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Accelerazione di conoscenza per l’innovazione culturale

Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.

SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale con Accademia Maurizio Maggiora e Intesa Sanpaolo Formazione, ha lanciato il progetto Art-è: il programma di accelerazione per le imprese culturali del futuro.

Nel 2015, il valore aggiunto prodotto dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo in Italia ha sfiorato i 90 miliardi di euro (+538 milioni rispetto al 2011), ovvero il 6,1% della ricchezza complessivamente prodotta dal Paese, considerando l’apporto della componente privata, prevalente tra tutte, così come il contributo offerto dalle istituzioni pubbliche (centrali nelle attività di valorizzazione e conservazione del patrimonio storico e artistico) e dal mondo del no profit (presente soprattutto nelle performing arts e nelle arti visive). 

Fondazione Symbola – Unioncamere, Io sono Cultura – Rapporto 2016

Un risultato raggiunto grazie all’impiego di quasi 1,5 milioni di occupati che, anche in questo caso, rappresentano una quota sul totale dell’economia pari al 6,1%. Il dato sull’occupazione è ancor più interessante se si considera come, nel confronto con il 2011, a fronte di una riduzione complessiva di circa 360mila occupati, si sia registrato un piccolo aumento riferibile al Sistema Produttivo Culturale e Creativo (+3.600 circa).[ondazione Symbola – Unioncamere, Io sono Cultura – Rapporto 2016]

È sempre difficile catturare in maniera adeguata i dati relativi al sistema produttivo culturale e creativo: sfuggenti sono i suoi confini, e sempre mobile la sua evoluzione. La diffusione di internet, la convergenza dei canali e dei dispositivi di comunicazione, l’avvento dei social network e delle piattaforme di user generated contents hanno cambiato completamente il nostro modo di produrre, distribuire e fruire della cultura. Questi aspetti hanno contribuito ad ampliare il raggio di azione che la produzione culturale si è cercato di tracciare negli anni, come nel modello proposto dall’economista David Throsby (2008) che attraverso diversi cerchi concentrici individua l’estensione di questo ambito partendo da un core di industrie con un’alta densità di contenuti creativi che non possono essere organizzati industrialmente, fino ad arrivare all’experience economy, in cui sono raggruppati settori non-culturali che hanno tuttavia subito una penetrazione sempre più pervasiva dei contenuti culturali.

Alla base di questa trasformazione, oltre ai nuovi strumenti offerti dalla tecnologia e da una potente ibridazione con ambiti maggiormente orientati al business, c’è il tentativo da parte della Cultura di acquisire una nuova sostenibilità economica, sulla spinta dalla necessità di reperire fondi diversi dalle sempre più esigue risorse pubbliche. Un percorso delicato, che costringe le realtà attive in questo ambito ad avviare un dialogo strutturato con il mercato, senza però perdere di vista la propria missione. Un percorso che per molti aspetti può essere considerato gemello a quello già tracciato dall’Innovazione Sociale.

“Troppo spesso l’etichetta «innovazione culturale» è risultata essere un mero sinonimo di approcci esclusivamente imprenditoriali alla gestione della cultura. Si tratta di una condizione necessaria, in taluni casi, ma non certo sufficiente a trovare le risposte a ciò su cui la complessità del contemporaneo ci porta a interrogarci. Non si può immaginare che, in un paese dove le imprese continuano a chiudere, la chiave di volta di un settore tanto delicato come quello culturale sia sic et simpliciter «fare come le imprese». Perché la cultura non può essere vista solo in chiave economica, ma deve coinvolgere necessariamente le sfere della cittadinanza e della partecipazione alla vita democratica. In quest’ambito, semmai, la progettazione può farsi «intrapresa», adottando uno spirito «imprenditivo», più che imprenditoriale.”

Da “La cultura in trasformazione: l’innovazione e i suoi processi”,
a cura di CheFare edito da Minimum Fax

Mentre lo Stato Italiano cerca di colmare il gap che lo separa da altri stati europei con iniziative come quella dell’Art Bonus, fioriscono le iniziative regionali (stimolate soprattutto dai finanziamenti europei per lo sviluppo regionale) e nuovi attori si fanno promotori di questa trasformazione con bandi dedicati a questo ambito. L’innovazione culturale deve quindi saper superare formule facili, favorendo la convergenza di attori differenti, ma soprattutto deve elaborare soluzioni nuove capaci di coinvolgere e accogliere nuovi pubblici. Per questa ragione è nata Innovart-e, l’associazione temporanea di scopo che riunisce SocialFare® | Centro per l’Innovazione, Accademia Maurizio Maggiora e Intesa Sanpaolo Formazione. Innovart-e ha lanciato online il bando di selezione per Art-è: il programma di accelerazione per le imprese culturali del futuro.

Art-è è l’opportunità per team organizzati in maniera informale o formalizzati (nonprofit) attivi in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, di acquisire nuove conoscenze, competenze e trovare uno spazio di sperimentazione in cui verificare la propria progettualità, supportati da professionisti. I team potranno così trovare il miglior modello di business e trasformare la propria idea in impresa culturale.  Le progettualità candidabili riguardano le aree delle industry culturali che vanno dal gaming (applicato ad educazione e intrattenimento) fino all’editoria, passando per design, comunicazione e storytelling, valorizzazione del patrimonio storico-artistico e antropologico, performing arts (teatro, danza e musica), e arti visive (video making, cinema, illustrazione, fotografia, arte digitale).

È ora online il form per candidarsi al sito www.innovart-e.it (termine ultimo di presentazione della domanda: ore 12:00 del 24 marzo 2017). Il programma avrà luogo dal 6 aprile al 5 giugno a Torino, ospitato da due prestigiose location nel centro della città: Rinascimenti Sociali e il grattacielo Intesa Sanpaolo.

Il desiderio di rinnovamento ormai condiviso da produttori e fruitori ha portato ad un vivissimo fermento culturale e ad una profonda trasformazione dei linguaggi espressivi, rendendo necessario lo sviluppo e il supporto di nuovi modelli di progettazione, produzione e consumo culturale. Un processo d’innovazione in ambito culturale chiamato a tenere in considerazione i nuovi utenti, sempre più eterogenei e alla ricerca di un ruolo attivo,  e della rapida evoluzione digitale degli strumenti a disposizione. In tale contesto è necessario che organizzazioni culturali nuove, oppure già esistenti, siano supportate nella propria progettualità, affinché possa svilupparsi (anche) in impresa culturale. Questa è la visione e la missione di Art-è.

Scarica il bando, visita il sito oppure guarda il video di presentazione:

Stay tuned!

Art-è

        

“Sipari sociali”, il palcoscenico come metafora di vita

Venerdì 16 maggio alle 20 e sabato 17 alle 17 si alza il sipario su un’iniziativa tutta torinese dove arte ed educazione si incontrano nel solco scavato dalla lunga tradizione di accoglienza e di sperimentazione sociale che caratterizza il territorio piemontese. Un connubio efficace e innovativo che si è tradotto in un progetto realizzato dalla Congregazione dei Giuseppini del Murialdo – che attraverso le strutture e le attività di Comunità Murialdo Piemonte  esprime la sua mission di essere accanto ai minori e ai giovani, soprattutto quelli in difficoltà – in collaborazione con il Teatro Regio.

Così, 70 ragazzi si esibiranno sul palco del teatro Piccolo Regio di Torino a conclusione di un percorso già sperimentato lo scorso anno con successo. Successo che ha portato, in questa seconda edizione, a un maggior coinvolgimento di partner pubblici e privati e di enti finanziatori: si è dunque creata una rete a sostegno di un’azione la cui doppia valenza sociale e culturale rappresenta un’importante occasione di arricchimento del territorio.

ADESIVO QUADRATO PICCOLO_Sipari Sociali-01Il progetto “Sipari sociali” nasce nel 2012 dall’esperienza di alcuni laboratori teatrali rivolti a bambini e ragazzi tra gli 8 e i 17 anni, con particolare attenzione a quelli con situazioni di fragilità sociale e familiare, nell’ambito dell’iniziativa del Teatro Regio “La scuola all’Opera”. A seguito di quest’esperienza, il desiderio dei ragazzi di essere protagonisti e di andare in scena con uno spettacolo vero e proprio ha spinto gli enti organizzatori a far evolvere l’iniziativa, allargando la partnership e ampliando il programma.

Ecco allora che nel 2013 va in scena “Aiutiamo Sam!”, spettacolo in un atto, eseguito con cori tratti da “Il piccolo spazzacamino” di Benjamin Britten. Le virtù dell’infanzia – senso dell’amicizia, coraggio, innocenza, amore per la vita – sono state al centro di un’interpretazione che ha coinvolto emotivamente i giovani attori. Un’esperienza di formazione e crescita personale, di partecipazione attiva a un progetto che sin da subito ha puntato sulla qualità della proposta. I ragazzi sono stati accompagnati, infatti, da oltre una decina di professionisti tra artisti, educatori e tecnici. Un team che per diversi mesi ha lavorato con i ragazzi all’insegna “dell’ascolto, della condivisione, della scoperta di nuovi canali espressivi e di un senso di appartenenza a una comunità che accoglie le diversità, le difficoltà del crescere e le unicità di ciascuno”. E’ questa la mission di “Sipari Sociali”.

La seconda edizione del progetto porterà in scena venerdì 16 e sabato 17 maggio prossimi “L’Elisir del Teatro”, liberamente tratto da “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti. Le vicende di un giovane timido e impacciato ma pieno d’amore accendono i riflettori sulle difficoltà della crescita e di inserimento sociale. Difficoltà che tutti gli adolescenti, e non solo quelli più “fragili”, incontrano. Di qui l’importanza e la scelta di coinvolgere ragazzi provenienti dai più diversi contesti, accomunati dal bisogno di trovare ognuno il proprio canale attraverso cui esprimere le emozioni.

prove-2014_2_mini1Tra le scuole coinvolte quest’anno, il liceo artistico Aldo Passoni, che ospita anche classi dell’indirizzo “Disegno di Moda e Costume”. “Per il laboratorio di scenografia, più tecnico, abbiamo sfruttato l’interesse e le competenze di questi ragazzi – spiega Maria Elena Aimo, coordinatrice della parte educativa del progetto per conto di Comunità Murialdo Piemonte – Per loro è anche un’occasione di arricchimento formativo”.

prove-2014_6_mini3-290x280Recitazione, espressione corporea, musica orchestrale e coro sono gli altri laboratori. In una prima fase del percorso i ragazzi possono sperimentarli tutti, per poi seguirne uno in particolare in base alle preferenze e alle attitudini. I lavori svolti dai diversi gruppi vengono infine messi insieme per allestire lo spettacolo finale.

Ma c’è un altro momento che chiude il percorso avviato: quello della rielaborazione dell’esperienza, insieme con gli educatori. “Vengono fuori tante emozioni e relazioni – continua Maria Elena Aimo – I ragazzi sono aiutati a dare un senso a questa esperienza. Ciò che hanno provato e imparato su quel palco farà parte del loro bagaglio di vita: sicurezza, capacità di presentarsi, di stare in relazione con sé e con gli altri, anche di fronte al pubblico. L’anno scorso è emersa la dimensione del gruppo, i ragazzi hanno dato molto valore al fatto di conoscere altre persone e la vita del teatro. Ogni gruppo ha fatto la sua parte, ma poi mettere tutto insieme è stato un momento entusiasmante: anche le parti più piccole e il lavoro dietro le quinte assumevano valore, ogni ruolo si rivelava indispensabile”.

Non sono mancate le difficoltà, prevalentemente legate al fatto che il progetto è impegnativo, soprattutto nell’ultima fase che richiede più tempo da dedicare alle prove. I ragazzi devono conciliare questa attività con la scuola e i loro impegni abituali. “La serietà, la qualità del percorso teatrale sono sottolineati dall’impostazione professionale  –  dice ancora la coordinatrice educativa – La regista, abituata a lavorare con grandi artisti, fa una richiesta importante ai ragazzi. L’intento è offrire un’opportunità agli adolescenti, a tutti, non solo a quelli più fragili. Anche per gli educatori è un’esperienza importante: devono lavorare su materiale vivo, aiutando a fare ordine, dare senso, armonizzare”.

aiutiamo SAM_03Gli obiettivi di “Sipari sociali” sono ambiziosi: creare partnership con altri teatri, creare un network italiano/europeo, rendere il progetto un modello replicabile… “Questo in futuro – conclude Maria Elena Aimo –  Per quest’anno vorremmo riuscire ad attivare almeno una borsa di studio nelle discipline sperimentate per premiare l’impegno dei ragazzi e permettere ad alcuni di loro di coltivare un sogno e generare un talento”.