La comunità al centro: persone, relazioni e alleanze per rigenerare l’impresa sociale.

Il 23 e 24 ottobre Siena ha ospitato il XIX Colloquio Scientifico sull’Impresa Sociale, promosso da Euricse in collaborazione con Ikigai di Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Due giornate dense di confronto, riflessioni e sguardi incrociati tra ricerca, istituzioni e attori dell’economia sociale, dedicate a esplorare come sviluppare le imprese sociali mettendo al centro le persone, le relazioni, le strategie e gli strumenti.

Ad aprire i lavori è stata la lectio magistralis di Jean-Louis Laville (CNAM Parigi / Rete EMES), che ha posto una domanda fondamentale al centro del dibattito: l’impresa sociale si trova oggi a un bivio, divisa tra il rischio di appiattirsi a uno strumento tecnocratico o la capacità di riaffermarsi come infrastruttura democratica al servizio delle comunità? In questo scenario di necessaria rigenerazione, SocialFare ha preso parte attiva al Colloquio portando la propria visione e la propria esperienza sul campo con l’intervento di Anthea Vigni, Head of Research.

I Nuovi Paradigmi dell’Accompagnamento e dell’Impatto

Sviluppare l’imprenditorialità sociale oggi richiede un radicale cambio di postura. È necessario superare la narrazione tradizionale e riparativa per abbracciare un paradigma trasformativo e sistemico, capace di incidere realmente sulle dinamiche dei territori e delle organizzazioni. Questo cambio di prospettiva si fonda su quattro pilastri strategici:

  • Da rispondere ai bisogni ad accendere i desideri: l’accompagnamento non deve limitarsi a colmare carenze, ma deve capacitare le persone e le comunità a immaginare e desiderare futuri desiderabili.
  • Da fare semplice rete a costruire alleanze sperimentali: oltre la frammentazione dei coordinamenti formali, servono coalizioni d’impatto e partnership operative fondate sulla condivisione del rischio e sulla co-progettazione.
  • Da creare valore sociale a redistribuire potere: la vera democratizzazione dei processi partecipativi si misura sulla capacità di generare autonomia, favorendo nuove forme di governance collaborativa e inclusiva.
  • Investire nelle relazioni come vera strategia d’impatto: la qualità della relazione umana, il benessere organizzativo e la fiducia reciproca sono l’architettura invisibile ma indispensabile per ogni sostenibilità nel tempo.

La Scuola di Montagna: Infrastrutture Relazionali Metromontane

Nel corso del panel dedicato alle aree interne con Anthea Vigni abbiamo presentato il contributo “La Scuola di Montagna: un’infrastruttura relazionale a supporto dell’imprenditorialità sociale metromontana”. Un’esperienza che evidenzia come la rigenerazione delle aree marginali necessiti di un coinvolgimento attivo e sistemico degli enti locali e territoriali: senza il loro protagonismo politico e strategico, le iniziative rischiano di rimanere isolate o di spegnersi nel breve periodo.

L’intervento ha inoltre sottolineato l’importanza della contaminazione dei linguaggi: è cruciale favorire uno scambio reciproco e fecondo tra il vocabolario dell’innovazione e delle startup e le prassi mutualistiche ed etiche delle imprese sociali, costruendo metodologie ibride capaci di rispondere alla complessità contemporanea.

Verso un Toolkit per l’Economia Sociale: Nuove Frontiere e Strumenti

I lavori del Colloquio hanno posto le basi per la stesura di un testo circa i percorsi di accompagnamento all’imprenditorilità socialeinteso non come rigido manuale gestionale, ma come guida metodologica e infrastruttura di lavoro aperta a chi progetta, accompagna ed eroga percorsi per l’impresa sociale. Tra i temi chiave emersi che struttureranno questo percorso:

  • Orientamento e capacitazione prima dell’impresa: distinguere tra intraprendenza e imprenditorialità, favorendo scelte consapevoli fin dai primi passi.
  • Validazione e prototipazione: trasferire metodi rigorosi di verifica delle ipotesi anche nell’ambito dei servizi sociali e dei progetti territoriali.
  • Governance collaborativa ed educazione al dissenso trasformativo: formare leadership adattive e agenti capaci di gestire il conflitto costruttivo per rigenerare le organizzazioni.
  • Finanza paziente e ad impatto: combinare fonti pubbliche, private e outcome-based, evolvendo dalla mentorship tradizionale al coaching relazionale.
  • Linguaggi, dati e Intelligenza Artificiale: costruire una cultura del dato e una governance etica e partecipata dell’AI al servizio dell’economia sociale.



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