Aulab annuncia l’acquisizione del 60% da parte di Multiversity: nasce il principale polo italiano dell’ambito edutech

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“L’inizio di Aulab nel percorso di accelerazione di SocialFare è stato articolato e avvincente e il nostro lavoro è cresciuto nel tempo, grazie al loro team fortemente motivato, la proposition a impatto sociale, il radicamento territoriale ma al contempo scalabile a livello nazionale.” spiega Laura Orestano, Amministratrice Delegata di SocialFare e Presidente di SocialFare Seed, che per primo ha scommesso e investito sul progetto ai suoi esordi.

Aulab, coding factory dedicata al mondo della programmazione con sede a Bari, nasce nel 2014 per colmare il gap di competenze digitali da un lato e dall’altro per trattenere talenti sul territorio. Nel 2018 prende parte al programma di accelerazione per startup a impatto sociale di SocialFare, che decide di investire 200.000€ sul progetto con lungimiranza attraverso SocialFare Seed, il veicolo di investimento dedicato alle nostre startup (i cui azionisti sono Finde S.p.A., Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRC). 

Oggi la startup annuncia il proprio ingresso nell’ecosistema di formazione di Multiversity che, con Unipegaso, Unimercatorum, Istituto San Raffaele e l’entità di certificazione Certipass, è leader in Italia nel mercato dell’e-learning. L’operazione vede Multiversity entrare nel CDA di Aulab con l’obiettivo di aggiungere le competenze tech all’interno della ricchissima offerta formativa del primo polo di education italiano.

“Inizia una nuova fase che moltiplicherà le opportunità di crescita aziendale e dell’impatto positivo generato: un insieme unico nel mondo edutech”, così conclude l’AD di SocialFare. 

Basta guardare qualche numero per comprendere il successo e l’impatto di questa startup che non ha mai smesso di crescere: negli ultimi 4 anni, la società ha attraversato una fase di crescita esponenziale del fatturato pari al 100% annuo e ha stretto partnership di rilievo con aziende come Glovo, TIM, Fondazione Compagnia di San Paolo, e Fondazione Rizzoli.

Ad oggi Aulab ha formato con successo più di 1400 studenti con un tasso di placement del 95% e conta un network di oltre 300 hiring partners. Un centro polifunzionale e laboratorio di talenti che supporta i suoi allievi anche al termine del percorso di formazione, grazie allo spazio di coworking e alla software house interna dove gli studenti possono entrare in contatto con una rete di professionisti digitali e trovare numerose opportunità di business.

Dopo l’exit di UnoBravo, l’operazione conclusa con Aulab riconferma l’importanza e l’alto valore di un programma di accelerazione, quale quello offerto da SocialFare, dedicato allo sviluppo e al supporto di una nuova imprenditoria a impatto sociale capace di rispondere alle sfide contemporanee. 

Come Centro per l’Innovazione Sociale e incubatore certificato dal MISE, SocialFare è infatti un osservatorio privilegiato sul mondo dell’impresa a impatto sociale in Italia: ogni anno dal 2016 scegliamo le startup più promettenti e le supportiamo con un investimento nelle prime fasi di sviluppo dell’impresa per favorirne la crescita e lo scale-up.

L’operazione è stata un grande lavoro di squadra che ha coinvolto il Team SocialFare e, in particolare, Filippo Psacharopulo, Investment Manager, Martina Muggiri, Acceleration Manager, l’Avv. Paolo Stella di Milano e tutto il cda di SocialFare Seed.

 

Segue il comunicato stampa


MULTIVERSITY ACCELERA LA PROPRIA STRATEGIA DI CRESCITA NELLA FORMAZIONE DIGITALE ED ACQUISISCE AULAB – LA CODING FACTORY DEDICATA AL MONDO DELLA PROGRAMMAZIONE

L’operazione permetterà al Gruppo Multiversity di creare una Digital Academy e di ampliare le proprie competenze nella formazione digitale, mercato in grande crescita con scarsa offerta. Si stimano risorse mancanti di oltre 650 mila nel settore ICT in Europa e oltre 100 mila nel mercato tech in Italia.

Roma, 16 settembre 2022 – Il Gruppo Multiversity ha acquisito il 60,61% di Aulab, società attiva nella formazione di sviluppatori software, che offre un percorso efficace con una rapida curva di apprendimento ai propri studenti consentendo di professionalizzarsi come sviluppatori web.

L’offerta formativa in ambito IT risulta, ad oggi, frammentata con una presenza di numerosi player di medie/piccole dimensioni ed una domanda in forte crescita da parte delle aziende.

Con l’acquisizione di Aulab, Multiversity, pioniere e leader in Italia nel mercato dell’e-learning e della formazione digitale con gli Atenei Pegaso, Mercatorum e San Raffaele Roma, nell’ambito di una più ampia strategia di sviluppo del Gruppo, potrà estendere la propria presenza nella formazione digitale e tech e nel reskilling delle risorse.

Aulab rappresenta un player di riferimento nel settore della formazione digitale con un tasso di assunzione dei propri studenti pari a circa il 95% entro sei mesi dal completamento dei corsi grazie ad un efficace modello di formazione, un’efficiente piattaforma di placement ed alle partnership con le aziende. Oltre alla formazione, l’azienda si occupa di progettazione, sviluppo e commercializzazione di siti web, piattaforme IT e applicazioni SW.

Il rimanente 39,39% è detenuto prevalentemente dai founder Davide Neve e Giancarlo Valente che rimarranno nella gestione della Società con gli obiettivi di accelerare la crescita valorizzando gli asset presenti e di sviluppare, unitamente al Management di Multiversity, le sinergie derivanti dalla metodologia didattica, dalla rete di orientamento, dal marketing e dalle potenziali partnership che il Gruppo Multiversity ha già in essere con associazioni ed aziende.

“L’acquisizione di Aulab si inserisce in una precisa strategia del Gruppo Multiversity, già avviata con l’acquisizione dell’Università Telematica San Raffaele Roma con l’obiettivo di consolidare la propria leadership nel mondo delle Università Digitali e dell’Education Technology europea e di accelerare la presenza nella formazione digitale e tech – ha dichiarato Fabio Vaccarono, CEO di Multiversity -. Il mondo della formazione è in continua evoluzione e la sua digitalizzazione è un passo fondamentale per recuperare il forte divario tra formazione e nuovi lavori. Siamo consapevoli di avere un ruolo fondamentale nella creazione di nuove figure professionali e nel facilitare il loro accesso nel mondo del lavoro. L’elevato tasso di placement di Aulab e la capacità di creare partnership con le aziende contribuiranno al raggiungimento di tali obiettivi. Siamo felici di poter lavorare con l’intero team di Aulab, con Davide Neve e Giancarlo Valente, che hanno dimostrato una grande visione e di essere precursori di un modello formativo in un settore con grandi potenzialità.”

“Entriamo nel Gruppo Multiversity, leader nella formazione digitale, per costituire in sinergia con tutti i partner il primo player italiano dell’ambito edutech – ha dichiarato Davide Neve, CEO di Aulab -. Lavoriamo da sempre per avere un impatto positivo nella vita dei nostri studenti in modo inclusivo e sostenibile e permettere loro di acquisire le competenze e il mindset migliori per affrontare le sfide di un mercato del lavoro in costante evoluzione. Ringraziamo anche SocialFare Seed, Manilo Marocco e gli altri investitori che ci hanno supportato nel momento di startup del nostro progetto per aver compreso l’impatto sociale del nostro lavoro”.

Europrogettazione: arriva l’Academy per gli Enti del Terzo Settore

GrandUP! IMPACT Next Generation EU è una academy in Europrogettazione volta ad accompagnare gli Enti del Terzo Settore della provincia di Cuneo in un percorso di accelerazione di conoscenza e capacity building per favorire l’accesso ai finanziamenti europei.

 

La sfida

Non è facile orientarsi nella galassia dei finanziamenti europei, soprattutto per chi non ha esperienza. Eppure l’accesso alle risorse offerte dall’attuale programmazione europea 2021-2027 è oggi più che mai strategico e determinante, rappresentando una possibilità di crescita e di innovazione per le realtà del Terzo Settore che stanno affrontando nuove e crescenti sfide economiche e sociali. 

Per cogliere e vincere la sfida lanciata dall’Unione Europea occorrono competenze specifiche, preparazione e un buon lavoro di rete con i partner giusti. Ecco perché il percorso IMPACT Next Generation EU vuole supportare le cooperative, le imprese sociale e gli enti del Terzo Settore nell’accedere a queste risorse economiche e alle reti di conoscenza europee.

L’Academy ti permetterà di sviluppare competenze di progettazione europea imparando a conoscere il quadro d’insieme delle linee di finanziamento europee e le principali “barriere all’ingresso” e mettendo in pratica tecniche e strumenti utili per costruire progetti finanziabili e di valore sotto la guida di esperti del settore.

Descrizione del corso

Il programma avrà una durata di 48 ore (42 ore di formazione e 6 ore di follow up) e sarà strutturato in 5 moduli, con esercitazioni pratiche. Dopo la prima giornata nella quale verranno forniti gli strumenti per analizzare il quadro di riferimento (rispetto alle priorità della nuova programmazione 21-27), saranno affrontate le tecniche di scouting delle opportunità, ideazione e scrittura (progettazione di base ed esecutiva) con un modulo finale sulla gestione del progetto.

I moduli teorici verranno integrati con testimonianze di professionisti del mondo dell’europrogettazione e momenti di Q&A. Al termine del programma è previsto un workshop di follow-up per tracciare un bilancio del percorso e analizzare le prospettive progettuali future.

A chi è rivolto

Questo percorso è rivolto ad Enti del Terzo Settore della Provincia di Cuneo, imprese sociali, cooperative, associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, enti filantropici, reti associative (…) e punta a far acquisire competenze in europrogettazione al fine di avviare o rendere più efficace la propria azione nell’ambito dei programmi europei.

Un corso per

  • Conoscere le opportunità di finanziamento offerte dall’Unione Europea per progetti a impatto sociale
  • Gestire la ricerca delle opportunità
  • Migliorare le competenze di progettazione e gestione dei contributi europei
  • Lavorare sulla stesura e valutare la fattibilità di potenziali progetti

Le tappe del percorso

25 ottobre: Analisi del quadro di riferimento

2 e 8 novembre: Opportunity detection

15 e 22 novembre: Progettazione di base

29 novembre: Progettazione esecutiva

6 dicembre: Gestione del progetto finanziato

13 dicembre: Workshop follow-up

Si è conclusa la GrandUP! IMPACT Mountain School: cosa ci portiamo a casa

Torino, 3 agosto 2022 – Si è conclusa domenica 24 luglio la 2ͣ edizione della GrandUP! IMPACT Mountain School che si è tenuta nella borgata di Ostana (CN): 6 giornate di formazione che hanno visto il coinvolgimento di 19 partecipanti provenienti da tutta Italia.

Dopo i primi quattro giorni spesi a ridefinire ​​il problema sociale ed approfondire la visione del proprio progetto, i ragazzi hanno lavorato alla costruzione del modello di business che possa garantire una sostenibilità economica grazie alle attività guidate dalla nostra Social Economist Anthea Vigni.

Step successivo è stato immaginare la propria rete di contatti e collaborazioni, riuscendo a definire la roadmap per avviare il prodotto/servizio di montagna. Oltre ai momenti individuali di lavoro, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di incontrare Martina Zullo, che ha preso parte alla 1° edizione della Mountain School presso la Borgata Paraloup. Martina ha condiviso la sua esperienza e quella del progetto messo in piedi a partire dalla scorsa estate, dando spazio a riflessioni e rispondendo alle tante domande e curiosità dei ragazzi.

Infine, eccoci arrivati all’ultima giornata durante la quale i partecipanti si sono preparati e allenati a presentare il loro progetto attraverso la realizzazione di slides e del loro pitch, che hanno poi esposto al resto del gruppo e al team SocialFare. Il tempo di un ultimo pranzo insieme al Rifugio e poi via alle sessioni di feedback individuali e alla plenaria, dove ci siamo definitivamente salutati dopo 6 giorni passati insieme.

Ritorniamo a Torino entusiasti di questa esperienza e cogliamo l’occasione per ringraziare:

  • tutti i partecipanti alla scuola, per la loro voglia di mettersi in gioco e condividere;
  • gli esperti intervenuti in queste giornate, per il valore che hanno portato al programma e alle sessioni di approfondimento (Beatrice Verri, Silvia Rovere, Giacomo Lombardo, Antonio De Rossi, Giampiero Lupatelli, Federico Bernini, Laura Cantarella, Vanda Bonardo, Martina Stanga, Andrea Membretti, Monica Gilli, Roberto Colombero, Anna Rodewald, Martina Zullo oltre all’intervento di Davide Merlino);
  • gli artisti di Teatro Sequenza che hanno realizzato per noi una performance di improvvisazione teatrale unica;
  • il Rifugio La Galaberna per la calorosa ospitalità e l’opportunità di realizzare la scuola in un luogo bellissimo;
  • la Fondazione CRC che anche questa volta, nell’ambito di GrandUP! IMPACT, ci ha dato fiducia e l’opportunità di sperimentare insieme nuovi modi di fare Innovazione Sociale sul territorio.

I nostri complimenti e migliori auguri di successo vanno ai due progetti vincitori della premialità “Mountain Follow-On“: Caterina Ferrato, con un progetto che vuole accompagnare i bambini e le persone tutte a trovare la propria crescita attraverso esperienze significative in natura e creare una comunità educante grazie all’utilizzo del bosco con spazio di apprendimento, e Monica Ponzone, il cui progetto imprenditoriale intende valorizzare in modo sinergico le potenzialità e virtù dell’ambiente montano con le esigenze del sociale grazie alla realizzazione di una residenzialità / imprenditorialità e turismo per categorie fragili. 

Il Mountain Follow-On offre l’opportunità alle due vincitrici di passare due giornate in montagna presso Borgata Paraloup (Rittana, CN) con attività di confronto 1to1 con gli esperti di SocialFare su specifici ambiti identificati come strategici per lo sviluppo del progetto.

 

>> Alcune foto

>> Il racconto della Mountain School: qui e qui

La Fondazione CRC entra in SocialFare: si rafforza l’alleanza piemontese per l’Innovazione Sociale in Italia

Luglio 2022 – La Fondazione CRC entra nella compagine sociale di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, affiancandosi agli azionisti Fondazione Compagnia di San Paolo e Finde SpA.

Si rafforza così un’alleanza che vede nell’asse Torino-Cuneo un punto di riferimento sempre più forte a livello nazionale e un territorio particolarmente attrattivo per l’impact investing e per chi vuole fare impresa a impatto sociale.

Fondata a Torino nel 2013 dalla Congregazione dei Giuseppini del Murialdo, SocialFare vede negli anni successivi l’ingresso di soci come Engim, Consorzio Top-Ix, PerMicro – e la partecipazione per un anno del fondo Oltre Venture – fino a quando nel 2020 si avvia un piano di crescita con l’ingresso della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Finde SpA in qualità di soci di maggioranza accanto alla Congregazione stessa, rimasta in società fino a luglio 2022 come socio di minoranza.

“Alla Congregazione va il nostro ringraziamento più sentito per la capacità di visione che ha ispirato e reso possibile l’avvio del nostro Centro per l’Innovazione Sociale – dichiara Silvio Cuneo, Presidente di SocialFare così come per il supporto offerto in questi nove anni di crescita che ci hanno visti impegnati in sfide di sempre maggiore rilevanza e portata. E alla Fondazione CRC il benvenuto, certi che il loro ingresso nella compagine sociale rafforzi ulteriormente la proficua collaborazione che abbiamo già da tempo stabilito nell’accelerazione di conoscenza e di impresa.”

L’entrata in società della Fondazione CRC avviene in continuità con una collaborazione già consolidata negli anni sia attraverso GrandUP! IMPACT, l’ambizioso progetto che ci vede impegnati dal 2018 in un’azione multilivello a supporto dell’Innovazione Sociale sul territorio della provincia di Cuneo, sia attraverso la sua partecipazione a SocialFare Seed, il veicolo di investimento a supporto delle startup di SocialFare che ha recentemente realizzato la migliore exit nel mondo dell’impact investing italiano con Unobravo.

La Fondazione CRC è inoltre fra Main Partner di Personae, l’acceleratore welfare della Rete Nazionale CDP, nato da un’iniziativa di CDP Venture Capital SGR e realizzato insieme a SocialFare e a|cube.

 

“L’entrata di Fondazione CRC nella compagine di SocialFare Impesa Sociale conferma la volontà del nostro ente di investire sull’asset dell’innovazione sociale, con l’ambizioso obiettivo di fare della nostra provincia un territorio in grado di attirare investitori e imprenditori attivi in questo campo” afferma Ezio Raviola, Presidente della Fondazione CRC. “Sono certo che, grazie a questa scelta, potremo far ulteriormente crescere le numerose progettualità già attive in questo ambito, grazie anche alla collaborazione e al dialogo con gli altri soci”.

GrandUP! Impact Mountain School: a che punto siamo?

Ostana, 21 luglio – 12 ragazze e 7 ragazzi, di età compresa tra i 26 e i 61 anni, provenienti da 4 regioni diverse, il 68% dei quali già lavora/studia nell’ambito del suo progetto – tutti con un obiettivo: fare crescere il loro progetto in maniera sostenibile per valorizzare, promuovere e sviluppare le aree interne e montane con gli strumenti dell’Innovazione Sociale. Ecco chi sono i protagonisti della Impact Mountain School 2022.

A che punto siamo? 

Dopo un primo momento di confronto con chi in montagna ci fa già impresa, grazie alle testimonianze di Beatrice Verri – direttrice della Fondazione Nuto Revelli che ha portato l’esperienza di Borgata Paraloup – e di Silvia Rovere e Giacomo Lombardo, sindaca e vice sindaco di Ostana – borgata oggi ripopolata attraverso interventi mirati di rigenerazione e cura del patrimonio architettonico locale – eccoci arrivati ai primi moduli della Impact Mountain School (Qui il racconto del primo giorno).

La mattinata di mercoledì 20 luglio ha visto una breve introduzione al tema dell’innovazione sociale e degli strumenti che mette a disposizione, con i partecipanti impegnati a “spacchettare” le sfide montane, per ridefinire il problema sociale sul quale ogni progetto deve intervenire passando dalla macro-sfida montana allo scenario che si intende creare.

ragazzi che lavorano con post it

La giornata, dedicata a capire e comprendere il contesto nel quale il progetto andrà a svilupparsi, si è conclusa con un’attività alla ricerca della visione del progetto (cercando di immaginarsi tra 10 anni quando il problema che si vuole risolvere non esisterà più) e della dichiarazione di impatto che si vuole generare.

Si è preparato così il terreno alle attività dei giorni successivi, che hanno visto e vedranno i partecipanti impegnati a capire come rendere sostenibile il progetto e fare rete, grazie al modulo dedicato alla strutturazione del modello di business e a quello centrato sui passi concreti da fare per costruire la propria rete di attori e la roadmap per avviare il prodotto/servizio di montagna. Per fare questo sono previsti dei momenti 1to1 con due esperti sociologi al servizio dei partecipanti per un confronto.

Un sentito grazie a Giampiero Lupatelli, economista territoriale e Vice presidente di CAIRE (il Consorzio che opera sui temi della programmazione territoriale e del disegno urbano), che ha portato l’esperienza di chi, da molti anni, si misura con politiche territoriali specialmente in montagna e nelle aree interne. Ci ha salutato lasciando un consiglio ai ragazzi: “Fate rete perchè da soli non si va da nessuna parte. Ci vuole tanto entusiasmo per quello che si vuole realizzare, ma occorre essere altrettanto spietati nel criticarsi: bisogna costruire il terreno per far attecchire la nostra idea e questo richiede essere disposti ad adattarsi al mondo, e non viceversa”.

Grazie alla Cooperativa di Comunità Viso a Viso che, attraverso il racconto di Federico Bernini e Laura Cantarelli, ha dato ai partecipanti l’opportunità di scoprire e approfondire quali siano le diverse forme con le quali è possibile strutturare un’impresa in montagna e a Vanda Bonardo, presidente di CIPRA Italia e responsabile nazionale Alpi per Legambiente, che ha riflettutto insieme ai ragazzi sopra i rischi e gli impatti legati all’ecosistema montano.

Al via la nuova edizione della GrandUP! Impact Mountain School

Ostana, 19 luglio 2022 – Al via la nuova edizione della Impact Mountain School, la scuola residenziale e gratuita per esploratori e/o futuri montanari promossa da Fondazione CRC nell’ambito del progetto GrandUP! IMPACT in collaborazione con SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale.

Da oggi fino a domenica 24 luglio i partecipanti saranno impegnati in 6 giornate di formazione nell’incantevole Ostana (CN) per acquisire e perfezionare conoscenze e competenze per far crescere la propria idea imprenditoriale nelle aree interne: teoria e pratica dell’Innovazione sociale, workshop pratici interattivi per imparare a progettare, testimonianze e casi di successo.

gruppo ragazzi sotto tettoia

 

Ad accompagnarli il team SocialFare insieme ad esperti e professionisti con un programma denso di incontri, stimoli ed occasioni di confronto grazie ad un approccio innovativo e ibrido di strumenti propri dell’Innovazione Sociale, con focus sulle Aree Interne montane. 

Sono 19 i partecipanti di quest’edizione 2022 che lavoreranno allo sviluppo della loro idea progettuale d’impresa. Tutti accomunati da un obiettivo: offrire soluzioni innovative adeguate alle esigenze attuali dell’ecosistema montano, che si trova oggi ad affrontare sfide nuove e complesse, in un’ottica che trasformi i problemi in opportunità.

Alla giornata di apertura hanno partecipato Beatrice Verri, Fondazione Nuto Revelli & Paraloup, Silvia Rovere e Giacomo Lombardo, del Comune di Ostana, e Antonio De Rossi, PoliTo, che ci ha accompagnato a visitare la borgata di Ostana. La Fondazione CRC ha portato i saluti ed inaugurato la School con un intervento di Davide Merlino, consigliere di amministrazione.

Nasce Personae, l’acceleratore welfare di CdP con SocialFare e a|cube

18 luglio 2022 – Nasce Personae, l’acceleratore per startup che sviluppano nuove soluzioni o servizi per il welfare legati alla persona, alla comunità e alle aziende, nato su iniziativa di CDP Venture Capital Sgr, attraverso il Fondo Acceleratori, e realizzato insieme a SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale e a|cube, gli acceleratori leader in Italia nell’accompagnamento di startup e realtà ad elevato impatto sociale e ambientale, che gestiranno operativamente il percorso.

Il programma ha dotazione complessiva di 6,1 milioni di euro per gli investimenti nella fase di accelerazione e per i successivi step di crescita, di cui 3,5 milioni stanziati dal Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital, 1,774 milione stanziato da Social Fare Seed, 632 mila euro da parte di a|impact – Avanzi Etica SICAF EuVECA e 224 mila euro da Fondazione Italiana Accenture.

L’iniziativa beneficia inoltre del supporto, in qualità di main partners, di Fondazione Compagnia di San PaoloFondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Fondazione Social Venture Giordano Dell’AmoreAccenture partecipa a Personae come corporate partner.

Personae ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di startup che rispondano in modo innovativo alle più attuali sfide nell’ambito del welfare, come lo squilibrio demografico, la frammentazione delle strutture famigliari, la nascita di nuovi modelli relazionali o il rafforzarsi delle fasce di vulnerabilità sociale. La soluzione proposta deve avere caratteristiche di accessibilità, personalizzazione, flessibilità, inclusione, innovazione e rientrare negli ambiti del benessere individuale, lavorativo, economico o familiare e di comunità.

Personae selezionerà ogni anno per tre anni fino a 10 startup che riceveranno un investimento iniziale di 100 mila euro e parteciperanno a un programma di accelerazione di 4 mesi focalizzato sulla crescita per l’accesso al mercato arricchito da sessioni di mentoring e tutoring realizzate dal team di SocialFare e a|cube in collaborazione con la loro rete di professionisti e con la partecipazione di investitori italiani e internazionali.
I migliori progetti avranno accesso ad ulteriori investimenti fino a 300 mila euro per startup, già stanziati dagli investitori e co-investitori dell’iniziativa.

Il programma di accelerazione si svolgerà alternando sessioni online e in presenza negli spazi di Rinascimenti SocialiTorino – messi a disposizione da SocialFare – e negli spazi di Avanzi Coworking a Milano – messi a disposizione da a|cube.

Le startup interessate hanno la possibilità di candidarsi fino al 2 ottobre sul sito www.personae-accelerator.com.

→ La notizia sul sito di CdP Venture Capital Sgr

Re-purposing Places. Spazi di senso | Dare senso agli spazi

Quali rapporti fra spazi e societàNelle nostre città tanti sono gli spazi che devono (ri)trovare un senso, assumere una funzione magari diversa da quella per cui sono nati, sapendosi reinventare in risposta alla domanda di innovazione e servizi da parte di comunità molteplici e diverse.

Ne abbiamo parlato mercoledì 22 giugno 2022 in Rinascimenti Sociali, la sede torinese di SocialFare che è anche luogo di convergenza per la nostra rete di partner, nel corso dell’evento Re-purposing Places. Spazi di senso | Dare senso agli spazi. 

Abbiamo affrontato il tema da prospettive differenti con un panel interdisciplinare moderato dalla nostra AD Laura Orestano. Questi gli interventi:

  • Filippo Barbera, professore di Sociologia Economica, UniTo
    Spazi di futuro: la capacità di aspirare e il noi assente
  • Elena Carmagnani, architetta e co-founder di OrtiAlti
    Spazi alti, spazi altri: esperienze di collective sense-making
  • Matteo Robiglio, architetto, founder di Homers, Presidente Fondazione Impact Housing
    Spazi abbandonati che diventano nuovo abitare
  • Elisa Saggiorato, Responsabile Missione Abitare – Obiettivo Persone, Fondazione Compagnia di San Paolo
    Spazi digitali e spazi fisici: nuove interazioni per l’abitare sociale
  • Antonella Parigi, founder di Torino Città per le Donne
    Quale spazio per le donne nella politica delle città?

Gli spazi urbani dovrebbero recuperare la funzione perduta di luoghi condivisi in cui ciascun individuo trovi possibilità di “mettere in scena”, esprimere e condividere nella sfera pubblica il proprio essere cittadino, parte di una comunità: lo ha spiegato Filippo Barbera, ricordando l’importanza di dare spazio a tutti, valorizzando l’eterogeneità, la differenza che porta valore a scapito della tendenza all’omologazione che invece impoverisce. Questa anche la funzione dell’Innovazione Sociale, che per definizione innova e si nutre di “dissonanze” dando spazio a idee e soggetti anche marginali, a beneficio della collettività.  

Restituire senso alla realtà, ricostruire il significato di qualcosa attraverso una narrazione collettiva: questo è quello che si intende per sense-making, di cui ci ha parlato Elena Carmagnani raccontando una serie di buone prassi avviate in questi anni a Torino in aree urbane che hanno trovato un significato e una funzione nuova grazie a progetti come Beeozanam, Cucine del borgo, Microbosco, Orto WOW, Prima o poi sarai mia.

Anche Matteo Robiglio – founder di Homers, accelerata nel 2019 da SocialFare – ha portato una carrellata di esperienze di successo nel recupero di spazi abbandonati. “Per noi esseri umani è istintivamente immorale lasciare che un luogo creato per fare o produrre qualcosa resti inutilizzato e perda il suo senso” – ha detto Matteo, richiamando anche fatti storici come l’occupazione delle terre incolte a Portella della Ginestra nel 1947 o il movimento dei Diggers, i gruppi che ai tempi della rivoluzione inglese si unirono per lavorare le terre comuni secondo principi comunitari. Homers nasce proprio per restituire senso a edifici cittadini abbandonati, costruendo nuovi modelli di uso degli spazi che mirano a trovare un punto di equilibrio fra la dimensione individuale e quella collettiva, fra l’esigenza di vivere in città e il desiderio di spazi aperti, ecologici e sostenibili.

Parlare di spazi urbani significa anche e necessariamente affrontare il tema del bisogno di spazio per chi non ce l’ha, e quindi delle problematiche abitative. “Dal 2010 abbiamo iniziato a ricevere un numero crescente di richieste di aiuto su questo tema – ha raccontato Elisa Saggiorato, spiegando come questo tipo di domanda abbia portato la Fondazione Compagnia di San Paolo a scegliere di attivarsi con una risposta strutturata. Nasce così la piattaforma https://ioabitosocial.it/ che ha l’obiettivo di supportare chi cerca una soluzione abitativa temporanea di housing sociale, legata a un’esigenza specifica o a un problema contingente. La piattaforma si rivolge a persone in stress abitativo, studenti, professionisti che hanno bisogno di una sistemazione temporanea, anziani, giovani coppie e nel tempo ha favorito anche la creazione di una comunità più solida fra i gestori delle strutture abitative permettendo loro di fare rete per meglio rispondere alle richieste dei cittadini che cercano una sistemazione. 

Ma lo spazio non è soltanto un luogo fisico: è anche spazio d’azione, di espressione, di attenzione e visibilità per interessi, bisogni, istanze differenti in una società. Lo sa bene Antonella Parigi, che ha raccontato come l’associazione TOxD (Torino Città per le Donne) sia nata proprio per creare spazio per parlare di parità di genere, un problema urgente – evidenziato da numeri spietati – che non riguarda solo le donne, bensì l’intera società. Come si può parlare di sviluppo in un paese in cui (almeno) il 50% delle persone non è rappresentato nelle posizioni di leadership e policy making? 400 donne e uomini hanno dato vita nel 2020 all’associazione, con l’intenzione di affrontare il problema iniziando a ragionare sulle città e sul proprio territorio.
Il Consiglio Regionale piemontese è costituito da 51 uomini e soltanto 8 donne: da qui l’idea di promuovere una raccolta firme per cambiare la legge elettorale regionale. Il Piemonte è infatti l’unica regione italiana non a statuto speciale che non prevede la doppia preferenza di genere nell’elezione del Consiglio, nonostante la normativa statale lo impogna già da molti anni. Mancano al momento circa 200 firme per raggiungere l’obiettivo di 8mila. 

L’evento del 22 giugno è stato anche occasione per inaugurare gli spazi recentemente rinnovati di Rinascimenti Sociali, luogo di rete e convergenza per l’Innovazione Sociale che dal 2015 trova casa nel centro storico di Torino, in una posizione strategica a due passi da piazza Vittorio Veneto, facilmente accessibile anche da fuori città. La location di 2.000 metri quadrati ospita uffici, luoghi di lavoro condiviso e attività come workshop ed eventi, coinvolgendo un network di oltre 50 partner locali, nazionali e internazionali, agendo da connettore, luogo del sapere e stimolo per la nascita di collaborazioni ibride orientate a generare impatto sociale positivo per la collettività.
Rinascimenti Sociali è inoltre la sede di riferimento dei programmi di accelerazione di impresa e conoscenza di SocialFare, che nel loro complesso hanno coinvolto ad oggi 86 startup, 500 team/organizzazioni e 32mila beneficiari.

 

ItaliaEducante: 4 anni sui territori per contrastare la dispersione scolastica

Accoglienza, accompagnamento, autonomia e ambiente. Il modello valoriale murialdino delle 4A ha guidato e ispirato la realizzazione di ItaliaEducante, il progetto messo a punto dalla Congregazione dei Giuseppini del Murialdo selezionato da Con I Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che volge alla conclusione nell’estate 2022 dopo 4 anni di attività e più di 20.000 ragazzi coinvolti.

Come contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa? E come avvicinare i ragazzi al mondo della scuola? Per rispondere a queste sfide il progetto ItaliaEducante ha coinvolto in 7 regioni (Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Veneto, Trentino Alto Adige, Calabria) oltre 2.000 insegnanti ed educatori che hanno lavorato in squadra per un intervento educativo e di inclusione sociale innovativo nei contesti scolastici dei vari territori in cui opera la Congregazione dei Giuseppini. 

Il 16 giugno ci siamo incontrati a Treviso per l’evento di chiusura dal titolo “Riflessioni, risultati e testimonianze dopo 4 anni di progetto”, un momento di restituzione e condivisione per i tanti educatori, scuole e cooperative – per un totale di 160 partner coinvolti – che hanno preso parte al progetto. 

“Viviamo in un territorio che offre poco ai ragazzi – racconta fr. Stefano Caria, Presidente della Cooperativa Idea, per ItaliaEducante Calabria – e loro hanno trovato in questo progetto, e nelle persone che ci hanno lavorato, un punto di riferimento che non hanno mai avuto. Sono i ragazzi stessi che adesso ci invitano a proseguire. Da loro abbiamo imparato tanto e con loro andremo avanti”.

“A Napoli siamo stati a contatto con realtà molto difficili. Abbiamo capito che dovevamo innanzitutto ripartire dai bisogni effettivi dei ragazzi”, così è intervenuta Emanuela Monaco, coordinatrice di ItaliaEducante Campania.

Partire quindi dalla cornice progettuale, che sulla carta era “perfetta” quattro anni fa, e “sporcarla” per adattarla alle esigenze territoriali. Anthea Vigni, Social Economist di SocialFare (che, come partner di ItaliaEducante, ha curato il coordinamento nazionale e il monitoraggio del progetto), fa il punto: “Come SocialFare, ogni anno abbiamo presentato le linee guida alle regioni e un vademecum con le indicazioni su come strutturare le attività secondo le 4A. Ma è stato grazie alla grande disponibilità e collaborazione di tutti i coordinatori che, nonostante tutte le difficoltà del contesto, siamo riusciti a portare a termine questo progetto con successo”. 

Questo immenso cantiere di sviluppo educativo – così l’ha definito Marco Rossi-Doria,  Presidente di Con I Bambini – è stato inoltre capace di reggere la prova di riadattarsi alle condizioni imprevedibili che la pandemia Covid-19 ha richiesto. Vigni conferma: “Gli hub educativi sono stati fondamentali perché, in questi due anni in cui le scuole hanno dovuto chiudere le loro porte agli educatori esterni, hanno permesso di svolgere preziose attività extrascolastiche e dare sostegno e continuità ai ragazzi”.

Il progetto ha evidenziato buone pratiche efficaci e replicabili. “Dopo tanti anni di disinteresse per il welfare, stanno arrivando finalmente nuovi fondi. Dobbiamo essere resilienti e saper tradurre queste buone pratiche in strumenti educativi e allinearli ai fondi, per poter dare continuità a questo progetto”: si esprime così Rossi-Doria sul futuro.

“Già dall’inizio del progetto abbiamo cercato di strutturare le attività affinché potessero essere scalabili” dichiara Enrico Dessy, Project Manager di ItaliaEducante. “I territori possono adesso partecipare a nuovi bandi e mettersi insieme per affrontare nuove sfide. I giovani sono stati al centro del progetto e grazie ad un approccio che definiamo open-schooling siamo riusciti a costruire reti di comunità educanti con un patrimonio di rapporti tra scuole ed enti a livello locale che non deve essere sprecato”.

Legami di fiducia che si sono creati e sperimentati in questi quattro anni, trovando un supporto che spesso manca sui territori. Maria Del Vecchio, educatrice di ItaliaEducante per la Puglia chiarisce: “Chi agisce qui spesso agisce da solo. Invece con ItaliaEducante ci siamo potuti sedere ad un tavolo e immaginare come fare educazione insieme sul nostro territorio”

Cosa resta di questo progetto? Il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa ha disposizione due anni per valutarne l’impatto. Gabriele Tomei, direttore scientifico Centro di Ricerca VOIS (Università di Pisa) fa una premessa: “Quando si parla di valutazione d’impatto sociale, ci si aspetta un’ispezione che verifichi che le cose che stiamo facendo corrispondano a quello che si era progettato all’inizio. Ma come potremmo esprimere questo giudizio proprio adesso, dopo la pandemia?”.  La valutazione deve essere qualcos’altro quindi: una riflessione, innanzitutto. “La prima evidenza è che, nonostante la tragedia della pandemia, un filo è stato tessuto e le attività sono state realizzate. Abbiamo già somministrato ai ragazzi 3 questionari distintiin diversi momenti per un totale di 1600 risposte. Questo ci permetterà di confrontare i risultati per vedere se ci sono differenze tra chi ha partecipato al progetto e i coetanei che invece non sono stati coinvolti. Nei prossimi due anni raccoglieremo ulteriori evidenze per poter offrire uno sguardo più “robusto” su quello che si è riuscito a realizzare, perché possa servire per nuove progettazioni”.

 

Aumento di capitale per SocialFare e SocialFare Seed

Torino, maggio 2022 3,5 milioni di euro per supportare le startup a impatto sociale: SocialFare Seed, il veicolo di investimento di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, ha recentemente ricevuto un’iniezione di capitale dai suoi soci (Gruppo Finde S.p.A., Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo). L’operazione segue di pochi mesi la ricapitalizzazione anche di SocialFare impresa sociale per lo sviluppo delle sue attività a supporto dell’ecosistema dell’Innovazione Sociale a Torino e in tutta Italia.

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Imprese e startup a forte impatto sociale avranno ora a disposizione più risorse, non solo economiche, grazie all’aumento di capitale ad opera dei suoi partner fondatori che porterà a 3,5 milioni di euro SocialFare Seed, fondo di impact investing e veicolo di SocialFare, il primo Centro per l’Innovazione Sociale in Italia e acceleratore di startup certificato dal Mise.

SocialFare Seed, fondata a Torino nel 2017 e costituita da Fondazione Compagnia di San Paolo, Finde S.p.A. e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, è il primo seed fund italiano, un esempio unico e particolarmente innovativo in grado di investire fino a 500 mila euro all’anno nelle imprese e startup a impatto sociale selezionate tramite i programmi di accelerazione Foundamenta di SocialFare (fino a 100 mila euro in cash per ciascuna a partire dall’inizio del programma) e supportate da un ampio network di contatti, sinergie e opportunità nazionali e internazionali. Dalla sua nascita SocialFare Seed ha già investito 1,5 milioni di euro in 20 startup. Le edizioni del programma Foundamenta realizzate dal 2016 al 2022 sono 13, per un totale di 86 startup accelerate che nel loro complesso hanno raccolto ad oggi un totale di oltre 19 milioni di euro grazie alla rete di impact investor di SocialFare. 

L’aumento di capitale per SocialFare Seed segue di pochi mesi la ricapitalizzazione anche di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, di 1 milione di euro da parte dei soci Finde S.p.A. e Fondazione Compagnia di San Paolo, e rientra in un’operazione più ampia di boost di tutto l’ecosistema SocialFare, che si concretizza in un piano di sviluppo su più asset, tra cui: il rafforzamento del team, che passerà da 12 a 20 risorse, di cui l’80% di genere femminile, con l’introduzione di nuovi profili professionali come il Deputy Operation Officer e il Deputy Business Officer, oltre agli esperti in impact design e innovazione sociale e agli account con formazione ed esperienza in area business, finanza, comunicazione; la ristrutturazione della sede, in corso in queste settimane per riqualificare e valorizzare gli spazi di “Rinascimenti Sociali” in via Maria Vittoria 38 a Torino che ospitano gli eventi e le iniziative di SocialFare e altre realtà dell’ecosistema dell’innovazione sociale torinese; espansione del business e del network, rappresentato anche dal recente ingresso nel network globale EBN European Business and Innovation Centre Network, e dalla partecipazione – frutto di una selezione ad opera dell’European Innovation Council and SMEs Executive Agency (EISMEA) – alla SME Assembly 2022 che si terrà a Praga a fine novembre, il più importante e significativo evento annuale rivolto alle Piccole e Medie Imprese europee che registra ogni anno oltre 500 partecipanti in presenza e molti altri online. 

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