ItaliaEducante: 4 anni sui territori per contrastare la dispersione scolastica

Accoglienza, accompagnamento, autonomia e ambiente. Il modello valoriale murialdino delle 4A ha guidato e ispirato la realizzazione di ItaliaEducante, il progetto messo a punto dalla Congregazione dei Giuseppini del Murialdo selezionato da Con I Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, che volge alla conclusione nell’estate 2022 dopo 4 anni di attività e più di 20.000 ragazzi coinvolti.

Come contrastare la dispersione scolastica e la povertà educativa? E come avvicinare i ragazzi al mondo della scuola? Per rispondere a queste sfide il progetto ItaliaEducante ha coinvolto in 7 regioni (Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Veneto, Trentino Alto Adige, Calabria) oltre 2.000 insegnanti ed educatori che hanno lavorato in squadra per un intervento educativo e di inclusione sociale innovativo nei contesti scolastici dei vari territori in cui opera la Congregazione dei Giuseppini. 

Il 16 giugno ci siamo incontrati a Treviso per l’evento di chiusura dal titolo “Riflessioni, risultati e testimonianze dopo 4 anni di progetto”, un momento di restituzione e condivisione per i tanti educatori, scuole e cooperative – per un totale di 160 partner coinvolti – che hanno preso parte al progetto. 

“Viviamo in un territorio che offre poco ai ragazzi – racconta fr. Stefano Caria, Presidente della Cooperativa Idea, per ItaliaEducante Calabria – e loro hanno trovato in questo progetto, e nelle persone che ci hanno lavorato, un punto di riferimento che non hanno mai avuto. Sono i ragazzi stessi che adesso ci invitano a proseguire. Da loro abbiamo imparato tanto e con loro andremo avanti”.

“A Napoli siamo stati a contatto con realtà molto difficili. Abbiamo capito che dovevamo innanzitutto ripartire dai bisogni effettivi dei ragazzi”, così è intervenuta Emanuela Monaco, coordinatrice di ItaliaEducante Campania.

Partire quindi dalla cornice progettuale, che sulla carta era “perfetta” quattro anni fa, e “sporcarla” per adattarla alle esigenze territoriali. Anthea Vigni, Social Economist di SocialFare (che, come partner di ItaliaEducante, ha curato il coordinamento nazionale e il monitoraggio del progetto), fa il punto: “Come SocialFare, ogni anno abbiamo presentato le linee guida alle regioni e un vademecum con le indicazioni su come strutturare le attività secondo le 4A. Ma è stato grazie alla grande disponibilità e collaborazione di tutti i coordinatori che, nonostante tutte le difficoltà del contesto, siamo riusciti a portare a termine questo progetto con successo”. 

Questo immenso cantiere di sviluppo educativo – così l’ha definito Marco Rossi-Doria,  Presidente di Con I Bambini – è stato inoltre capace di reggere la prova di riadattarsi alle condizioni imprevedibili che la pandemia Covid-19 ha richiesto. Vigni conferma: “Gli hub educativi sono stati fondamentali perché, in questi due anni in cui le scuole hanno dovuto chiudere le loro porte agli educatori esterni, hanno permesso di svolgere preziose attività extrascolastiche e dare sostegno e continuità ai ragazzi”.

Il progetto ha evidenziato buone pratiche efficaci e replicabili. “Dopo tanti anni di disinteresse per il welfare, stanno arrivando finalmente nuovi fondi. Dobbiamo essere resilienti e saper tradurre queste buone pratiche in strumenti educativi e allinearli ai fondi, per poter dare continuità a questo progetto”: si esprime così Rossi-Doria sul futuro.

“Già dall’inizio del progetto abbiamo cercato di strutturare le attività affinché potessero essere scalabili” dichiara Enrico Dessy, Project Manager di ItaliaEducante. “I territori possono adesso partecipare a nuovi bandi e mettersi insieme per affrontare nuove sfide. I giovani sono stati al centro del progetto e grazie ad un approccio che definiamo open-schooling siamo riusciti a costruire reti di comunità educanti con un patrimonio di rapporti tra scuole ed enti a livello locale che non deve essere sprecato”.

Legami di fiducia che si sono creati e sperimentati in questi quattro anni, trovando un supporto che spesso manca sui territori. Maria Del Vecchio, educatrice di ItaliaEducante per la Puglia chiarisce: “Chi agisce qui spesso agisce da solo. Invece con ItaliaEducante ci siamo potuti sedere ad un tavolo e immaginare come fare educazione insieme sul nostro territorio”

Cosa resta di questo progetto? Il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa ha disposizione due anni per valutarne l’impatto. Gabriele Tomei, direttore scientifico Centro di Ricerca VOIS (Università di Pisa) fa una premessa: “Quando si parla di valutazione d’impatto sociale, ci si aspetta un’ispezione che verifichi che le cose che stiamo facendo corrispondano a quello che si era progettato all’inizio. Ma come potremmo esprimere questo giudizio proprio adesso, dopo la pandemia?”.  La valutazione deve essere qualcos’altro quindi: una riflessione, innanzitutto. “La prima evidenza è che, nonostante la tragedia della pandemia, un filo è stato tessuto e le attività sono state realizzate. Abbiamo già somministrato ai ragazzi 3 questionari distintiin diversi momenti per un totale di 1600 risposte. Questo ci permetterà di confrontare i risultati per vedere se ci sono differenze tra chi ha partecipato al progetto e i coetanei che invece non sono stati coinvolti. Nei prossimi due anni raccoglieremo ulteriori evidenze per poter offrire uno sguardo più “robusto” su quello che si è riuscito a realizzare, perché possa servire per nuove progettazioni”.

 

Creare comunità inclusive: ne parliamo con la Fondazione Cariverona

Abbiamo intervistato Marta Cenzi, Responsabile Area attività istituzionali della Fondazione Cariverona, con cui SocialFare collabora stabilmente dalla fine del 2020. Insieme, prima con la sperimentazione FutureUp! e oggi attraverso l’ambizioso Bando Innovazione Sociale, lavoriamo per supportare la nascita di iniziative di Innovazione Sociale con un impatto rilevante, sostenibile e duraturo per le comunità dei territori di Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona.

In questa breve intervista abbiamo chiesto a Marta di raccontarci come è nata questa collaborazione e qual è la visione della Fondazione rispetto ai temi dell’Innovazione Sociale.

Com’è nato il Bando Innovazione Sociale della Fondazione Cariverona? Cosa vi aspettate?

Uno dei tre obiettivi strategici su cui si basa la programmazione della Fondazione Cariverona è proprio l’innovazione sociale, con la finalità di creare delle comunità che siano coese e inclusive. Da alcuni anni, in particolare, cerchiamo di essere presenti e vicini ai nostri territori non solo in qualità di erogatori di fondi, ma anche come ente che accompagna i propri stakeholder in una crescita professionale

In questa ottica, il focus sull’innovazione sociale per per noi è assolutamente cruciale.

Desideriamo stimolare i nostri territori con modelli di intervento “alternativi” a quelli tradizionali, accompagnandoli nella crescita e nella familiarizzazione con strumenti e approcci tipici della progettazione per l’innovazione sociale. Occorre quindi ragionare sull’impatto che si vuole generare e da quello ripercorrere, un po’ a ritroso, gli output e gli outcome specifici, le azioni e le attività, il budget e le risorse da allocare. 

Altro tema su cui stiamo lavorando in via prioritaria è la sostenibilità, vale a dire che intendiamo non solo realizzare interventi che siano significativi sul territorio ma che abbiano anche la capacità di persistere nel tempo. In questo senso è importante maturare un approccio imprenditoriale e imprenditivo

Per favorire tutto questo, cerchiamo di stimolare la partecipazione a percorsi di formazione e capacity building. Con il Bando Innovazione Sociale, ad esempio, stiamo accompagnando 33 enti attraverso 5 Academy – realizzate nella primavera 2022 dagli esperti di SocialFare a Verona, Vicenza, Belluno e Ancona – con l’obiettivo di fornire strumenti e metodi utili non solo per poter migliorare la fase di progettazione, ma anche per gestire meglio e monitorare la fase di esecuzione operativa.

Il Bando Innovazione Sociale nasce in continuità con il progetto FutureUp. Ce ne parli?

Il progetto FutureUp! per noi è stata un’interessante  scommessa su un nuovo modo di lavorare. Per la prima volta, infatti, anziché rivolgerci agli enti del Terzo Settore, abbiamo provato a coinvolgere in via diretta i cittadini, ragazzi, studenti, professionisti particolarmente interessati a lavorare su alcune sfide sociali contemporanee e valide per i propri territori. Abbiamo aggregato persone che non si conoscevano fra loro, ma che erano motivate dal lavorare insieme. 

Questa scelta ha dato buoni frutti: a seguito delle 6 Social Innovation Academy, a cui hanno partecipato 161 persone (selezionate su 259 candidature), sono emerse alcune belle idee innovative per rispondere alle esigenze sociali più attuali dei territori. Le abbiamo ascoltate insieme ad una giuria, composta anche da esperti esterni, nel corso di un evento al Teatro Ristori di Verona, il FutureUp! Opportunity Day, nel settembre 2021. Abbiamo assegnato delle premialità alle migliori idee e alcune progettualità stanno maturando e trovando concretezza.

Quale ruolo per SocialFare nelle politiche della Fondazione Cariverona sull’Innovazione Sociale?

SocialFare è il primo hub dedicato all’Innovazione Sociale in Italia, lavora da tempo su questi temi: è stato quindi naturale pensare a una collaborazione nel momento in cui abbiamo scelto questa direzione. Inoltre, guardandoci intorno e osservando il mondo delle altre fondazioni di origine bancaria, abbiamo notato che la Fondazione CRC di Cuneo aveva avviato da alcuni anni un’interessante sperimentazione con SocialFare, con sviluppi e risultati fruttuosi e significativi (il progetto GrandUP! IMPACT, ndr) e abbiamo deciso di affidarci alla loro esperienza pregressa. 

Abbiamo così condiviso i nostri obiettivi e progettato insieme FutureUp!, che poi ha portato al Bando Innovazione Sociale in cui SocialFare gioca un ruolo determinante nell’accompagnamento dei team selezionati dalla fase formativa a quella di implementazione operativa. Ci siamo trovati molto bene, non solo per la vostra grande esperienza e competenza, ma anche per l’approccio particolarmente agile e “familiare” con cui il vostro team riesce a coinvolgere tutti i target a cui si rivolgono le azioni che stiamo realizzando insieme. C’è un trasferimento di competenze prezioso che avviene in ognuna di queste iniziative di cui siamo soddisfatti.

Oggi andiamo verso la seconda fase del Bando Innovazione Sociale: le Academy sono appena terminate e gli enti partecipanti stanno lavorando su un piano di sviluppo con cui potranno candidarsi ad accedere alla fase successiva. La Fondazione farà un’ulteriore selezione e assegnerà ad alcuni un grant che permetterà di avviare l’attività progettata, ma sempre con il supporto attivo degli esperti di SocialFare, previsto per la durata di due anni: questo per noi significa lavorare per lo sviluppo di attività di impresa sociale che sia solida, sostenibile e capace di generare un impatto positivo per la comunità anche nel lungo termine.

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Accelerare il Terzo Settore: intervista alla nostra Social Economist

Anthea Vigni, Social Economist di SocialFare

Anthea Vigni è la Social Economist di SocialFare.
Nata e cresciuta a Siena, ha studiato a Milano, Bologna, in Olanda e Sud Corea e oggi è la nostra principale “inviata” in Lombardia, Veneto e Marche per seguire gli importanti progetti che realizziamo su questi territori.

Il suo ruolo consiste nell’accompagnare i team nello sviluppo delle rispettive idee imprenditoriali, al fine di trasformarle in progetti ad impatto sociale che siano anche economicamente sostenibili. 

In questa intervista ci racconta come!

 

Anthea, ci racconti il tuo percorso prima di entrare nel team SocialFare?

Ho iniziato l’università con un corso triennale di Management di Arte, Cultura e Comunicazione a Milano: mentre studiavo l’economia applicata all’impresa culturale, a titolo personale coltivavo interessi nel non profit, avendo anche molta esperienza di volontariato. Al terzo anno, in Erasmus a Maastricht, ho partecipato a diverse iniziative e conferenze dedicate al mondo della sostenibilità, rimanendo conquistata da questo settore così stimolante e sviluppato nei Paesi Bassi. Così mi sono fermata un anno a Utrecht per un’esperienza professionale in WFTO (World Fair Trade Organisation). Rientrata in Italia mi sono iscritta al corso magistrale di Management dell’Economia Sociale all’Università di Bologna, determinata a orientare il mio futuro lavorativo in questo mondo. Ho trascorso ancora un semestre in Sud Corea, esperienza che si è rivelata altrettanto determinante per il mio futuro: è qui che, partecipando ad un hackathon con un’idea progettuale per recuperare gli sprechi alimentari nei mercati cittadini, insieme al mio gruppo di lavoro ho vinto un soggiorno di 10 giorni a Stanford che includeva un’esperienza di formazione con IDEO (https://www.ideo.com/eu). Di ritorno a Bologna, ho collaborato con Social Seed, mi sono laureata e poco dopo sono approdata a Torino per lavorare in SocialFare e realizzare il mio desiderio di lavorare con una prospettiva nazionale sul mondo dell’impresa a impatto sociale.

Qual è il tuo ruolo in SocialFare?

Mi occupo di consulenza e formazione per gli enti del Terzo Settore.
La mia attività di formazione include, ad esempio, gli aspetti di valutazione dell’impatto sociale attraverso la Teoria del Cambiamento. Supporto le imprese sociali, esistenti o nascenti, nella strutturazione di un quadro di valutazione dell’impatto sociale a partire dalla fase preliminare – a monte della progettazione – fino al monitoraggio effettivo dell’impatto generato.

C’è poi la parte di modellizzazione del business, che seguo insieme a Marco Cornetto, collega che come me ha una formazione di impianto economico. Nei diversi percorsi di accelerazione di conoscenza, formazione e consulenza che offriamo, di solito questo nostro intervento segue la prima parte di progettazione dell’impatto sociale, curata dalle colleghe impact designer. Noi subentriamo nel momento in cui i team assistiti hanno dato una prima struttura progettuale chiara e definita alla loro soluzione e li affianchiamo nel “dare gambe” in termini di sostenibilità economica.

Cos’è la Teoria del cambiamento?

La Teoria del Cambiamento è un metodo per mappare e delineare passo-passo tutti i nessi di causa/effetto che portano a raggiungere gli obiettivi di impatto sociale prefissati. L’approccio prevede di partire dall’impatto a lungo termine che si intende generare, quindi di ragionare “a ritroso” per prevedere la catena di outcome (impatto sui beneficiari più vicini nel tempo), output, attività e infine risorse da mettere in campo per raggiungere l’obiettivo. 

In concreto è uno strumento agile, con alcune caselle da compilare, che con opportuna formazione e supporto ogni tipo di realtà imprenditoriale o progettuale può utilizzare.

Io l’avevo studiato all’università, poi ho avuto modo di approfondirlo insieme alla collega designer Giuliana Gheza: ci siamo formate e aggiornate, quindi lo abbiamo adottato come parte integrante del metodo SocialFare e oggi lo applichiamo in diversi progetti, supportate anche dal collega Matteo Lupetti.

Lavori molto con le imprese sociali. Come si conciliano impatto sociale e sostenibilità economica? 

Chiaramente questa è la sfida più importante per un’impresa a impatto sociale.
In questi anni, attraverso SocialFare, ho visto davvero tanti progetti di questo tipo e mi sento di dire che fra gli aspetti più importanti ci sono la mentalità e la motivazione del team di lavoro. Occorre davvero sapersi mettere in discussione ed essere sempre disponibili a farlo.

Una sfida determinante per il Terzo Settore, in questo senso, è fare propria la mentalità imprenditoriale: se si vuole fare impresa sociale, è necessario evitare la totale dipendenza da grant e contributi a fondo perduto, bisogna avere il coraggio di mettersi sul mercato. Capisco che si tratti di un cambiamento radicale per alcune realtà che hanno sempre lavorato su altri presupposti, ma i tempi sono cambiati ed è necessario rinnovarsi sotto tanti aspetti, dall’approccio imprenditoriale al modo di comunicarsi. Anche l’arrivo dei nuovi, ingenti fondi europei richiede preparazione e competenze nuove: il cambiamento nel Terzo Settore è in atto, cominciamo anche noi a coglierne i primi segnali, ma non va sottovalutato e richiederà molto impegno nell’immediato futuro.

In questo senso, trovo interessante la proposta della Fondazione Cariverona, con cui collaboriamo: attraverso il Bando Innovazione Sociale viene sì offerto un grant per l’avvio delle progettualità selezionate, ma il contributo vale come trampolino di lancio per i primi due anni, nel corso dei quali i team seguono con noi un percorso orientato alla strutturazione dell’attività imprenditoriale.

Hai citato più volte la collaborazione di SocialFare con la Fondazione Cariverona: ci racconti qualcosa di più?

Si tratta di una collaborazione importante per SocialFare, che mi vede impegnata in prima persona dal 2020, e di cui sono felice e orgogliosa. Siamo partiti con il progetto FutureUp, pensato per iniziare a “preparare il terreno” e coinvolgere le comunità locali nelle province in cui la Fondazione opera: Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona

FutureUp! nasce come un percorso di capacity building – quindi finalizzato a portare consapevolezza, formazione e competenze – sui temi dell’Innovazione Sociale e per indagare la capacità di risposta dei cittadini e degli enti locali per rispondere ai bisogni sociali del territorio. La Fondazione Cariverona ha lanciato una call a cui hanno risposto 259 persone interessate. Di queste, 161 sono state selezionate e hanno partecipato alle Social Innovation Academy che abbiamo organizzato in ognuno dei territori coinvolti. Ciascuno è stato coinvolto in una scuola immersiva di cinque giornate e ha potuto lavorare con altri partecipanti ad un’idea progettuale. Al termine del percorso, 12 progetti (su 26) si sono presentati ad una giuria di esperti del mondo dell’Innovazione Sociale nel corso di un evento, il FutureUp! Opportunity Day, a Verona: 6 team hanno ricevuto un contributo di 4mila euro ciascuno per sviluppare la propria soluzione a impatto sociale.

Le aree di sfida più “gettonate” sono state la cura del territorio, i giovani e il benessere delle persone: su queste si è concentrato quindi il nuovo Bando Innovazione Sociale. Lanciato a fine 2021, il bando ha raccolto 44 candidature da parte di enti – in questo caso già costituiti – intenzionati a sviluppare una soluzione innovativa con un impatto positivo sul territorio di appartenenza. I 33 progetti selezionati stanno ora seguendo una prima fase di “academy”, nuovamente con gli esperti di SocialFare. La fase dura cinque settimane e prevede una formazione intensiva seguita da lavoro autonomo, quindi una revisione del piano di monitoraggio e valutazione dell’impatto sociale e del piano economico/finanziario con noi. A giugno gli enti partecipanti potranno candidarsi per accedere alla fase successiva: la Fondazione farà un’ulteriore scrematura selezionando i progetti che riceveranno un grant per avviare l’attività e che saranno seguiti da noi per due anni, verso lo sviluppo di un’attività imprenditoriale solida, sostenibile e capace di generare impatto sociale rilevante.

Siamo quindi solo all’inizio di questa sfidante avventura che ci sta portando in giro per l’Italia a conoscere persone e progetti  stimolanti e non vediamo l’ora di vederli crescere insieme a noi!

 

 

In alto: una delle illustrazioni realizzate da Lele Gastini nel corso del FutureUp! Opportunity Day

Al via a Torino, nel quartiere Vallette, il progetto “Riflessioni Circolari”

Un progetto nato per sensibilizzare su sostenibilità ambientale e inclusione sociale, partendo dalla trasformazione degli scarti tessili

 

Ideato dall’artista Sara Conforti, nota per la sua esplorazione delle complessità del tessuto sociale e di genere unitamente a tematiche politiche e ambientali, il progetto a cura dell’associazione culturale hòferlab si sviluppa da aprile a novembre 2022 con workshop, talk, laboratori, percorsi formativi, seminari, convegni e rassegne cinematografiche per un cambiamento sistemico e culturale della società. Avviato con il supporto degli esperti di SocialFare e sviluppato grazie ai contributi della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Città di Torino e della Circoscrizione 5, è di fatto unico in Italia per numero di attori, partner e destinatari coinvolti.

Orientare sistematicamente la società verso la cultura del riciclo e della sostenibilità ambientale. Riqualificare il contesto territoriale e culturale della periferia di una grande città come Torino attraverso azioni concrete e partecipative. Recuperare gli scarti del settore della moda per trasformarli in opere d’arte e di design da rivendere per generare valore economico da utilizzare per nuovi progetti nel sociale. E infine, riunire in un network allargato attori quali enti pubblici, associazioni culturali e imprese private per agevolare la nascita di un nuovo modello di welfare culturale e di comunità.

Sono gli obiettivi nobili e al tempo stesso ambiziosi che hanno dato vita al progetto “Riflessioni Circolari. Ricucire il territorio. Tra abito e habitus.”: si mette in risalto il gioco di parole tra il vestito cucito dal sarto e il termine latino usato per indicare il comportamento di un individuo o più genericamente un’attitudine, una tendenza, una consuetudine. Il progetto riesce infatti a coniugare arte, moda e produzione, didattica e cura, territorio, responsabilità sociale d’impresa ed economia circolare, al fine di creare una relazione sistemica tra cultura, arti, salute ed educazione.

Nasce da un’idea dell’artista poliedrica Sara Conforti, torinese classe 1973, fondatrice dell’associazione culturale hòferlab – al suo decimo anniversario – e da molti anni impegnata nello sviluppo di progettualità che promuovono la cultura della moda circolare e la connessione tra industria culturale e manifatturiera, oltre a progetti artistici  che coinvolgono donne in stato di fragilità e vittime di abusi, maltrattamenti e violenze. 

Il progetto Riflessioni Circolari cerca di fornire risposte concrete ad almeno 6 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU: salute e benessere (goal 3), istruzione di qualità (goal 4), parità di genere (goal 5), riduzione delle diseguaglianze (goal 10), utilizzo responsabile delle risorse (goal 12) e lotta contro il cambiamento climatico (goal 13).

ll concept prende forma nell’estate 2021, quando il team di Sara partecipa a TorinoProxima. Dall’immaginazione civica a all’impresa sociale, iniziativa della Fondazione Compagnia di San Paolo in collaborazione con SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale che offre ad un gruppo selezionato di progetti “di prossimità” l’opportunità di seguire un percorso di formazione e accompagnamento guidati da esperti di Innovazione Sociale. Il supporto economico da parte della stessa Compagnia di San Paolo, i contributi della Città di Torino (attraverso il progetto Vallette 2030), il contributo e patrocinio della Circoscrizione 5 e il cofinanziamento dell’Associazione Tessile e Salute, permettono quindi lo sviluppo e l’avvio dei lavori.

Un progetto unico in Italia anche per numero di attori e destinatari coinvolti. La rete di partner che l’artista è riuscita a tessere, e che hanno fortemente creduto nella sua mission, è davvero folta e di alto livello: Adecco, Associazione Telefono Rosa Piemonte Torino, Fragole Celesti. Comunità Doppia Diagnosi femminile per la cura di abusi, violenze e maltrattamenti, Fermata d’Autobus Onlus, Moleskine Foundation, Associazione Se non ora Quando, Torino Città per le Donne, A.I.C.A. Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale, Associazione Piemonte Movie, Par.co Denim, Berto E.G. Industria Tessile, Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione e Museo del Tessile di Chieri, M.E.T. Manifattura Etichette Tessute S.R.L, Officine Caos, Fennec – Scissors, Un sogno per tutti – Cooperativa Sociale, ​​A.S.D. Dynamica Vallette,  Nordic Walking e UGI – Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini ODV

Inoltre, attraverso la garante dei diritti delle persone private della libertà personale del comune di Torino, il progetto ha avviato un’interlocuzione per allargare l’offerta formativa anche alle donne detenute della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.

Il programma completo è disponibile su www.hoferlab.org
(Link diretto: http://www.hoferlab.org/hoferlab/riflessioni-circolari-vallette-2022.html

 

“L’obiettivo di Riflessioni Circolari è porre l’arte e l’immaginazione sociale al centro della trasformazione per costruire un’opera corale che porti il territorio a riscoprirsi. Sarà un intenso primo anno di sperimentazione per guardare insieme l’avvenire in un clima di rinnovata fiducia e per costruire un futuro più sostenibile. Una arricchente e immersiva esperienza nella progettazione per l’innovazione sociale. Un grazie di cuore al team di SocialFare con cui tutto ha avuto inizio!”

Sara Conforti, ideatrice del progetto Riflessioni Circolari

 

“Sempre di più arte, cultura, cura e territorio sviluppano modelli di circolarità che vanno oltre il puro prodotto o servizio, creando ecosistemi attivi e a impatto sociale positivo. Grazie all’iniziativa TorinoProxima, SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale ha supportato la nascita di Riflessioni Circolari attraverso un percorso di capacity building e di accelerazione imprenditoriale per generare prospettive di sostenibilità rilevanti per le persone e per la comunità territoriale”.

Laura Orestano, CEO di SocialFare

I SOGGETTI COINVOLTI

Riflessioni Circolari è un progetto di Sara Conforti a cura di Hòferlab ass. cult.
Realizzato con il contributo di: Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo.
Contributo e patrocinio di: Circoscrizione 5
Co-finanziato da Associazione Tessile e Salute
Accelerato da SocialFare nell’ambito del progetto TorinoProxima

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Procurement Sociale: una nuova alleanza fra imprese, PA e Terzo Settore come leva di sviluppo per le comunità

Cuneo, 27 ottobre 2021 – Come promuovere forme innovative di collaborazione fra enti pubblici, aziende profit e imprese a impatto sociale? Esistono esperienze virtuose a cui ispirarsi?

Nell’ambito di GrandUP! IMPACT, il programma promosso dalla Fondazione CRC in collaborazione con SocialFare che dal 2018 stimola e supporta la crescita dell’ecosistema di Innovazione Sociale del territorio della provincia Granda, il 27 ottobre 2021 un nuovo evento ha permesso di avviare un confronto sul tema del Procurement Sociale

Di cosa si tratta? “Il Procurement Sociale è una forma innovativa di collaborazione fra imprese pubblico/private e Terzo Settore fondata sull’acquisto di beni e servizi offerti da imprese che generano impatto sociale, al fine di sostenerne attivamente la crescita e lo sviluppo” – ha raccontato Laura Orestano, CEO di SocialFare, nel suo intervento introduttivo. “Ogni acquisto o fornitura ha un impatto economico, ambientale e sociale, che sia consapevole o meno” – ha proseguito – “quindi un’impresa, pubblica o privata, può decidere di agire intenzionalmente in questa direzione e di orientare le proprie scelte in modo da generare un impatto positivo sulla comunità”. 

Una ricerca condotta da Right Hub Milano e Isnet dice che nel 2016 il il 27,5% delle aziende italiane aveva già rapporti commerciali con imprese sociali, d’altra parte il 6% degli imprenditori non aveva mai sentito parlare di imprese sociali, mentre il 54% ne aveva solo una conoscenza superficiale. Fra le imprese intervistate, 9 su 10 si dichiaravano disponibili a valutare offerte di prodotti e servizi da cooperative sociali. L’indagine mostrava inoltre come gli imprenditori più interessati fossero quelli che avevano già qualche forma di conoscenza o rapporto con il Terzo Settore, a dimostrazione dell’importanza delle iniziative orientate a diffondere la conoscenza del fenomeno e la sperimentazione diretta.

La stessa ricerca è stata citata da Patrizia Mellano, Segretario Generale della Camera di Commercio di Cuneo, partner dell’evento, nel ricordare come i dati in merito al grado di conoscenza reciproca fra mondo delle imprese e Terzo Settore abbiano ispirato fin dal 2018 la progettazione delle azioni GrandUP! con l’obiettivo di promuovere attivamente opportunità di dialogo e confronto fra i diversi soggetti che incidono sullo sviluppo sociale ed economico del territorio

Enrico Collidà, Consigliere di Amministrazione della Fondazione CRC, ha ribadito la soddisfazione per le iniziative che da 3 anni ci vedono impegnati nei tre filoni di attività di GrandUP! (imprese, scuole e comunità) e confermato l’impegno e la visione per il futuro del progetto attraverso la programmazione GrandUP! IMPACT 2021-23, già presentata al pubblico lo scorso giugno e avviata a partire da settembre attraverso la Impact Mountain School ed i percorsi Next Generation EU e Magister.

“In questi mesi abbiamo sondato il territorio e dialogato con la rete GrandUP! alla ricerca di casi virtuosi. La nostra impressione è che il Procurement Sociale sia un fenomeno più diffuso di quanto possiamo immaginare o rilevare formalmente – ha dichiarato Silvia Bergamo a nome del team di SocialFare che ha curato la progettazione dell’evento – perché molte esperienze nascono su iniziativa personale, da parte di imprenditori, funzionari, policy makers che scelgono di interpretare il proprio come un ruolo di servizio alla comunità ad ampio spettro. In molti casi queste attività non vengono promosse esternamente, anche a dimostrazione della genuinità di intenti, d’altra parte la condivisione delle buone prassi potrebbe essere una preziosa fonte di ispirazione per molti. Da qui nasce l’idea di questo evento, che vuole offrire una prima opportunità di confronto, spunto e conoscenza reciproca fra imprese a impatto sociale, enti pubblici e imprese private potenzialmente interessate ad attivare percorsi di collaborazione.”

Sono intervenuti nel corso dell’evento:

  • Michele Pianetta, Vicepresidente di ANCI Piemonte e Vicesindaco di Villanova di Mondovì, che ha esposto il punto di vista dell’ente pubblico e la necessità di coordinare e promuovere iniziative di collaborazione fra enti così come di conoscenza e individuazione di un linguaggio comune fra PA e Terzo Settore

  • Enrico Giraudo, Resp. Area Progetti e Qualità del Consorzio Monviso Solidale, che ha condiviso l’esperienza ed i criteri di assegnazione di servizi da parte del consorzio – che opera per un raggruppamento di comuni del Cuneese – portando anche un esempio di buona collaborazione fra ente pubblico ed una cooperativa sociale

  • Andrea Battaglia, Amministratore Delegato di Silvateam spa, che ha raccontato l’esperienza ormai consolidata di affidamento di un servizio ad una cooperativa sociale da parte di uno stabilimento del gruppo industriale che rappresenta

  • Cristian Dalbesio, Presidente della coop. soc. Il laboratorio di Dronero, che ha raccontato come la collaborazione continuativa con una decina di aziende private abbia impattato positivamente sulla continuità aziendale della cooperativa, garantendo futuro e stabilità ai suoi percorsi di inserimento lavorativo e inclusione

  • Enrico Reggio, founder dell’Ufficio Fair Trade Procurement di Altromercato, che ha condiviso l’esperienza ventennale di lavoro al fianco degli enti pubblici di tutta Italia nella realizzazione di gare d’appalto orientate alla scelta di prodotti da filiere sostenibili e ad impatto sociale in particolare nelle mense scolastiche.

 

L’evento si è concluso con la Fiera delle Opportunità Impact, nel corso della quale 15 cooperative, imprese sociali ed enti del Terzo Settore del territorio hanno presentato la propria offerta di beni e servizi ad impatto sociale alle imprese pubbliche e private presenti. Hanno allestito a questo scopo un “infopoint”: IL RAMO scs, I Tesori della Terra coop. soc. agricola, Il Laboratorio scs, Borgata Paraloup impresa sociale, Humus startup innovativa a vocazione sociale, cooperativa In Volo, associazione Insieme per… ODV, Esseoesse.net Onlus, Fondazione Noialtri Onlus, Cooperativa Sociale Fiordaliso, Le Fontane scs Onlus, San Paolo scs Onlus, Progetto Emmaus coop., ACLI Sede Provinciale di Cuneo aps, Armonia Work scsarl.

 

 

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3 progetti sociali premiati a Mirafiori Sud

Valdocco, Fa.Con.Me e La Locanda

| Progetti sociali per Mirafiori Sud |

Si è conclusa la seconda fase di Co-Progettazione 2019/2020, iniziativa promossa dalla Fondazione Mirafiori per supportare progettualità a impatto sociale con ricaduta sul territorio di Mirafiori Sud a Torino. Al termine del percorso di pre-accelerazione – realizzato con la partnership tecnica di SocialFare – la cooperativa Animazione Valdocco e le associazioni Fa.Con.Me e La Locanda sono state premiate, ottenendo finanziamenti necessari alla implementazione dei rispettivi progetti.

 

Torino, 22 luglio 2019 – Torino innova, non soltanto nel centro città. Con l’iniziativa “Co-Progettazione 2019/2020“, Fondazione Mirafiori ha voluto stimolare, supportare e promuovere progettualità a impatto sociale che potessero portare innovazione e ricadute positive sul territorio di Mirafiori Sud, vasto quartiere nella periferia torinese.

All’interno dell’iniziativa sono stati 6 i team che hanno partecipato al programma di pre-accelerazione realizzato da SocialFare, partner tecnico della Fondazione. Un percorso di 5 moduli tematici strutturati in sessioni teoriche e workshop pratici, sviluppati con l’obiettivo di validare le idee progettuali di ciascun team e di elaborare i rispettivi modelli di business.

Al termine del percorso di accompagnamento la giuria di esperti ha deciso di premiare i progetti amMira (coop. Animazione Valdocco), Con.Te.Sto (ass. Fa.Con.Me) e Ci vuole un fisico BES..tiale (ass. La Locanda), garantendo un sostegno economico erogato dalla Fondazione Mirafiori e finalizzato all’implementazione delle iniziative entro il biennio 2019-2020.

Di seguito i progetti partecipanti:

amMIRA (Cooperativa “Animazione Valdocco”)

amMIRA vuole essere la prima cooperativa di comunità di Mirafiori Sud in grado di offrire sia opportunità lavorative per giovani e inoccupati del territorio, sia un presidio sociale e servizi di vario genere agli abitanti del quartiere.

ConTeSto (Associazione “Fa.Con.Me”)

ConTeSto è un servizio accessibile e specifico per il sostegno familiare e individuale, creato per accogliere le domande sempre più numerose di famiglie o individui che vivono situazioni di difficoltà – emotive, relazionali, di separazione, di cambiamento, di apprendimento e scolastiche.

Ci vuole un fisico BES..tiale (Associazione “La Locanda”)

La associazione “La Locanda” vuole offrire canali di valutazione BES/DSA che rispondano rapidamente ai bisogni delle famiglie, affiancando percorsi personalizzati per ragazzi BES/DSA e promuovendo la diffusione di saperi e metodologie sulla materia.

MiraBike (team informale “IperUrbana”)

Il progetto MiraBike nasce con l’obiettivo di valorizzare la rete ciclabile del quartiere, promuovere l’utilizzo attivo della bicicletta, e sensibilizzare la cittadinanza sul tema della sostenibilità ambientale e del trasporto sostenibile.

MiraShare (Cooperativa “Solidarietà”)

MiraShare è un modello di condivisione multi-servizio che connette nuclei condominiali con necessità simili, offrendo assistenza domiciliare, attività educative e servizi aggiuntivi attivabili su richiesta.

Alloggiami

Alloggiami è una associazione che gestisce uno student housing pensato per inserire studenti internazionali provenienti da India, Cina e paesi esteri nella comunità locale.

 

A partire da Settembre 2019, i team vincitori avvieranno la realizzazione dei propri progetti grazie ai finanziamenti erogati da Fondazione Mirafiori.

 

 

Una forte alleanza per SocialFare

I Giuseppini del Murialdo, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Denegri Social Venture insieme per far crescere SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale

Leggi la notizia sulle principali testate giornalistiche

 

Torino, giugno 2019 – È ufficiale: La Compagnia di San Paolo e la Fondazione Denegri Social Venture entrano nel capitale di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, nato a Torino nel 2013.

I due investitori si sono trovati concordi nel sostenere lo sviluppo di SocialFare che vede un forte focus sull’accelerazione di conoscenza e di imprenditorialità a impatto sociale.

Grazie all’apporto finanziario e di competenze della Compagnia di San Paolo e della Fondazione Denegri, SocialFare potrà scalare soluzioni innovative alle più pressanti sfide sociali, sviluppare ricerca e sperimentazione di public-private partnership, accelerare capacity building per l’impatto sociale e impact startup.

L’intero ecosistema SocialFare potrà crescere a livello nazionale e internazionale rinforzando Torino come città di riferimento per l’innovazione sociale e l’impact investing.

 

“La Congregazione dei Giuseppini del Murialdo ha voluto fondare SocialFare, con la visione di valore del progetto Rinascimenti Sociali – luogo e rete di convergenza di Innovazione Sociale, nonché sede operativa di SocialFare, nel cuore di Torino – allo scopo di dare risposte concrete alle sfide sociali che la crisi dell’economia e dell’occupazione giovanile hanno fatto emergere in maniera drammatica e per molti aspetti inedita – racconta Don Danilo Magni in rappresentanza della Congregazione dei Giuseppini del Murialdo. –  Con SocialFare i “Murialdini” hanno inteso ed intendono attualizzare, con l’approccio dell’innovazione Sociale, la propria missione a favore dei giovani in differenti contesti, con particolare attenzione all’educazione, al lavoro e alla valorizzazione delle comunità. Se ad occhi meno attenti appare più immediatamente visibile il ruolo di SocialFare come incubatore certificato per l’accelerazione di startup ad impatto sociale, il lavoro più profondo e con maggiori ricadute è rappresentato dal Centro nella sua veste di “incubatore di conoscenza”. In questo quadro, gli apporti di know-how imprenditoriale e di capacità finanziaria dei nuovi soci Compagnia di San Paolo e Fondazione Denegri Social Venture, accanto all’approccio educativo della Congregazione, non potranno che dare un’importante ed ulteriore spinta all’identità ed alla missione di SocialFare e di Rinascimenti Sociali”.

 

“La Compagnia di San Paolo è andata costruendo negli anni una filiera integrata nel campo dell’impresa sociale sostenibile – ha dichiarato Alberto Anfossi, Segretario Generale della Compagnia di San Paolo – sostenendo da Nesta Italia a Open Incet, da Impact Hub alla convenzione triennale a favore di Torino Social Impact, recentemente firmata con la Camera di Commercio di Torino (che ha consentito a un’iniziativa partecipata da oltre cinquanta soggetti di assumere tratti più maturi, professionistici e operativi di servizio al sistema locale come pure di promozione nazionale e internazionale del medesimo).

Il nostro modello prevede in primo luogo un impiego di strumenti erogativi e di investimento, come pure un’azione di leva di sistema rispetto alla formazione dell’eco-sistema torinese e piemontese. L’obiettivo della Compagnia di San Paolo è costruire una filiera dell’innovazione sociale che, a partire dalle attività di accelerazione di conoscenza e accelerazione d’impresa, porti le organizzazioni a impatto sociale a raggiungere la sostenibilità e in taluni casi a diventare attraenti per capitali privati.

L’investimento in SocialFare della Compagnia si inquadra all’interno di questa filiera accanto agli interventi quali il bando Seed e agli investimenti già fatti in SocialFare Seed e nel fondo di Oltre Venture.

La nostra Fondazione negli anni passati ha sostenuto SocialFare fornendo uno startup grant; la crescita e i primi positivi risultati del modello hanno dapprima portato la Compagnia, accanto ad importanti investitori, a capitalizzare con €1,6 mln un veicolo per dare seed equity alle startup accelerate (SocialFare Seed srl) e poi a far maturare l’ipotesi di acquisire, in collaborazione con Fondazione Denegri Social Venture, il controllo di SocialFare.

Obiettivo dell’acquisizione da parte della Compagnia è passare da una logica di sostegno erogativo a una di investimento di capitale condiviso con importanti attori finanziari per sostenere la crescita dell’acceleratore sociale in una logica di professionalità e di apertura al mercato”.

 

“Riteniamo il nostro ingresso nel capitale sociale di SocialFare un risultato significativo e coerente per la neonata Fondazione Denegri Social Venture – afferma Corrado Ferretti, Vicepresidente della Fondazione – il cui operato è distante dalla mera erogazione ma si centra su un’operatività che coniuga capacità imprenditoriali con iniziative in grado di trasformare concretamente la società. Non a caso tale sinergia nasce a Torino, città da anni promotrice di una profonda trasformazione nel modo di fare impresa ed in grado di orientare gli investimenti alla missione di impatto sociale. Il grande obiettivo – prosegue Ferretti – è rendere SocialFare un punto di riferimento a livello europeo, traguardo che si può raggiungere solo unendo competenze imprenditoriali, capitale finanziario, e reti di opportunità di tutti i soggetti coinvolti.

 

Laura Orestano, AD SocialFare, ha espresso la soddisfazione di tutta la squadra SocialFare – che si caratterizza per una forte componente femminile e under 35  – e dei tanti partner convenuti in Rinascimenti Sociali, “auspicando che questo rinnovato assetto possa costituire la linea di partenza per un modello di convergenza sociale e finanziaria essenziale per accelerare know-how e soluzioni innovative in termini di modelli, servizi e prodotti rilevanti per la società. Approccio questo necessario, a livello locale e nazionale, anche per una nuova politica di sviluppo che ponga al centro le persone, i territori e le comunità con il loro sapere esperto e il loro potenziale imprenditoriale e di innovazione sostenibile.”  

A2A premia Mercato Circolare e Accademia dello Spettacolo

La giuria di esperti premia il Mercato Circolare e l’Accademia dello Spettacolo

I progetti Mercato Circolare e Musicanti di Brema (Accademia dello Spettacolo) vengono premiati dalla giuria di CreiAMO Piemonte, iniziativa promossa da A2A a sostegno di progetti imprenditoriali con focus sulla sensibilizzazione alla sostenibilità. I vincitori avranno accesso ad un finanziamento complessivo di € 50.000 e ad un percorso di light-incubation curato da SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale.

 

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Chivasso (TO), 6 luglio 2019 –  Durante l’evento pubblico del 4 Luglio presso la centrale di Chivasso, A2A ha voluto presentare il proprio bilancio sociale, raccontando gli obiettivi raggiunti nell’anno e quelli da realizzare nell’immediato futuro.

Nel corso dell’evento, inoltre, i 5 team finalisti della call CreiAMO Piemonte hanno avuto l’opportunità di raccontare i propri progetti davanti alla giuria composta da membri di A2A, SCS Consulting, Avventura Urbana e SocialFare. Al termine del processo di valutazione, che ha visto analizzate la validità dell’idea progettuale, la sostenibilità economica, la composizione del team e le possibili ricadute sul territorio, sono stati premiati i progetti Mercato Circolare e Musicanti di Brema (Accademia dello Spettacolo), ai quali verrà garantito un sostegno economico da parte di A2A e un percorso di accompagnamento realizzato dal team di SocialFare a partire da Settembre 2019.

I progetti finalisti che si sono presentati alla giuria:

Mercato Circolare (www.mercatocircolare.it

Mercato Circolare intende portare l’economia circolare all’interno delle scuole elementari, medie e superiori, attraverso la realizzazione di due workshop: per i più piccoli, la rivisitazione de ‘’Il Piccolo Principe’’ secondo i principi dell’economia circolare; per i più grandi, l’esplorazione dell’economia circolare utilizzando l’app Mercato Circolare e l’attivazione di percorsi di serious game.

Musicanti di Brema (www.accademiadellospettacolo.it)

Accademia dello Spettacolo vuole creare e produrre un musical, intitolato «Musicanti di Brema», che reinterpreti in chiave moderna il romanzo «La Fattoria degli Animali» concentrandosi sul tema della sostenibilità energetica ed ambientale.

Evoluzione (www.achabgroup.it)

Achab intende creare un nuovo settore “cultura” all’interno del proprio portfolio, integrando teatro e comunicazione ambientale attraverso la prima produzione “Evoluzione. Riflessioni postume di un Australopiteco”, un monologo che affronta il tema del rapporto tra uomo e ambiente visto da una prospettiva evolutiva.

Digby Studio

Digby Studio si propone di allestire e gestire un laboratorio didattico mobile di fabbricazione digitale 4.0 (es. stampa 3D, taglio laser, etc.) per raggiungere piccoli centri del Piemonte, educando giovani e adulti al riutilizzo (soprattutto di propri abiti) e alla conoscenza di tecnologie digitali 4.0.

E-coScienze

Il progetto E-coScienze vuole realizzare un documentario che approfondisca la situazione energetica in Piemonte e realizzare percorsi scolastici che, attraverso un gioco digitale e tavoli di lavoro, favoriscano il dibattito in classe e il connubio tra momenti informativi ed altri pratico-operativi.

 

Fonte immagine: La Sentinella del Canavese

SocialFare lancia Foundamenta#8 e Design Your Impact #2

Accelera con SocialFare!

Fai crescere con noi la tua soluzione innovativa a impatto sociale

 

SocialFare lancia 2 call e 2 programmi per la generazione di imprenditorialità impact:

Design Your Impact #2 Acceleration for innovation project for climate actionaccelerazione di impresa FOUNDAMENTA#8 Acceleration for social impact startups

Deadline candidature: 23/06/2019 e 02/06/2019 | socialfare.org/acceleraconnoi

Torino, 1 aprile 2019 – SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale lancia 2 call e 2 programmi per l’accelerazione di conoscenza e di imprenditorialità a impatto sociale, secondo un modello sistemico unico in Italia per impact generation:

  • call Design Your Impact #2 Acceleration of Innovation Projects for Climate Action
    Un programma di accelerazione di conoscenza e competenze pratiche di innovazione sociale rivolto a team con una soluzione innovativa in risposta alle pressanti sfide contemporanee legate ai cambiamenti climatici.
    Il percorso di 10 giornate full-time (settembre/novembre 2019) prevede l’accompagnamento dei team selezionati nelle fasi determinanti per trasformare il progetto in impresa.

Deadline: 23.06.2019 – Info e candidature: www.socialfare.org/designyourimpact

  • call FOUNDAMENTA#8 Acceleration for Social Impact Startups
    Giunge alla sua 8° edizione il programma di accelerazione imprenditoriale di SocialFare rivolto a startup e imprese pronte ad attrarre investimenti e a scalare. Le startup in accelerazione possono beneficiare di un seed fund fino a 100k€ cash erogato da SocialFare Seed, il veicolo di investimento privato che supporta le imprese accelerate con FOUNDAMENTA.

Deadline: 02.06.2019 – Info e candidature: www.socialfare.org/foundamenta

 

Call DESIGN YOUR IMPACT #2
Acceleration of Innovation Projects for Climate Action

Un percorso di accelerazione di conoscenza e accompagnamento per team, cooperative, associazioni, imprese sociali con una soluzione innovativa in risposta alle pressanti sfide contemporanee in merito al cambiamento climatico.
• 5 moduli tematici teorico/pratici (10 giornate full-time) nel periodo settembre/novembre 2019 a Torino
• Acceleration Team dedicato
• Opportunity Day con possibilità di confronto con il nostro network di professionisti
• Cash Wallet & Follow on* per i migliori team
• Desk gratuito in Rinascimenti Sociali, hub e rete dedicati all’innovazione sociale nel cuore di Torino

(*) In occasione dell’Opportunity Day che chiuderà il programma, una commissione di esperti potrà decidere di assegnare un budget (cash wallet) fino a 2mila € ad alcuni team per la realizzazione di azioni concordate, nonché di offrire ai migliori progetti la possibilità di accedere direttamente al Selection Day di FOUNDAMENTA#9. In questo caso è previsto un periodo di follow on per accompagnare i team nella preparazione del pitch per il Selection Day.

 

Call FOUNDAMENTA#8
Acceleration for Social Impact Startups

Un percorso di accelerazione di impresa per startup con prototipo testato o prodotto sul mercato e imprese che si distinguano per l’offerta di un prodotto/servizio altamente innovativo, pronte ad attrarre investimenti e allo scale-up.
• 4 mesi di accelerazione residenziale full-time
• Seed fund fino a 100K€ cash per ogni impresa/startup selezionata in cambio di equity fino al 15% (di cui fino al 35%, in funzione dell’investimento, da corrispondere a SocialFare per i servizi di accelerazione)
• Acceleration Team dedicato, mentor e advisor di eccellenza
• Approccio Social Impact Acceleration sviluppato da SocialFare
• Accesso al network di 50+ social impact investor
• Desk gratuito in Rinascimenti Sociali, hub e rete dedicati all’innovazione sociale nel cuore di Torino

Il programma si conclude con il Social Impact Investor Day e l’opportunità di presentarsi davanti ad un prestigioso panel di enti privati, business angel, private investor e family office fra cui gli impact investor del veicolo SocialFare Seed: Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC, Finde S.p.A. e Fondazione Magnetto.

 

IL NOSTRO MODELLO SISTEMICO DI ACCELERAZIONE
La nostra proposta, innovativa e unica in Italia, nasce grazie all’expertise maturata dai team SocialFare – insieme al network di professionisti di eccellenza che collaborano con noi – su più livelli.
Lo Startup Acceleration Team di SocialFare vanta al suo attivo 7 programmi di accelerazione d’impresa, con 44 startup selezionate fra oltre 700 candidature ricevute attraverso le call FOUNDAMENTA.
3 milioni di euro il funding raccolto complessivamente dalle startup accelerate, con risultati in crescendo nell’ultimo anno con i round di finanziamento chiusi in particolare da Synapta – ContrattiPubblici.org e Wher (si veda la rassegna stampa: www.socialfare.org/rassegnastampa).

 

Design Your Impact è un percorso di accelerazione di conoscenza ideato e testato da SocialFare dal 2017 – con le prime sperimentazioni sui territori di Torino e di Cuneo – al fine di condividere e mettere a sistema le competenze acquisite includendo nella proposta di accelerazione una fascia più ampia di soggetti impegnati in progettualità innovative a impatto sociale: non solo startup e imprese pronte allo scalup, ma anche business idea e realtà progettuali ad uno stadio diverso nel percorso di creazione
di impresa ad impatto sociale.
La 1° edizione di “Accelera con SocialFare”, lanciata nell’ottobre 2018 con le 2 call Design Your Impact #1 e FOUNDAMENTA#7, si è chiusa il 6 gennaio 2019 con 230 candidature provenienti da tutto il mondo. I team selezionati, rispettivamente 6 progetti per Design Your Impact #1 e 4 startup per FOUNDAMENTA#7, sono accolti il 1° aprile 2019 in Rinascimenti Sociali a Torino con uno speciale Welcome Day che segna l’avvio dei due programmi di accelerazione.

 

 

Gli studenti di ESCP Europe diventano consulenti per le nostre startup

Leggi anche:

Il Sole24Ore | Gli studenti dell’ESCP Europe diventano (…)
StartupItalia | Gli studenti dell’ESCP Europe diventano (…)
TorinOggi | Gli studenti della business school al fianco delle startup (…)

 

Gli studenti di ESCP Europe diventano consulenti per le start-up

 

Prende il via la terza edizione dei Collective Project: venti team di allievi della Business School lavoreranno fianco a fianco con le imprese selezionate da SocialFare, BTREES e Réseau Entreprendre Piemonte

 

 

Torino, 15 novembre 2018 Imparare ad analizzare i trend di mercato e confrontare i competitor, pianificare campagne di comunicazione e marketing, studiare un prodotto per migliorarne la performance e misurare i risultati: sono solo alcune delle attività che coinvolgeranno gli studenti del programma Bachelor in Management (BSc) della business school ESCP Europe che per cinque mesi lavoreranno come giovani consulenti aziendali fianco a fianco con alcune delle più innovative start-up torinesi. Prende il via la terza edizione dei Collective Project, quest’anno sviluppati in collaborazione con SocialFare, il primo centro italiano interamente dedicato all’innovazione sociale, la media Agency BTREES e la rete di imprenditori Réseau Entreprendre Piemonte.

 

“Learning by doing”, la convinzione che solo la pratica possa davvero rafforzare la conoscenza, è da sempre uno dei metodi d’insegnamento cardine della Business School nata nel 1819, tra le più prestigiose a livello mondiale, e i Collective Project rappresentano un’opportunità per gli studenti di entrare in contatto con realtà imprenditoriali giovani e dinamiche. Al tempo stesso il progetto costituisce per le start-up l’occasione di cogliere intuizioni che possono provenire da giovani in grado di sperimentare nuove soluzioni di business e favorire la loro scalabilità sul mercato.

 

Dalla biomedica al socialeating, dall’energia elettrica ai droni, dalle capsule del caffè ecosostenibili alle piattaforme di job sharing, le aziende coinvolte dai tre partner operano nei settori economici più vari. Venti team lavoreranno a stretto contatto con le 19 start-up selezionate da SocialFare, BTREES e Réseau Entreprendre Piemonte con l’obiettivo di unire formazione manageriale e sviluppo di imprenditorialità. Gli studenti, dotati di strumenti condivisi di Project Management e soggetti a serrate verifiche dell’avanzamento del lavoro per aumentare la loro professionalità, potranno condividere esperienze costruttive e di crescita personale, acquisendo al tempo stesso abilità pratiche, manageriali e di leadership. Dei 118 studenti del Bachelor in Management che partecipano, ben l’82% proviene da 33 Paesi stranieri (Algeria, Austria, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Croazia, Ecuador, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giappone, India, Iraq, Kosovo, Lettonia, Lussemburgo, Marocco, Norvegia, Polonia, Perù, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Spagna, Svezia, Ucraina, Ungheria, Uruguay, USA, Vietnam) e l’età media dei partecipanti è compresa tra i 19 e i 20 anni. Al termine dell’esperienza formativa, che contribuisce alla valutazione accademica, saranno chiamati a presentare il progetto sviluppato.

 

«Il Campus di Torino è fortemente orientato all’imprenditorialità ed ha una fitta rete di rapporti con il mondo delle imprese. I Collective Project sono un’occasione ulteriore per la nostra business school di fare rete con le realtà imprenditoriali emergenti ed innovative del territorio dichiara il Prof. Francesco Rattalino, Direttore di ESCP Europe Torino Campus . Già nelle precedenti edizioni l’affiancamento di team di studenti internazionali alle start-up aderenti si è dimostrato un’eccellente palestra formativa, offrendo loro l’opportunità di sviluppare nuove competenze e di mettere in pratica quanto appreso in aula».

 

SocialFare seguirà lo sviluppo dei progetti di EcoStalla e Humus, mentre BTREES quelli di Acus, Dynameet e Interlinea. Réseau Entreprendre Piemonte coordinerà invece i lavori delle aziende senior Aizoon, Graziadio, Metroconsult e WellCom e delle startup Biotechware, Gnammo, Goolbook, Immodrone, I-see, Orangogo, Tredivino, Vinnoxygen e Waycap.

 

«La partnership tra ESCP Europe e SocialFare continua e cresce – commenta Laura Orestano, CEO di SocialFare : le start-up a impatto sociale accelerate da SocialFare diventano non solo stimolo al coinvolgimento progettuale per gli studenti del Bachelor ma anche evidenza del crescente interesse da parte loro verso i temi impact. ESCP Europe e SocialFare sono chiamati quindi ad interrogarsi su come rispondere insieme ad una domanda di conoscenza che è sempre più attenta alla sostenibilità sociale come risultato di nuovi modelli di business che integrino il valore sociale come elemento fondamentale della catena del valore di qualsiasi azione imprenditoriale e organizzativa».

 

«Come Agenzia di Comunicazione intendiamo collaborare alla crescita dell’ecosistema dell’innovazione del Piemonte e non solo continua Lorenzo D’Amelio, Innovation Strategist di BTREES . Rinnovare la nostra partecipazione all’iniziativa al 3° anno di attività con ESCP Europe, Social Fare e Réseau Entreprendre ci onora ed ha per noi un doppio significato: dare l’opportunità agli studenti di sperimentare le proprie competenze – nell’ambito delle ricerche di mercato, analisi di comunicazione e non solo – praticamente e direttamente con le PMI per cui lavoriamo ed al contempo portare un valore aggiunto alle imprese da noi supportate. Abbiamo il piacere quest’anno di coinvolgere nel progetto le seguenti aziende: Dynameet, Acus Idea, Interlinea».

 

«Siamo davvero felici di essere stati coinvolti nell’ESCP Europe Collective Project – afferma Giovanni Radis, Presidente di Réseau Entreprendre Piemonte –. Il motto di Réseau Entreprendre è “Per creare nuovi posti di lavoro creiamo imprenditori” e proprio in tal senso coltiviamo i giovani talenti mettendo a loro disposizione, per crescere, l’esperienza di imprenditori senior. Speriamo vivamente di far vivere ai team di studenti ESCP Europe l’opportunità di immergersi nelle aziende nostre associate e nelle start-up, in quanto siamo convinti dell’importanza del binomio Università/Impresa».

 

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ESCP Europe (www.escpeurope.eu)

Nata a Parigi nel 1819 come prima Business School del mondo, ESCP Europe è fra le più rinomate a livello internazionale e sempre ai primi posti nei ranking delle Business School. Con sei sedi in Europa – a Berlino, Londra, Madrid, Parigi, Torino e Varsavia – prepara ad una carriera internazionale nel management. A livello aggregato europeo, accoglie ogni anno circa 5.000 studenti e 5.000 manager, provenienti da 100 diversi Paesi, per un portfolio completo di programmi in General Management e Master specialistici. La rete degli ex allievi annovera 55.000 membri di 200 diverse nazionalità ed è attiva in 150 Paesi. Dal 2004 è presente a Torino, grazie al supporto della Chambre de Commerce et d’Industrie de Paris, della Camera di Commercio di Torino, dell’Università degli Studi di Torino, del Politecnico di Torino e di numerose aziende partner.

 

SOCIALFARE (socialfare.org)

SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale è il primo centro italiano interamente dedicato all’innovazione sociale: attraverso la ricerca, l’engagement, il capacity building e il co-design sviluppiamo soluzioni innovative alle pressanti sfide sociali contemporanee, generando nuova economia. Crediamo che il valore sociale possa generare valore economico e convergenza per innovare prodotti, servizi e modelli. Con un’ampia rete di partner nazionali ed internazionali acceleriamo conoscenza ed imprenditorialità a impatto sociale attraverso il design sistemico, il design thinking, le tecnologie abilitanti, mentoring, networking e impact investing per la scalabilità.

 

BTREES (www.btrees.social)

Btrees è una New Media Agency con sede a Biella, Novara e Torino. Composta da 15 persone e specializzata nella comunicazione sui Social Media, è stata incubata dal SELLALAB e mantiene un forte legame con le realtà innovative del territorio piemontese.

 

RÉSEAU ENTREPRENDRE PIEMONTE (www.reseau-entreprendre.org)

Réseau Entreprendre Piemonte è costituita da imprenditori senior di provata esperienza, operanti in diversi settori merceologici, che affiancano e aiutano in modo pratico, chi abbia un’idea di impresa innovativa, tradizionale o a vocazione sociale. L’obiettivo è la costruzione del “successo delle idee” fino a farle diventare attività reali e funzionanti, generatrici di nuovi posti di lavoro. Réseau Entreprendre è presente in dieci paesi Francia compresa (Italia, Marocco, Tunisia, Belgio, Svizzera, Spagna, Cile, Portogallo e Senegal). L’Italia, nel 2010, è stato il primo paese non francofono in cui è approdata Réseau Entreprendre. La sede è in Piemonte, regione che da sempre si rapporta in modo costante e continuativo con la Francia.