17 milioni di euro per Unobravo: super exit per SocialFare Seed e per il mondo impact

→ Leggi la notizia sui giornali

“Questa exit è ulteriore evidenza che lavorare e costruire impresa a impatto remunera la comunità, i beneficiari e gli investitori in modo importante” – è la prima dichiarazione di Laura Orestano, Presidente di SocialFare Seed, il primo fondo a credere e investire su Unobravo srl già nel gennaio 2020, quando la startup muoveva i suoi primi passi.

Unobravo nasce nel 2019 e il suo giovane team, guidato da Danila De Stefano, viene subito intercettato e selezionato dall’acceleratore di startup a impatto sociale di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale.

4 mesi di accelerazione intensiva e consulenza esperta con il nostro Acceleration Team e la rete di advisor portano la startup a crescere fin da subito a ritmi fuori del comune, distinguendosi fra le impact startup più promettenti nel panorama italiano. Lungimirante è anche la scelta di SocialFare Seed, il veicolo di investimento dedicato alle nostre startup (i cui azionisti sono Finde S.p.A., Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRC), che per primo investe scommettendo sul progetto ancora agli esordi, guidato da una psicologa italiana under 30 alla sua prima esperienza imprenditoriale.

Oggi Unobravo dà lavoro a oltre 2mila persone (il 93% donne) e offre supporto psicologico a 40mila pazienti.

SocialFare Seed vende le sue quote al fondo americano Insight Partner, realizzando un’exit senza precedenti nel mondo dell’impact investing italiano, dopo aver assolto con il miglior esito possibile alla propria funzione di fondo di investimento impact seed, volto cioè a fornire i primi capitali preliminari all’avvio di un’impresa promettente che offra soluzioni innovative per il miglioramento della vita delle persone e delle comunità.

L’operazione di investimento è stata un grande lavoro di squadra che ha coinvolto il Team SocialFare fino alla exit e, in particolare, Filippo Psacharopulo, Investment Manager, Martina Muggiri, Acceleration Manager, lo Studio Legale Paolo Stella di Milano e tutto il cda di SocialFare Seed, che al closing ha trasmesso a tutto il Team SocialFare le congratulazioni da parte dei Soci.

 

Segue il comunicato stampa


UNOBRAVO CHIUDE UN ROUND DI INVESTIMENTO DA € 17 MILIONI, GUIDATO DA INSIGHT PARTNERS, FONDO STATUNITENSE TRA I PIÙ ATTIVI A LIVELLO GLOBALE, CHE PER LA PRIMA VOLTA INVESTE IN ITALIA.

DANILA DE STEFANO, CEO & FOUNDER: “QUESTO NON È UN PUNTO DI ARRIVO, MA DI PARTENZA VERSO UN NUOVO CAPITOLO. MAI COME OGGI IL BENESSERE MENTALE DEVE ESSERE INCORAGGIATO E RESO ACCESSIBILE E SOSTENIBILE”.

 

Milano, 21 luglio 2022 – Unobravo, servizio di psicologia online e Società Benefit, annuncia di aver completato un round di investimento pari a € 17 milioni, guidato da Insight Partners, società di venture capital e private equity con sede a New York. Unobravo rappresenta il primo investimento in Italia del Fondo, uno dei più attivi nel panorama globale, che ha contribuito alla crescita di startup e scaleup d’eccellenza come Calm, servizio leader mondiale di meditazione e mindfulness, ma anche Twitter, Delivery Hero, Shopify, Trivago, Qonto e tanti altri.

Il round di finanziamento ha visto la partecipazione anche di Angels Investors strategici tra cui Thomas Plantenga, CEO & Founder di Vinted, Olivier Bonnet, CTO di BlablaCar e Anne de Kerckhove, serial founder e attualmente CEO di Freespee.

I capitali raccolti consentiranno a Unobravo di accelerare ulteriormente il processo di crescita, attraverso il potenziamento del team e dell’équipe clinica, con l’obiettivo di raggiungere quota 3.000 psicologi e psicoterapeuti entro l’anno prossimo, garantendo loro piani di formazione continua. Sono inoltre previsti investimenti in tecnologia, per rendere l’esperienza dei pazienti ancora più ricca grazie all’aggiunta di nuovi servizi. Infine, un’attenzione particolare sarà dedicata all’internazionalizzazione, consolidando la presenza in Spagna attraverso il brand Buencoco, e all’avvio di nuove partnership con il settore privato.

 

Unobravo, il servizio leader della psicologia online in Italia

Unobravo nasce nel 2019 con una visione molto chiara: rendere più accessibili il sostegno psicologico e la psicoterapia grazie alla tecnologia.

L’azienda, che oggi dà lavoro a circa 2100 persone, di cui il 93% donne, è oggi leader di mercato in Italia come provider per i servizi di psicologia online grazie a un modello di business efficiente, fondato sull’eccellenza clinica e su un know-how tecnologico che permette il match tra il paziente e il terapeuta più adatto alle sue esigenze e preferenze. A determinare l’evoluzione di Unobravo è stato il passaparola tra gli utenti, che ha premiato la profonda attenzione rivolta a ogni aspetto del servizio, tra cui la rigorosa selezione del team clinico e alla sua formazione. Ciò ha consentito alla piattaforma, in appena un biennio, di passare da poche decine di pazienti a supportarne oltre 40mila.

“Sono molto felice di scrivere questo nuovo capitolo della storia di Unobravo. Continueremo a lavorare per il benessere mentale e per la normalizzazione dell’accesso alla terapia, rendendola ancor più inclusiva e democratica. Oggi, come principale operatore del settore, crediamo che sia una nostra chiara responsabilità rafforzare l’impatto sociale della nostra attività, forti e orgogliosi della fiducia che Insight Partners ci ha accordato”, ha commentato Danila De Stefano, CEO e Founder di Unobravo, psicologa e imprenditrice, classe 1992.

“Il futuro del benessere psicologico richiede un nuovo modello di care delivery che sia accessibile, empatico, conveniente, tecnologicamente all’avanguardia. Ciò è tanto vero in Italia quanto lo è in Spagna. Siamo orgogliosi di supportare questo team”, ha commentato Scott Barclay, Managing Director di Insight Partners.

 Alessandro Luciano, investor di Insight Partners e da oggi board member di Unobravo, ha aggiunto: “Abbiamo valutato sistematicamente le diverse realtà che offrono servizi di mental health in forma digitale in Europa e nel mondo. Ciò che abbiamo riscontrato in Unobravo è semplicemente senza precedenti. Siamo sicuri che con il nostro supporto, e quello degli altri soci, diventerà un punto di riferimento, in Italia e in Europa, per la psicologia a 360°” commenta. “Siamo felici di collaborare con CDP Venture Capital che ha riconosciuto sin da subito il potenziale di Unobravo dando un sostegno importante nei primi anni di vita della piattaforma” conclude Luciano.

La compagine azionaria vede infatti, fra gli altri soci, CDP Venture Capital tramite il Fondo Italia Venture II – Fondo Imprese Sud, mentre SocialFare Seed, oggi ex socio di Unobravo, vende interamente le sue quote al fondo facendo un’exit di successo.

 

Nasce Personae, l’acceleratore welfare di CdP con SocialFare e a|cube

18 luglio 2022 – Nasce Personae, l’acceleratore per startup che sviluppano nuove soluzioni o servizi per il welfare legati alla persona, alla comunità e alle aziende, nato su iniziativa di CDP Venture Capital Sgr, attraverso il Fondo Acceleratori, e realizzato insieme a SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale e a|cube, gli acceleratori leader in Italia nell’accompagnamento di startup e realtà ad elevato impatto sociale e ambientale, che gestiranno operativamente il percorso.

Il programma ha dotazione complessiva di 6,1 milioni di euro per gli investimenti nella fase di accelerazione e per i successivi step di crescita, di cui 3,5 milioni stanziati dal Fondo Acceleratori di CDP Venture Capital, 1,774 milione stanziato da Social Fare Seed, 632 mila euro da parte di a|impact – Avanzi Etica SICAF EuVECA e 224 mila euro da Fondazione Italiana Accenture.

L’iniziativa beneficia inoltre del supporto, in qualità di main partners, di Fondazione Compagnia di San PaoloFondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Fondazione Social Venture Giordano Dell’AmoreAccenture partecipa a Personae come corporate partner.

Personae ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di startup che rispondano in modo innovativo alle più attuali sfide nell’ambito del welfare, come lo squilibrio demografico, la frammentazione delle strutture famigliari, la nascita di nuovi modelli relazionali o il rafforzarsi delle fasce di vulnerabilità sociale. La soluzione proposta deve avere caratteristiche di accessibilità, personalizzazione, flessibilità, inclusione, innovazione e rientrare negli ambiti del benessere individuale, lavorativo, economico o familiare e di comunità.

Personae selezionerà ogni anno per tre anni fino a 10 startup che riceveranno un investimento iniziale di 100 mila euro e parteciperanno a un programma di accelerazione di 4 mesi focalizzato sulla crescita per l’accesso al mercato arricchito da sessioni di mentoring e tutoring realizzate dal team di SocialFare e a|cube in collaborazione con la loro rete di professionisti e con la partecipazione di investitori italiani e internazionali.
I migliori progetti avranno accesso ad ulteriori investimenti fino a 300 mila euro per startup, già stanziati dagli investitori e co-investitori dell’iniziativa.

Il programma di accelerazione si svolgerà alternando sessioni online e in presenza negli spazi di Rinascimenti SocialiTorino – messi a disposizione da SocialFare – e negli spazi di Avanzi Coworking a Milano – messi a disposizione da a|cube.

Le startup interessate hanno la possibilità di candidarsi fino al 2 ottobre sul sito www.personae-accelerator.com.

→ La notizia sul sito di CdP Venture Capital Sgr

13° Social Impact Investor Day: presentate le nuove startup di SocialFare

Torino, 14 luglio 2022 – Si sono presentate agli investitori le nuove 4 impact startup a conclusione della 13° edizione del programma di accelerazione PLANET FOUNDAMENTALS di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale.

L’evento si è svolto negli spazi rinnovati di Rinascimenti Sociali, la nostra sede nel cuore di Torino. In apertura Laura Orestano (CEO di SocialFare) che ha introdotto il panel “FOUNDAMENTA e beyond: impatto e scale up delle nostre startup di successo” moderato da Martina Muggiri (Startup Acceleration Program Coordinator) con ospiti Martina Terigi, co founder della startup Hygge accelerata nel 2021, e Giovanni Pizza, co-founder di BonusX, accelerata nel 2020.

Un bilancio su quello che è cambiato dall’Investor Day fino ad oggi? Giovanni di BonusX ci ha detto: “SocialFare Seed è stato il nostro primo investitore. All’epoca avevamo parlato con altri investitori in Italia che non si erano mostrati interessati; SocialFare Seed è stato il primo a dirci di sì con una prova di grande fiducia che ci ha fatto capire che loro avevano visto qualcosa in noi. Dal 2020 a oggi è cambiato tantissimo: abbiamo raccolto capitali, ampliato il team e rilanciato la nostra piattaforma a gennaio con ad oggi più di 90k utenti identificati, e quegli investitori che ci avevano chiuso la porta adesso ci ricontattano.”

Martina di Hygge dà invece qualche consiglio a chi vuole lanciarsi in questa sfida e creare la sua startup: “Non arrendersi, perseverare, esser pronti a ricevere qualche porta chiusa in faccia che però possono servire. Ma soprattutto studiare benissimo i numeri, studiare ancora meglio il mercato, cercare di capire se il business che avete in mente è sostenibile per le vostre tasche e per l’ambiente e capire se aggiungete valore con quello che create, cioè se rispondete a un vero bisogno del mercato.” Giovanni aggiunge anche quanto sia importante “strutturarsi per poter fare dei test, acquisire conoscenza a basso costo prima di creare prodotti/servizi avanzati, provando a validare le ipotesi un pezzo alla volta. Il tempo per scalare c’è”.

sala evento investor day

 

Si sono presentati agli investitori i team di

  • Bookdealer [Culture]: l’e-commerce sostenibile che supporta le librerie indipendenti del territorio, offrendo ai lettori la possibilità di acquistare online in modo facile e accessibile da esercenti di prossimità
  • WearMe [Ethical & Sustainable fashion]: il brand di moda sostenibile che produce capi innovativi disegnati intorno alle esigenze dei genitori e dei bambini, ispirandosi alla filosofia del baby-wearing
  • Romanzi.it [Culture]: la prima box di narrativa in Italia che permette di conoscere e acquistare i migliori romanzi da case editrici indipendenti, selezionati da un gruppo di librerie
  • Hub Water [Water Consumption]: il sistema integrato rivolto ad attività commerciali e privati che promuove e facilita la scelta di consumare acqua corrente depurata al posto dell’acqua in bottiglia

Il Social Impact Investor Day chiude un programma di 4 mesi di lavoro ad alta intensità in cui le startup selezionate attraverso la call PLANET FOUNDAMENTALS hanno potuto accrescere le proprie competenze grazie al supporto del team SocialFare e di mentor e advisor di altissimo livello, oltre ad occasioni di confronto e opportunità per sperimentare la propria offerta imprenditoriale. Un percorso che ha permesso agli startupper  di approcciarsi in maniera consapevole, matura e pronta al proprio mercato di riferimento.

 

 

Foto by Giusti Eventi

Il meglio dell’editoria indipendente: Romanzi.it

Abbiamo intervistato le startup che in questi mesi hanno preso parte a PLANET FOUNDAMENTALS #1, il programma di accelerazione per far crescere e scalare impact startup. Dal 2016 in 13 edizioni del programma FOUNDAMENTA, il nostro team di esperti ha accelerato 86 startup che hanno raccolto ad oggi 19M€ di funding.

Ci raccontano il loro progetto in questa chiacchierata Massimo Cuomo ed Enrico Drigo, CEO e CTO di Romanzi.it.

Com’è nata la vostra idea di business?

startup_romanzi_team

L’idea si sviluppa durante il periodo della pandemia, quando ci siamo accorti di un grande problema nel mercato editoriale: il suo modello distributivo. 

Abbiamo cercato di capire in che modo, con le nostre competenze e la nostra passione per la letteratura, avremmo potuto dare un contributo per provare a sciogliere questo nodo. Nasce così Romanzi.it. In realtà, dietro questa idea, c’è un percorso lunghissimo, complesso e fatto da tante riunioni, cambi di strada e ragionamenti evolutivi che ci hanno portato a perfezionare il nostro progetto per renderlo come è adesso.

3 parole per descrivere la vostra startup

Romanzi.it: il meglio dell’editoria indipendente.

Raccontateci qualcosa del percorso di accelerazione con SocialFare

Grazie al percorso di accelerazione abbiamo approfondito aspetti della nostra attività e abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con il team e i consulenti di SocialFare, oltre alle altre startup nel programma: sentire quello che gli altri hanno da raccontare dalla propria esperienza ci ha aiutato molto in questa fase di crescita.

Abbiamo anche realizzato che abbiamo una startup, che noi stessi siamo degli “startupper” e questa è una presa di coscienza incredibilmente importante per noi. Sono tanti gli strumenti che stiamo acquisendo e, con l’aiuto di SocialFare, stiamo facendo chiarezza su molti aspetti del nostro progetto. È proprio la presenza di un interlocutore esterno quale il team di SocialFare, molto competente e di cui ci fidiamo, che ci ha permesso di migliorare la nostra fiducia reciproca e la qualità delle nostre idee. 

[Massimo] Mi sento a metà del guado: ho chiarissimo il prima e ho curiosità del dopo. Il nostro progetto è arrivato a questa esperienza proprio nella fase giusta per essere messo in discussione, rivisto e rivoluzionato. In questa rivoluzione il contributo di SocialFare è stato fondamentale, per cui la stiamo vivendo con grande entusiasmo ed ottimismo. Siamo convinti che il dopo sarà sicuramente migliore del prima!

[Enrico] C’è una consapevolezza in più: prima di cominciare questo percorso facevamo le cose più “di pancia” mentre adesso abbiamo degli strumenti per procedere secondo un percorso. Questo ci aiuta molto a definire le cose più importanti da fare, quelle da escludere, quelle da rinviare ed essere più obiettivi sul nostro prodotto e sulle nostre idee.   

 

*La nuova call per impact startup PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta. Un programma di accelerazione di 4 mesi intensivi per far scalare la tua startup, con un approccio altamente personalizzato: ci focalizzeremo su cosa hai bisogno per crescere ed essere pront* a presentarti agli investitori.

Sei una startup early stage e stai lavorando a un progetto imprenditoriale con impatto sociale? Puoi inviare la tua candidatura entro il 24 luglio 2022https://socialfare.org/planet-foundamentals/

Planet Foundamentals: rispondiamo alle domande più frequenti

La nuova call per startup a impatto sociale è aperta! In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti che ci sono state chieste:

  • a cosa serve il programma di accelerazione by SocialFare?
  • quali startup innovative possono candidarsi?
  • quali sono i criteri di selezione delle startup?
  • quanto costa partecipare? Ricevo un finanziamento?

→ A cosa serve il programma di accelerazione by SocialFare?

Grazie al programma di accelerazione le impact startup selezionate hanno la possibilità di crescere in un tempo molto breve, di raggiungere metriche significative e di sviluppare maturità di team e di prodotto, elementi indispensabili per raccogliere altro capitale alla fine del programma.

Al termine del programma Planet Foundamentals, infatti, i team accelerati sono investment ready, vale a dire pronti a presentarsi agli investitori e a ricevere nuovi capitali.

Cosa offre il programma

  • Moduli online e offline con il nostro team multidisciplinare (Design, Business, Finanza)
  • Product/service design, Business modeling, Impact assessment, Networking for Scalability, Investment readiness
  • Talk/sessioni con i founder di startup di successo 
  • Accesso alla nostra rete di mentor e advisor
  • Investimento seed fund fino a 100k€ cash a partire dall’inizio del programma
  • Supporto investment readiness e nostro network di 50+ impact investor

Il programma si conclude con il Social Impact Investor Day e l’opportunità di presentarsi ad un prestigioso panel di enti privati, business angel, private investor e family office.

Scopri chi sono i mentor e advisor di SocialFare.

→ Quali startup innovative possono candidarsi?

Siamo particolarmente interessati a progetti imprenditoriali che portano soluzioni innovative in risposta a esigenze sociali rilevanti, siano esse soluzioni di prodotto, servizio, modello. 

Selezioniamo imprese early stage che:

  • siano ambiziose e disposte a crescere rapidamente e in modo consistente 
  • abbiano l’obiettivo e il potenziale per generare impatto sociale rilevante
  • vogliano lavorare con approccio imprenditoriale

È fondamentale che l’impatto sociale sia parte integrante della mission aziendale e che sia intenzionale e misurabile: non cerchiamo aziende impegnate in azioni correttive sull’impatto generato dal proprio business, bensì progetti nati espressamente con l’obiettivo di risolvere un problema o un’esigenza rilevante per la collettività.

→ Quali sono i criteri di selezione delle startup?

Per essere selezionate e partecipare al programma di accelerazione di SocialFare occorre avere queste caratteristiche:

  1. stadio di sviluppo early stage: non deve essere una business idea e non deve essere troppo grande (scale-up con revenue >2M€ / anno); startup con un prototipo sviluppato e validato o sul mercato
  2. forma giuridica: società costituite (startup innovative, startup innovative a vocazione sociale, S.r.l.), o realtà ancora in fase di costituzione
  3. innovazione sociale: progetti imprenditoriali che intendono generare impatto sociale o ambientale positivo  

Oltre a questi principali criteri, valutiamo anche il team e la sua qualità, la presenza e il commitment delle persone, il mercato di riferimento (nel senso di scenario competitivo), la validità della value proposition.

→ Quanto costa partecipare? Ricevo un finanziamento?

Sappiamo che per supportare la crescita e lo scale-up delle startup è necessario immettere risorse finanziarie già in fase seed (iniziale). Per questo motivo, ogni startup a impatto sociale accelerata da SocialFare può ricevere un seed fund fino a 100K€ (di cui il 15% da corrispondere a SocialFare per i servizi di accelerazione) in cambio di una percentuale di equity fino al 15%, in relazione alla valutazione societaria.

SocialFare Seed è una realtà privata fondata da impact investor che rappresentano family office e fondazioni bancarie. La società partecipata anche da SocialFare, promotrice del modello sistemico a favore della nascita e crescita di nuova imprenditorialità sociale. Si tratta di un esempio unico e particolarmente innovativo per il panorama italiano.

Per approfondire

Planet Foundamentals #2, la nuova call per startup a impatto sociale

Sono aperte le candidature alla 14ma edizione del programma di accelerazione per startup a impatto sociale di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale. 4 mesi di accelerazione intensiva, supporto da parte di un team di professionisti multidisciplinari, accesso a una prestigiosa rete di mentor e investitori e fino a 100k€ di investimento seed per ogni startup scelta: queste le opportunità offerte ai migliori team che supereranno la selezione in estate. 

PLANET FOUNDAMENTALS #2. Social Impact startups facing new global risks è il titolo di questa nuova edizione. Si cercano team in grado di sviluppare prodotti, servizi e modelli innovativi in grado di rispondere in modo efficace alle nuove sfide fondamentali da cui dipende il futuro della nostra società e del pianeta: coesione sociale, azione per contrastare il cambiamento climatico, equità digitale. Questi i temi chiave su cui agire, identificati come i più urgenti dal World Economic Forum nella 17ma edizione del Global Risks Report.

Con noi crescono le migliori startup a impatto sociale – racconta Martina Muggiri, Startup Program Coordinator di SocialFare – vale a dire team ambiziosi, con la volontà e il potenziale per crescere rapidamente e in modo consistente tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista dell’impatto sociale che generano”.

Lavoriamo con pochi team selezionati e puntiamo sulla qualità – prosegue Martina – e questo ci permette di seguire le startup in accelerazione davvero da vicino, concentrandoci sui dettagli e offrendo numerose opportunità di consulenza specializzata 1to1. Il nostro programma è altamente personalizzato e questo fa la differenza.

Lavoriamo tanto sulla strategia e sul team: il cambiamento da prima a dopo l’accelerazione è radicale e determinante

Sono 1.720 le candidature ricevute e 86 le startup selezionate e accelerate da SocialFare dal 2016 ad oggi. Per molte il programma di accelerazione FOUNDAMENTA (oggi PLANET FOUNDAMENTALS) è stato un vero trampolino di lancio per una crescita importante, in alcuni casi davvero sorprendente. Si pensi a Unobravo, servizio di psicologia online: nata nel 2019 su idea di una psicologa 27enne, muove i primi passi imprenditoriali con SocialFare nel 2020, in pieno lockdown. Oggi ha 100 dipendenti, collabora con 3mila psicoterapeuti e ha superato i 30mila pazienti

“C’è poi da sottolineare la collaborazione stretta fra il nostro team e SocialFare Seed, il veicolo di investimento che porta capitale finanziario alle nostre startup in accelerazione e che ci affianca già nelle fasi di selezione prima dell’avvio di ogni programma. Il nostro lavoro sulla investment readiness, ovvero la preparazione delle startup perché siano pronte a presentarsi agli investitori e a ricevere investimenti, è senza dubbio un grande servizio che offriamo alle “nostre” startup anche ben oltre il periodo dell’accelerazione, e che ci viene riconosciuto” (leggi l’intervista completa a Martina Muggiri, Startup Program Coordinator di SocialFare).

 

SocialFare Seed ha investito ad oggi 1,5 milioni di euro nelle startup di SocialFare, che nel loro complesso hanno già raccolto 19 milioni di euro

“Con SocialFare Seed facciamo esclusivamente impact investing “puro”. La differenza sta soprattutto nella consapevolezza dell’investitore riguardo al fatto che, come diciamo in SocialFare, il valore sociale genera valore economico, e non solo o non necessariamente viceversaracconta Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare, che aggiunge “ci distingue il fatto che investiamo nelle prime fasi di sviluppo di impresa, la fase più rischiosa ma anche quella in cui si può fare più innovazione. Siamo ancora in pochi in Italia a farlo, selezioniamo impact startup molto innovative e ad alto tasso di crescita”.

Una scelta vincente per tutti:

Siamo stati determinanti nel contribuire a creare startup di successo a livello imprenditoriale, economico e di impatto sociale. Penso a Unobravo, Aulab, JoJolly, Freedome, BonusX, Epicura e molte altre, tutte peraltro cresciute in modo significativo nel corso dell’emergenza covid-19 proprio perché hanno saputo rispondere tempestivamente ai bisogni emergenti della nostra società nel 2020-21. Le imprese su cui SocialFare Seed ha investito in questi 5 anni stanno portando risultati evidenti, e questo non può che generare meccanismi virtuosi: i successi delle nostre startup ispirano nuovi potenziali talenti, gli aspiranti imprenditori impact sanno che con noi è possibile crescere davvero e gli investitori ci riconoscono la capacità di selezionare le startup giuste su cui puntare”. (leggi l’intervista completa a Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare).

 

La call PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta fino al 24 luglio 2022: scopri qui come candidare la tua startup!

 

Earth Day: scopri le startup accelerate da SocialFare che contribuiscono a rendere più sostenibile il pianeta

Ogni 22 aprile si celebra la Giornata della Terra (Earth Day)! 

Il tema di quest’anno è “Invest In Our Planet“, incentrato sull’accelerazione di soluzioni per combattere la nostra più grande minaccia, il cambiamento climatico. Molte startup giocano un ruolo fondamentale in questa transizione verso un futuro più verde, creando tecnologie e soluzioni rispettose dell’ambiente. La Giornata della Terra è il momento perfetto per mettere in luce alcune di quelle accelerate da SocialFare che stanno contribuendo a rendere più sostenibile il pianeta. 

Antcare by Vortex

Il progetto nasce per affrontare il problema degli sprechi legati alle inefficienze produttive del settore agroalimentare: si calcola infatti che nelle fasi di lavorazione industriale addirittura il 30% del cibo resti inutilizzato. 

Attraverso il brand Antcare, la startup propone una linea di cosmetici completamente naturali e biologici capaci di restituire valore alle materie prime di alta qualità che per ragioni di mercato o tecnico-produttive resterebbero altrimenti inutilizzate, garantendo la massima efficacia e qualità al consumatore e generando un impatto positivo sulla società, sul territorio e sulla natura.

La loro sfida sociale: dimostrare che si può curare il benessere individuale tutelando l’ambiente e la collettività, offrendo prodotti cosmetici sostenibili, realizzati attraverso filiere da economia circolare e ad alto impatto sociale.

We’ll Bee

We’ll Bee nasce per supportare gli apicoltori nell’arduo compito di vigilare costantemente sugli alveari al fine di ridurre i rischi e di agire tempestivamente a fronte di svariati eventi e fattori esterni che ne minacciano la sopravvivenza.

Il dispositivo sviluppato da We’ll Bee, guidato da Intelligenza Artificiale, permette di monitorare a distanza ogni aspetto della vita dell’alveare, avendo accesso ad un’ampia gamma di informazioni in tempo reale, senza interferire con la vita delle api, le loro attività e il loro equilibrio.

La loro sfida sociale: sviluppare soluzioni tecnologiche e innovative per la salvaguardia di api e impollinatori.

Biova

Nato come brand per una birra cream ale prodotta con gli avanzi di due panifici tradizionali delle valli occitane piemontesi, Biova è oggi anche un modello innovativo di economia circolare testato con successo grazie all’esperienza pilota condotta a Torino con una nota agrihamburgheria. 

Il servizio, oggi accessibile ad aziende, ristoratori e distributori, offre la possibilità di creare una filiera corta locale, utilizzando gli scarti di pane del cliente per produrre una birra personalizzata e unica in co-branding.

La loro sfida sociale: trasformare il pane invenduto in birra artigianale di qualità, in un’ottica di filiera corta ed economia circolare.

YouFarmer

Ridurre la distanza fra cittadino e agricoltore attraverso un’offerta accessibile di frutta e verdura fresca locale e di qualità, da Agricoltura Biologica e/o Biodinamica: è la Rivoluzione Bio di YouFarmer.

Il progetto sfida i modelli distributivi più diffusi accorciando la filiera, minimizzando i trasporti, gli sprechi e lo stoccaggio e garantendo al cliente i prodotti delle migliori aziende agricole locali nel raggio massimo di 30 km.

La loro sfida sociale: rivoluzionare gli attuali modelli distributivi nel settore food / fresco con un’alternativa più orientata a sostenibilità e qualità.

i-TES

i-TES nasce fra i laboratori dell’Università di Torino su iniziativa di due chimici e un ingegnere che intendono cambiare il tradizionale sistema di accumulo termico sostituendo l’acqua con PCM (Phase Change Materials), materiali con ottime capacità di thermal management. 

Oggi la startup, con un team ampliato e multidisciplinare, sviluppa impianti di accumulo termico innovativi e offre servizi avanzati ed interventi di efficienza energetica proposti anche con contratti basati sulla garanzia del risultato (es. Energy Service Contract) in modalità di Energy Service Company o ESCO.

La loro sfida sociale: sviluppare prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico nell’ambito del risparmio e del miglioramento dell’efficienza energetica.

HUB Water

Hubwater vuole fornire un’alternativa al consumo di acqua in bottigliette di plastica, offrendo una borraccia termica riutilizzabile e un servizio di refill gratuito di acqua presso attività commerciali convenzionate nella città di Torino, con ricadute positive ambientali ed economiche per la comunità.

Forbes under 30: anche nel 2022 i nostri startupper fra i giovani imprenditori italiani più interessanti

Sono Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci, founder di BonusX, e Arianna Ortelli, fondatrice di Novis Games. Nel 2021 si è guadagnata la menzione Danila De Stefano, fondatrice di Unobravo, e nel 2019 Gianluca Manitto e Alessandro Ambrosio di Epicura. Una conferma che i talenti selezionati e accelerati da SocialFare sanno fare la differenza nel mondo imprenditoriale italiano!

Siamo alla quinta edizione del progetto di Forbes che ogni anno, dal 2018, premia il meglio dell’imprenditoria giovanile italiana: “ragazzi che, con le loro idee visionarie, stanno contribuendo a rivoluzionare il nostro modo di vivere, di lavorare, di divertirci e di mangiare. Una community di imprenditori, startupper, (…) che hanno avuto il coraggio di investire nei loro progetti facendoli diventare realtà”.  

Apprendiamo con orgoglio che fra gli Under 30 di Forbes Italia per il 2022 ci sono i fondatori di ben due startup accelerate da SocialFare: BonusX e NovisGames.

 

Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci sono i giovani imprenditori che nel marzo 2020, in piena pandemia, hanno fondato BonusX, startup per semplificare la burocrazia italiana. In quei primi mesi del 2020 hanno anche superato la nostra selezione, scelti fra oltre 130 team candidati alla call FOUNDAMENTA#9, così che la loro impresa è nata e cresciuta “sui banchi” del programma di accelerazione di SocialFare per startup a impatto sociale La sfida di Giovanni e Fabrizio è rendere i servizi pubblici più accessibili alla comunità, attraverso un servizio di assistenza personalizzata che semplifica e velocizza in particolare le richieste per ottenere agevolazioni e bonus a cui si ha diritto. I risultati a due anni di distanza li racconta la stessa Forbes in questo articolo: con oltre 20mila utenti registrati e 3 milioni di euro di bonus erogati tra 2020 e 2021, BonusX riesce a gestire oltre 5.000 pratiche al mese. 

Anche a livello finanziario la startup raccoglie risorse per crescere e “scalare”: supportata in fase di avvio da un’iniezione di capitale da SocialFare Seed, il nostro veicolo di investimento (leggi qui per approfondire), l’impresa ha dimostrato quest’anno la propria maturità in termini di investment readiness chiudendo in febbraio una raccolta di 1 milione di euro tra equity, fondo perduto e finanziamenti. Tra i partner dell’operazione Banco Bpm, Invitalia, 2031 e MoffuLabs che hanno dato fiducia alla startup grazie alle performance dell’ultimo anno. I capitali raccolti saranno investiti nell’espansione del progetto in un secondo mercato europeo, nella crescita della base di utenti e nello sviluppo di nuove funzionalità, bonus e servizi integrati.

 

Arianna Ortelli è CEO e founder di Novis Games, startup che sta sviluppando la prima piattaforma di gioco completamente accessibile a persone cieche ed ipovedenti. Attraverso un ambiente digitale immersivo dalle caratteristiche acustiche e tattili è possibile giocare senza l’interfaccia video, con una tecnologia che garantisce l’inclusione promuovendo uno stile di vita attivo e partecipativo.

Dopo aver seguito il nostro programma di accelerazione FOUNDAMENTA#7 nel 2019, la startup ha fatto grandi progressi e ottenuto importanti premi e riconoscimenti. Arianna è citata da Forbes insieme a Marco Andriano, collaboratore di Novis Games che oggi è anche socio dell’azienda.

 

Non è la prima volta che gli startupper accelerati da SocialFare sono scelti da Forbes fra gli under 30 da tenere d’occhio: è accaduto nel 2021 con Danila De Stefano, psicologa napoletana che ha dato vita a Unobravo (qui il 1° di una serie di articoli che Forbes le ha dedicato) – che ha seguito il programma di accelerazione insieme a BonusX – e nel 2019 con Gianluca Manitto e Alessandro Ambrosio (qui uno degli articoli su Forbes), founder di Epicura

3 startup fondate da giovani talenti che hanno mosso i primi passi insieme al nostro team e hanno saputo crescere in maniera straordinaria a livello professionale, economico e finanziario, superando brillantemente la prova della pandemia e sviluppando attività imprenditoriali che generano un impatto sociale concreto e tangibile per la comunità, attraverso l’offerta di servizi che rispondono a reali esigenze dei cittadini e che creano opportunità di lavoro nel nostro paese. 

Potrebbero interessarti anche:

Su Forbes Italia:

Impact Startup Acceleration: con noi crescono le migliori startup a impatto sociale


Martina Muggiri, Startup Program Coordinator di SocialFare, gestisce e coordina le attività dell’acceleratore di startup di SocialFare. Avviato nel 2016, il nostro programma di accelerazione per startup a impatto sociale giunge con l’ultima call PLANET FOUNDAMENTALS alla sua 13° edizione. 

86 le startup accelerate fino ad oggi, che nel loro complesso hanno raccolto ad oggi un ammontare totale pari a 19 milioni di euro di raising, di cui 1,5 erogati da SocialFare Seed (dati aggiornato maggio 2022, ndr).

Abbiamo chiesto a Martina di raccontarci cosa distingue il nostro programma di accelerazione e che tipo di valore aggiunto porta il nostro lavoro alle startup che selezioniamo e seguiamo. 

A chi si rivolge il programma di accelerazione per startup di SocialFare?

Il target del nostro acceleratore di impact startup sono imprese che abbiano la capacità di crescere rapidamente e in modo consistente tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista dell’impatto sociale che generano. È rilevante quindi che i team candidati abbiano l’ambizione di portare il loro progetto di innovazione sociale ad uno scale-up a livello nazionale, se non addirittura internazionale.

Cosa si intende per impact startup?

Cerchiamo startup con un progetto imprenditoriale volto a generare un impatto positivo dal punto di vista sociale. 

È fondamentale che questo impatto sia intenzionale e misurabile: non si tratta di aziende impegnate in azioni correttive sull’impatto generato dal proprio business, bensì di progetti che pongono l’impatto sociale al centro della loro mission aziendale, attività nate espressamente con l’obiettivo di risolvere un problema della collettività.

La ricaduta sociale dovrà essere inoltre tracciabile e misurabile tramite indicatori che potranno essere definiti con precisione nel corso del programma di accelerazione, che prevede infatti un modulo dedicato in modo specifico alla valutazione dell’impatto

In base all’esperienza di questi anni, avendo esaminato centinaia di candidature e seguito diverse decine di startup selezionate, posso affermare che se la misurabilità è un aspetto che si può affinare insieme in fase di accelerazione – quanto meno il come misurare l’impatto – l’intenzionalità è invece un elemento che deve emergere immediatamente, anche in un progetto imprenditoriale agli albori, a prescindere dal suo stadio di sviluppo.

Di cosa si occupano le impact startup che selezionate?

Siamo particolarmente interessati a progetti imprenditoriali che portano soluzioni innovative, siano esse di prodotto, servizio, modello. Premesso il nostro focus imprescindibile sull’impatto sociale, non abbiamo una specificità settoriale, come potrebbe essere la moda, il food, o il digital, (…). Siamo piuttosto orientati agli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Acceleriamo soluzioni in risposta a esigenze sociali in diversi ambiti, seguiamo prodotti “fisici” ma anche servizi digitali, modelli di business B2B o B2C, il nostro portafoglio è eterogeneo, perché l’impatto sociale è un obiettivo trasversale.

Devono essere attività imprenditoriali già avviate?

Generalmente selezioniamo startup early stage con un prototipo già validato o con un prodotto lanciato da poco sul mercato. Spesso a questo stadio le startup ancora non riescono a comunicare bene quello che fanno, non mi riferisco tanto alla comunicazione rivolta al cliente quanto alla capacità di valorizzarsi rispetto, ad esempio, ai potenziali investitori. Il nostro programma d’altra parte serve anche a questo: vedremo insieme la catena del valore del prodotto o servizio e le metriche di riferimento (KPI) per misurare e monitorare lo sviluppo del business, anche allo scopo di cercare investimenti.

Come avviene lo scouting delle startup?

In Italia il social impact è ancora un settore di nicchia: la qualità sta crescendo, ma è necessario un buon lavoro di ricerca per intercettare le startup a impatto sociale con un buon potenziale. 

Il nostro lavoro di scouting include canali digitali per la ricerca, ma anche e soprattutto un buon lavoro di rete a livello nazionale con incubatori, acceleratori e anche investitori che spesso ci segnalano startup interessanti e in target per noi, non ancora pronte a ricevere un investimento.

Quali errori fanno più frequentemente le startup che incontrate?

Quasi tutte inizialmente sottostimano i costi: la pianificazione economico/finanziaria è uno degli aspetti che rivediamo in modo accurato durante il percorso.

Un altro errore frequente riguarda il team: se è vero che si parla spesso delle competenze, che sono senza dubbio determinanti e fondamentali, a volte non si investe abbastanza nella creazione di un clima di lavoro sano. Gestire una startup è infatti molto impegnativo, anche psicologicamente, non mancano momenti di grande stress. Se i founder non riescono a impostare un clima positivo e a offrire rinforzi che aiutino il team in questi momenti, con il tempo se ne pagano le conseguenze. 

Poi c’è la poca flessibilità di pensiero: ci sono startup molto convinte delle loro ipotesi e poco disposte a metterle in discussione, e questo non fa bene. A volte un team è così affezionato alla propria idea da non rendersi conto di validare, di fatto, i risultati che vuole vedere più che quelli davvero attendibili.

Un ulteriore aspetto da vigilare è la capacità di raccogliere metriche, analizzarle e prendere decisioni di conseguenza: una startup non può crescere se non è data-driven, è importante essere disposti ad acquisire competenza e metodo in questo senso.

In cosa si distingue il nostro programma di accelerazione?

Senz’altro nel nostro approccio altamente selettivo: non ci interessa fare numero, lavoriamo con pochi team selezionati e puntiamo sulla qualità. Questo ci permette di seguire le startup in accelerazione davvero da vicino, concentrandoci sui dettagli e offrendo numerose opportunità di consulenza specializzata 1to1. Il nostro programma è altamente personalizzato e questo fa la differenza.

Lavoriamo tanto sulla strategia e sul team, il cambiamento da prima a dopo l’accelerazione è radicale e determinante. 

Un altro aspetto caratteristico è l’eterogeneità di background del nostro team di accelerazione: io come designer (di prodotto e servizio) ed esperta di marketing sono affiancata da Filippo Psacharopulo, esperto di investimenti e finanza (leggi qui la sua intervista, ndr), e da Marco Cornetto, che ha una formazione economica e si occupa di crescita e sviluppo del business delle startup. 

C’è poi da sottolineare la collaborazione stretta fra il nostro team e SocialFare Seed, il veicolo di investimento che porta capitale finanziario alle nostre startup in accelerazione e che ci affianca già nelle fasi di selezione prima dell’avvio di ogni programma. Il nostro lavoro sulla investment readiness, ovvero la preparazione delle startup perché siano pronte a presentarsi agli investitori e a ricevere investimenti, è senza dubbio un grande servizio che offriamo alle “nostre” startup anche ben oltre il periodo dell’accelerazione, e che ci viene riconosciuto.

Quanto conta il network di mentor, advisor e investitori di SocialFare?

 Molto, naturalmente. La nostra rete di advisor e mentor è complementare allo Startup Acceleration Team ed offre competenze di altissimo livello in diversi ambiti. Individuiamo le specifiche esigenze delle startup che seguiamo e le affianchiamo con professionisti specializzati, attivando anche mentorship prestigiose per i team più meritevoli.

L’altro tassello è costituito dal network di investitori che segue le nostre startup e partecipa ai Social Impact Investor Day, gli eventi conclusivi dei nostri percorsi di accelerazione. Se il nostro veicolo di investimento SocialFare Seed offre un’iniezione di capitale come boost iniziale durante l’accelerazione, fondamentale è che le startup arrivino a fine programma pronte a raccogliere investimenti più ingenti per fare il salto, e noi sappiamo di aver fatto davvero un buon lavoro quando questo match fra startup e venture capital avviene al meglio, dando risultati nei mesi e anni successivi al percorso.

In sintesi, FOUNDAMENTA (chiamato PLANET FOUNDALMENTALS in occasione della sua più recente call) è un programma che si è completato e raffinato nel corso degli anni, migliorandosi in ognuna delle sue 13 edizioni, arrivando oggi ad avere un track record davvero significativo.

Le startup vi riconoscono queste peculiarità?

Chi ci conosce o semplicemente segue con attenzione gli sviluppi delle nostre startup lo sa bene.

Un esempio: nel corso dell’ultima selezione, una delle startup candidate ha detto di aver avuto diverse opportunità per entrare in altri programmi di accelerazione, ma di aver scelto di puntare su di noi, perché vede i risultati delle startup che abbiamo accelerato. 

Per farsi un’idea basta seguire sui media i casi di Unobravo (qui diversi articoli su Forbes), Freedome, JoJolly, BonusX (qui una sintesi degli ultimi successi), per citare le più recenti, o di startup ormai note come Epicura, fra le prime a seguire il nostro programma FOUNDAMENTA, oggi in piena fase di crescita dopo aver chiuso un round da 5 milioni di euro (qui una delle ultime notizie sul Sole24Ore).

Alla fine del programma, qual è l’x factor che determina il successo di una impact startup?

Il nostro programma di accelerazione è estremamente efficace là dove i team sono eccezionali.
In questo siamo bravi: selezioniamo i team con il miglior potenziale e li accompagniamo portandoli ad essere davvero pronti a crescere e attrarre investimenti. 

Le competenze iniziali contano in parte, mentre sono fondamentali l’atteggiamento, l’approccio, le capacità. Devono sapersi mettere in discussione e aver voglia di lavorare sodo per formarsi e migliorarsi. Devono essere ambiziosi, ma avere anche una giusta dose di umiltà. Ormai siamo allenati a intercettare queste caratteristiche fin dai primi colloqui. Già nella fase preparatoria al Selection Day, a cui accede una short list altamente selezionata, li affianchiamo nella creazione di un buon pitch e constatiamo quanto sono proattivi e disposti a mettersi in gioco.

Se una impact startup ha un team eccezionale, con queste caratteristiche, noi garantiamo che la seguiremo con un lavoro eccezionale e che potrà ambire a diventare la n.1 del suo settore.

Potrebbero interessarti anche:

» Leggi tutte le interviste al Team SocialFare

Impact investing e startup: il punto con il nostro Investment Manager


Abbiamo intervistato Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare, figura chiave che cura gli investimenti e i rapporti fra le startup accelerate e investite da SocialFare attraverso il programma FOUNDAMENTA e la rete di impact investor di SocialFare Seed.

 

Ecco cosa ci ha raccontato sul mondo dell’impact investing e sul nostro determinante ruolo per la crescita dell’ecosistema di startup con un impatto sociale positivo in Italia:

 

Il tuo percorso professionale ha origine nel mondo della finanza “tradizionale”, dove hai lavorato fino al 2017 prima di entrare nel team SocialFare e dedicarti all’impact investing.
Quali differenze importanti vedi fra i due approcci?

In realtà, il nostro obiettivo è proprio fare in modo che non ci sia differenza fra finanza ad impatto e finanza di altro tipo: tutto il mondo della finanza si sta spostando verso investimenti con un impatto positivo sotto un profilo sociale e ambientale. Il futuro della finanza è e deve essere investire esclusivamente in imprese sostenibili, perché il mondo deve essere sostenibile. 

In SocialFare, attraverso il veicolo di investimento SocialFare Seed, disponiamo di capitali da investire, con strumenti finanziari “classici”, in imprese altamente selezionate tenendo conto dell’impatto sociale che intendono e possono generare. In prospettiva tutto il mondo della finanza si avvicinerà sempre più a questo nostro modello, come già sta facendo.

Del resto se 5 anni fa gli ESG erano criteri “di nicchia”, oggi sono considerati imprescindibili.
Questo non dovrebbe sorprendere troppo: la finanza è uno strumento per lo sviluppo di impresa e come tale è normale che segua la direzione in cui va il mondo.

Davvero non vedi differenze?

Certo, con SocialFare Seed facciamo esclusivamente impact investing “puro”.
La differenza sta soprattutto nella consapevolezza dell’investitore riguardo al fatto che, come diciamo in SocialFare, il valore sociale genera valore economico, e non solo o non necessariamente viceversa. 

Il modello illuminato di Olivetti ha mostrato in tempi non sospetti che un’azienda attenta ai suoi dipendenti e al territorio in cui lavora è un’azienda che funziona bene e porta profitto: il valore generato è percepito dal mercato e dai clienti in termini di fiducia e qualità, quindi anche di riconoscimento di un valore economico. Non si tratta quindi di un concetto del tutto nuovo o di una recente scoperta, ma è vero che, almeno in alcuni casi, il mondo della finanza ha mostrato in passato di non dare sufficiente peso a questi criteri, arrivando a considerare un costo quello che oggi è sempre più riconosciuto come un elemento che porta valore aggiunto anche dal punto di vista economico.
Un esempio molto semplice: se fino a ieri la rinuncia alla plastica era percepita come un vincolo obbligato ma oneroso, oggi è chiaro che questa scelta porta valore al cliente che si traduce anche in valore economico per l’azienda.

Com’è lo scenario della finanza ad impatto in Italia?

SocialFare Seed è stato fra i primi in Italia. 

Dal 2016 ad oggi sono nati molti fondi di investimento impact: cresce il numero di soggetti coinvolti e crescono le risorse immesse in questo mercato. Questo fattore, indubbiamente positivo perché consente ad un maggior numero di startup di sviluppare soluzioni ad impatto sociale positivo, visto da un’altra prospettiva potrebbe anche incentivare il moltiplicarsi di iniziative di qualità non sempre elevata. È importante che la crescita di risorse disponibili si accompagni ad un’attenzione sempre alta in termini di qualità.

Cosa auspichi per il futuro prossimo? 

Attualmente la maggior parte dei fondi impact è later stage, vale a dire che investe in startup già avviate sul mercato e con una discreta maturità imprenditoriale, mentre scarseggiano le opportunità finanziarie a supporto delle fasi iniziali. Credo che la ragione non stia solo nel livello di rischio, chiaramente più alto in fase early stage, ma anche nella maggiore complessità di questo approccio. Se a livello later stage si investono capitali consistenti su aziende già in qualche modo rodate, in fase early stage si punta di solito su un portafoglio più ampio di investimenti di piccola taglia, progetti imprenditoriali che richiedono di essere seguiti più da vicino e comportano un numero maggiore di variabili: è complesso, anche se sul medio e lungo termine può portare risultati più interessanti.

C’è bisogno di più azionisti lungimiranti, come i nostri, che decidano di impiegare anche solo una parte dei propri investimenti a supporto dell’avvio di impact startup promettenti: il rischio è più alto, ma con il tempo si vedono i risultati in termini di profitti oltre che di soddisfazione. 

In cosa si distingue quindi l’approccio di SocialFare Seed nel mondo dell’impact investing

Come accennavo, ci distingue il fatto che investiamo nelle prime fasi di sviluppo di impresa, la fase più rischiosa ma anche quella in cui si può fare più innovazione. Siamo ancora in pochi in Italia a farlo, selezioniamo impact startup molto innovative e ad alto tasso di crescita.

SocialFare Seed investe esclusivamente in startup selezionate da SocialFare, che con la sua esperienza – siamo alla 13° edizione del programma di accelerazione FOUNDAMENTA – ha la particolare capacità di intercettare imprenditori con un’idea, un team, un prototipo da sviluppare e un ottimo potenziale. Come Centro per l’Innovazione Sociale e incubatore certificato dal MISE, SocialFare è un osservatorio privilegiato sul mondo dell’impresa a impatto sociale in Italia: ogni anno dal 2016 riceve e valuta centinaia di candidature, sceglie le più promettenti e le affianca con un programma intensivo di accelerazione guidato da un team multidisciplinare con il coinvolgimento di advisor e mentor d’eccellenza. 

Per supportare la crescita e lo scale-up di queste imprese è necessario immettere risorse finanziarie già in fase seed (iniziale): alcuni investitori hanno accettato la sfida, sapendo di poter contare sulle skill di SocialFare nel settore dell’impatto e dell’Innovazione Sociale, e così è nato il nostro veicolo di investimento. 

Quanto conta la misurazione dell’impatto sociale per gli investitori? 

Gli investitori hanno tutto l’interesse a misurare e verificare l’impatto sociale delle startup in cui investono, anche perché in caso questo si rivelasse poco significativo o non veritiero il danno sarebbe anche economico. 

È fondamentale che l’impatto sociale generato sia intenzionale, non soltanto misurato e validato ex post. L’imprenditore deve voler creare un’impresa che, sì, generi profitti, ma che abbia nel contempo, e per mission, un impatto positivo sulla collettività. Per noi e per i nostri investitori questa mission aziendale ha un valore anche economico: in fondo, se rispondi ad un’esigenza sentita dalla comunità metti in moto un’attività che funziona e vedrai i risultati a tutti i livelli.

Un esempio? Unobravo, una delle nostre startup investite di maggiore successo, fondata da Danila De Stefano, giovane psicologa italiana che vive tra Londra e Napoli. La sua soluzione imprenditoriale ha risposto nel contempo a due differenti bisogni della nostra società, particolarmente sentiti a partire dall’emergenza sanitaria covid-19: da un lato un tasso significativo di scarsa occupazione per gli psicologi del nostro paese, dall’altro un’esigenza crescente di supporto psicologico accessibile – in termini economici ma anche di flessibilità di tempo e di spazio – da parte dei cittadini italiani residenti nel nostro paese o all’estero. Rispondendo a questi due bisogni importanti Unobravo ha avviato un’azienda di grande successo, che oggi dà lavoro a ⅕ degli psicologi italiani e continua a crescere (oltre 15mila pazienti e 200mila sedute nel 2021, con crescita del fatturato triple digit e con un utile di bilancio importante dopo solo un anno di attività).

[Update luglio 2022] 17 milioni di euro per Unobravo: super exit per SocialFare Seed e per il mondo impact

 

Un altro esempio significativo: Aulab, digital factory ora leader in Italia che abbiamo accelerato ed investito nel 2018 quando ancora era una piccola startup nascente. I suoi fondatori hanno creato un match vincente fra due esigenze: se da un lato le aziende del nostro paese hanno una forte domanda insoddisfatta di programmatori e altri profili tech, dall’altro molti professionisti del Sud Italia sono costretti a emigrare perché non trovano lavoro nella loro terra. Aulab ha creato le condizioni per formare sviluppatori di alto profilo e creare un polo di riferimento in Puglia, dove oggi le aziende trovano le competenze di cui hanno bisogno, peraltro sfruttando tutte le opportunità di formazione e lavoro in remoto che la tecnologia rende disponibili e che hanno permesso alla Digital Factory di crescere enormemente proprio a partire dal 2020.

Come avviene lo scouting delle startup su cui investire? 

Per individuare le startup con questo potenziale, gli investitori di SocialFare Seed hanno costruito una fondamentale relazione di fiducia con SocialFare. Più che di certificazioni formali, infatti, gli investitori hanno bisogno di instaurare un rapporto di conoscenza approfondita e fiducia con chi seleziona i team imprenditoriali e lavora al loro fianco in fase di accelerazione.

L’attività di scouting iniziale è quindi normalmente svolta dallo Startup Acceleration Team di SocialFare, che è molto attivo tutto l’anno nel creare contatti con il mondo startup, imprenditoria impact, incubatori, acceleratori e investitori. Inoltre il programma è oggi conosciuto e riceviamo molte candidature da parte di startup intenzionate a fare il salto con noi.

 In cosa consiste esattamente il tuo ruolo? 

Sono l’Investment Manager di SocialFare, mi occupo della parte di execution degli investimenti: supporto le startup selezionate a partire dall’avvio del programma di accelerazione e a seguire, fino all’exit da parte di SocialFare Seed, il momento in cui l’impresa è matura e raccoglie capitali importanti da parte di altri investitori. 

Il mio lavoro è totalmente integrato con quello del resto dello Startup Acceleration Team.

Quali consigli ti capita di dare più spesso alle startup?

Di focalizzarsi sul prodotto e sul cliente: ricordarsi che l’obiettivo è risolvere un problema per le persone che si rivolgono a te – i clienti – e non ottimizzare a tutti i costi un processo, prodotto o servizio così come è stato pensato inizialmente.

L’altro consiglio, che in realtà è un asset per il nostro modo di lavorare, è che gli startupper che acceleriamo devono essere totalmente dedicati alla loro attività imprenditoriale: non è pensabile che se ne occupino solo nei ritagli di tempo o come secondo lavoro. 

Il nostro ruolo è fornire loro gli strumenti – in termini di competenze e di risorse finanziarie – per realizzare quello in cui sono bravi, quindi supportarli anche nell’apprendere come relazionarsi con gli investitori. Noi li seguiamo davvero molto da questo punto di vista, avendo anche cura di “tutelarli”, soprattutto nelle fasi iniziali, quando è necessario che si focalizzino sul loro lavoro, sapendo che ci sarà il tempo per capire come approcciarsi e cosa chiedere a chi può finanziarli.

Del resto i nostri investitori sono fondazioni e imprese di altissimo profilo, con ingenti risorse, e visione a lungo termine, come la Fondazione Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRC e FINDE Spa, quindi davvero l’accesso al nostro programma è un’opportunità particolarmente preziosa per le startup.

I risultati di questi anni: che contributo abbiamo dato all’ecosistema italiano dell’impact investing? 

Siamo stati determinanti nel contribuire a creare startup di successo a livello imprenditoriale, economico  e di impatto sociale. Oltre alle sopra citate Unobravo e Aulab ricordo i successi di JoJolly, Freedome, BonusX, Epicura e molte altre startup accelerate da SocialFare, tutte peraltro cresciute in modo significativo nel corso dell’emergenza covid-19 proprio perché hanno saputo rispondere tempestivamente ai bisogni emergenti della nostra società nel 2020-21.

Le imprese su cui SocialFare Seed ha investito in questi 5 anni stanno portando risultati evidenti, e questo non può che generare meccanismi virtuosi: i successi delle nostre startup ispirano nuovi potenziali talenti, gli aspiranti imprenditori impact sanno che con noi è possibile crescere davvero e gli investitori ci riconoscono la capacità di selezionare le startup giuste su cui puntare.

 

Potrebbero interessarti anche: