Per anni, lo spazio pubblico di molte città europee è stato ridotto a un mero aspetto logistico o di decoro: gestire i flussi, delimitare le aree, garantire quella manutenzione minima necessaria per evitare il degrado. Un approccio reattivo, abituato a intervenire in risposta ad esigenze funzionali più che per ripensare la potenzialità dei luoghi. Oggi, grazie all’impulso di nuove iniziative e bandi europei, la prospettiva sta cambiando. Negli ultimi due anni, alcune amministrazioni hanno deciso di ribaltare il paradigma: l’obiettivo non è più limitarsi a gestire l’esistente, ma trasformare lo spazio urbano nel vero motore della vivibilità e dell’inclusività cittadina.
Il 9 e 10 luglio si è chiuso a Riga il percorso di 2Nite, il progetto URBACT che ha messo in rete Torino, Riga, Cluj-Napoca, Sant Boi de Llobregat e il consorzio intermunicipale portoghese Pentágono Urbano. Il progetto nasce dall’esperienza di ToNite, il programma con cui Torino ha lavorato dal 2019 al 2023 sulla percezione di sicurezza in orario serale e notturno nelle aree lungo la Dora, spostando l’attenzione da interventi di sicurezza calati dall’alto a percorsi di attivazione delle comunità locali. Con 2Nite, Torino ha guidato il trasferimento di quel metodo ad altri contesti urbani europei, confrontandosi a sua volta con le esperienze delle altre città partner.

ToNite aveva trasformato alcuni luoghi simbolo del quartiere: Viale Ottavio Mai, un tempo un corridoio poco vissuto dietro il Campus dell’Università degli Studi di Torino, oggi spazio pedonale e ciclabile aperto a studio, incontro e iniziative pubbliche; e il Giardino Pellegrino, in Borgo Dora, riqualificato con nuova pavimentazione, arredo urbano e area giochi. Un lavoro riconosciuto anche a livello europeo: nel giugno 2025, durante l’assemblea generale di Eurocities a Braga, ToNite è stato votato dalle oltre 200 città della rete come Inspiring City Initiative dell’anno.
Da questa esperienza è partito 2Nite, avviato il 1° settembre 2024 per condividere il metodo di Torino con altre città europee alle prese con sfide simili di vivibilità e inclusività dello spazio pubblico. Più che una replica, un processo di apprendimento condiviso: ogni territorio lavora su quartieri e bisogni specifici, confrontandosi su strumenti, metodologie e scelte strategiche. Il percorso si è costruito passo dopo passo, tra visite bilaterali, incontri transnazionali e momenti di lavoro congiunto tra amministrazioni, stakeholder locali e comunità: una study visit a Torino nel novembre 2024, una serie di visite bilaterali tra le città partner e Torino come lead partner nel corso del 2025, e tre incontri transnazionali a Sant Boi de Llobregat, Cluj-Napoca, Braga e Famelicão fino all’appuntamento conclusivo di luglio a Riga.

A Riga, ogni città ha presentato il proprio Investment Plan mentre il Comune di Torino ha raccontato il proprio Continuity Plan. Torino ha infatti proseguito il lavoro avviato con il progetto ToNite attraverso la misura IMPATTO, finanziata dal PN Plus (FSE), che collega le iniziative di prossimità civica al Fondo europeo per l’azione climatica giovanile e sostiene tre progetti concreti: Qua.nte, per l’animazione di un complesso di edilizia popolare frammentato; Ri-creiamo, per la rigenerazione partecipata di giardini pubblici sottoutilizzati attraverso musica, teatro e cinema all’aperto intergenerazionali; Madama Chiosco, che trasforma un chiosco di quartiere in un presidio educativo con corsi di lingua, orientamento al lavoro e attività after-school.

Per misurare l’impatto di questi interventi, Torino ha sviluppato un framework di valutazione su quattro dimensioni: generatività progettuale, animazione dello spazio, partecipazione e vivibilità. Uno strumento pensato per dare a chi decide le risorse pubbliche una base empirica, non solo un’intuizione, sul valore della vivibilità dello spazio pubblico costruita insieme alle comunità.
In tutto questo percorso, dal lavoro sul campo di ToNite alla rete di 2Nite, SocialFare ha accompagnato la Città di Torino come partner tecnico. Un ruolo che ha preso forme diverse nelle due fasi: prima nel coinvolgimento diretto delle comunità delle aree limotrofe al fiume Dora e nella valutazione di impatto degli interventi, poi nel supportare il trasferimento di quell’esperienza alle altre città della rete, attraverso l’organizzazione di incontri, la cura della documentazione e il sostegno alla comunicazione del network. Un lavoro che conferma una convinzione di fondo: la vivibilità urbana si costruisce più efficacemente quando i residenti diventano parte attiva della trasformazione dei propri spazi, non semplici destinatari di interventi decisi altrove.

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2Nite – Liveable Urban Spaces for Safer Cities. Progetto europeo sviluppato da Città di Torino (Lead Partner), Rīga attīstās, Primăria Cluj-Napoca, Ajuntament Sant Boi e Associação Pentágono Urbano.
