Si è conclusa la GrandUP! IMPACT Mountain School: cosa ci portiamo a casa

Torino, 3 agosto 2022 – Si è conclusa domenica 24 luglio la 2ͣ edizione della GrandUP! IMPACT Mountain School che si è tenuta nella borgata di Ostana (CN): 6 giornate di formazione che hanno visto il coinvolgimento di 19 partecipanti provenienti da tutta Italia.

Dopo i primi quattro giorni spesi a ridefinire ​​il problema sociale ed approfondire la visione del proprio progetto, i ragazzi hanno lavorato alla costruzione del modello di business che possa garantire una sostenibilità economica grazie alle attività guidate dalla nostra Social Economist Anthea Vigni.

Step successivo è stato immaginare la propria rete di contatti e collaborazioni, riuscendo a definire la roadmap per avviare il prodotto/servizio di montagna. Oltre ai momenti individuali di lavoro, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di incontrare Martina Zullo, che ha preso parte alla 1° edizione della Mountain School presso la Borgata Paraloup. Martina ha condiviso la sua esperienza e quella del progetto messo in piedi a partire dalla scorsa estate, dando spazio a riflessioni e rispondendo alle tante domande e curiosità dei ragazzi.

Infine, eccoci arrivati all’ultima giornata durante la quale i partecipanti si sono preparati e allenati a presentare il loro progetto attraverso la realizzazione di slides e del loro pitch, che hanno poi esposto al resto del gruppo e al team SocialFare. Il tempo di un ultimo pranzo insieme al Rifugio e poi via alle sessioni di feedback individuali e alla plenaria, dove ci siamo definitivamente salutati dopo 6 giorni passati insieme.

Ritorniamo a Torino entusiasti di questa esperienza e cogliamo l’occasione per ringraziare:

  • tutti i partecipanti alla scuola, per la loro voglia di mettersi in gioco e condividere;
  • gli esperti intervenuti in queste giornate, per il valore che hanno portato al programma e alle sessioni di approfondimento (Beatrice Verri, Silvia Rovere, Giacomo Lombardo, Antonio De Rossi, Giampiero Lupatelli, Federico Bernini, Laura Cantarella, Vanda Bonardo, Martina Stanga, Andrea Membretti, Monica Gilli, Roberto Colombero, Anna Rodewald, Martina Zullo oltre all’intervento di Davide Merlino);
  • gli artisti di Teatro Sequenza che hanno realizzato per noi una performance di improvvisazione teatrale unica;
  • il Rifugio La Galaberna per la calorosa ospitalità e l’opportunità di realizzare la scuola in un luogo bellissimo;
  • la Fondazione CRC che anche questa volta, nell’ambito di GrandUP! IMPACT, ci ha dato fiducia e l’opportunità di sperimentare insieme nuovi modi di fare Innovazione Sociale sul territorio.

I nostri complimenti e migliori auguri di successo vanno ai due progetti vincitori della premialità “Mountain Follow-On“: Caterina Ferrato, con un progetto che vuole accompagnare i bambini e le persone tutte a trovare la propria crescita attraverso esperienze significative in natura e creare una comunità educante grazie all’utilizzo del bosco con spazio di apprendimento, e Monica Ponzone, il cui progetto imprenditoriale intende valorizzare in modo sinergico le potenzialità e virtù dell’ambiente montano con le esigenze del sociale grazie alla realizzazione di una residenzialità / imprenditorialità e turismo per categorie fragili. 

Il Mountain Follow-On offre l’opportunità alle due vincitrici di passare due giornate in montagna presso Borgata Paraloup (Rittana, CN) con attività di confronto 1to1 con gli esperti di SocialFare su specifici ambiti identificati come strategici per lo sviluppo del progetto.

 

>> Alcune foto

>> Il racconto della Mountain School: qui e qui

GrandUP! Impact Mountain School: a che punto siamo?

Ostana, 21 luglio – 12 ragazze e 7 ragazzi, di età compresa tra i 26 e i 61 anni, provenienti da 4 regioni diverse, il 68% dei quali già lavora/studia nell’ambito del suo progetto – tutti con un obiettivo: fare crescere il loro progetto in maniera sostenibile per valorizzare, promuovere e sviluppare le aree interne e montane con gli strumenti dell’Innovazione Sociale. Ecco chi sono i protagonisti della Impact Mountain School 2022.

A che punto siamo? 

Dopo un primo momento di confronto con chi in montagna ci fa già impresa, grazie alle testimonianze di Beatrice Verri – direttrice della Fondazione Nuto Revelli che ha portato l’esperienza di Borgata Paraloup – e di Silvia Rovere e Giacomo Lombardo, sindaca e vice sindaco di Ostana – borgata oggi ripopolata attraverso interventi mirati di rigenerazione e cura del patrimonio architettonico locale – eccoci arrivati ai primi moduli della Impact Mountain School (Qui il racconto del primo giorno).

La mattinata di mercoledì 20 luglio ha visto una breve introduzione al tema dell’innovazione sociale e degli strumenti che mette a disposizione, con i partecipanti impegnati a “spacchettare” le sfide montane, per ridefinire il problema sociale sul quale ogni progetto deve intervenire passando dalla macro-sfida montana allo scenario che si intende creare.

ragazzi che lavorano con post it

La giornata, dedicata a capire e comprendere il contesto nel quale il progetto andrà a svilupparsi, si è conclusa con un’attività alla ricerca della visione del progetto (cercando di immaginarsi tra 10 anni quando il problema che si vuole risolvere non esisterà più) e della dichiarazione di impatto che si vuole generare.

Si è preparato così il terreno alle attività dei giorni successivi, che hanno visto e vedranno i partecipanti impegnati a capire come rendere sostenibile il progetto e fare rete, grazie al modulo dedicato alla strutturazione del modello di business e a quello centrato sui passi concreti da fare per costruire la propria rete di attori e la roadmap per avviare il prodotto/servizio di montagna. Per fare questo sono previsti dei momenti 1to1 con due esperti sociologi al servizio dei partecipanti per un confronto.

Un sentito grazie a Giampiero Lupatelli, economista territoriale e Vice presidente di CAIRE (il Consorzio che opera sui temi della programmazione territoriale e del disegno urbano), che ha portato l’esperienza di chi, da molti anni, si misura con politiche territoriali specialmente in montagna e nelle aree interne. Ci ha salutato lasciando un consiglio ai ragazzi: “Fate rete perchè da soli non si va da nessuna parte. Ci vuole tanto entusiasmo per quello che si vuole realizzare, ma occorre essere altrettanto spietati nel criticarsi: bisogna costruire il terreno per far attecchire la nostra idea e questo richiede essere disposti ad adattarsi al mondo, e non viceversa”.

Grazie alla Cooperativa di Comunità Viso a Viso che, attraverso il racconto di Federico Bernini e Laura Cantarelli, ha dato ai partecipanti l’opportunità di scoprire e approfondire quali siano le diverse forme con le quali è possibile strutturare un’impresa in montagna e a Vanda Bonardo, presidente di CIPRA Italia e responsabile nazionale Alpi per Legambiente, che ha riflettutto insieme ai ragazzi sopra i rischi e gli impatti legati all’ecosistema montano.

Al via la nuova edizione della GrandUP! Impact Mountain School

Ostana, 19 luglio 2022 – Al via la nuova edizione della Impact Mountain School, la scuola residenziale e gratuita per esploratori e/o futuri montanari promossa da Fondazione CRC nell’ambito del progetto GrandUP! IMPACT in collaborazione con SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale.

Da oggi fino a domenica 24 luglio i partecipanti saranno impegnati in 6 giornate di formazione nell’incantevole Ostana (CN) per acquisire e perfezionare conoscenze e competenze per far crescere la propria idea imprenditoriale nelle aree interne: teoria e pratica dell’Innovazione sociale, workshop pratici interattivi per imparare a progettare, testimonianze e casi di successo.

gruppo ragazzi sotto tettoia

 

Ad accompagnarli il team SocialFare insieme ad esperti e professionisti con un programma denso di incontri, stimoli ed occasioni di confronto grazie ad un approccio innovativo e ibrido di strumenti propri dell’Innovazione Sociale, con focus sulle Aree Interne montane. 

Sono 19 i partecipanti di quest’edizione 2022 che lavoreranno allo sviluppo della loro idea progettuale d’impresa. Tutti accomunati da un obiettivo: offrire soluzioni innovative adeguate alle esigenze attuali dell’ecosistema montano, che si trova oggi ad affrontare sfide nuove e complesse, in un’ottica che trasformi i problemi in opportunità.

Alla giornata di apertura hanno partecipato Beatrice Verri, Fondazione Nuto Revelli & Paraloup, Silvia Rovere e Giacomo Lombardo, del Comune di Ostana, e Antonio De Rossi, PoliTo, che ci ha accompagnato a visitare la borgata di Ostana. La Fondazione CRC ha portato i saluti ed inaugurato la School con un intervento di Davide Merlino, consigliere di amministrazione.

La scuola che innova: si apre il dibattito nell’ambito di GrandUP!

Può la scuola innescare processi di cambiamento e di innovazione a beneficio della collettività? Quale ruolo per i ragazzi e per gli insegnanti, preziose antenne sul territorio e potenziali innovatori? Quali alleanze con il sistema scolastico e con gli enti pubblico-privati per supportare lo sviluppo di idee nuove in risposta alle esigenze delle comunità locali?

L’ambiente scuola dovrebbe stimolare anche a uscire dalla scuola stessa, a guardarsi intorno. Facciamo sì che la scuola sia un incubatore di idee, che permetta un apprendimento anche informale, uno scambio di idee e riflessioni.

Alberto Sanino, studente e rappresentante della
Consulta provinciale degli studenti di Cuneo

Ne abbiamo parlato lunedì 30 maggio 2022 nello Spazio Incontri della Fondazione CRC, a Cuneo, nell’ambito dell’evento La scuola che innova, verso una società sostenibile. Racconti, ispirazioni e scenari di Innovazione Sociale fra i banchi di scuola: un’occasione per tirare le fila del percorso sperimentale GrandUP! IMPACT Magister e annunciare l’avvio della terza edizione di GrandUP! IMPACT Scuole. 

Di cosa si tratta?
GrandUP! IMPACT è il progetto della Fondazione CRC in collaborazione con SocialFare che dal 2018 ci vede impegnati in molteplici azioni volte a sviluppare l’ecosistema locale e valorizzare la provincia di Cuneo come territorio di Innovazione Sociale riconosciuto e attrattivo per investimenti, progettualità e imprese a impatto sociale. Quasi 2mila persone sono state finora direttamente coinvolte in 1.700+ ore di attività laboratoriali, formative e di co-progettazione insieme ai nostri esperti attraverso le diverse iniziative di GrandUP! IMPACT rivolte a nuove imprese a impatto sociale, futuri imprenditori di montagna, organizzazioni del Terzo Settore, scuole, enti pubblici, cittadini interessati.

In particolare, con le prime due edizioni di GrandUP! IMPACT Scuole abbiamo portato la progettazione sociale in 13 istituti superiori del cuneese, lavorando con 520 studenti in percorsi da 25 o 50 ore per ogni classe. I ragazzi hanno lavorato in team dando forma a un centinaio di idee progettuali volte a rispondere a specifiche esigenze collettive – in termini di inclusione sociale, sostenibilità ambientale, opportunità culturali, (…) – rilevate nella propria scuola o comunità di appartenenza. Alcune fra queste hanno vinto anche dei premi* (vedi qui). 

GrandUP! IMPACT Magister, il primo programma di accelerazione in Italia che porta i docenti delle scuole superiori ad essere attori e co-designer di innovazione sociale, è la naturale evoluzione dei progetti GrandUP! IMPACT Scuole. Lavorando in aula, a stretto contatto con i ragazzi, abbiamo infatti incontrato docenti recettivi, interessati e motivati a prendere spunto dal nostro approccio progettuale per farsi a loro volta promotori di nuovi modelli formativi, orientati a coinvolgere i ragazzi attraverso metodi che valorizzino il loro potenziale di innovatori e offrano la possibilità di mettersi in gioco lavorando su tematiche attuali, sentite, come il cambiamento climatico, gli SDGs, l’inclusione e l’integrazione culturale. 

Grazie alla Fondazione CRC, che anche in questo caso ha dato fiducia alla nostra capacità di sperimentare, nel a.s. 2021-22 abbiamo coinvolto 14 docenti di 3 istituti (IIS Baruffi di Ceva e Ormea, IIS Denina Pellico Rivoira di Saluzzo e IIS Vallauri di Fossano) della provincia di Cuneo in un percorso di formazione che permetta loro di padroneggiare e portare in aula alcuni strumenti e approcci progettuali tipici del Social Innovation Design. Un nuovo toolkit utile agli insegnanti per stimolare nei ragazzi la capacità di co-progettazione, una skill sempre più preziosa nella vita lavorativa e relazionale di ciascuno, determinante nel valorizzare l’intelligenza collettiva, nel permettere di comprendere le sfide più attuali della società e di elaborare soluzioni e idee innovative.

“È stato un percorso impegnativo e anche difficile – ha raccontato il prof. Claudio Cavallotto dell’IISS Vallauri di Fossano – soprattuto quando si è arrivati al cuore del percorso, la prototipazione. Ci sono stati momenti in cui si è pensato di non riuscire a stare al passo, ma la sfida è valsa la pena, è stato davvero interessante, perché forse per la prima volta con questi percorsi abbiamo davvero toccato con mano i problemi della scuola, cercando di lavorare tutti insieme e di coinvolgere tutte le figure interessate. Naturalmente questo deve essere un punto di partenza e non di arrivo: cercheremo davvero di portare avanti le idee venute fuori grazie al lavoro con gli esperti di SocialFare e GrandUP!”.

 

“A scuola, trovarsi a lavorare in gruppo in realtà non è così consueto – ha aggiunto il prof. Massimo Digennaro dell’Istituto Baruffi di Ceva – perché se è vero che ci sono le riunioni collegiali, è anche vero che in quelle occasioni spesso una persona parla e tanti ascoltano. Qui invece tutti abbiamo dato il nostro contributo. Ci auguriamo che sia solo l’inizio di un lavoro ben impostato con gli strumenti e il supporto che abbiamo ricevuto. Grazie!”

Ma non sono solo i docenti ad essere intervenuti al tavolo di confronto nel corso dell’evento GrandUP! IMPACT del 30 maggio:

“Mi aspetto una scuola in cui gli adulti, i docenti, siano di stimolo per la nostra generazione – ha raccontato Chiara Congera, studentessa del Liceo De Amicis e rappresentante dei Fridays for Future di Cuneo a maggior ragione perché la nostra generazione è pessimista, molti dei miei coetanei sono demotivati. Sarebbe bello avere una scuola più consapevole delle priorità attuali, come l’emergenza ambientale. Vorremmo docenti che insistano su iniziative costruttive in questa direzione, ad esempio che ci appoggino negli scioperi sul clima, che collaborino con noi ragazzi e ci offrano la possibilità di formarci ad affrontare queste sfide.”

 

“La scuola oggi non è un luogo in cui davvero si vive – ha osservato Alberto Sanino, studente dell’IISS Vallauri e referente della Consulta provinciale degli studenti di Cuneo – soprattutto dopo il periodo covid. È un luogo di apprendimento, ma non di confronto. Questo è un punto di partenza: perché non costruire un metodo di insegnamento più esperienziale e meno frontale, che davvero coinvolga gli studenti e li supporti nel fare propri i contenuti previsti nel programma formativo, attualizzandoli, aiutando a comprendere perché sono utili. Le idee nuove sono il motore pulsante che serve alla nostra società, e gli studenti hanno bisogno di percorsi meno rigidi per poterle maturare e sviluppare. Ci serve una guida, più che un percorso prestabilito, per costruire i nostri percorsi personali e quelli della società futura”.

 

“Spesso ci concentriamo sull’educazione rivolta agli studenti, e trascuriamo quella rivolta alle famiglie o a noi stessi – ha detto Mattia Sismondi della cooperativa La fabbrica dei suonimentre dare il buon esempio è il primo atto educativo in cui dovremmo impegnarci. Io cerco di farlo come genitore, ma anche attraverso le attività della nostra cooperativa, in cui tutti siamo responsabili, ad esempio, di monitorare e contenere l’impatto ambientale del nostro lavoro. Noi siamo incentivati anche dal fatto che gli sprechi si traducono in costi carico della nostra impresa, mentre mi capita spesso di notare scarsa attenzione in questo senso nelle strutture scolastiche, e penso che i ragazzi lo percepiscano”.

 

“Una scuola che guida verso società sostenibile è prima di tutto consapevole del fatto che stiamo vivendo la più grande crisi che l’umanità abbia mai affrontato –  ha dichiarato il prof. Filippo Cavallotto del Liceo De Amicis di Cuneo – per questo non ci vorrebbe una cassa degli attrezzi da fornire ai ragazzi, gli adulti del futuro?
Nella nostra scuola ci stiamo provando. Abbiamo per la prima volta creato una commissione, costituita da docenti e studenti, dedicata a trovare soluzioni nuove sul tema della sostenibilità ambientale. Inoltre proviamo a promuovere gite scolastiche sostenibili.  Cambiamento climatico, disastro ecologico, crisi economica, guerra… tutto questo porta naturalmente a demotivazione, ma forse è anche un momento per unire le forze e cambiare le cose, e questa potrebbe essere una narrativa affascinante per i nostri giovani. Non prepariamoci al peggio, ma prepariamoci a reagire insieme, dotando i ragazzi degli strumenti necessari per costruire una società più giusta”.

 

* I premi vinti dai progetti nati nelle scuole con GrandUP IMPACT:

1) Istituto Bianchi Virginio di Cuneo, 1° premio per Storie di Alternanza 2) ITIS Del Pozzo di Cuneo, premio alla finale della NAO Challenge 2019 – 3) Istituto Baruffi di Ceva: con il progetto AVEC (fatto da tutta la classe) ha ricevuto fondi per riqualificare uno spazio interno alla scuola

 

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Impact Mountain School: cercasi nuovi imprenditori per la montagna

6 giornate di formazione, confronto e approfondimento per far crescere o avviare la tua idea imprenditoriale nelle aree interne!

Sono aperte le iscrizioni alla GrandUP! Impact Mountain School: 6 giornate nell’antica borgata di Ostana (CN), dal 19 al 24 luglio 2022, dedicate a chi desidera progettare un futuro di vita, lavoro e impresa in montagna, per generare impatto sociale e nuova economia nelle aree interne.

L’iniziativa è della Fondazione CRC in collaborazione con SocialFare ed è aperta ad un massimo di 20 partecipanti con un progetto da avviare/sviluppare e provenienti da tutta Italia.

È possibile candidarsi fino al 31 maggio 2022: scopri a seguire tutti i dettagli!

ragazzi che camminano su un sentiero

La 2° edizione della GrandUP! IMPACT Mountain School si svolgerà dal 19 al 24 luglio 2022 ad Ostana (CN), antica borgata ai piedi del Monviso oggi ripopolata grazie ad alcuni interventi di rigenerazione e cura del patrimonio architettonico locale, così restituito alla comunità.

La School prevede un intenso programma di incontri, momenti di formazione e confronto in cui i partecipanti potranno sperimentare strumenti e approcci di Social Impact Design e Innovazione Sociale e acquisire competenze utili ad avviare e far crescere la propria idea imprenditoriale, approfondire gli aspetti di sostenibilità (sociale, ambientale, economica) e fare rete.

DOVE

Le attività si realizzeranno prevalentemente presso le strutture del Rifugio La Galaberna ad Ostana (CN), centro sportivo e culturale immerso nella natura e punto di partenza per percorsi di scoperta del territorio.

COSA

Il programma, suddiviso nelle 6 giornate, prevede:

  • sessioni di formazione con esperti di Innovazione Sociale e imprenditorialità a impatto
  • workshop di progettazione (product/service design)
  • strumenti per costruire il modello di business e la sostenibilità economica del progetto
  • talk e momenti di confronto anche 1to1 con esperti
  • testimonianze di esperienze di vita, lavoro e impresa in montagna
  • casi di successo imprenditoriali e di valorizzazione del territorio 

Al termine della settimana di formazione la Fondazione CRC assegnerà una premialità ad un massimo di 2 fra i progetti partecipanti, selezionati da un panel multidisciplinare di esperti.

PER CHI

La Impact Mountain School è aperta a un massimo di 20 partecipanti da tutta Italia (10 posti sono riservati a persone provenienti dalla provincia di Cuneo). Possono candidarsi persone con una progettualità da avviare o sviluppare finalizzata a generare nuova economia e impatto sociale positivo nelle aree interne. 

Saranno selezionate soluzioni innovative o idee di impresa che rispondano a una delle seguenti sfide montane, volte a creare:

  • nuova comunità: promozione di progetti o servizi realizzati dalla comunità in favore della collettività
     
  • nuovo abitare: valorizzazione del patrimonio pubblico/privato locale e delle peculiarità territoriali per favorire l’insediamento stabile nelle aree interne e forme di turismo sostenibile
     
  • nuova biodiversità: valorizzazione del patrimonio naturale esistente, della storia e tradizione del territorio
     
  • nuova prossimità: promozione di progetti o servizi che soddisfino in modo efficiente, efficace e innovativo i bisogni essenziali delle comunità locali.
     

COME PARTECIPARE

Leggere attentamente la Presentazione e il programma disponibili a questo link. La candidatura va compilata online entro le ore 23.59 del 31 maggio 2022.

CONTATTI

Per ogni dubbio ulteriore puoi scrivere a info@grandup.org: gli esperti di SocialFare risponderanno alle tue domande e ti supporteranno nella candidatura.

Innovazione sociale nella provincia di Cuneo: riparte GrandUP! IMPACT Imprese

La sfida per il 2022: coinvolgere la comunità e incentivare la partecipazione attiva dei cittadini. Ecco su cosa saranno impegnati i progetti che hanno preso parte alla nuova edizione di GrandUP! IMPACT Imprese, il programma di accelerazione di conoscenza promosso dalla Fondazione CRC in collaborazione con SocialFare nell’ambito del progetto GrandUP! Siamo curios* di vedere come cresceranno nei prossimi mesi!

I moduli di formazione

In queste prime giornate con i nostri esperti, i team stanno acquisendo conoscenze e competenze in ambito di Impact Design, e nello specifico con moduli su: analisi del problema sociale, Teoria del Cambiamento e definizione degli obiettivi d’impatto, disegno sistemico del progetto, Value Proposition e User Experience, analisi di mercato, competitor e benchmark.

[Qualche foto durante la prima giornata di formazione]

L’offerta del programma

Il programma offre non solo un ampio ventaglio di opportunità di approfondimento e formazione, ma anche di condivisione di competenze. Una ricetta di successo: fra il 2018 e il 2021 abbiamo infatti accelerato 30 team, molti dei quali hanno proseguito il loro percorso di crescita, dando vita a progetti di impresa che generano oggi un impatto sociale significativo su scala locale e/o nazionale.

Ma iniziamo a conoscere alcuni dei partecipanti a questa edizione 2021-2022! 

 

BUN DA MANGè

Un ponte tra scuola e lavoro per studenti ed ex studenti con disabilità: co-housing, gestione di eventi, produzione e confezionamento di prodotti alimentari, gestione alberghiera e attività agricola attraverso la gestione di beni confiscati.

1In cosa consiste il vostro progetto?

Creare opportunità di lavoro per ragazzi con disabilità attraverso la creazione di un servizio di catering inclusivo. Vogliamo rispondere al problema dell’inserimento lavorativo di ragazzi/e con disabilità in strutture ricettive: non sempre i ritmi di lavoro sono adatti alle loro esigenze e capacità, le strutture in cui poter lavorare diventano quindi inaccessibili. Con il servizio catering “BunDaMangè” si può creare un ponte tra scuola e lavoro per ovviare a questa problematicità.

2Quale impatto vi immaginate il vostro progetto possa generare?

Innanzitutto, speriamo che la nostra iniziativa possa stimolare la nascita di progetti simili. Crediamo anche che questo progetto possa portare alla soluzione del problema “del dopo di noi” e della residenzialità dei ragazzi con disabilità, generando benessere per questi studenti e le loro famiglie. Ma non solo,vogliamo immettere nel territorio nuove risorse per la comunità e diffondere buone pratiche.

3Come è nata la vostra idea?

Nasce dopo aver preso coscienza che il settore turistico alberghiero della provincia di Cuneo mostrava delle difficoltà ad inserire lavoratori con disabilità.

 

BIRRE DI CONFINE

Promozione e creazione di pacchetti turistici che colleghino attività di scoperta della filiera della birra al territorio circostante.

1In cosa consiste il vostro progetto?

Birre di Confine vuole creare percorsi turistici di scoperta del territorio lungo la filiera dei birrifici artigianali, integrando la produzione artigianale al contesto storico, culturale e naturale, superando i confini dei luoghi comuni e unendo le vecchie tradizioni con quelle nuove. L’obiettivo è quello di creare un modello di turismo sostenibile che unisca cultura, storia e enogastronomia.

2Quale impatto vi immaginate il vostro progetto possa generare?

Vorremmo che le piccole realtà prendessero coscienza del loro potenziale attrattivo e che, collaborando con altri attori, possano capire di avere un richiamo molto ampio. Superando i campanilismi e vedendosi parte di un percorso di insieme, i protagonisti del territorio dovrebbero superare la tipica ritrosia dei nostri luoghi per aprirsi ad un nuovo modo di valorizzare la propria attività e il proprio territorio.

La scoperta di punti di interesse meno noti distribuiti in zona invoglierebbe i turisti a tornare e ad ampliare la loro visita, vedendo il territorio della provincia come una rete di punti di interesse capaci di dare un’offerta turistica completa. Il progetto potrebbe aiutare quindi le realtà locali a comprendere il loro potenziale turistico se inserite in una rete. Infine, la creazione di interesse intorno a realtà agricole con produzioni relativamente piccole e dedicate a specifici settori potrebbe portare a una maggiore attenzione verso forme di agricoltura più sostenibili e variegate.

3Come è nata la vostra idea?

Collaborando con vari birrifici e portando personalmente amici a visitare il territorio ci siamo resi conto di come questo potenziale elevatissimo e interessante non fosse veicolato in un offerta turistica complessiva.

 

PUNTOZER.0

Un e-commerce di prodotti sostenibili e da artigianato locale.

1In cosa consiste il vostro progetto?

Il progetto puntozer.0, tramite la diffusione (vendita e produzione) di prodotti di consumo alternativi in chiave eco-sostenibile, corsi e strumenti dedicati (workshop, comunicazione, networking, divulgazione), ha l’obiettivo di fornire i mezzi e la possibilità di vivere in maniera più responsabile, consapevole e a basso impatto ambientale.

2Quale impatto vi immaginate il vostro progetto possa generare?

Miglioramento dell’impatto ambientale, della conoscenza e della sensibilità sul tema trattato (sia del singolo, che della rete e del territorio connessi al progetto) attraverso lo sviluppo di collaborazioni per la promozione dell’artigianato locale; accessibilità e inclusività dei percorsi didattico-formativi nonchè dei prodotti commercializzati; informazione e diffusione di contenuti a tema sostenibilità. Ci auguriamo che tutto questo porti a una maggiore presa di coscienza e conoscenza delle tematiche relative alla sostenibilità. 

3Come è nata la vostra idea?

Dal bisogno di agire per aiutare il pianeta guidando le persone nella transizione ecologica.

 

MYREMUS

Una soluzione digitale per la fruizione di musei da parte delle scuole.

1In cosa consiste il vostro progetto?

myReMuS crea un ponte fra scuola e museo: affianca la narrazione del prezioso patrimonio culturale italiano alla didattica nella scuola. Con myReMuS il museo partecipa all’educazione di bambini e ragazzi anche quando non possono visitarlo e li accompagna in un viaggio attraverso collezioni, aree archeologiche e paesaggistiche di tutta Italia. Il museo è un’istituzione per tutti e myReMuS rispetta questo valore con contenuti inclusivi, innovativi e interdisciplinari. 

2Quale impatto vi immaginate il vostro progetto possa generare?

Attraverso il progetto myReMuS gli studenti potranno imparare, divertirsi, conoscere e acquisire consapevolezza del patrimonio culturale. myReMuS scommette sul futuro: le nuove generazioni capiranno la grande importanza di piccoli e grandi musei e vorranno interagire in modo diretto con queste realtà, facendone parte e imparando a valorizzarli. 

La scuola e il museo avranno l’opportunità di consolidare un rapporto costante, sinergico e ottimo per i fini educativi. 

3Come è nata la vostra idea?

myReMuS nasce nell’autunno 2020 quando, dopo i primi mesi dallo scoppio della pandemia, in ambito museale si è avvertita sempre più l’esigenza di un sodalizio più strutturato e costante fra scuola e museo. Pensando alle potenzialità del digitale ed avvalendosi di una solida progettazione didattica è nata l’idea di un servizio educativo per la scuola che si avvale della partecipazione attiva dei musei italiani.

 

 

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Riparte l’accelerazione di progetti imprenditoriali a impatto sociale

Inizia oggi la nuova edizione di GrandUP! IMPACT Imprese, il programma di accelerazione per progetti imprenditoriali a impatto sociale nella provincia di Cuneo.

30 marzo – Un percorso di accelerazione di conoscenza rivolto a team informali e organizzazioni del Terzo Settore che intendono rafforzare le proprie progettualità a impatto sociale e apprendere nuove competenze, strumenti e metodi dell’Innovazione Sociale.

Dal 2018 ad oggi con GrandUP! abbiamo accelerato 30 progetti di Innovazione Sociale sul territorio della provincia di Cuneo: molti hanno proseguito il loro percorso di crescita, dando vita ad attività imprenditoriali che generano oggi un impatto sociale significativo su scala locale e/o nazionale.

GrandUP! IMPACT è il programma promosso dalla Fondazione CRC in collaborazione con SocialFare per supportare lo sviluppo dell’ecosistema locale e valorizzare la provincia di Cuneo come territorio di innovazione sociale.

Accompagnati dai nostri esperti, i team avviano un percorso di crescita propedeutico allo sviluppo del progetto in termini imprenditoriali e per la generazione di impatto concreto, intenzionale e misurabile, verso una sostenibilità che sia nel contempo sociale, ambientale ed economica.

La nuova edizione del programma GrandUP! IMPACT Imprese è in partenza! Ecco i partecipanti:

SPAZIO AUT: Centro abitativo-terapico per persone con autismo con approccio lifespan (che assiste in maniera continuativa anche in età adulta).

Walden – Foreste a forma di futuro: Piattaforma digitale gestione forestale partecipata: gestione delle foreste, vendita di prodotti (legno, funghi, castagne), servizio offset carbonio, servizi didattici.

DeBlogBrothers: piattaforma digitale di matching per coltivare relazioni con un partner intellettuale.

Baricentro. Caffè, Cultura, Comunità: Creazione di un laboratorio di comunità, nel quale convergono idee e pratiche partecipative per il territorio.

Novelab: Luogo di incontro: coworking, sede per laboratori e formazione con proposte per i “locals”. Si propone per essere una casa delle associazioni, ma anche spazio per eventi.

puntozer.0: E-commerce di prodotti sostenibili e da artigianato locale

myReMuS: Soluzione digitale per la fruizione di musei minori da parte delle scuole.

Progetto Centro di Interventi Psicoeducativo: Un programma di intervento regolare sul beneficiario adulto affetto da autismo e altre disabilità intellettive, attraverso l’uso di dispositivi tecnologici

Birre di Confine – Itinerari turistico birrari: Promozione e creazione di pacchetti turistici che collegano attività di scoperta della filiera della birra al territorio circostante.

Sgasà: Rete che coinvolge consumatori e produttori sul modello GAS

Green Growth Cuneo Community Hub: Spazio fisico creativo innovativo per la comunità dei giovani di Cuneo con lo scopo di promuovere l’agricoltura locale e le filiere corte, la conoscenza di antichi saperi e processi rivolti al riuso. Si definiscono acceleratore verde delle comunità.

BunDaMangè – il catering inclusivo: Ponte tra scuola e lavoro per studenti ed ex studenti con disabilità: cohousing, gestione di eventi, produzione e confezionamento di prodotti alimentari, gestione alberghiera e attività agricola attraverso la gestione di beni confiscati.

 

Per approfondire:

Cuneo, qui nasce un nuovo modello di economia

Dicembre 2021 – Un territorio in cui le aziende crescono e creano occupazione, ma anche un luogo dove gli imprenditori faticano ad assumere e “trattenere” personale qualificato: è il quadro che emerge dal focus che il Corriere Torino dedica alla provincia di Cuneo, dando voce alle aziende che alimentano questo “miracolo economico iniziato più tardi rispetto al resto del Paese e che ora continua a ruggire”.

“Molti talenti fuggono e pochi vogliono rientrare”

I numeri parlano di fatturati a 8 zeri per i grandi gruppi industriali della Granda. C’è chi apre filiali negli USA e chi va particolarmente forte sull’export, pur senza “tradire” il territorio: il radicamento degli imprenditori cuneesi è sentito, è qui che intendono mantenere la produzione e creare occupazione, eppure emerge un senso di frustrazione perché i manager, gli ingegneri, gli operai qualificati sembrano non avere intenzione di restare.

Quali soluzioni per il futuro della Granda?

Ne parla Roberto Giordana, nuovo direttore della Fondazione CRC, che chiude l’articolo del Corriere menzionando i progetti di accelerazione di conoscenza e di alternanza scuola lavoro: è la sfida di GrandUP!, l’azione che dal 2018 vede SocialFare impegnata con la Fondazione per supportare l’Innovazione Sociale e la generazione di imprenditoria a impatto positivo nella provincia Granda.

Puntare sul capacity building, sulla condivisione di conoscenze e competenze nuove, sulla collaborazione attiva fra imprese, enti pubblici, Terzo Settore e cittadini è davvero la chiave per costruire un ecosistema capace di generare economia nuova e per rendere il territorio più attrattivo non solo per gli investimenti, ma anche per i giovani talentuosi e qualificati.

Oggi con GrandUP! IMPACT siamo in prima linea su diversi fronti: nelle scuole (500+ studenti coinvolti e un programma di formazione innovativa per docenti), nel dialogo fra stakeholder pubblico-privati (accompagnamento del Terzo Settore per inserirsi nella nuova programmazione EU, abbiamo avviato un percorso sul Procurement Sociale), nell’accelerazione di impresa a impatto sociale (30 progetti accelerati, una summer school per imprenditori montani, una nuova call per partecipare al programma Imprese 2022).

Il territorio di Cuneo rappresenta dunque un potenziale straordinario, fortemente reattivo, che grazie alla visione coraggiosa della Fondazione CRC ci ha permesso in questi anni di sperimentare e porre le basi per costruire un ecosistema vivo di Innovazione Sociale: un modello osservato con grande interesse in tutta Italia che, attraverso percorsi opportunamente calati negli specifici contesti, potrebbe essere replicato con successo anche in altre aree.

Per approfondire:

 

Procurement Sociale: una nuova alleanza fra imprese, PA e Terzo Settore come leva di sviluppo per le comunità

Cuneo, 27 ottobre 2021 – Come promuovere forme innovative di collaborazione fra enti pubblici, aziende profit e imprese a impatto sociale? Esistono esperienze virtuose a cui ispirarsi?

Nell’ambito di GrandUP! IMPACT, il programma promosso dalla Fondazione CRC in collaborazione con SocialFare che dal 2018 stimola e supporta la crescita dell’ecosistema di Innovazione Sociale del territorio della provincia Granda, il 27 ottobre 2021 un nuovo evento ha permesso di avviare un confronto sul tema del Procurement Sociale

Di cosa si tratta? “Il Procurement Sociale è una forma innovativa di collaborazione fra imprese pubblico/private e Terzo Settore fondata sull’acquisto di beni e servizi offerti da imprese che generano impatto sociale, al fine di sostenerne attivamente la crescita e lo sviluppo” – ha raccontato Laura Orestano, CEO di SocialFare, nel suo intervento introduttivo. “Ogni acquisto o fornitura ha un impatto economico, ambientale e sociale, che sia consapevole o meno” – ha proseguito – “quindi un’impresa, pubblica o privata, può decidere di agire intenzionalmente in questa direzione e di orientare le proprie scelte in modo da generare un impatto positivo sulla comunità”. 

Una ricerca condotta da Right Hub Milano e Isnet dice che nel 2016 il il 27,5% delle aziende italiane aveva già rapporti commerciali con imprese sociali, d’altra parte il 6% degli imprenditori non aveva mai sentito parlare di imprese sociali, mentre il 54% ne aveva solo una conoscenza superficiale. Fra le imprese intervistate, 9 su 10 si dichiaravano disponibili a valutare offerte di prodotti e servizi da cooperative sociali. L’indagine mostrava inoltre come gli imprenditori più interessati fossero quelli che avevano già qualche forma di conoscenza o rapporto con il Terzo Settore, a dimostrazione dell’importanza delle iniziative orientate a diffondere la conoscenza del fenomeno e la sperimentazione diretta.

La stessa ricerca è stata citata da Patrizia Mellano, Segretario Generale della Camera di Commercio di Cuneo, partner dell’evento, nel ricordare come i dati in merito al grado di conoscenza reciproca fra mondo delle imprese e Terzo Settore abbiano ispirato fin dal 2018 la progettazione delle azioni GrandUP! con l’obiettivo di promuovere attivamente opportunità di dialogo e confronto fra i diversi soggetti che incidono sullo sviluppo sociale ed economico del territorio

Enrico Collidà, Consigliere di Amministrazione della Fondazione CRC, ha ribadito la soddisfazione per le iniziative che da 3 anni ci vedono impegnati nei tre filoni di attività di GrandUP! (imprese, scuole e comunità) e confermato l’impegno e la visione per il futuro del progetto attraverso la programmazione GrandUP! IMPACT 2021-23, già presentata al pubblico lo scorso giugno e avviata a partire da settembre attraverso la Impact Mountain School ed i percorsi Next Generation EU e Magister.

“In questi mesi abbiamo sondato il territorio e dialogato con la rete GrandUP! alla ricerca di casi virtuosi. La nostra impressione è che il Procurement Sociale sia un fenomeno più diffuso di quanto possiamo immaginare o rilevare formalmente – ha dichiarato Silvia Bergamo a nome del team di SocialFare che ha curato la progettazione dell’evento – perché molte esperienze nascono su iniziativa personale, da parte di imprenditori, funzionari, policy makers che scelgono di interpretare il proprio come un ruolo di servizio alla comunità ad ampio spettro. In molti casi queste attività non vengono promosse esternamente, anche a dimostrazione della genuinità di intenti, d’altra parte la condivisione delle buone prassi potrebbe essere una preziosa fonte di ispirazione per molti. Da qui nasce l’idea di questo evento, che vuole offrire una prima opportunità di confronto, spunto e conoscenza reciproca fra imprese a impatto sociale, enti pubblici e imprese private potenzialmente interessate ad attivare percorsi di collaborazione.”

Sono intervenuti nel corso dell’evento:

  • Michele Pianetta, Vicepresidente di ANCI Piemonte e Vicesindaco di Villanova di Mondovì, che ha esposto il punto di vista dell’ente pubblico e la necessità di coordinare e promuovere iniziative di collaborazione fra enti così come di conoscenza e individuazione di un linguaggio comune fra PA e Terzo Settore

  • Enrico Giraudo, Resp. Area Progetti e Qualità del Consorzio Monviso Solidale, che ha condiviso l’esperienza ed i criteri di assegnazione di servizi da parte del consorzio – che opera per un raggruppamento di comuni del Cuneese – portando anche un esempio di buona collaborazione fra ente pubblico ed una cooperativa sociale

  • Andrea Battaglia, Amministratore Delegato di Silvateam spa, che ha raccontato l’esperienza ormai consolidata di affidamento di un servizio ad una cooperativa sociale da parte di uno stabilimento del gruppo industriale che rappresenta

  • Cristian Dalbesio, Presidente della coop. soc. Il laboratorio di Dronero, che ha raccontato come la collaborazione continuativa con una decina di aziende private abbia impattato positivamente sulla continuità aziendale della cooperativa, garantendo futuro e stabilità ai suoi percorsi di inserimento lavorativo e inclusione

  • Enrico Reggio, founder dell’Ufficio Fair Trade Procurement di Altromercato, che ha condiviso l’esperienza ventennale di lavoro al fianco degli enti pubblici di tutta Italia nella realizzazione di gare d’appalto orientate alla scelta di prodotti da filiere sostenibili e ad impatto sociale in particolare nelle mense scolastiche.

 

L’evento si è concluso con la Fiera delle Opportunità Impact, nel corso della quale 15 cooperative, imprese sociali ed enti del Terzo Settore del territorio hanno presentato la propria offerta di beni e servizi ad impatto sociale alle imprese pubbliche e private presenti. Hanno allestito a questo scopo un “infopoint”: IL RAMO scs, I Tesori della Terra coop. soc. agricola, Il Laboratorio scs, Borgata Paraloup impresa sociale, Humus startup innovativa a vocazione sociale, cooperativa In Volo, associazione Insieme per… ODV, Esseoesse.net Onlus, Fondazione Noialtri Onlus, Cooperativa Sociale Fiordaliso, Le Fontane scs Onlus, San Paolo scs Onlus, Progetto Emmaus coop., ACLI Sede Provinciale di Cuneo aps, Armonia Work scsarl.

 

 

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GrandUP! La scuola non si ferma

30 ottobre 2020 – Sono riprese da un paio di settimane le attività rivolte agli istituti superiori della provincia di Cuneo nell’ambito del progetto #GrandUP! Energia Giovane per lo Sviluppo promosso dalla Fondazione CRC con il supporto tecnico di SocialFare.

Il programma, che dal 2018 ad oggi ha visto coinvolte 13 scuole in 7 città del territorio, entro la fine del 2020 arriverà ad un ammontare complessivo di 850h di attività laboratoriale erogata dal nostro team di Impact Designer con la partecipazione di oltre 450 studenti.

La novità di questo autunno è la conversione dei nostri laboratori scolastici di Innovazione Sociale in attività a distanza: a fronte delle limitazioni legate all’emergenza Covid-19 e di un approfondito lavoro di ri-progettazione, il team di SocialFare ha infatti proposto di riavviare il programma volendo sperimentare insieme ai ragazzi nuove forme di collaborazione e interazione in remoto. La proposta si avvalora dell’esperienza consolidata dei nostri esperti di Innovazione Sociale – alle spalle centinaia di ore di workshop in streaming realizzati durante il lockdown, ma per lo più con un’utenza adulta – e dell’uso di tool di Design Thinking interattivi e particolarmente efficaci nel favorire la partecipazione attiva e collaborativa di tutte le persone coinvolte nella creazione e movimentazione di post-it e canvas virtuali.

È stata la 5°B Chimica dell’ITIS Delpozzo di Cuneo la prima classe a sperimentare con noi la nuova versione online di GrandUP! Scuole: oggi, 30 ottobre, si è concluso il percorso di 50h che nelle scorse due settimane ha offerto ai ragazzi strumenti, stimoli e linee guida per co-progettare secondo il metodo dell’Innovazione Sociale nuove soluzioni per rendere maggiormente sostenibile il contesto scolastico.

Armati di encomiabile motivazione ed entusiasmo, i ragazzi della 5°B hanno partecipato per 6 ore al giorno alle attività online condotte dai nostri esperti, suddivisi in 5 gruppi di lavoro che hanno elaborato altrettante proposte progettuali scegliendo, rispettivamente, di occuparsi delle seguenti sfide:

  • migliorare la qualità dell’attività laboratoriale di Didattica a Distanza
  • favorire l’integrazione e inclusione degli studenti con DSA
  • migliorare la raccolta differenziata a scuola
  • valorizzare le aree verdi scolastiche inutilizzate
  • favorire una corretta e migliore informazione sull’alimentazione sana

Di fronte ad una platea “allargata” del team SocialFare, i ragazzi hanno presentato questa mattina le rispettive proposte progettuali in un evento online che è stata anche occasione per un vivace ed entusiastico confronto, con ottimi feedback rispetto alle competenze acquisite nonché al metodo di lavoro che ha saputo superare le difficoltà della distanza fisica coinvolgendo e appassionando visibilmente tanto gli studenti quanto i nostri esperti.

Il nostro ringraziamento va alla Fondazione CRC, alla scuola e naturalmente ai ragazzi stessi che hanno creduto nella nostra proposta e ci hanno permesso ancora una volta di sperimentare nuove forme di lavoro condiviso, per guardare con fiducia ai prossimi mesi e non fermarsi di fronte alle barriere che il contesto può imporre.


 

 

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