politiche per favorire l’innovazione sociale. L’ingresso della Social Innovation nell’agenda politico-istituzionale italiana è avvenuto nel passato periodo di programmazione, con un lieve ritardo rispetto alle riflessioni europee, ma con un significativo slancio iniziale. A dare gambe alla social innovation made in Italy nella fase iniziale sono state, infatti, iniziative del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Agenzia per della Coesione Territoriale.

Una dimensione economica che ha cercato in startupper e terzo settore un potenziale rilancio delle economie locali. Con la nuova stagione delle politiche nazionali, la traiettoria sembra cambiare: il tema dell’innovazione sociale e i suoi protagonisti rientrano ora in una cornice più ampia, che include anche le politiche del lavoro, le politiche sociali e le politiche urbane e che riporta al centro del nuovo schema d’azione gli enti con le proprie specifiche competenze istituzionali. Torino e Milano sono le città di riferimento per queste prime sperimentazioni.

Tra i driver che stanno spingendo l’innovazione sociale un ruolo di primo piano è rivestito dai soggetti intermedi e dalla finanza sociale.

“Hanno nomi poco evocativi (SocialFare®, ItaliaCamp, Rena, Rural Hub, Talent Garden, LabGov, Ashoka, Toolbox, Avanzi, TopIX, ecc.) e sfuggono alla possibilità di essere identificati sulla base di una particolare forma giuridica. Ciò che le caratterizza è, invece, l’appartenenza ad uno stesso sistema culturale riconoscibili da alcuni elementi peculiari: la scelta del modello della rete come riferimento organizzativo e relazionale; i metodi che stanno alla base della loro azione (il co-design per la progettazione delle politiche ma anche dei servizi, la condivisione, la co-produzione, ecc.); la loro informale appartenenza a club internazionali; il linguaggio utilizzato; la loro attitudine hacker.”

Dall’analisi effettuata nei focus territoriali appare chiaro che la loro presenza tra gli attori dell’ecosistema locale può fare la differenza in termini di velocità, modalità e occasioni, del cambiamento. Ma chi sono? Si tratta di soggetti che sono, di fatto, nuovi “corpi intermedi” e “soggetti aggregatori”. Sono organizzazioni che hanno funzioni ibride all’interno dell’ecosistema dell’innovazione sociale, contribuiscono all’ecosistema, lo determinano nelle sue caratteristiche specifiche, si relazionano – tra loro, con le amministrazioni, con altre organizzazioni – generando vari effetti: nuovo lavoro, innovazioni tecnologiche, soluzioni di servizio innovative, ecc.

SocialFare® ha la funzione di corpo intermedio anche nel far incontrare domanda e offerta nell’ambito della finanza a impatto, come nel caso del Social Impact Investor Day. Questa nuova branca della finanza, di cui avevamo già parlato con il professor Alessandro Lanteri, nasce sullo stimolo del crescente gap tra bisogni sociali e spesa pubblica (come evidenziato dal Rapporto della Social Impact Investment Task Force che stimava il gap tra bisogni sociali e spesa pubblica attorno ai 50 miliardi di euro nelle proiezioni per il periodo 2014-2020) . Per questa ragione entrano in gioco nuovi soggetti finanziari e nuovi strumenti di finanza a impatto sociale, caratterizzati dalla capacità di considerare l’investimento rispetto a una logica che mette sullo stesso livello la natura economica e quella sociale dell’iniziativa, in modo da favorire interventi economicamente sostenibili nel tempo in grado anche di creare vantaggi per il territorio e per le comunità. Un mercato ibrido tra filantropia e finanza che coinvolge intermediari finanziari ed enti locali, Pmi e grandi imprese, organizzazioni non profit e società civile.

Il rapporto di ricerca si chiude con alcune raccomandazioni avanzate ai comuni da esperti, innovatori, coworker, dirigenti, startupper, accademici, politici, ecc., coinvolti nell’indagine. Una ricerca utile ad osservare come le proposte dal basso, l’innovazione sociale e le politiche territoriali stiano dando forma al cambiamento: scarica qui la ricerca completa.

SOCIAL IMPACT INVESTOR DAY: da Torino l’economia che innova

Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.

SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale con un’ampia rete di partner nazionali ed internazionali accelera impresa a impatto sociale attraverso il design sistemico e il design thinking, le tecnologie abilitanti, social finance, mentoring e networking per la scalabilità.

27 gennaio 2017

Si è appena chiuso, presso gli spazi di Rinascimenti Sociali, il Social Impact Investor Day. Oggi la sfida per le start-up che hanno partecipato al programma di accelerazione gestito da SocialFare® è stata conquistare  gli investitori, e convincerli a finanziare il loro business a impatto sociale. I team delle 7 start-up accelerate hanno avuto la possibilità di verificare i progressi compiuti in questi 4 mesi, e di avviare il dialogo con importanti investitori del panorama nazionale.

Ad ottobre 2016, quando sono state selezionate attraverso la call FOUNDAMENTA#2 tra più di 100 proposte arrivate da tutta Italia,  le start-up presentavano livelli diversi di sviluppo ed hanno lavorato per 4 mesi con dedizione e passione al proprio miglioramento per divenire attrattive per gli investitori e per la società.

Negli ultimi giorni precedenti il Social Impact Investor Day, gli startupper hanno lavorato in dialogo serrato con il team di accelerazione di SocialFare® per perfezionare il proprio business model, strutturare i financials e costruire una narrazione efficace nei 5 minuti del pitch.

Chi di loro sarà riuscito a stimolare la curiosità degli investitori? Molto difficile dirlo ora, al termine di questa intensa giornata.”. Commenta Monica Paolizzi, coordinatrice del team di accelerazione di SocialFare®.

Il dialogo con gli investitori è la costruzione di un rapporto di fiducia, e in quanto tale richiede tempo. L’obiettivo per noi era che le start-up riuscissero a raccontare il proprio prodotto, la propria soluzione innovativa a impatto sociale, rendendo credibile la solidità dei loro business model agli occhi degli investitori, che per assumersi i rischi connessi all’innovazione, soprattutto applicate alle sfide sociali, devono anche innamorarsi dell’idea.” Monica Paolizzi, coordinatrice del team di accelerazione di SocialFare®

Osservare il modo in cui startupper e investitori hanno portato avanti il dialogo durante e al termine dell’evento induce ad essere ottimisti..

A introdurre il Social Impact Investor Day è stata Laura Orestano, CEO di SocialFare®, che ha presentato il contesto dell’impact investing e raccontato come Torino sempre più possa posizionarsi come città ideale per lo sviluppo di questo nuovo ramo finanziario.

Il primo team a salire sul palco è quello di Merkur.io, che si è presentato portando con sé una valigetta dotata di un piccolo pannello solare: una tecnologia semplice che è parte del sistema innovativo sviluppato per facilitare, grazie a nuove tecnologie legate a cripto-valute e hardware a basso consumo, i programmi di Cash Transfer in occasione delle fiere umanitarie, a favore di rifugiati o vittime di catastrofi naturali nei paesi in via di sviluppo. La presentazione ha stimolato immediatamente molte domande da parte della platea. Gli investitori hanno chiesto delle esperienze sul campo maturate dal team, della loro visione di lungo periodo, e soprattutto degli eventuali rischi a cui il sistema potrebbe esporre le transazioni. Il team ha avuto così l’occasione di raccontare del pilot che partirà quest’anno in Congo, del modo in cui mira a costruire per il 2018 la connessione tra dimensione online e offline, e di come l’altissimo livello di sicurezza garantito da Merkur.io sia reso evidente dall’impossibilità per gli sviluppatori stessi di intervenire sulle transazioni.

È seguito Yeerida, il primo content provider che permette un’esperienza di lettura gratuita in streaming dei testi letterari liberi o protetti da diritti d’autore.  Le prime domande, rivolte al team, hanno riguardato il quadro legislativo, ma soprattutto il rapporto con la SIAE. La risposta è stata pronta: la piattaforma non distribuisce contenuti, ma li condivide. Al momento non si crea conflitto né concorrenza. I contenuti, infatti, ad oggi non possono essere scaricati dagli utenti, ma solo consultati online. Altra novità, la possibilità di proporre formati innovativi e monitorarne il successo. La piattaforma offre, inoltre, strumenti di audience engagement capaci di aprire il dialogo tra domanda e offerta e connettere la dimensione web all’editoria tradizionale, come nel caso della campagna social dove gli utenti di Yeerida sono stati invitati a mostrare la preferenza tra titoli ormai fuori catalogo, perché il più votato fosse ristampato.

Il team di Open Terzo Settore ha presentato con un video, che ha catturato immediatamente l’attenzione del pubblico, la sua piattaforma: “Italia non profit, database lanciato all’inizio di gennaio. Un sistema unico, standardizzato, dedicato alla raccolta di dati sul Terzo Settore. “Italia non profit” mira a sopperire alla scarsità di informazioni, qualificate e organizzate, che ad oggi limita la crescita di questo ambito. L’obiettivo è rendere più facile ed efficace l’incontro tra domanda e offerta di servizi di utilità sociale, offrire efficaci analisi e confronti sulle performance degli enti non profit, generare ricerche e studi di settore, e realizzare sistemi di analisi ed elaborazioni personalizzate di dati. Proprio sulla raccolta di questi ultimi si sono concentrate le domande degli investitori. Il processo di raccolta ne garantisce l’affidabilità: l’utente compie una prima registrazione in autonomia, e i dati così inseriti vengono poi validati, ed arricchiti, grazie al confronto incrociato tra diversi database. Ad oggi più di 200 enti si sono già registrati, e molti lo stanno facendo in questi giorni.

Più complesso è stato presentare Apical, progetto innovativo che propone un sistema alternativo di raccolta fondi per ONG, grazie alla connessione con il sistema di promozione e ticketing per eventi culturali e sportivi. Il modello,  in questi giorni, ha validato il proprio minimum viable product  di social impact ticketing. L’obiettivo è costruire un servizio dedicato, che non si limiti a dialogare con il ticketing, ma che favorisca il networking tra organizzazioni e l’audience engagement. L’idea è che sia il “valore” a connettere stili di vita, supporto ad attività benefiche, e consumo culturale. Un primo test è stato condotto nell’ambito del festival Re:Found:Jazz a Torino e oltre 10 collaborazioni, italiane ed europee, sono già in programma per il 2017.

Una breve pausa per tornare subito a confrontarsi su un’altra proposta innovativa: Pharmatruck, piattaforma che permette di acquistare online i prodotti offerti dalle farmacie della propria città, e riceverli comodamente a domicilio entro 60 minuti dall’ordine. Il mercato in cui la start-up si propone è nuovo, e l’urgenza è creare una barriera rispetto a possibili competitor. Ad oggi copre già il 20% delle farmacie a livello nazionale, e sono in corso accordi con i principali fornitori di gestionali per farmacie. Giganti come Amazon al momento non possono inserirsi in questo mercato, e rispetto ad aziende affini Pharmatruck si differenzia per i prodotti interessati dal suo servizio.

Molto esteso, e ancora poco esplorato, è invece il mercato a cui mira Bed&Care. Un progetto di rete che permette alle aziende turistiche di integrare la propria offerta con servizi mirati, consentendo di soddisfare le esigenze di una nicchia rimasta fino ad ora scoperta: i viaggiatori con disabilità ed esigenze specifiche di assistenza. Nel rispondere alle domande degli investitori il team chiarisce l’estensione del target, che va dagli anziani ai disabili. Al momento molte persone con esigenze di assistenza non vanno in vacanza, specialmente in Italia. L’idea è quella di non fermarsi ad eliminare le barriere architettoniche di hotel e luoghi turistici, ma di rivoluzionare la concezione dell’accessibilità, attraverso strumenti che la rendano più veloce da ottenere e servizi personalizzati rispetto alle diverse necessità. La strategia elaborata è il frutto di un anno intero di studio del settore e delle esigenze degli utenti.

A chiudere le presentazioni è Xnoova, l’azienda che propone di innovare il sistema di apprendimento nella scuola italiana grazie a nuove soluzioni tecnologiche. In particolare, attraverso il prodotto  Chimpa, suite di app per la didattica su tablet (iOS e Android) che va incontro alle esigenze di coordinamento, profilazione, gestione e monitoraggio dei device nelle scuole primarie e secondarie. Recentemente il prodotto è stato implementato con un servizio cloud, che permette di abbattere i costi e aumentare l’accessibilità per le scuole.

Al termine dei pitch un buffet ha accolto i partecipanti per continuare il networking e portare avanti in maniera informale il dialogo con gli investitori maggiormente interessati.

Nelle prossime settimane, SocialFare® avvierà il follow up con gli investitori e le start-up per sostenerne il dialogo verso l’investimento.

Qui trovi lo storify del Social Impact Investor Day.

Continua a seguire il blog “People Innovation” per leggere le interviste agli startupper e agli investitori, e non perdere gli aggiornamenti relativi a tutti i successi delle start-up sulla pagina facebook e twitter di SocialFare®.