Change your habits con HubWater: la startup che vuole cambiare le abitudini di consumo dell’acqua

Abbiamo intervistato le startup che in questi mesi hanno preso parte a PLANET FOUNDAMENTALS #1, il programma di accelerazione per far crescere e scalare impact startup. Dal 2016 in 13 edizioni del programma FOUNDAMENTA, il nostro team di esperti ha accelerato 86 startup che hanno raccolto ad oggi 19M€ di funding.

Scopriamo meglio il progetto di HubWater insieme a Filippo Quercetti, CEO della startup.

Com’è nata la tua idea di business?

L’idea di Hub (all’epoca era solo Hub il nome del progetto) è nata dopo un viaggio in California durante il quale ho notato la grande diffusione di borracce nella popolazione a differenza di quello che si vede in Italia e in Europa. Grazie a questa intuizione e all’input di una mia amica, con i miei soci abbiamo deciso di sviluppare un’applicazione che segnalasse le fontanelle di tutta Italia, coinvolgendo anche bar e ristoranti con il compito di fornire acqua depurata naturale o gasata ai nostri clienti.

3 parole per descrivere la tua startup

Partirei dal nostro claim che è “change your habits” perché nell’essenza è quello che noi stiamo cercando di fare: fare cambiare le abitudini alle persone. Da un’abitudine più consumistica usa e getta, come l’acquisto e il consumo di acqua imbottigliata a un’abitudine più circolare, riferita ad un utilizzo prolungato nel tempo di un oggetto quale la borraccia. 

Raccontaci qualcosa del percorso di accelerazione con SocialFare

Siamo partiti come un gruppo di amici alla prima esperienza imprenditoriale e il percorso con SocialFare ci ha aperto gli occhi mostrandoci le competenze, i meccanismi e il know how che serve per costruire un’azienda e farla crescere nel tempo. Socialfare è stato, ed è tutt’ora, un catalizzatore nel velocizzare tutto il team ad andare verso quello stadio di competenze necessarie ed essenziali per il corretto sviluppo del nostro progetto. 

Parimenti importante è stato avere affianco qualcuno con grande esperienza nel campo e che di startup ne ha viste molte crescere, ma anche fallire. Credo che ogni aspirante imprenditore debba ricercare il supporto di figure simili, che sappiano mostrarti le conoscenze e le compentenze che un team deve acquisire per poter aver successo.

Far parte delle startup accelerate da SocialFare per noi, e per i nostri interlocutori, è un indicatore positivo sulla qualità e sul valore del nostro progetto. Grazie della fiducia!

 

 

*La nuova call per impact startup PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta. Un programma di accelerazione di 4 mesi intensivi per far scalare la tua startup, con un approccio altamente personalizzato: ci focalizzeremo su cosa hai bisogno per crescere ed essere pront* a presentarti agli investitori.

Sei una startup early stage e stai lavorando a un progetto imprenditoriale con impatto sociale? Puoi inviare la tua candidatura entro il 24 luglio 2022: https://socialfare.org/planet-foundamentals/

Il meglio dell’editoria indipendente: Romanzi.it

Abbiamo intervistato le startup che in questi mesi hanno preso parte a PLANET FOUNDAMENTALS #1, il programma di accelerazione per far crescere e scalare impact startup. Dal 2016 in 13 edizioni del programma FOUNDAMENTA, il nostro team di esperti ha accelerato 86 startup che hanno raccolto ad oggi 19M€ di funding.

Ci raccontano il loro progetto in questa chiacchierata Massimo Cuomo ed Enrico Drigo, CEO e CTO di Romanzi.it.

Com’è nata la vostra idea di business?

startup_romanzi_team

L’idea si sviluppa durante il periodo della pandemia, quando ci siamo accorti di un grande problema nel mercato editoriale: il suo modello distributivo. 

Abbiamo cercato di capire in che modo, con le nostre competenze e la nostra passione per la letteratura, avremmo potuto dare un contributo per provare a sciogliere questo nodo. Nasce così Romanzi.it. In realtà, dietro questa idea, c’è un percorso lunghissimo, complesso e fatto da tante riunioni, cambi di strada e ragionamenti evolutivi che ci hanno portato a perfezionare il nostro progetto per renderlo come è adesso.

3 parole per descrivere la vostra startup

Romanzi.it: il meglio dell’editoria indipendente.

Raccontateci qualcosa del percorso di accelerazione con SocialFare

Grazie al percorso di accelerazione abbiamo approfondito aspetti della nostra attività e abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con il team e i consulenti di SocialFare, oltre alle altre startup nel programma: sentire quello che gli altri hanno da raccontare dalla propria esperienza ci ha aiutato molto in questa fase di crescita.

Abbiamo anche realizzato che abbiamo una startup, che noi stessi siamo degli “startupper” e questa è una presa di coscienza incredibilmente importante per noi. Sono tanti gli strumenti che stiamo acquisendo e, con l’aiuto di SocialFare, stiamo facendo chiarezza su molti aspetti del nostro progetto. È proprio la presenza di un interlocutore esterno quale il team di SocialFare, molto competente e di cui ci fidiamo, che ci ha permesso di migliorare la nostra fiducia reciproca e la qualità delle nostre idee. 

[Massimo] Mi sento a metà del guado: ho chiarissimo il prima e ho curiosità del dopo. Il nostro progetto è arrivato a questa esperienza proprio nella fase giusta per essere messo in discussione, rivisto e rivoluzionato. In questa rivoluzione il contributo di SocialFare è stato fondamentale, per cui la stiamo vivendo con grande entusiasmo ed ottimismo. Siamo convinti che il dopo sarà sicuramente migliore del prima!

[Enrico] C’è una consapevolezza in più: prima di cominciare questo percorso facevamo le cose più “di pancia” mentre adesso abbiamo degli strumenti per procedere secondo un percorso. Questo ci aiuta molto a definire le cose più importanti da fare, quelle da escludere, quelle da rinviare ed essere più obiettivi sul nostro prodotto e sulle nostre idee.   

 

*La nuova call per impact startup PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta. Un programma di accelerazione di 4 mesi intensivi per far scalare la tua startup, con un approccio altamente personalizzato: ci focalizzeremo su cosa hai bisogno per crescere ed essere pront* a presentarti agli investitori.

Sei una startup early stage e stai lavorando a un progetto imprenditoriale con impatto sociale? Puoi inviare la tua candidatura entro il 24 luglio 2022https://socialfare.org/planet-foundamentals/

L’e-commerce delle librerie indipendenti: Bookdealer

Abbiamo intervistato le startup che in questi mesi hanno preso parte a PLANET FOUNDAMENTALS #1, il programma di accelerazione per far crescere e scalare impact startup. Dal 2016 in 13 edizioni del programma FOUNDAMENTA, il nostro team di esperti ha accelerato 86 startup che hanno raccolto ad oggi 19M€ di funding.

Conosciamo oggi Leonardo Taiuti, founder e CEO di Bookdealer.

Com’è nata la tua idea di business?

Bookdealer nasce dalla necessità di avere un’alternativa ai grandi store online per quanto riguarda l’acquisto dei libri. Le librerie sono sempre state tagliate fuori da questo commercio, non avendo spesso accesso all’online e l’utente non poteva scegliere di sostenere le librerie fisiche in caso di shopping online. La pandemia ha esacerbato questa situazione e così è nata l’idea di offrire alle librerie indipendenti di Italia uno sbocco sul commercio online. Offrire l’opportunità di unire l’online al lavoro al banco delle libreria è l’idea che ci ha mosso nella creazione di Bookdealer.

3 parole per descrivere la startup

ragazzo con bici che fa consegna dei libri

Direi che è originale: è una novità, non c’è mai stato niente di simile sul mercato italiano. Sostenibile: nel senso che rimette le librerie al centro dell’attenzione quando si parla di commercio online. Un’altra parola che riassume il concetto è alternativa: Bookdealer è l’alternativa per l’utente che, da oggi, può andare a comprare i libri online senza rivolgersi ai grandi store. 

 

Raccontaci qualcosa del percorso di accelerazione con SocialFare

L’ingresso nel percorso di accelerazione è stato fondamentale per chiarirci le idee. Noi soci abbiamo altre attività imprenditoriali ma non avevamo mai fatto questo mestiere di “startupper”. Il team di SocialFare ci sta aiutando nello strutturarci, facendoci anche rimettere in discussione certe convinzioni che avevamo per riorganizzare il nostro lavoro e capire dove vogliamo arrivare e come farlo.

Riguardo il percorso di accelerazione il bilancio è senz’altro positivo. Abbiamo scompagginato le carte in tavola grazie a SocialFare: non sappiamo cosa ci aspetta adesso il futuro, ma siamo certamente più consapevoli di quello che stiamo facendo.

 

 

*La nuova call per impact startup PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta. Un programma di accelerazione di 4 mesi intensivi per far scalare la tua startup, con un approccio altamente personalizzato: ci focalizzeremo su cosa hai bisogno per crescere ed essere pront* a presentarti agli investitori.

Sei una startup early stage e stai lavorando a un progetto imprenditoriale con impatto sociale? Puoi inviare la tua candidatura entro il 24 luglio 2022https://socialfare.org/planet-foundamentals/

Visionaria e inclusiva: Wear Me – la startup di moda sostenibile per abbigliamento babywearing

Abbiamo intervistato le startup che in questi mesi hanno preso parte a PLANET FOUNDAMENTALS #1, il programma di accelerazione per far crescere e scalare impact startup. Dal 2016 in 13 edizioni del programma FOUNDAMENTA, il nostro team di esperti ha accelerato 86 startup che hanno raccolto ad oggi 19M€ di funding.

Iniziamo a presentarvi la prima protagonista di quest’anno: Virginia Scirè, founder della startup Wear Me.

Com’è nata la tua idea di business?

Wear Me nasce nel 2017 da un’esigenza che ho sentito esserci tra le mamme della community a tema babywearing che avevo creato su Facebook. Si trattava di uno spazio dove le mamme si incontravano, si aiutavano e si scambiavano le reciproche esperienze nel portare i loro bambini. Questa community era alla ricerca di una giacca che potesse portare i bambini con la fascia e il marsupio, che fosse utilizzabile in più stagioni ma soprattutto che potesse essere riutilizzata. Dopo averla a lungo cercata e non trovata, a un certo punto ho deciso di crearla io: l’ho disegnata e ho fatto realizzare il primo campione. Per avviare la prima produzione ho aperto un pre-ordine, facendo di fatto un crowdfunding all’interno della mia community dove ho raccolto i primi 100 ordini, che mi hanno permesso di lanciare quello che è diventato il primo prodotto a marchio Wear Me.

[Nella foto Virginia Scirè, founder della startup Wear Me]

3 parole per descrivere la tua startup

Wear Me è visionaria, costruttiva e inclusiva. 

Raccontaci qualcosa del percorso di accelerazione con SocialFare

Era inizio 2022 quando mi sono ritrovata in riunione strategica con il team: l’obiettivo per quest’anno era riuscire a passare da startup ad azienda. Organizzare il team, trovare un modo per analizzare i nostri numeri e lavorare sulla gestione finanziaria per sviluppare ulteriormente il fatturato, consolidando il nostro metodo di lavoro: per realizzare tutto questo ci era molto chiare che avessimo bisogno di un percorso di formazione.

In quel momento è arrivato SocialFare: quando è uscita la call mi sono candidata immediatamente, perché ho pensato che il nostro progetto fosse molto in linea con le vostre corde ma soprattutto che avrei trovato dei formatori che fossero in linea con i nostri valori. Sono stata felice perché è stato proprio così.

Durante questi mesi di formazione abbiamo toccato vari aspetti della nostra azienda, con l’opportunità di poterlo fare in maniera più completa grazie al punto di vista esterno di persone competenti. È stato bello poter ascoltare le esperienze di imprenditori che ritengo molto capaci, scoprire le loro storie e capire come sono cresciuti. 

Sì, sono veramente contenta di aver preso parte a questo programma di accelerazione. Non nascondo che è molto “accelerato” ed impegnativo, e per noi che lavoriamo già parecchio non è stato facile. Ma in poco tempo stiamo riuscendo a fare quello che in realtà avevamo pianificato di fare nel corso dell’anno e lo stiamo facendo con metodo più strutturato, risolvendo problemi e incognite che in certi momenti ci hanno fermato. Grazie a questo programma Wear Me non è più una startup ma inizia ad essere davvero un’azienda.

 

*La nuova call per impact startup PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta. Un programma di accelerazione di 4 mesi intensivi per far scalare la tua startup, con un approccio altamente personalizzato: ci focalizzeremo su cosa hai bisogno per crescere ed essere pront* a presentarti agli investitori.

Sei una startup early stage e stai lavorando a un progetto imprenditoriale con impatto sociale? Puoi inviare la tua candidatura entro il 24 luglio 2022: https://socialfare.org/planet-foundamentals/

FOUNDAMENTA: 5 domande alla startup JoJolly

Abbiamo il piacere di dialogare con Mattia Ferretti, CEO e founder di JoJolly. Esattamente un anno fa (il 21 gennaio 2021), Mattia presentava il suo pitch al Social Impact Investor Day, evento conclusivo del programma di accelerazione FOUNDAMENTA#10, in uno scenario particolare: se il 2020 è stato un periodo difficile per tutti, il settore della ristorazione è stato chiaramente uno dei più duramente colpiti. Mattia però non si è dato per vinto, e con il suo team ha portato avanti la sua attività imprenditoriale, raggiungendo in breve tempo traguardi importanti in termini di fatturato, di raccolta di capitali e di impatto sociale generato. 

JoJolly è una startup che offre una soluzione tecnologica per creare un match ottimale fra domanda e offerta di lavoro extra o stagionale nel settore della ristorazione. Si tratta di una soluzione efficace che che contrasta il lavoro nero e l’irregolarità, molto presente in questo settore, sapendo andare incontro alle esigenze dei ristoratori.

Riportiamo qui i passaggi salienti dell’intervista realizzata in diretta il 20 gennaio 2022 nel corso del nostro 12° Social Impact Investor Day:

 

Martina Muggiri, Startup Acceleration Program Coordinator (MM) – Mattia, volevo chiederti cosa è successo un anno dopo, da gennaio 2021 a gennaio 2022: quali traction, quali metriche e quali milestone.

Mattia Ferretti, CEO di JoJolly (MF)– Noi ci siamo conosciuti durante la pandemia. SocialFare ci ha visto lungo e ha avuto il coraggio di intraprendere un percorso con noi nel periodo peggiore in assoluto. Siamo partiti a maggio 2019, facendo delle traction interessanti fin da subito. È arrivata poi la pandemia: noi lavoriamo nel settore della ristorazione e siamo passati da 100 a 0 in due mesi. Abbiamo fatto un 2020 complesso, che però aveva già dato dei buoni segnali: nella finestra di riapertura da maggio ad ottobre, avevamo superato quelle che erano state le medie di pre pandemia e questo è stato ottimo.

Nel 2021, dopo i vari lockdown e le aperture è esplosa la domanda in questo settore. Se durante la pandemia i ristoratori si sono privati di molte risorse, quello che veniva fatto in precedenza da una persona nel post pandemia viene fatto da due, tre, quattro in più, c’è più lavoro per il settore e c’è più bisogno di lavoratori. Alla fine dell’anno, possiamo dire di avere quadruplicato i numeri del pre-Covid.

MM – A livello di investimenti, avete chiuso diversi round con diversi investitori…

MF – Noi siamo un po’ la dimostrazione del fatto che “tutto è possibile”. Siamo riusciti a raccogliere nel 2021 da 3 fondi un totale di 522k€, e queste connessioni sono nate tutte durante la pandemia e sono state gestite da me, grazie alla formazione avuta da SocialFare perché prima ero, invece, lontanissimo dal mondo venture capital, Business Angels e, più in generale, round di investimenti.

MM – Quali sono state le sfide più difficili in questo periodo riguardo al fundraising e alla tua startup?

MF – Il fundraising è per me un nervo scoperto. Una delle cose che mi ha sempre aiutato tantissimo è stato avere un piano b, sempre una soluzione alternativa. Con i fondi di investimento tu ti aspetti di chiudere l’accordo in qualche mese, e invece in realtà sono sei, otto, dodici mesi. E se tu hai una scadenza, quella scadenza viene completamente disattesa. Quindi se tu fai una programmazione sulla base delle scadenze dei fondi, rischi di trovarti in situazioni poco piacevoli.

MM– Vero, verissimo, noi ve lo diciamo sempre…

MF – Devo dire che poi si è dimostrato tutto vero. Il mio vantaggio è stato quello di avere un piano b, un ottimo rapporto con le banche, avevo delle soluzioni alternative che mi hanno permesso di andare avanti. Però è vero che se ti trovi in questa situazione e non hai un’alternativa, rischi. È il motivo, secondo me, per cui molte startup saltano durante i fundraising.

MM – Sì, è vero, nonostante si sappia e si ripeta, purtroppo succede così. Come diceva Laura (CEO di SocialFare, ndr), siamo molto felici che il mercato stia crescendo e anche i tagli di investimenti siano più alti. E ci sono anche più follow-on. Noi non possiamo che essere felici che ci sia questo sostegno all’ecosistema startup, e nello specifico a startup con impatto sociale che sono il nostro target.

Però è anche vero che il processo è sempre complesso e lento, soprattutto quando si parla di tagli più grandi, quindi non di pre seed. E molto spesso gli startupper non hanno la cultura necessaria per dialogare efficacemente con un fondo quindi perdono anche molto tempo a preparare la documentazione e si ritrovano in un momento di vulnerabilità.

Lato investitori, molto bene vedere che c’è stato coraggio nell’investire nella tua startup JoJolly. È stato interessante per gli investitori crederci in quel momento, e per voi ricevere un sostegno nel momento in cui non hai metriche costanti in tutto l’anno e c’è bisogno di una volontà extra di rischiare.

Faccio anche un altro esempio: Freedome è una startup che abbiamo seguito sempre nel tuo batch (gruppo di startup accelerate con il programma FOUNDAMENTA#10, ndr) e che ha vissuto un problema analogo. Loro lavorano nel turismo outdoor e durante la pandemia c’è stato lo zero assoluto con prestazioni completamente ferme, non riuscivano a fare metriche. Ma anche loro avevano avuto buone metriche prima e, appena ci sono state le riaperture, i loro servizi, come anche il tuo, sono cresciuti incredibilmente.

MM – Mattia, volevo chiederti se hai dei consigli in conclusione da dare sia alle startup che al pubblico di investitori.

MF – Arrivo da una realtà che è fortemente digitale, quindi per noi la tecnologia è il core. Il consiglio che mi sento di dare a chiunque si trovi in questa situazione è quello di puntare sulle risorse umane, sulle persone, perché, soprattutto all’inizio, la tecnologia e l’infrastruttura informatica sono uno strumento ma non la soluzione finale. Quando sviluppi una piattaforma digitale, come nel nostro caso, e la lanci sul mercato, sembra la più bella del mondo; poi in realtà ti rendi conto che mancano molte cose. Un po’ come quando entri in una casa: entri dentro, dici bellissima, cominci ad arredarla e poi scopri che non hai le forchette, o la tazza da tè. Piano piano la migliori e la completi. Però nel frattempo hai le richieste da parte dei clienti e in modo o nell’altro le devi evadere. Per noi è stato vincente avere, da un lato, le risorse giuste per dare sempre un riscontro umano; dall’altro, il reparto di sviluppo interno.

Per quanto riguarda il panorama degli investimenti, abbiamo detto prima che per le startup è importante avere un piano b ma mi sento anche di consigliare, lato investitori, di cercare di accelerare un po’ gli iter di concessione degli investimenti, perché a volte si rischia di perdere delle realtà che sarebbero state interessanti ma sono poi “morte” perché per diversi motivi non sono riuscite a raccogliere nei tempi giusti.

MM – Verissimo Mattia, non posso che essere d’accordo con te. Lato team, tu hai sempre avuto il reparto di sviluppo interno quindi lo dici con cognizione di causa ed è stato sicuramente un punto di forza di JoJolly – oltre a una forte conoscenza del mercato della ristorazione e un’ottima capacità di sviluppo del prodotto tecnologico, che hanno poi permesso un go-to-market efficace e una bella execution. Io non so quante piattaforme simili alla vostra avrò visto, facendo scouting di startup in questi anni, e ne ho viste davvero poche andare bene, siete proprio fuori dal comune.

Lato investitori, anche io mi auspico che i processi possano essere un po’ più snelli e più agili.

Grazie Mattia per questa chiacchierata e per essere stato con noi!

 

 

Essere selezionati da SocialFare dà valore e credibilità alla nostra azienda: intervista a Mammacult, startup accelerata con FOUNDAMENTA

A pochi giorni dalla conclusione della 5° edizione del nostro programma di accelerazione – che terminerà il 12 luglio 2018 con il Social Impact Investor Day – abbiamo chiesto un riscontro a caldo sullesperienza a Francesca Camerota, CEO e co-founder di Mammacult, una delle startup selezionate attraverso la call FOUNDAMENTA. Ecco cosa ci ha raccontato.

 

Mammacult è una piattaforma online che fa incontrare la domanda e l’offerta di attività di qualità per il tempo libero dei bambini, in vacanza così come in città, nella vita di tutti i giorni e nei weekend. Obiettivo è offrire un servizio semplice e veloce, valorizzando le competenze e il lavoro di educatori ed enti che offrono proposte educative, culturali e di intrattenimento di qualità, permettendo alle famiglie di intercettarle in modo semplice e fruibile, online.

 

La videointervista realizzata al termine del programma di accelerazione:

 

Usciamo dal programma di accelerazione con una nuova brand identity per Mammacult, che lanceremo nelle prossime settimane. Non è un caso se proprio in questi mesi abbiamo dato una svolta in termini tecnologici e di immagine.

 

Con il Social Impact Investor Day del 12 luglio si va a concludere il programma di accelerazione. Che valore ha portato a Mammacult aver partecipato alla call FOUNDAMENTA?

Innanzi tutto essere stati selezionati da un acceleratore e punto di riferimento per l’impatto sociale in Italia è un plus che dà valore e credibilità alla nostra azienda e che ci permette di differenziarci: a Roma, nel mondo startup in cui noi operiamo quotidianamente, abbiamo ricevuto feedback interessanti in questo senso.

In secondo luogo, il programma ci ha permesso di rivedere con occhio diverso e ri-lavorare su diversi aspetti del business, aiutandoci a capire meglio e a mettere in discussione quanto avevamo già fatto, come lo stavamo facendo e come lo avremmo fatto da quel momento in poi.

Come è cambiata Mamma Cult nei mesi di accelerazione?

Usciamo dal programma di accelerazione con una nuova brand identity per Mammacult, più curata e aderente alla nostra mission, che lanceremo nelle prossime settimane. Un nuovo modo di presentarci a livello di immagine, con più stile e qualità superiore: è stato il confronto di questi mesi, anche con lo Startup Acceleration Team di SocialFare, a far emergere in modo chiaro l’esigenza di lavorare sull’identità, sull’identificazione dei nostri valori e sul modo di trasmetterli a livello di immagine.

Un altro aspetto su cui abbiamo lavorato in profondità è quello tecnologico: stiamo facendo un salto di qualità anche su questo piano, con una nuova piattaforma che offrirà nel contempo funzionalità di prenotazione più avanzate ed un’interfaccia più semplice e intuitiva.

C’è poi, non ultimo, il lavoro fatto sul business model. Il programma di accelerazione ci ha dato modo di approfondire e portare avanti con maggiore dedizione il percorso di apertura al B2B, in affiancamento all’attività B2C che già ci distingueva. La nostra proposta non si rivolge dunque solo ai bambini e alle rispettive famiglie, ma anche agli educatori, aziende, enti alla ricerca di attività educative e culturali family friendly di alta qualità, che coniughino educazione, cultura e intrattenimento.

Che valore aggiunto può portare il programma di accelerazione per una startup che ha già avviato la sua attività di business?

Siamo stati selezionati attraverso la call FOUNDAMENTA#5 e quando abbiamo iniziato il programma di accelerazione, nel mese di aprile, Mammacult aveva già validato il proprio modello ed era sul mercato. Avevamo già avuto modo di confrontarci con alcuni degli aspetti trattati nel programma, ma l’acceleratore è stato determinante per l’approfondimento ed il miglioramento: non è un caso se proprio in questi mesi abbiamo dato una svolta in termini tecnologici e di immagine. Anche il confronto con le altre startup che hanno preso parte al programma, nella sede di Rinascimenti Sociali a Torino, è stato stimolo utile e proficuo. Abbiamo fatto questo percorso insieme e insieme arriviamo all’evento conclusivo, il prossimo 12 luglio al Social Impact Investor Day: la giornata organizzata da SocialFare per presentarci agli impact investor del suo network.

Quali aspettative per il prossimo futuro?

Il nostro obiettivo è consolidare il posizionamento di Mammacult in Italia e diventare il riferimento per le attività del tempo libero dei bambini, a livello B2B e B2C. Non soltanto una piattaforma da utilizzare in viaggio, ma anche per la vita in città. Oggi siamo già a Roma, Venezia, Torino, Firenze e Napoli: vorremmo quindi consolidare la nostra presenza in modo forte nelle grandi città.

L’altro importante obiettivo è trovare un finanziamento che ci permetta di sostenere questa crescita, di consolidare l’offerta e svilupparla velocemente. Finora abbiamo avuto una crescita organica: un finanziamento consistente è quello che occorre per fare il salto e raggiungere i nostri traguardi.

 

La scheda startup di Mammacult www.mammacult.com

 

 

Ogni atleta ha un allenatore, noi abbiamo un acceleratore: intervista alla Kalatà, startup accelerata con FOUNDAMENTA

Abbiamo intervistato Nicola Facciotto, Founder e CEO di Kalatà – Progetti per fare Cultura, una delle startup selezionate attraverso la call FOUNDAMENTA#5 per partecipare al programma di accelerazione di SocialFare. Kalatà ha ricevuto un seed fund tramite SocialFare Seed e ha preso parte al programma che si concluderà con il Social Impact Investor Day il 12 luglio 2018.

Kalatà è un’impresa sociale che valorizza e investe direttamente sul patrimonio culturale italiano secondo un modello progettuale innovativo, attivando proposte di visita in grado di interessare un pubblico ampio e differenziato. Gli investimenti realizzati, oltre che nei ricavi derivanti dalla fruizione delle proposte, trovano la propria sostenibilità in un contesto in cui risultato economico, impatto sociale e sviluppo locale sono le componenti essenziali di un quadro unitario, ugualmente rilevanti e interconnesse. Nata in Piemonte, Kalatà ha portato i suoi interventi anche a Milano, Genova, Siracusa, Ancona, Urbino.

La videointervista realizzata al termine del programma di accelerazione:

1) Che valore aggiunto ha portato a Kalatà la partecipazione al programma di accelerazione SocialFare? 

Con il supporto del team SocialFare stiamo affrontando un momento di significativo sviluppo e strutturazione della nostra realtà d’impresa. Lo sguardo dall’esterno, attento ed informato, di SocialFare nei confronti del nostro modello di business ci consente di “governare” con consapevolezza, e non semplicemente di “subire”, questa fase di crescita.

Un team già discretamente rodato come il nostro è esposto ad un rischio di “cristallizzazione” delle convinzioni, delle strategie e delle modalità operative: l’azione destruens/costruens di SocialFare ci consente un maggiore grado di consapevolezza nelle scelte e la sicurezza di vagliare tutte le migliori opportunità disponibili.

L’azione destruens/costruens di SocialFare ci consente un maggiore grado di consapevolezza nelle scelte e la sicurezza di vagliare tutte le migliori opportunità disponibili. 

 

2) Perché consiglieresti a una startup di candidarsi a FOUNDAMENTA? 

Crescere da soli è quasi impossibile. Ogni atleta ha un allenatore. Che ti fa sudare e penare, ma che alla fine ti porta al traguardo. Non è tempo per gli autodidatti. Nella corsa a tutti i costi, alla ricerca dell’investitore milionario, il rischio è dimenticare che l’elemento essenziale, prima ancora che i mezzi finanziari a disposizione di un’impresa, è la capacità di mettere a fuoco un modello di business innovativo in grado di funzionare e di reggere nel tempo. Senza un partner che sappia guardare (e guidare) dall’esterno questo processo di definizione, il buon esito della strategia aziendale rischia di connotarsi per episodicità e forse anche per casualità.

Non è tempo per autodidatti. Senza un partner che sappia guardare e guidare dall’esterno la definizione del modello di business il buon esito della strategia aziendale rischia di essere solo episodico o casuale

 

3) Quali i prossimi traguardi e la visione per il futuro di Kalatà?

Stiamo cambiando radicalmente il nostro assetto societario, la nostra governance e il nostro schema operativo. Nei prossimi anni, grazie a questa trasformazione, immaginiamo la scalabilità del nostro modello innovativo per la valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale italiano. 

 

La scheda startup di Kalatà  |   www.kalata.it

 

FOUNDAMENTA è il boost che ci voleva per la nostra startup! Intervista a Ready4Study, startup accelerata da SocialFare

Abbiamo intervistato Walid Saad, CEO e co-founder di Ready4Study, una delle startup accelerate da SocialFare a seguito della selezione tramite la call FOUNDAMENTA#5.

Ready4Study offre consulenza e supporto nell’espletamento delle operazioni burocratiche necessarie agli studenti stranieri che desiderano accedere alle Università italiane. Con base a Torino e uffici distaccati in Egitto, Libano, Giordania e Palestina, oggi la società si rivolge principalmente agli studenti del mondo arabo. La prospettiva futura è di estendere la portata del servizio a tutti i paesi del mondo.

 

La videointervista realizzata al termine del programma di accelerazione:

L’Acceleration Team di SocialFare si sente davvero parte del nostro progetto ed è un boost determinante per la startup. Grazie al programma FOUNDAMENTA stiamo mettendo fondamenta solide all’impresa, ampliamo competenze e network e lavoriamo per ridisegnare il servizio ponendo sempre più al centro il beneficiario.

 

Quale valore sta portando la partecipazione al programma di accelerazione SocialFare?

L’accelerazione di conoscenza, ovvero la possibilità di costruire il nostro progetto su fondamenta solide. Nel nostro caso il focus è attualmente la revisione del nostro servizio perché sia human centered, davvero centrato sul beneficiario, sulle sue esigenze e aspettative. Il programma ci consente inoltre di accedere al network di player del mondo della Social Innovation, inclusi gli investitori potenzialmente interessati a finanziare attività come la nostra: si tratta di un’opportunità particolarmente preziosa.

Consiglieresti a una startup di partecipare alla call FOUNDAMENTA?

Assolutamente sì. Fra i tanti motivi, segnalo in particolare la disponibilità del team di esperti, totalmente dedicato a seguire le startup che partecipano al programma di accelerazione. Lo Startup Acceleration Team si sente davvero parte del nostro progetto ed è il boost che ci voleva per la nostra startup!

Quali i prossimi traguardi?

Ready4Study nasce con l’obiettivo di creare ponti fra le culture, permettere agli studenti di tutto il mondo di comunicare, conoscersi, capirsi ed eventualmente cooperare. Vogliamo dare a tutti gli studenti qualificati la possibilità di vivere e studiare in un altro paese, per arricchire il proprio percorso. In termini pratici, questo si traduce attualmente nel lavorare per creare un canale di accesso alle Università italiane per tutti gli studenti del mondo arabo. La prospettiva futura è di estendere la portata del servizio a tutti i paesi del mondo.

 

 

 

Vi racconto FOUNDAMENTA: intervista a SEP Jordan, una delle startup accelerate da SocialFare

Abbiamo intervistato Roberta Ventura, founder e CEO di SEP Jordan, una delle startup selezionate da SocialFare per partecipare al programma di accelerazione FOUNDAMENTA#5 avviato nel mese di aprile 2018.

SEP è un marchio di lusso, specializzato in accessori moda e lifestyle, centrato sul talento e sulla tradizione di artiste rifugiate rivisitati in chiave moderna. Il meglio dell’artigianato Mediorientale si fonde con il gusto e lo stile italiano, dando vita a collezioni che raccontano le storie delle artiste, che ritrovano un’autonomia economica e psicologica. Le artiste SEP ritrovano la dignità attraverso il proprio lavoro, cominciano a sognare e a pianificare e cambiano la loro vita, quella delle loro famiglie e della comunità. Tutti i clienti SEP sono Brand Ambassadors, orgogliosi di possedere un pezzo unico destinato a durare nel tempo, che ha un impatto immediato sull’artista che l’ha creato.

 

La videointervista realizzata al termine del programma di accelerazione:

 

SEP Jordan ha iniziato il programma di accelerazione SocialFare all’inizio di aprile. In base all’esperienza di queste prime settimane, consiglieresti ad altre startup di partecipare alla call FOUNDAMENTA?

 

Il programma di accelerazione di SocialFare offre fin da subito, in maniera particolarmente veloce ed efficace, le basi di financial planning, business planning e tutto quanto serve a fondare su basi più solide il proprio business: questo è il primo motivo per cui consiglierei di candidarsi. D’altra parte anche chi ha già solide basi tecniche trae giovamento dal programma, in particolare in termini di pianificazione strategica a livello micro e macro.

Sul piano finanziario, poi, due sono gli aspetti che portano un significativo valore aggiunto a chi entra nella rete di SocialFare: l’accesso ad un ampio network di investitori interessati a investire nell’innovazione sociale e il seed fund erogato tramite SocialFare Seed.

 

SEP Jordan beneficia del seed fund erogato da SocialFare Seed, il veicolo finanziario di SocialFare che investe fino a 500k euro all’anno nelle startup selezionate tramite la call FOUNDAMENTA. Si tratta di un’iniezione di capitale cash resa disponibile già nel corso del programma di accelerazione ed erogata in cambio di equity. Cosa rappresenta per voi questa opportunità?

 

Per un’azienda come la nostra, che fino ad oggi si è autofinanziata, l’iniezione di capitale seed permette di accelerare in maniera significativa i piani di crescita, accorciando sensibilmente i tempi di start-up dell’attività e consentendoci di avvicinarci in breve tempo allo status di established company. È un passo significativo e quindi un’opportunità per chi ha un’attività imprenditoriale innovativa e non dispone dei capitali necessari ad un avviamento che ponga basi solide e crei i presupposti per la scalabilità.

 

 

In conclusione, se dovessi sintetizzare in 3 parole chiave l’opportunità che rappresenta FOUNDAMENTA per una startup, quali sceglieresti?

 

  1. Disciplina: l’Acceleration Team di SocialFare aiuta la tua startup a fissare obiettivi strategici chiari con scadenze precise e ad autodisciplinarsi per rispettarle. È un’opportunità preziosa per imparare a conoscere meglio la propria realtà imprenditoriale e ad avere padronanza e controllo del suo destino.

 

  1. Esperti: grazie al programma FOUNDAMENTA hai la possibilità di interfacciarti con numerosi esperti nei diversi ambiti utili a far crescere l’azienda e a gestirla. Oltre all’esperienza specifica del team di Accelerazione, nel corso del programma incontri speaker, mentor e advisor d’eccellenza.

 

  1. Capitali: è importante per una startup avere accesso ad un network di investitori e iniziare a tessere relazioni con loro, anche per acquisire competenze in termini di investment readiness. Questa possibilità è offerta nel corso dell’intero programma e trova la sua massima espressione nel Social Impact Investor Day, l’evento conclusivo del programma, nel corso del quale le startup accelerate si presentano di fronte ad un panel di investitori più ampio.

 

Per quanto 14 settimane siano un periodo breve, considerando l’intensità del programma siamo fiduciosi che lascino un segno e ci aiutino a delineare una direzione chiara nella prospettiva di una crescita significativa e solida per il nostro progetto imprenditoriale.

 

 

FOUNDAMENTA: un’opportunità per le startup! Intervista a EthicJobs

Intervistiamo Luca Carrai, CEO e Responsabile Commerciale di EthicJobs, startup che ha recentemente portato a termine il percorso di accelerazione FOUNDAMENTA#4 con SocialFare.

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Ethicjobs (www.ethicjobs.com) valuta e certifica la qualità del lavoro percepita dai collaboratori all’interno delle imprese. L’obiettivo è dare forte visibilità a tutte le aziende che già offrono una qualità del lavoro eccellente, aiutando nel contempo le altre ad efficientarsi a livello sociale e, di conseguenza, a livello economico.

 

Quale valore aggiunto ha portato a EthicJobs la partecipazione al programma di accelerazione FOUNDAMENTA?

Dopo aver tentato diverse strade e percorsi, il programma di accelerazione #FOUNDAMENTA ha finalmente portato EthicJobs su un gradino più alto, trasformandola in una realtà imprenditoriale ben più solida e in qualche modo più corporate. Grazie al team di SocialFare, alla loro professionalità e al network di esperti con cui ci hanno messi in contatto, abbiamo rivisto le dinamiche interne all’azienda, assegnato i ruoli giusti alle persone giuste, ci siamo dotati di un sito web migliore e di strumenti all’altezza dei nostri obiettivi.

Consiglieresti a una startup di candidarsi alla call FOUNDAMENTA#6?

Assolutamente sì, FOUNDAMENTA è davvero l’occasione per far crescere la tua startup, per maturare una buona consapevolezza del qui ed ora, per capire dove si vuole andare e che strada intraprendere per arrivarci. Il valore aggiunto è senz’altro la professionalità del team che SocialFare mette a completa disposizione delle startup accelerate, offrendo supporto in tutti gli ambiti più importanti per un progetto imprenditoriale emergente, dal marketing alla gestione economico-finanziaria, passando per l’opportunità di conoscere investitori interessati e imparare a presentarsi nella maniera giusta al loro cospetto.

Quali i prossimi traguardi per EthicJobs?

Dopo aver portato a termine il programma ed esserci presentati ad un buon panel di investitori nel corso del Social Impact Investor Day dello scorso 15 marzo, oggi possiamo dire di avere i numeri, il servizio e le validazioni da parte del mercato per scalare a livello nazionale, tenendo a mente l’obiettivo ambizioso di portare in qualche forma un cambiamento positivo ed etico nel mondo del lavoro in Italia.