“Sipari sociali”, il palcoscenico come metafora di vita

Venerdì 16 maggio alle 20 e sabato 17 alle 17 si alza il sipario su un’iniziativa tutta torinese dove arte ed educazione si incontrano nel solco scavato dalla lunga tradizione di accoglienza e di sperimentazione sociale che caratterizza il territorio piemontese. Un connubio efficace e innovativo che si è tradotto in un progetto realizzato dalla Congregazione dei Giuseppini del Murialdo – che attraverso le strutture e le attività di Comunità Murialdo Piemonte  esprime la sua mission di essere accanto ai minori e ai giovani, soprattutto quelli in difficoltà – in collaborazione con il Teatro Regio.

Così, 70 ragazzi si esibiranno sul palco del teatro Piccolo Regio di Torino a conclusione di un percorso già sperimentato lo scorso anno con successo. Successo che ha portato, in questa seconda edizione, a un maggior coinvolgimento di partner pubblici e privati e di enti finanziatori: si è dunque creata una rete a sostegno di un’azione la cui doppia valenza sociale e culturale rappresenta un’importante occasione di arricchimento del territorio.

ADESIVO QUADRATO PICCOLO_Sipari Sociali-01Il progetto “Sipari sociali” nasce nel 2012 dall’esperienza di alcuni laboratori teatrali rivolti a bambini e ragazzi tra gli 8 e i 17 anni, con particolare attenzione a quelli con situazioni di fragilità sociale e familiare, nell’ambito dell’iniziativa del Teatro Regio “La scuola all’Opera”. A seguito di quest’esperienza, il desiderio dei ragazzi di essere protagonisti e di andare in scena con uno spettacolo vero e proprio ha spinto gli enti organizzatori a far evolvere l’iniziativa, allargando la partnership e ampliando il programma.

Ecco allora che nel 2013 va in scena “Aiutiamo Sam!”, spettacolo in un atto, eseguito con cori tratti da “Il piccolo spazzacamino” di Benjamin Britten. Le virtù dell’infanzia – senso dell’amicizia, coraggio, innocenza, amore per la vita – sono state al centro di un’interpretazione che ha coinvolto emotivamente i giovani attori. Un’esperienza di formazione e crescita personale, di partecipazione attiva a un progetto che sin da subito ha puntato sulla qualità della proposta. I ragazzi sono stati accompagnati, infatti, da oltre una decina di professionisti tra artisti, educatori e tecnici. Un team che per diversi mesi ha lavorato con i ragazzi all’insegna “dell’ascolto, della condivisione, della scoperta di nuovi canali espressivi e di un senso di appartenenza a una comunità che accoglie le diversità, le difficoltà del crescere e le unicità di ciascuno”. E’ questa la mission di “Sipari Sociali”.

La seconda edizione del progetto porterà in scena venerdì 16 e sabato 17 maggio prossimi “L’Elisir del Teatro”, liberamente tratto da “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti. Le vicende di un giovane timido e impacciato ma pieno d’amore accendono i riflettori sulle difficoltà della crescita e di inserimento sociale. Difficoltà che tutti gli adolescenti, e non solo quelli più “fragili”, incontrano. Di qui l’importanza e la scelta di coinvolgere ragazzi provenienti dai più diversi contesti, accomunati dal bisogno di trovare ognuno il proprio canale attraverso cui esprimere le emozioni.

prove-2014_2_mini1Tra le scuole coinvolte quest’anno, il liceo artistico Aldo Passoni, che ospita anche classi dell’indirizzo “Disegno di Moda e Costume”. “Per il laboratorio di scenografia, più tecnico, abbiamo sfruttato l’interesse e le competenze di questi ragazzi – spiega Maria Elena Aimo, coordinatrice della parte educativa del progetto per conto di Comunità Murialdo Piemonte – Per loro è anche un’occasione di arricchimento formativo”.

prove-2014_6_mini3-290x280Recitazione, espressione corporea, musica orchestrale e coro sono gli altri laboratori. In una prima fase del percorso i ragazzi possono sperimentarli tutti, per poi seguirne uno in particolare in base alle preferenze e alle attitudini. I lavori svolti dai diversi gruppi vengono infine messi insieme per allestire lo spettacolo finale.

Ma c’è un altro momento che chiude il percorso avviato: quello della rielaborazione dell’esperienza, insieme con gli educatori. “Vengono fuori tante emozioni e relazioni – continua Maria Elena Aimo – I ragazzi sono aiutati a dare un senso a questa esperienza. Ciò che hanno provato e imparato su quel palco farà parte del loro baga