Premio Perotto – Zucca | Innovazione e Tecnologia al servizio delle Scienze e della Vita

Il premio Perotto-Zucca si pone l’obiettivo di raccogliere la fortissima spinta all’innovazione proveniente da tutto il mondo tecnologico, facendo leva sulla creatività e genialità dei giovani. Dal 2005 il concorso colleziona proposte provenienti da aziende, gruppi di lavoro o singole persone che si dedicano con passione al mondo dell’informatica a supporto dell’innovazione. Non a caso il concorso è intitolato a Pier Giorgio Perotto e Tarcisio Zucca: inventore nel 1964 del primo “computer personale”, la “Programma 101”, denominata anche la “perottina” il primo;  promotore della sperimentazione di metodi e strumenti nell’informatica gestionale e dell’inclusione a pieno titolo nel mondo lavorativo di persone con disabilità il secondo.

La Premiazione dei vincitori della IX Edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione Perotto-Zucca, si è svolta il 6 e il 7 Aprile nell’ambito delLife Tech Forum”: la prima edizione in Italia dell’Evento sui temi dell’E-Health Care e delle Scienze della Vita, che sha avuto luogo presso il CISEF (Centro Internazionale Studi e Formazione Germana Gaslini) a Genova. La giuria, composta da 25 rappresentanti di incubatori di impresa, enti patrocinanti e rappresentanti delle istituzioni universitarie e del territorio, ha selezionato una rosa di 10 idee tra quelle candidate in base a: originalità, innovatività, applicabilità, potenziale impatto sociale ed economico, valore scientifico e/o industriale, attualità e visione futura.

Diversi i premi e le menzioni assegnate: 3 riconoscimenti in denaro per i primi classificati (10.000 euro per il primo classificato, 5.000 per il secondo e 3.000 per il terzo); un premio speciale per il progetto più aderente alla missione della Fondazione ASPHI di promozione della partecipazione delle persone con disabilità in tutti i contesti di vita; menzione speciale Rinascimenti Sociali per la soluzione innovativa a maggior impatto sociale.

Roberta DeStefanis (Systemic Ecodesigner per SocialFare) ed Elena Bologna (Innovation Architect) hanno consegnato le menzioni speciali di Rinascimenti Sociali ai due progetti capaci di generare maggiore impatto sociale:

/ TocTherapy | progetto che si propone di sviluppare un sistema informativo, basato su tecnologie web e mobile, che permette agli utenti di ricevere informazioni sul proprio smartphone da fonti certificate sulle proprie malattie o su quelle dei propri cari, di condividere le proprie cartelle mediche rendendole visibili a diversi specialisti, ad ottenere un reting dei servizi sanitari erogati a livello nazionale, la segnalazione dei centri d’eccellenza per le patologie di interesse, e un aggiornamento costante sulle cure in via di sperimentazione.

/ MindBook | temporary social network sviluppato dall‘Università di Piacenza in collaborazione con la cooperativa sociale Tice (Piacenza). Mindbook consente agli adolescenti autistici o con disabilità psichiche di socializzare anche via web, creando una rete di contatti tra ragazzi e famiglie utile a favorire lo scambio di esperienze e l’apprendimento di uno strumento che oggi tra i giovani è molto popolare, ma da cui spesso questi ragazzi sono esclusi proprio perché fanno fatica ad accedervi

The 3C Smart Cities Challenge | L’eccellenza dello StarTAU di Tel Aviv per il primo prototipo di social smart city a Croatà in Brasile

Si conclude oggi la selezione preliminare per la 3C Smart Cities Challenge, lanciata da Tel Aviv University, StartTAU Entrepeneurship Center, SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale e Planet Idea s.r.l.. La challenge è indirizzata a start-up che abbiano realizzato un prototipo, un lavoro in beta o un prodotto già sviluppato negli ambiti di: sostenibilità ambientale, sicurezza e salute. Sono state più di 50 le proposte pervenute. Obiettivo della challenge individuare nuove soluzioni da implementare nella social smart city che Planet Idea s.r.l. sta realizzando a Croatà, in Brasile. Il prototipo realizzato in questi mesi coprirà un’estensione di 8.000.000 mq di terreno su cui sorgeranno 5.0000 unità abitative destinate a 25.000 abitanti.

Planet Idea s.r.l. è una nuova impresa italiana che punta a diventare riferimento per la ricerca, la progettazione, la sperimentazione di nuovi ecosistemi urbani smart e sostenibili. La start-up torinese ha sviluppato un format innovativo per smart urban ecosystems, che mira alla sostenibilità integrata (sociale – ambientale – economica) con l’obiettivo di generare resilienza urbana, grazie all’implementazione si nuove tecnologie abilitanti. Planet Idea ha sviluppato uno dei primi modelli di social smart city ideato per offrire abitazioni personalizzate, distribuite in modo non intensivo al fine di favorire l’inclusione ed integrare in un piano urbanistico organico e modellato ad hoc.  SocialFare®, a fianco di Planet Idea s.r.l., progetta i servizi destinati agli abitanti ed elabora gli strumenti necessari a sviluppare e garantire la sua sostenibilità sociale

Con l’obiettivo di inserire in questo contesto l’idea che presenti un maggiore potenziale d’impatto sociale, migliore adattabilità alle specificità del contesto brasiliano e più efficace sviluppo tecnologico, le proposte sono state pre-selezionate, tra quelle pervenute, da esperti di SocialFare®, Planet Idea s.r.l. e Tel Aviv University. Le 15 start-up identificate saranno quindi ammesse ad un event pitch in cui potranno confrontarsi ed essere scelte per l’implementazione finale in Brasile. L’event pitch, in programma il 15 marzo a Tel Aviv, consentirà infatti di individuare le 3 start-up a cui sarà destinano un premio in denaro e la sperimentazione della propria soluzione nella social smart city brasiliana in costruzione.

Nei giorni successivi al 15 marzo, la delegazione italiana di SocialFare® e Planet Idea s.r.l. incontrerà un’ampia rappresentanza della community israeliana di ricerca, impresa e investimento per sviluppare nuove sinergie, apprendere nuove pratiche e creare ponti di collaborazione tra Torino e Tel Aviv, con un focus preciso: generare innovazione sociale in modo sempre più avanzato e internazionale.

 

Aviva Community Found | Scegli i progetti che vuoi in finale!

Aviva Community Found promuove una competizione tra proposte: l’idea selezionata otterrà un sostegno economico, a supporto di una causa importante per la comunità dell’associazione no profit candidata. I progetti, più di 500, sono raccolti sulla piattaforma dove raccontano come intendono fare davvero la differenza. Per candidarsi è necessario essere già attivi in Italia.

Le categorie per accreditarsi sono tre: sostegno alla salute, infanzia e giovani, valorizzazione della figura femminile. Dal 18 febbraio all‘8 marzo è possibile votare i progetti che si vuole raggiungano la finale, per accedere alle valutazioni della giuria che stabilirà il vincitore e aggiudicarsi una delle 18 donazioni previste.

I progetti vanno dalle storie a fumetti all’accoglienza dei bambini abbandonanti alla nascita. Per la categoria giovani e adulti segnaliamo l’iniziativadi Comunità Murialdo VenetoTi insegno un lavoro, che si propone di attivare borse lavoro per giovani tra i 18 e 21 anni in difficoltà sociale. L’innovatività del progetto è il percorso di accompagnamento con cui verranno trasferite competenze tecniche e abilità sociali ai partecipanti.

Leggi tutti i progetti e decidi quale sostenere!

 

L’ecosistema delle start-up a Torino | Il progetto Metros e Start-up Metro Torino

Procede la collaborazione di SocialFare®|Centro per l’Innovazione Sociale con l’Associazione Torino Internazionale|Stategica nell’ambito del laboratorio Start-up Metro Torino. Il progetto si inscrive nell’ambito del programma Metros (Metropolitan Economic Transformation and Regional Organizational Structures), promosso dal German Marshall Fund of United States. Il programma, sostenuto anche dalla Compagnia di San Paolo, vuole favorire la collaborazione tra alcune città del sud Europa (Torino, Genova, Bilbao e Salonicco) sui temi dello sviluppo economico, attraverso la condivisione di buone pratiche, lo scambio e il confronto tra operatori. Ogni città è attualmente impegnata nello sviluppo di un progetto specifico.

Start-up Metro Torino è nato con l’obiettivo di fornire indicazioni qualificate ai decisori istituzionali per definire le scelte strategiche di potenziamento dell’ecosistema piemontese per la creazione d’impresa. Gli startupper attivi sul territorio sono stati coinvolti in un processo di opinion survey, che ha permesso di raccogliere interessanti spunti di riflessione in merito ad alcuni elementi chiave di performance dell’ecosistema. In particolare, ad essere analizzate sono state le capacità dell’ecosistema piemontese di: fornire servizi e consulenza, promuovere nella collettività lo spirito imprenditoriale, fare scouting di talenti imprenditoriali e formarne la professionalità. Inoltre sono state raccolte opinioni circa la capacità degli attori locali di reperire capitali, fare investimenti, essere attrattivi, aprirsi all’esterno e fare network.

Il sondaggio di opinione è stato realizzato dalla Fondazione Human Plus su 50 attori del sistema, i cui risultati sono stati elaborati in collaborazione con il Labnet della Saa (School of Management di Torino) secondo i dettami della Social Network Analysis. Quello che viene fuori è un ecosistema ricco dal punto di vista dimensionale, con alcuni hub che si sono rafforzati negli ultimi anni, in prevalenza di natura istituzionale (Camera di commercio di Torino, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Torino e Regione Piemonte), dove non mancano, però, attori in crescita tra quelli informali sia nell’ambito sia tecnologico (TOP-IX, I3P) che sociale (SocialFare®).

L’indagine non manca di individuare alcuni punti deboli come «la bassa densità di connessioni», che è il vero tema; la «openness», ossia la capacità di apertura e di scambio verso l’esterno, e le risorse finanziarie. Un punto sul quale, però, vale la pena specificare un aspetto: la criticità non è la mancanza di capitali in sé, ma la distanza tra le nuove forme di business e le società esistenti e operanti sul territorio (pmi e gruppi industriali), che non colgono ancora in pieno le opportunità di innovazione rappresentate dalle start-up. I primi assunti a cui giunge questa analisi è che il miglioramento dell’ecosistema torinese passa attraverso un miglior coordinamento e una maggiore integrazione tra gli attori dell’ecosistema, un rafforzamento del sistema finanziario locale, l’ideazione di percorsi formativi sulla creazione di business nelle scuole e nell’università, riuscire a meglio intercettare gli investimenti alle start-up di business group e corporation.

Alberto Carpaneto ha presentato questi risultati il 9 dicembre in occasione del seminario “Global Insights for Turin’s Local Start-Up Ecosystem“, combinando i suoi dati alle riflessioni di Greg Horowitt. Horowitt è considerato a buon diritto il guru dell’innovazione. Dopo la laurea in biochimica ed economia, ha avviato una start up nel settore tech a San Diego per poi diventare un venture capitalist. Ora è alla guida di T2 Venture Creation, fondo d’investimento focalizzato in esperienze innovative di forte impatto nel settore delle tecnologie e sanitario, ed è coautore del best seller “The Rainforest: The Secret to Building the Next Silicon Valley”. Un percorso biografico che diventa teoria per tentare di mettere a sistema l’esperienza e codificare le chiavi del successo del modello Silicon Valley.

In“The Rainforest: The Secret to Building the Next Silicon Valley”  Victor W. Hwang e Greg Horowitt descrivono la metodologia del modello Silicon Valley, che paragonano a una  foresta pluviale. Per sua natura caotica e casuale, è rigogliosa e ricca di frutti come lo sono le start up innovative, che si rafforzano grazie alla diversità e agli inter-scambi. Qui  contano le connessioni, gli «scambi» di liquidi, elementi base, il sottobosco,  paragonabili all’«erba», come agli albori potevano presentarsi fenomeni come Google o Facebook: «In apparenza – semplifica – niente di speciale, realtà spesso percepite anche con fastidio e che appaiono come una  minaccia per il sistema, ma destinati a  diventare fenomeni mondiali».

«Senza caos niente può evolvere». Un modello-non modello in cui l’economia industriale si combina all’economia della conoscenza.  Un nuovo approccio per cui «l’immaginazione conta più della conoscenza» dice Horowitt. Fondato su quella che definisce la «religione dell’innovazione», capace di attivare un sistema di valori basati su un credo. Bisogna passare da un ego – sistema a un ecosistema, un sistema non più predittivo ma piuttosto adattivo. Per riuscire è necessario «superare il paradigma e passare da predire e ripetere a imparare e adattarsi, passare dal planning al modelling: un sistema dove l’insuccesso, il fallimento sono prodotti collaterale dell’innovazione».

Guarda l’intervento di Horowitt, e scarica il materiale del seminario Global Insights for Turin’s Local Start-Up Ecosystem.

FOUNDAMENTA | Tante le idee: il processo di selezione è ancora in corso.

Il 5 dicembre si è conclusa FOUNDAMENTA, Founding | Mentorship | Acceleration.

Si tratta della prima call per start-up e idee di business a impatto sociale per candidarsi al programma di accelerazione Rinascimenti Sociali, un programma gratuito della durata di sei mesi co-progettato da partecipanti e team di Rinascimenti Sociali.

Al termine del programma sarà possibile accedere a un panel di valutazione per investimento da parte di Oltre Venture, la prima società di venture capital sociale in Italia, o al sostegno finanziario di FaciliTo Giovani (l’azione del programma Torino Social Innovation della Città di Torino) prorogata al 30 giugno 2016.

Tantissime le idee e le start-up candidate. Il processo di selezione è ancora in corso.

Seguici sui social (la pagina facebook di SocialFare e Rinascimenti Sociali, ma anche twitter) e non perdere gli aggiornamenti sulla pagina della call per restare aggiornato!

 

Casa della Progettazione | La Stanza dei Giochi (Experimenta)

 

Casa della Progettazione è un ciclo di incontri promosso dall’Accademia Maurizio Maggiora. Nasce come luogo di condivisione e sperimentazione, capace di offrire un contesto piacevole e creativo. Un luogo volto a favorire lo scambio di competenze, collaborazioni e metodologie progettuali tra diversi attori, con l’obiettivo di promuovere la formazione di una cultura progettuale condivisa.

La Casa della Progettazione è un luogo dinamico da costruire ed esplorare di volta in volta. I diversi ambiti della progettazione vengono trattatati come stanze, con un loro preciso ordine logico e impostazione definita. I progettisti, come veri padroni di casa, mostrano come questi spazi vengono abitati e aiutano gli ospiti ad orientarsi.

Il 26 Novembre si esplora assieme l’area “Experimenta”. Il laboratorio della progettazione sociale dell’Accademia che nasce con l’obiettivo di accrescere il valore delle altre aree dell’Accademia, introducendo nell’associazione innovazioni in termini di metodi, processi e prodotti.

L’incontro è inserito nella “Stanza dei giochi” della Casa Progettazione e prevede un coinvolgimento attivo dei partecipanti che verranno coinvolti in giochi che aiuteranno a spiegare il metodo e attività di“Experimenta”  ed a stimolare proposte di collaborazioni  a sostegno delle altre aree dell’Accademia o di idee di altri Partner interessati alla progettazione sociale.

La Casa della Progettazione è aperta a:

  • i curiosi ed interessati che vogliono avvicinarsi ai temi della progettazione sociale senza necessariamente avere una formazione specialistica
  • i sostenitori e partner che possono partecipare alle sessioni, essere coinvolti nei progetti di Accademia e confrontarsi su nuove idee progettuali comuni avendo nel contempo un luogo di visibilità
  • i soci dell’Accademia che possono presentare attività e progetti che ciascun gruppo di lavoro ritiene interessante condividere con modalità sperimentale, secondo uno stile comunicativo accessibile a tutti.

Non perdere la “Stanza dei giochi”, e vieni a sperimentare con Accademia Maggiora metodo e attività della progettazione sociale.

Ti aspettiamo il 26 Novembre 2015 dalle 18:00 alle 20:00.
Presso gli spazi di Rinascimenti Sociali in via Maria Vittoria 38, Torino (Sala Accelerate).

La prenotazione non è necessaria. Per maggiori informazioni: organizzazione@accademiamm.it

Sellalab | Talenti da non buttare

Schermata 11-2457343 alle 18.03.43Essere un’impresa sostenibile oggi significa non solo rispetto dell’ambiente, rispetto della salute dei lavoratori e dei consumatori, e rispetto dei diritti umani, ma anche riduzione degli sprechi, creazione di nuovi e più trasparenti legami con le comunità di interesserisparmio delle materie prime e delle risorse economiche, razionalizzazione dei processi creativi e produttivi.

La sostenibilità è certamente uno dei più importanti veicoli di innovazione dal punto di vista tecnologico, organizzativo, commerciale e sociale. Inevitabilmente, un’azienda che si immette sulla via della sostenibilità si trova esposta a un gran numero di sollecitazioni a sviluppare prodotti innovativi. Nell’industria tessile una parte importante della ricerca e innovazione nel campo dei nuovi materiali, dei finissaggi e dei processi produttivi è stata, già negli ultimi anni, guidata dalla tensione verso una maggiore sostenibilità, divenuta quindi un elemento strategico imprescindibile.

In questo senso, il processo creativo assume una parte fondamentale: non basta comprenderlo in un nuovo paradigma sostenibile nei modelli di business, è necessario che esso diventi elemento di valore in tutta la catena di processi produttivi, di approvvigionamento, stoccaggio e di distribuzione: un vero e proprio Life Cycle Design che riesca a non produrre scarti. Ad oggi però il modello è ancora imperfetto, e la creatività deve dedicarsi a trovare soluzioni di ottimizzazione delle risorse che il modello attuale di produzione ancora non consente di impiegare in maniera ottimale.

Impegnati a sviluppare nuove soluzioni troviamo attori inediti, come Sellalab. Il polo di innovazione e accelerazione di impresa di Banca Sella ha deciso, infatti, di selezionare nove talenti dai differenti background (eco-design, ingegneria ambientale, social sciences and managment, fashion design, architettura, antropologia, matematica analitica), a cui affidare la ricerca di nuove soluzioni per i fondi di magazzino di due importanti imprese biellesi. I giovani ricercatori hanno sei mesi per immaginare una soluzione inedita, attraverso cui dare nuova vita ai tessuti campionari e allo stock di fili rimasti invenduti.

 Alessia Spadetto (26 anni, eco-designer) spiega che l’origine biellese è considerato sinonimo di qualità nel sistema moda, per quanto riguarda tessuti e filati. Settori storicamente radicati nel territorio, ora tanto più costretti dalla crisi economica ad aprirsi all’innovazione. Le due imprese coinvolte da Banca Sella nella sperimentazione presentano caratteristiche molto diverse. Da una parte piccole tirature su richiesta di tessuti finalizzati a presentare al cliente il proprio prodotto, con l’obiettivo di offrire una scelta capace di coprire i ritmi serrati delle case di moda e la loro necessità di differenziare il proprio prodotto. Dall’altra filati prodotti in quantità elevata per poter rispondere rapidamente per poter rispondere rapidamente alle numerose richieste del mercato.

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“Questo è uno dei motivi per cui i selezionati sono stati divisi in due team, ciascuno dedicato alle specificità di una delle due imprese”. Aggiunge Ilaria Ballari (27 anni, antropologa). “Il modello operativo con cui condurre la ricerca è stato indicato da Fullbrand e Sellalab, fissando degli step da seguire, ma l’organizzazione del lavoro è autonoma.” Si unisce al discorso Giulia Cuzzolin (25 anni, una laurea in disegno industriale ed eco-design): “Al momento le due squadre si stanno dedicando allo studio del settore, e in questa fase l’eterogeneità delle nostre formazioni ci consente una comprensione più estesa del materiale che stiamo collezionando: ognuno coglie qualcosa di diverso!”

Siamo nella stanza di Rinascimenti Sociali in cui da settembre i ragazzi esplorano il settore a cui si stanno dedicando, si confrontano, ridono, cercano soluzioni. Nel centro della stanza due tavoli rotondi, attorno ai quali sono raccolte le due squadre. Nelle vetrine spiccano pile di tessuti, rocchetti di dimensioni diverse.

“La richiesta”, specifica Fausto Saltetti (29 anni, laureato in architettura con un master in marketing), “è quella di trovare un nuovo impiego per questi fondi di magazzino all’esterno dei prodotti legati alla moda o all’abbigliamento”.

Gli fa eco Enrico Orlanda (22 anni, Fashion Designer) :”Anche per questo è stato scelto un team misto, con background differenti, in cui ognuno può dare un contributo diverso. Il mondo della moda ha già cercato delle soluzioni al problema con risultati non sempre soddisfacenti.” Aggiunge Alice Sanca (26 anni, eco-designer): “Probabilmente si cerca, anche, di non entrare in conflitto con quella clientela che ha scelto questi tessuti proprio per caratterizzare la propria offerta!”

Sara Lisot (27 anni, titolo conseguito all’estero in Social Sciences Managment) precisa: “In ogni caso l’unico reale vincolo posto alla nostra idea è stato quello di generare posti di lavoro nel territorio biellese per generare impatto sociale positivo, e far emergere l’importanza del rapporto tra impresa e territorio.”

“Abbiamo tempo fino al 25 marzo per ipotizzare una soluzione, con la speranza che sia efficace e scalabile.” Commenta Stefania Caglia (26 anni, ingegnere ambientale).

E l’urgenza di soluzioni innovative in questo ambito trovano conferma nei dati della Commissione Europea, l’industria del riciclo infatti è sempre più strategica per diminuire l’impiego di risorse naturali e per migliorare l’efficienza energetica. Nel Vecchio Continente il settore del riuso produce un fatturato di 24 miliardi di euro grazie a 60 mila imprese con mezzo milione di addetti. L’UE ospita circa il 50% delle industrie che nel mondo lavorano partendo dai rifiuti.  In Italia, nel 2008, secondo l’ultimo rapporto ISPRA sui rifiuti speciali, il 37,4% dei rifiuti non pericolosi del manifatturiero proviene da tessile, abbigliamento e industria conciaria.

Il sistema moda produce ogni anno tonnellate di scarti che finiscono in gran parte in discarica e che potrebbero essere nuovamente inseriti nel ciclo produttivo in modo innovativo generando nuove possibilità. Ci sono opportunità che è necessario non vengano buttate.

 

SocialFare® e Oltre Venture insieme per generare impatto sociale

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È ufficiale: Oltre Venture, primo fondo italiano di venture capital sociale, ha siglato un accordo di partnership con SocialFare®| Centro per l’Innovazione Sociale. Oltre Venture, società di Venture Capital Sociale, opera oramai da oltre dieci anni nel supporto e nel lancio di nuove iniziative ad impatto sociale. Oltre sta attualmente lanciando il secondo fondo – Oltre II – che metterà a disposizione degli imprenditori sociali nuove risorse finanziarie e supporto manageriale per la realizzazione di nuove imprese.

Oltre Venture e SocialFare® si sono trovati concordi sulla necessità, ed opportunità, di avviare una collaborazione che si focalizzi sull’accelerazione di soluzioni innovative alle più pressanti sfide sociali, accelerazione che si declini in forma di impresa a impatto sociale: impresa capace di generare valore economico-finanziario e valore sociale per la comunità.

SocialFare®, Centro per l’Innovazione Sociale presenterà a Oltre Venture business idea, start-up e imprese a impatto sociale, come possibili soggetti nei quali investire, in linea e coerenza con la mission del fondo. La diligence sarà rigorosa e challenging. Tra i canali attraverso cui SocialFare® gestirà il processo di selezione delle startup/imprese anche l’acceleratore di conoscenza e imprenditorialità Rinascimenti Sociali (che ha recentemente lanciato la propria call FOUNDAMENTA, attiva fino al 5 dicembre 2015). La prima sinergia tra Oltre Venture e SocialFare® inizierà, infatti, proprio con FOUNDAMENTA: la call che intende reclutare, a livello nazionale, idee e soluzioni innovative a impatto sociale. Le proposte selezionate saranno ammesse ad un panel di valutazione per investimento da parte di Oltre Venture.

Lorenzo Allevi, AD di Oltre Venture, ha commentato così l’accordo: “questo nuovo modo di fare impresa – con una forte attenzione all’impatto sociale – si sta sviluppando sempre più; avere luoghi in cui professionisti del settore aiutino l’imprenditore a fare i primi passi nella concretizzazione delle proprie idee, è fondamentale sia per gli imprenditori, sia per gli investitori istituzionali. Per questo motivo noi siamo molto felici di questa collaborazione “

Laura Orestano, AD SocialFare®, ha espresso la soddisfazione di tutta la squadra SocialFare® e dei tanti partner convenuti in Rinascimenti Sociali, auspicando che questa collaborazione sia: “linea di partenza per un modello di convergenza sociale e finanziaria per costruire quelle nuove imprese di servizi e prodotti delle quali l’Italia ha tanto bisogno per creare innovazione sociale e sostenibilità economico-finanziaria”.

OPERAE 2015 | Fare Impresa Creativa

Per molto tempo si è pensato alla cultura come patrimonio da ereditare, o tramandare. Entra ora a far parte del processo di implementazione tecnologica. Nella società della conoscenza è oggi giusto considerarla fondamentale elemento del capitale sociale e umanoLa cultura, nella sua capacità di custodire la dimensione collettiva nei processi di evoluzione  economica, torna ad essere organo vitale del corpo sociale, rimodellando obiettivi e parametri della realizzazione dello sviluppo.

 Il dialogo tra cultura e sviluppo economico è una una delle sfide aperte tra le più importanti, nel suo essere sospesa tra la capacità pervasiva della cultura e le esigenze di mercato, tra una globalizzazione ancora imperfetta, tra burocrazia e interessi individuali. Le imprese culturali sono l’avanguardia in cui questa relazione si concretizza.

La tecnologia, che pure inizialmente sembrava appiattire l’offerta culturale, ora permette di tornare ai processi più umani di “metabolizzazione” delle informazioni e il territorio torna ad avere un ruolo centrale nei processi culturali. L’innovazione va dunque ripensata come una dimensione caratterizzata dall’incrocio tra arte, spirito del luogo (genius loci) e tecnologia. La grande accessibilità dei nuovi strumenti coinvolge fasce un tempo escluse dalla produzione artistica, e da vita a fenomeni di creazione condivisa.

Le nuove possibilità aprono la strada alle cosiddette comunità di pratica, nelle quali i contenuti circolano al di fuori degli scambi di mercato. In queste comunità, quelli che oggi sono dei produttori, domani sono dei fruitori, in uno scambio continuo di ruoli, che va a mettere in discussione tutta la normativa vigente sulla proprietà intellettuale, tarata sul precedente modello di sviluppo industriale.

Nell’ambito di OPERAE indipendent design festival (6-8 Novembre, Palazzo Cavour) la Compagnia di San Paolo organizza un momento dedicato alle opportunità promosse da soggetti pubblici e privati finalizzate a favorire l’accesso al credito, a strumenti finanziari e a servizi collaterali a sostegno dell’avvio e dello sviluppo di imprese culturali. Grazie alla presentazione dell’offerta sul territorio e alle testimonianze degli imprenditori che hanno avuto accesso a tali servizi, i partecipanti all’incontro acquisiranno informazioni e contatti che potranno essere sviluppati in futuro per consolidare le proprie competenze e dare solidità organizzativa alla propria attività.

Sostieni la tua creativa!

OPERAE 2015

Fare impresa creativa

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Sabato 7 novembre ore 11
Palazzo Cavour

“ Fare impresa creativa:  opportunità, strumenti e competenze del sistema locale”. Incontro promosso e moderato dalla Compagnia di San Paolo.

Intervengono

Emiliano Iannone – Camera di Commercio di Torino
Susanna Barreca – Regione Piemonte
Gianni Rubino/Elisabetta Gastaldi – Banca Prossima
Andrea Limone – PerMicro
Lisa Orefice – Reseau Entreprendre Piemonte
Laura Orestano – SocialFare

Sito ufficiale: www.operae.biz

Creatività e Prosperità Economica| il GLOBAL CREATIVITY INDEX

Cosa rende una nazione più creativa di un’altra?

Secondo gli ideatori del Global Creativity Index: Tecnologia, Talento e Tolleranza. Le 3T dello sviluppo economico individuate da Richard Florida, autore reso noto dall’elaborazione del concetto di creative class e primo a relazionare questa nuova categoria di lavoratori con la rigenerazione urbana.

Il Martin Prosperity Institute pubblica anche quest’anno il report annuale sul Global Creativity Index misurando la creatività di 139 nazioni nell’ambito del progetto Cities, progetto dedicato all’esplorazione del ruolo delle città intese come unità-chiave nell’organizzazione sociale ed economica in un’economia globale. L’istituto ospitato dalla School of Managment dell’Università di Toronto è, infatti, impegnato da anni nell’esplorare le caratteristiche di un’economia incentrata su un capitalismo democratico che sappia generare prosperità, intesa sia come crescita consolidata che ampiamente diffusa.

Il report è suddiviso in due parti principali. La prima dedicata alla misurazione delle 3T all’interno delle nazioni prese in esame. La “tecnologia” è stata valutata attraverso: l’osservazione degli investimenti dedicati alla ricerca e allo sviluppo, e il numero di brevetti registrati pro capite. Per individuare il peso dei “talenti” nazionali è stata scelta la lettura comparata della percentuale di laureati e la percentuale di forza lavoro impiegata nelle industrie creative. Significativa la presenza della terza T: “tolleranza”, il cui ranking è stato strutturato attraverso la valutazione del modo in cui vengono trattati i migranti, le minoranze etniche e razziali, e i residenti LGBT.

Nella seconda parte del report vengono presi in esame le connessione tra GCI e le misure più diffuse per lo sviluppo economico, la competitività e la prosperità. Emerge, così, come le nazioni con un più elevati valori nell’ambito del GCI hanno livelli più alti di output economici, imprenditorialità, competitività economica, e in generale dello sviluppo umano. Il report evidenzia, inoltre, come la creatività sia strettamente associata all’urbanizzazione e all’equità sociale.

Nazione più creativa del 2016 l’Australia (GCI 0,97), seguita a breve distanza da United States (GCI 0,95) e Nuova Zelanda(GCI 0,94). L’Italia è al 21° posto (GCI 0,71).

 

 

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