Aumento di capitale per SocialFare e SocialFare Seed

Torino, maggio 2022 3,5 milioni di euro per supportare le startup a impatto sociale: SocialFare Seed, il veicolo di investimento di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, ha recentemente ricevuto un’iniezione di capitale dai suoi soci (Gruppo Finde S.p.A., Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo). L’operazione segue di pochi mesi la ricapitalizzazione anche di SocialFare impresa sociale per lo sviluppo delle sue attività a supporto dell’ecosistema dell’Innovazione Sociale a Torino e in tutta Italia.

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Imprese e startup a forte impatto sociale avranno ora a disposizione più risorse, non solo economiche, grazie all’aumento di capitale ad opera dei suoi partner fondatori che porterà a 3,5 milioni di euro SocialFare Seed, fondo di impact investing e veicolo di SocialFare, il primo Centro per l’Innovazione Sociale in Italia e acceleratore di startup certificato dal Mise.

SocialFare Seed, fondata a Torino nel 2017 e costituita da Fondazione Compagnia di San Paolo, Finde S.p.A. e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, è il primo seed fund italiano, un esempio unico e particolarmente innovativo in grado di investire fino a 500 mila euro all’anno nelle imprese e startup a impatto sociale selezionate tramite i programmi di accelerazione Foundamenta di SocialFare (fino a 100 mila euro in cash per ciascuna a partire dall’inizio del programma) e supportate da un ampio network di contatti, sinergie e opportunità nazionali e internazionali. Dalla sua nascita SocialFare Seed ha già investito 1,5 milioni di euro in 20 startup. Le edizioni del programma Foundamenta realizzate dal 2016 al 2022 sono 13, per un totale di 86 startup accelerate che nel loro complesso hanno raccolto ad oggi un totale di oltre 19 milioni di euro grazie alla rete di impact investor di SocialFare. 

L’aumento di capitale per SocialFare Seed segue di pochi mesi la ricapitalizzazione anche di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, di 1 milione di euro da parte dei soci Finde S.p.A. e Fondazione Compagnia di San Paolo, e rientra in un’operazione più ampia di boost di tutto l’ecosistema SocialFare, che si concretizza in un piano di sviluppo su più asset, tra cui: il rafforzamento del team, che passerà da 12 a 20 risorse, di cui l’80% di genere femminile, con l’introduzione di nuovi profili professionali come il Deputy Operation Officer e il Deputy Business Officer, oltre agli esperti in impact design e innovazione sociale e agli account con formazione ed esperienza in area business, finanza, comunicazione; la ristrutturazione della sede, in corso in queste settimane per riqualificare e valorizzare gli spazi di “Rinascimenti Sociali” in via Maria Vittoria 38 a Torino che ospitano gli eventi e le iniziative di SocialFare e altre realtà dell’ecosistema dell’innovazione sociale torinese; espansione del business e del network, rappresentato anche dal recente ingresso nel network globale EBN European Business and Innovation Centre Network, e dalla partecipazione – frutto di una selezione ad opera dell’European Innovation Council and SMEs Executive Agency (EISMEA) – alla SME Assembly 2022 che si terrà a Praga a fine novembre, il più importante e significativo evento annuale rivolto alle Piccole e Medie Imprese europee che registra ogni anno oltre 500 partecipanti in presenza e molti altri online. 

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Planet Foundamentals: rispondiamo alle domande più frequenti

La nuova call per startup a impatto sociale è aperta! In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti che ci sono state chieste:

  • a cosa serve il programma di accelerazione by SocialFare?
  • quali startup innovative possono candidarsi?
  • quali sono i criteri di selezione delle startup?
  • quanto costa partecipare? Ricevo un finanziamento?

→ A cosa serve il programma di accelerazione by SocialFare?

Grazie al programma di accelerazione le impact startup selezionate hanno la possibilità di crescere in un tempo molto breve, di raggiungere metriche significative e di sviluppare maturità di team e di prodotto, elementi indispensabili per raccogliere altro capitale alla fine del programma.

Al termine del programma Planet Foundamentals, infatti, i team accelerati sono investment ready, vale a dire pronti a presentarsi agli investitori e a ricevere nuovi capitali.

Cosa offre il programma

  • Moduli online e offline con il nostro team multidisciplinare (Design, Business, Finanza)
  • Product/service design, Business modeling, Impact assessment, Networking for Scalability, Investment readiness
  • Talk/sessioni con i founder di startup di successo 
  • Accesso alla nostra rete di mentor e advisor
  • Investimento seed fund fino a 100k€ cash a partire dall’inizio del programma
  • Supporto investment readiness e nostro network di 50+ impact investor

Il programma si conclude con il Social Impact Investor Day e l’opportunità di presentarsi ad un prestigioso panel di enti privati, business angel, private investor e family office.

Scopri chi sono i mentor e advisor di SocialFare.

→ Quali startup innovative possono candidarsi?

Siamo particolarmente interessati a progetti imprenditoriali che portano soluzioni innovative in risposta a esigenze sociali rilevanti, siano esse soluzioni di prodotto, servizio, modello. 

Selezioniamo imprese early stage che:

  • siano ambiziose e disposte a crescere rapidamente e in modo consistente 
  • abbiano l’obiettivo e il potenziale per generare impatto sociale rilevante
  • vogliano lavorare con approccio imprenditoriale

È fondamentale che l’impatto sociale sia parte integrante della mission aziendale e che sia intenzionale e misurabile: non cerchiamo aziende impegnate in azioni correttive sull’impatto generato dal proprio business, bensì progetti nati espressamente con l’obiettivo di risolvere un problema o un’esigenza rilevante per la collettività.

→ Quali sono i criteri di selezione delle startup?

Per essere selezionate e partecipare al programma di accelerazione di SocialFare occorre avere queste caratteristiche:

  1. stadio di sviluppo early stage: non deve essere una business idea e non deve essere troppo grande (scale-up con revenue >2M€ / anno); startup con un prototipo sviluppato e validato o sul mercato
  2. forma giuridica: società costituite (startup innovative, startup innovative a vocazione sociale, S.r.l.), o realtà ancora in fase di costituzione
  3. innovazione sociale: progetti imprenditoriali che intendono generare impatto sociale o ambientale positivo  

Oltre a questi principali criteri, valutiamo anche il team e la sua qualità, la presenza e il commitment delle persone, il mercato di riferimento (nel senso di scenario competitivo), la validità della value proposition.

→ Quanto costa partecipare? Ricevo un finanziamento?

Sappiamo che per supportare la crescita e lo scale-up delle startup è necessario immettere risorse finanziarie già in fase seed (iniziale). Per questo motivo, ogni startup a impatto sociale accelerata da SocialFare può ricevere un seed fund fino a 100K€ (di cui il 15% da corrispondere a SocialFare per i servizi di accelerazione) in cambio di una percentuale di equity fino al 15%, in relazione alla valutazione societaria.

SocialFare Seed è una realtà privata fondata da impact investor che rappresentano family office e fondazioni bancarie. La società partecipata anche da SocialFare, promotrice del modello sistemico a favore della nascita e crescita di nuova imprenditorialità sociale. Si tratta di un esempio unico e particolarmente innovativo per il panorama italiano.

Per approfondire

Planet Foundamentals #2, la nuova call per startup a impatto sociale

Sono aperte le candidature alla 14ma edizione del programma di accelerazione per startup a impatto sociale di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale. 4 mesi di accelerazione intensiva, supporto da parte di un team di professionisti multidisciplinari, accesso a una prestigiosa rete di mentor e investitori e fino a 100k€ di investimento seed per ogni startup scelta: queste le opportunità offerte ai migliori team che supereranno la selezione in estate. 

PLANET FOUNDAMENTALS #2. Social Impact startups facing new global risks è il titolo di questa nuova edizione. Si cercano team in grado di sviluppare prodotti, servizi e modelli innovativi in grado di rispondere in modo efficace alle nuove sfide fondamentali da cui dipende il futuro della nostra società e del pianeta: coesione sociale, azione per contrastare il cambiamento climatico, equità digitale. Questi i temi chiave su cui agire, identificati come i più urgenti dal World Economic Forum nella 17ma edizione del Global Risks Report.

Con noi crescono le migliori startup a impatto sociale – racconta Martina Muggiri, Startup Program Coordinator di SocialFare – vale a dire team ambiziosi, con la volontà e il potenziale per crescere rapidamente e in modo consistente tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista dell’impatto sociale che generano”.

Lavoriamo con pochi team selezionati e puntiamo sulla qualità – prosegue Martina – e questo ci permette di seguire le startup in accelerazione davvero da vicino, concentrandoci sui dettagli e offrendo numerose opportunità di consulenza specializzata 1to1. Il nostro programma è altamente personalizzato e questo fa la differenza.

Lavoriamo tanto sulla strategia e sul team: il cambiamento da prima a dopo l’accelerazione è radicale e determinante

Sono 1.720 le candidature ricevute e 86 le startup selezionate e accelerate da SocialFare dal 2016 ad oggi. Per molte il programma di accelerazione FOUNDAMENTA (oggi PLANET FOUNDAMENTALS) è stato un vero trampolino di lancio per una crescita importante, in alcuni casi davvero sorprendente. Si pensi a Unobravo, servizio di psicologia online: nata nel 2019 su idea di una psicologa 27enne, muove i primi passi imprenditoriali con SocialFare nel 2020, in pieno lockdown. Oggi ha 100 dipendenti, collabora con 3mila psicoterapeuti e ha superato i 30mila pazienti

“C’è poi da sottolineare la collaborazione stretta fra il nostro team e SocialFare Seed, il veicolo di investimento che porta capitale finanziario alle nostre startup in accelerazione e che ci affianca già nelle fasi di selezione prima dell’avvio di ogni programma. Il nostro lavoro sulla investment readiness, ovvero la preparazione delle startup perché siano pronte a presentarsi agli investitori e a ricevere investimenti, è senza dubbio un grande servizio che offriamo alle “nostre” startup anche ben oltre il periodo dell’accelerazione, e che ci viene riconosciuto” (leggi l’intervista completa a Martina Muggiri, Startup Program Coordinator di SocialFare).

 

SocialFare Seed ha investito ad oggi 1,5 milioni di euro nelle startup di SocialFare, che nel loro complesso hanno già raccolto 19 milioni di euro

“Con SocialFare Seed facciamo esclusivamente impact investing “puro”. La differenza sta soprattutto nella consapevolezza dell’investitore riguardo al fatto che, come diciamo in SocialFare, il valore sociale genera valore economico, e non solo o non necessariamente viceversaracconta Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare, che aggiunge “ci distingue il fatto che investiamo nelle prime fasi di sviluppo di impresa, la fase più rischiosa ma anche quella in cui si può fare più innovazione. Siamo ancora in pochi in Italia a farlo, selezioniamo impact startup molto innovative e ad alto tasso di crescita”.

Una scelta vincente per tutti:

Siamo stati determinanti nel contribuire a creare startup di successo a livello imprenditoriale, economico e di impatto sociale. Penso a Unobravo, Aulab, JoJolly, Freedome, BonusX, Epicura e molte altre, tutte peraltro cresciute in modo significativo nel corso dell’emergenza covid-19 proprio perché hanno saputo rispondere tempestivamente ai bisogni emergenti della nostra società nel 2020-21. Le imprese su cui SocialFare Seed ha investito in questi 5 anni stanno portando risultati evidenti, e questo non può che generare meccanismi virtuosi: i successi delle nostre startup ispirano nuovi potenziali talenti, gli aspiranti imprenditori impact sanno che con noi è possibile crescere davvero e gli investitori ci riconoscono la capacità di selezionare le startup giuste su cui puntare”. (leggi l’intervista completa a Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare).

 

La call PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta fino al 24 luglio 2022: scopri qui come candidare la tua startup!

 

Forbes under 30: anche nel 2022 i nostri startupper fra i giovani imprenditori italiani più interessanti

Sono Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci, founder di BonusX, e Arianna Ortelli, fondatrice di Novis Games. Nel 2021 si è guadagnata la menzione Danila De Stefano, fondatrice di Unobravo, e nel 2019 Gianluca Manitto e Alessandro Ambrosio di Epicura. Una conferma che i talenti selezionati e accelerati da SocialFare sanno fare la differenza nel mondo imprenditoriale italiano!

Siamo alla quinta edizione del progetto di Forbes che ogni anno, dal 2018, premia il meglio dell’imprenditoria giovanile italiana: “ragazzi che, con le loro idee visionarie, stanno contribuendo a rivoluzionare il nostro modo di vivere, di lavorare, di divertirci e di mangiare. Una community di imprenditori, startupper, (…) che hanno avuto il coraggio di investire nei loro progetti facendoli diventare realtà”.  

Apprendiamo con orgoglio che fra gli Under 30 di Forbes Italia per il 2022 ci sono i fondatori di ben due startup accelerate da SocialFare: BonusX e NovisGames.

 

Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci sono i giovani imprenditori che nel marzo 2020, in piena pandemia, hanno fondato BonusX, startup per semplificare la burocrazia italiana. In quei primi mesi del 2020 hanno anche superato la nostra selezione, scelti fra oltre 130 team candidati alla call FOUNDAMENTA#9, così che la loro impresa è nata e cresciuta “sui banchi” del programma di accelerazione di SocialFare per startup a impatto sociale La sfida di Giovanni e Fabrizio è rendere i servizi pubblici più accessibili alla comunità, attraverso un servizio di assistenza personalizzata che semplifica e velocizza in particolare le richieste per ottenere agevolazioni e bonus a cui si ha diritto. I risultati a due anni di distanza li racconta la stessa Forbes in questo articolo: con oltre 20mila utenti registrati e 3 milioni di euro di bonus erogati tra 2020 e 2021, BonusX riesce a gestire oltre 5.000 pratiche al mese. 

Anche a livello finanziario la startup raccoglie risorse per crescere e “scalare”: supportata in fase di avvio da un’iniezione di capitale da SocialFare Seed, il nostro veicolo di investimento (leggi qui per approfondire), l’impresa ha dimostrato quest’anno la propria maturità in termini di investment readiness chiudendo in febbraio una raccolta di 1 milione di euro tra equity, fondo perduto e finanziamenti. Tra i partner dell’operazione Banco Bpm, Invitalia, 2031 e MoffuLabs che hanno dato fiducia alla startup grazie alle performance dell’ultimo anno. I capitali raccolti saranno investiti nell’espansione del progetto in un secondo mercato europeo, nella crescita della base di utenti e nello sviluppo di nuove funzionalità, bonus e servizi integrati.

 

Arianna Ortelli è CEO e founder di Novis Games, startup che sta sviluppando la prima piattaforma di gioco completamente accessibile a persone cieche ed ipovedenti. Attraverso un ambiente digitale immersivo dalle caratteristiche acustiche e tattili è possibile giocare senza l’interfaccia video, con una tecnologia che garantisce l’inclusione promuovendo uno stile di vita attivo e partecipativo.

Dopo aver seguito il nostro programma di accelerazione FOUNDAMENTA#7 nel 2019, la startup ha fatto grandi progressi e ottenuto importanti premi e riconoscimenti. Arianna è citata da Forbes insieme a Marco Andriano, collaboratore di Novis Games che oggi è anche socio dell’azienda.

 

Non è la prima volta che gli startupper accelerati da SocialFare sono scelti da Forbes fra gli under 30 da tenere d’occhio: è accaduto nel 2021 con Danila De Stefano, psicologa napoletana che ha dato vita a Unobravo (qui il 1° di una serie di articoli che Forbes le ha dedicato) – che ha seguito il programma di accelerazione insieme a BonusX – e nel 2019 con Gianluca Manitto e Alessandro Ambrosio (qui uno degli articoli su Forbes), founder di Epicura

3 startup fondate da giovani talenti che hanno mosso i primi passi insieme al nostro team e hanno saputo crescere in maniera straordinaria a livello professionale, economico e finanziario, superando brillantemente la prova della pandemia e sviluppando attività imprenditoriali che generano un impatto sociale concreto e tangibile per la comunità, attraverso l’offerta di servizi che rispondono a reali esigenze dei cittadini e che creano opportunità di lavoro nel nostro paese. 

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Su Forbes Italia:

Impact Startup Acceleration: con noi crescono le migliori startup a impatto sociale


Martina Muggiri, Startup Program Coordinator di SocialFare, gestisce e coordina le attività dell’acceleratore di startup di SocialFare. Avviato nel 2016, il nostro programma di accelerazione per startup a impatto sociale giunge con l’ultima call PLANET FOUNDAMENTALS alla sua 13° edizione. 

86 le startup accelerate fino ad oggi, che nel loro complesso hanno raccolto ad oggi un ammontare totale pari a 19 milioni di euro di raising, di cui 1,5 erogati da SocialFare Seed (dati aggiornato maggio 2022, ndr).

Abbiamo chiesto a Martina di raccontarci cosa distingue il nostro programma di accelerazione e che tipo di valore aggiunto porta il nostro lavoro alle startup che selezioniamo e seguiamo. 

A chi si rivolge il programma di accelerazione per startup di SocialFare?

Il target del nostro acceleratore di impact startup sono imprese che abbiano la capacità di crescere rapidamente e in modo consistente tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista dell’impatto sociale che generano. È rilevante quindi che i team candidati abbiano l’ambizione di portare il loro progetto di innovazione sociale ad uno scale-up a livello nazionale, se non addirittura internazionale.

Cosa si intende per impact startup?

Cerchiamo startup con un progetto imprenditoriale volto a generare un impatto positivo dal punto di vista sociale. 

È fondamentale che questo impatto sia intenzionale e misurabile: non si tratta di aziende impegnate in azioni correttive sull’impatto generato dal proprio business, bensì di progetti che pongono l’impatto sociale al centro della loro mission aziendale, attività nate espressamente con l’obiettivo di risolvere un problema della collettività.

La ricaduta sociale dovrà essere inoltre tracciabile e misurabile tramite indicatori che potranno essere definiti con precisione nel corso del programma di accelerazione, che prevede infatti un modulo dedicato in modo specifico alla valutazione dell’impatto

In base all’esperienza di questi anni, avendo esaminato centinaia di candidature e seguito diverse decine di startup selezionate, posso affermare che se la misurabilità è un aspetto che si può affinare insieme in fase di accelerazione – quanto meno il come misurare l’impatto – l’intenzionalità è invece un elemento che deve emergere immediatamente, anche in un progetto imprenditoriale agli albori, a prescindere dal suo stadio di sviluppo.

Di cosa si occupano le impact startup che selezionate?

Siamo particolarmente interessati a progetti imprenditoriali che portano soluzioni innovative, siano esse di prodotto, servizio, modello. Premesso il nostro focus imprescindibile sull’impatto sociale, non abbiamo una specificità settoriale, come potrebbe essere la moda, il food, o il digital, (…). Siamo piuttosto orientati agli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Acceleriamo soluzioni in risposta a esigenze sociali in diversi ambiti, seguiamo prodotti “fisici” ma anche servizi digitali, modelli di business B2B o B2C, il nostro portafoglio è eterogeneo, perché l’impatto sociale è un obiettivo trasversale.

Devono essere attività imprenditoriali già avviate?

Generalmente selezioniamo startup early stage con un prototipo già validato o con un prodotto lanciato da poco sul mercato. Spesso a questo stadio le startup ancora non riescono a comunicare bene quello che fanno, non mi riferisco tanto alla comunicazione rivolta al cliente quanto alla capacità di valorizzarsi rispetto, ad esempio, ai potenziali investitori. Il nostro programma d’altra parte serve anche a questo: vedremo insieme la catena del valore del prodotto o servizio e le metriche di riferimento (KPI) per misurare e monitorare lo sviluppo del business, anche allo scopo di cercare investimenti.

Come avviene lo scouting delle startup?

In Italia il social impact è ancora un settore di nicchia: la qualità sta crescendo, ma è necessario un buon lavoro di ricerca per intercettare le startup a impatto sociale con un buon potenziale. 

Il nostro lavoro di scouting include canali digitali per la ricerca, ma anche e soprattutto un buon lavoro di rete a livello nazionale con incubatori, acceleratori e anche investitori che spesso ci segnalano startup interessanti e in target per noi, non ancora pronte a ricevere un investimento.

Quali errori fanno più frequentemente le startup che incontrate?

Quasi tutte inizialmente sottostimano i costi: la pianificazione economico/finanziaria è uno degli aspetti che rivediamo in modo accurato durante il percorso.

Un altro errore frequente riguarda il team: se è vero che si parla spesso delle competenze, che sono senza dubbio determinanti e fondamentali, a volte non si investe abbastanza nella creazione di un clima di lavoro sano. Gestire una startup è infatti molto impegnativo, anche psicologicamente, non mancano momenti di grande stress. Se i founder non riescono a impostare un clima positivo e a offrire rinforzi che aiutino il team in questi momenti, con il tempo se ne pagano le conseguenze. 

Poi c’è la poca flessibilità di pensiero: ci sono startup molto convinte delle loro ipotesi e poco disposte a metterle in discussione, e questo non fa bene. A volte un team è così affezionato alla propria idea da non rendersi conto di validare, di fatto, i risultati che vuole vedere più che quelli davvero attendibili.

Un ulteriore aspetto da vigilare è la capacità di raccogliere metriche, analizzarle e prendere decisioni di conseguenza: una startup non può crescere se non è data-driven, è importante essere disposti ad acquisire competenza e metodo in questo senso.

In cosa si distingue il nostro programma di accelerazione?

Senz’altro nel nostro approccio altamente selettivo: non ci interessa fare numero, lavoriamo con pochi team selezionati e puntiamo sulla qualità. Questo ci permette di seguire le startup in accelerazione davvero da vicino, concentrandoci sui dettagli e offrendo numerose opportunità di consulenza specializzata 1to1. Il nostro programma è altamente personalizzato e questo fa la differenza.

Lavoriamo tanto sulla strategia e sul team, il cambiamento da prima a dopo l’accelerazione è radicale e determinante. 

Un altro aspetto caratteristico è l’eterogeneità di background del nostro team di accelerazione: io come designer (di prodotto e servizio) ed esperta di marketing sono affiancata da Filippo Psacharopulo, esperto di investimenti e finanza (leggi qui la sua intervista, ndr), e da Marco Cornetto, che ha una formazione economica e si occupa di crescita e sviluppo del business delle startup. 

C’è poi da sottolineare la collaborazione stretta fra il nostro team e SocialFare Seed, il veicolo di investimento che porta capitale finanziario alle nostre startup in accelerazione e che ci affianca già nelle fasi di selezione prima dell’avvio di ogni programma. Il nostro lavoro sulla investment readiness, ovvero la preparazione delle startup perché siano pronte a presentarsi agli investitori e a ricevere investimenti, è senza dubbio un grande servizio che offriamo alle “nostre” startup anche ben oltre il periodo dell’accelerazione, e che ci viene riconosciuto.

Quanto conta il network di mentor, advisor e investitori di SocialFare?

 Molto, naturalmente. La nostra rete di advisor e mentor è complementare allo Startup Acceleration Team ed offre competenze di altissimo livello in diversi ambiti. Individuiamo le specifiche esigenze delle startup che seguiamo e le affianchiamo con professionisti specializzati, attivando anche mentorship prestigiose per i team più meritevoli.

L’altro tassello è costituito dal network di investitori che segue le nostre startup e partecipa ai Social Impact Investor Day, gli eventi conclusivi dei nostri percorsi di accelerazione. Se il nostro veicolo di investimento SocialFare Seed offre un’iniezione di capitale come boost iniziale durante l’accelerazione, fondamentale è che le startup arrivino a fine programma pronte a raccogliere investimenti più ingenti per fare il salto, e noi sappiamo di aver fatto davvero un buon lavoro quando questo match fra startup e venture capital avviene al meglio, dando risultati nei mesi e anni successivi al percorso.

In sintesi, FOUNDAMENTA (chiamato PLANET FOUNDALMENTALS in occasione della sua più recente call) è un programma che si è completato e raffinato nel corso degli anni, migliorandosi in ognuna delle sue 13 edizioni, arrivando oggi ad avere un track record davvero significativo.

Le startup vi riconoscono queste peculiarità?

Chi ci conosce o semplicemente segue con attenzione gli sviluppi delle nostre startup lo sa bene.

Un esempio: nel corso dell’ultima selezione, una delle startup candidate ha detto di aver avuto diverse opportunità per entrare in altri programmi di accelerazione, ma di aver scelto di puntare su di noi, perché vede i risultati delle startup che abbiamo accelerato. 

Per farsi un’idea basta seguire sui media i casi di Unobravo (qui diversi articoli su Forbes), Freedome, JoJolly, BonusX (qui una sintesi degli ultimi successi), per citare le più recenti, o di startup ormai note come Epicura, fra le prime a seguire il nostro programma FOUNDAMENTA, oggi in piena fase di crescita dopo aver chiuso un round da 5 milioni di euro (qui una delle ultime notizie sul Sole24Ore).

Alla fine del programma, qual è l’x factor che determina il successo di una impact startup?

Il nostro programma di accelerazione è estremamente efficace là dove i team sono eccezionali.
In questo siamo bravi: selezioniamo i team con il miglior potenziale e li accompagniamo portandoli ad essere davvero pronti a crescere e attrarre investimenti. 

Le competenze iniziali contano in parte, mentre sono fondamentali l’atteggiamento, l’approccio, le capacità. Devono sapersi mettere in discussione e aver voglia di lavorare sodo per formarsi e migliorarsi. Devono essere ambiziosi, ma avere anche una giusta dose di umiltà. Ormai siamo allenati a intercettare queste caratteristiche fin dai primi colloqui. Già nella fase preparatoria al Selection Day, a cui accede una short list altamente selezionata, li affianchiamo nella creazione di un buon pitch e constatiamo quanto sono proattivi e disposti a mettersi in gioco.

Se una impact startup ha un team eccezionale, con queste caratteristiche, noi garantiamo che la seguiremo con un lavoro eccezionale e che potrà ambire a diventare la n.1 del suo settore.

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Impact investing e startup: il punto con il nostro Investment Manager


Abbiamo intervistato Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare, figura chiave che cura gli investimenti e i rapporti fra le startup accelerate e investite da SocialFare attraverso il programma FOUNDAMENTA e la rete di impact investor di SocialFare Seed.

 

Ecco cosa ci ha raccontato sul mondo dell’impact investing e sul nostro determinante ruolo per la crescita dell’ecosistema di startup con un impatto sociale positivo in Italia:

 

Il tuo percorso professionale ha origine nel mondo della finanza “tradizionale”, dove hai lavorato fino al 2017 prima di entrare nel team SocialFare e dedicarti all’impact investing.
Quali differenze importanti vedi fra i due approcci?

In realtà, il nostro obiettivo è proprio fare in modo che non ci sia differenza fra finanza ad impatto e finanza di altro tipo: tutto il mondo della finanza si sta spostando verso investimenti con un impatto positivo sotto un profilo sociale e ambientale. Il futuro della finanza è e deve essere investire esclusivamente in imprese sostenibili, perché il mondo deve essere sostenibile. 

In SocialFare, attraverso il veicolo di investimento SocialFare Seed, disponiamo di capitali da investire, con strumenti finanziari “classici”, in imprese altamente selezionate tenendo conto dell’impatto sociale che intendono e possono generare. In prospettiva tutto il mondo della finanza si avvicinerà sempre più a questo nostro modello, come già sta facendo.

Del resto se 5 anni fa gli ESG erano criteri “di nicchia”, oggi sono considerati imprescindibili.
Questo non dovrebbe sorprendere troppo: la finanza è uno strumento per lo sviluppo di impresa e come tale è normale che segua la direzione in cui va il mondo.

Davvero non vedi differenze?

Certo, con SocialFare Seed facciamo esclusivamente impact investing “puro”.
La differenza sta soprattutto nella consapevolezza dell’investitore riguardo al fatto che, come diciamo in SocialFare, il valore sociale genera valore economico, e non solo o non necessariamente viceversa. 

Il modello illuminato di Olivetti ha mostrato in tempi non sospetti che un’azienda attenta ai suoi dipendenti e al territorio in cui lavora è un’azienda che funziona bene e porta profitto: il valore generato è percepito dal mercato e dai clienti in termini di fiducia e qualità, quindi anche di riconoscimento di un valore economico. Non si tratta quindi di un concetto del tutto nuovo o di una recente scoperta, ma è vero che, almeno in alcuni casi, il mondo della finanza ha mostrato in passato di non dare sufficiente peso a questi criteri, arrivando a considerare un costo quello che oggi è sempre più riconosciuto come un elemento che porta valore aggiunto anche dal punto di vista economico.
Un esempio molto semplice: se fino a ieri la rinuncia alla plastica era percepita come un vincolo obbligato ma oneroso, oggi è chiaro che questa scelta porta valore al cliente che si traduce anche in valore economico per l’azienda.

Com’è lo scenario della finanza ad impatto in Italia?

SocialFare Seed è stato fra i primi in Italia. 

Dal 2016 ad oggi sono nati molti fondi di investimento impact: cresce il numero di soggetti coinvolti e crescono le risorse immesse in questo mercato. Questo fattore, indubbiamente positivo perché consente ad un maggior numero di startup di sviluppare soluzioni ad impatto sociale positivo, visto da un’altra prospettiva potrebbe anche incentivare il moltiplicarsi di iniziative di qualità non sempre elevata. È importante che la crescita di risorse disponibili si accompagni ad un’attenzione sempre alta in termini di qualità.

Cosa auspichi per il futuro prossimo? 

Attualmente la maggior parte dei fondi impact è later stage, vale a dire che investe in startup già avviate sul mercato e con una discreta maturità imprenditoriale, mentre scarseggiano le opportunità finanziarie a supporto delle fasi iniziali. Credo che la ragione non stia solo nel livello di rischio, chiaramente più alto in fase early stage, ma anche nella maggiore complessità di questo approccio. Se a livello later stage si investono capitali consistenti su aziende già in qualche modo rodate, in fase early stage si punta di solito su un portafoglio più ampio di investimenti di piccola taglia, progetti imprenditoriali che richiedono di essere seguiti più da vicino e comportano un numero maggiore di variabili: è complesso, anche se sul medio e lungo termine può portare risultati più interessanti.

C’è bisogno di più azionisti lungimiranti, come i nostri, che decidano di impiegare anche solo una parte dei propri investimenti a supporto dell’avvio di impact startup promettenti: il rischio è più alto, ma con il tempo si vedono i risultati in termini di profitti oltre che di soddisfazione. 

In cosa si distingue quindi l’approccio di SocialFare Seed nel mondo dell’impact investing

Come accennavo, ci distingue il fatto che investiamo nelle prime fasi di sviluppo di impresa, la fase più rischiosa ma anche quella in cui si può fare più innovazione. Siamo ancora in pochi in Italia a farlo, selezioniamo impact startup molto innovative e ad alto tasso di crescita.

SocialFare Seed investe esclusivamente in startup selezionate da SocialFare, che con la sua esperienza – siamo alla 13° edizione del programma di accelerazione FOUNDAMENTA – ha la particolare capacità di intercettare imprenditori con un’idea, un team, un prototipo da sviluppare e un ottimo potenziale. Come Centro per l’Innovazione Sociale e incubatore certificato dal MISE, SocialFare è un osservatorio privilegiato sul mondo dell’impresa a impatto sociale in Italia: ogni anno dal 2016 riceve e valuta centinaia di candidature, sceglie le più promettenti e le affianca con un programma intensivo di accelerazione guidato da un team multidisciplinare con il coinvolgimento di advisor e mentor d’eccellenza. 

Per supportare la crescita e lo scale-up di queste imprese è necessario immettere risorse finanziarie già in fase seed (iniziale): alcuni investitori hanno accettato la sfida, sapendo di poter contare sulle skill di SocialFare nel settore dell’impatto e dell’Innovazione Sociale, e così è nato il nostro veicolo di investimento. 

Quanto conta la misurazione dell’impatto sociale per gli investitori? 

Gli investitori hanno tutto l’interesse a misurare e verificare l’impatto sociale delle startup in cui investono, anche perché in caso questo si rivelasse poco significativo o non veritiero il danno sarebbe anche economico. 

È fondamentale che l’impatto sociale generato sia intenzionale, non soltanto misurato e validato ex post. L’imprenditore deve voler creare un’impresa che, sì, generi profitti, ma che abbia nel contempo, e per mission, un impatto positivo sulla collettività. Per noi e per i nostri investitori questa mission aziendale ha un valore anche economico: in fondo, se rispondi ad un’esigenza sentita dalla comunità metti in moto un’attività che funziona e vedrai i risultati a tutti i livelli.

Un esempio? Unobravo, una delle nostre startup investite di maggiore successo, fondata da Danila De Stefano, giovane psicologa italiana che vive tra Londra e Napoli. La sua soluzione imprenditoriale ha risposto nel contempo a due differenti bisogni della nostra società, particolarmente sentiti a partire dall’emergenza sanitaria covid-19: da un lato un tasso significativo di scarsa occupazione per gli psicologi del nostro paese, dall’altro un’esigenza crescente di supporto psicologico accessibile – in termini economici ma anche di flessibilità di tempo e di spazio – da parte dei cittadini italiani residenti nel nostro paese o all’estero. Rispondendo a questi due bisogni importanti Unobravo ha avviato un’azienda di grande successo, che oggi dà lavoro a ⅕ degli psicologi italiani e continua a crescere (oltre 15mila pazienti e 200mila sedute nel 2021, con crescita del fatturato triple digit e con un utile di bilancio importante dopo solo un anno di attività).

Un altro esempio significativo: Aulab, digital factory ora leader in Italia che abbiamo accelerato ed investito nel 2018 quando ancora era una piccola startup nascente. I suoi fondatori hanno creato un match vincente fra due esigenze: se da un lato le aziende del nostro paese hanno una forte domanda insoddisfatta di programmatori e altri profili tech, dall’altro molti professionisti del Sud Italia sono costretti a emigrare perché non trovano lavoro nella loro terra. Aulab ha creato le condizioni per formare sviluppatori di alto profilo e creare un polo di riferimento in Puglia, dove oggi le aziende trovano le competenze di cui hanno bisogno, peraltro sfruttando tutte le opportunità di formazione e lavoro in remoto che la tecnologia rende disponibili e che hanno permesso alla Digital Factory di crescere enormemente proprio a partire dal 2020.

Come avviene lo scouting delle startup su cui investire? 

Per individuare le startup con questo potenziale, gli investitori di SocialFare Seed hanno costruito una fondamentale relazione di fiducia con SocialFare. Più che di certificazioni formali, infatti, gli investitori hanno bisogno di instaurare un rapporto di conoscenza approfondita e fiducia con chi seleziona i team imprenditoriali e lavora al loro fianco in fase di accelerazione.

L’attività di scouting iniziale è quindi normalmente svolta dallo Startup Acceleration Team di SocialFare, che è molto attivo tutto l’anno nel creare contatti con il mondo startup, imprenditoria impact, incubatori, acceleratori e investitori. Inoltre il programma è oggi conosciuto e riceviamo molte candidature da parte di startup intenzionate a fare il salto con noi.

 In cosa consiste esattamente il tuo ruolo? 

Sono l’Investment Manager di SocialFare, mi occupo della parte di execution degli investimenti: supporto le startup selezionate a partire dall’avvio del programma di accelerazione e a seguire, fino all’exit da parte di SocialFare Seed, il momento in cui l’impresa è matura e raccoglie capitali importanti da parte di altri investitori. 

Il mio lavoro è totalmente integrato con quello del resto dello Startup Acceleration Team.

Quali consigli ti capita di dare più spesso alle startup?

Di focalizzarsi sul prodotto e sul cliente: ricordarsi che l’obiettivo è risolvere un problema per le persone che si rivolgono a te – i clienti – e non ottimizzare a tutti i costi un processo, prodotto o servizio così come è stato pensato inizialmente.

L’altro consiglio, che in realtà è un asset per il nostro modo di lavorare, è che gli startupper che acceleriamo devono essere totalmente dedicati alla loro attività imprenditoriale: non è pensabile che se ne occupino solo nei ritagli di tempo o come secondo lavoro. 

Il nostro ruolo è fornire loro gli strumenti – in termini di competenze e di risorse finanziarie – per realizzare quello in cui sono bravi, quindi supportarli anche nell’apprendere come relazionarsi con gli investitori. Noi li seguiamo davvero molto da questo punto di vista, avendo anche cura di “tutelarli”, soprattutto nelle fasi iniziali, quando è necessario che si focalizzino sul loro lavoro, sapendo che ci sarà il tempo per capire come approcciarsi e cosa chiedere a chi può finanziarli.

Del resto i nostri investitori sono fondazioni e imprese di altissimo profilo, con ingenti risorse, e visione a lungo termine, come la Fondazione Compagnia di San Paolo, la Fondazione CRC e FINDE Spa, quindi davvero l’accesso al nostro programma è un’opportunità particolarmente preziosa per le startup.

I risultati di questi anni: che contributo abbiamo dato all’ecosistema italiano dell’impact investing? 

Siamo stati determinanti nel contribuire a creare startup di successo a livello imprenditoriale, economico  e di impatto sociale. Oltre alle sopra citate Unobravo e Aulab ricordo i successi di JoJolly, Freedome, BonusX, Epicura e molte altre startup accelerate da SocialFare, tutte peraltro cresciute in modo significativo nel corso dell’emergenza covid-19 proprio perché hanno saputo rispondere tempestivamente ai bisogni emergenti della nostra società nel 2020-21.

Le imprese su cui SocialFare Seed ha investito in questi 5 anni stanno portando risultati evidenti, e questo non può che generare meccanismi virtuosi: i successi delle nostre startup ispirano nuovi potenziali talenti, gli aspiranti imprenditori impact sanno che con noi è possibile crescere davvero e gli investitori ci riconoscono la capacità di selezionare le startup giuste su cui puntare.

 

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