Change your habits con HubWater: la startup che vuole cambiare le abitudini di consumo dell’acqua

Abbiamo intervistato le startup che in questi mesi hanno preso parte a PLANET FOUNDAMENTALS #1, il programma di accelerazione per far crescere e scalare impact startup. Dal 2016 in 13 edizioni del programma FOUNDAMENTA, il nostro team di esperti ha accelerato 86 startup che hanno raccolto ad oggi 19M€ di funding.

Scopriamo meglio il progetto di HubWater insieme a Filippo Quercetti, CEO della startup.

Com’è nata la tua idea di business?

L’idea di Hub (all’epoca era solo Hub il nome del progetto) è nata dopo un viaggio in California durante il quale ho notato la grande diffusione di borracce nella popolazione a differenza di quello che si vede in Italia e in Europa. Grazie a questa intuizione e all’input di una mia amica, con i miei soci abbiamo deciso di sviluppare un’applicazione che segnalasse le fontanelle di tutta Italia, coinvolgendo anche bar e ristoranti con il compito di fornire acqua depurata naturale o gasata ai nostri clienti.

3 parole per descrivere la tua startup

Partirei dal nostro claim che è “change your habits” perché nell’essenza è quello che noi stiamo cercando di fare: fare cambiare le abitudini alle persone. Da un’abitudine più consumistica usa e getta, come l’acquisto e il consumo di acqua imbottigliata a un’abitudine più circolare, riferita ad un utilizzo prolungato nel tempo di un oggetto quale la borraccia. 

Raccontaci qualcosa del percorso di accelerazione con SocialFare

Siamo partiti come un gruppo di amici alla prima esperienza imprenditoriale e il percorso con SocialFare ci ha aperto gli occhi mostrandoci le competenze, i meccanismi e il know how che serve per costruire un’azienda e farla crescere nel tempo. Socialfare è stato, ed è tutt’ora, un catalizzatore nel velocizzare tutto il team ad andare verso quello stadio di competenze necessarie ed essenziali per il corretto sviluppo del nostro progetto. 

Parimenti importante è stato avere affianco qualcuno con grande esperienza nel campo e che di startup ne ha viste molte crescere, ma anche fallire. Credo che ogni aspirante imprenditore debba ricercare il supporto di figure simili, che sappiano mostrarti le conoscenze e le compentenze che un team deve acquisire per poter aver successo.

Far parte delle startup accelerate da SocialFare per noi, e per i nostri interlocutori, è un indicatore positivo sulla qualità e sul valore del nostro progetto. Grazie della fiducia!

 

 

*La nuova call per impact startup PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta. Un programma di accelerazione di 4 mesi intensivi per far scalare la tua startup, con un approccio altamente personalizzato: ci focalizzeremo su cosa hai bisogno per crescere ed essere pront* a presentarti agli investitori.

Sei una startup early stage e stai lavorando a un progetto imprenditoriale con impatto sociale? Puoi inviare la tua candidatura entro il 24 luglio 2022: https://socialfare.org/planet-foundamentals/

Il meglio dell’editoria indipendente: Romanzi.it

Abbiamo intervistato le startup che in questi mesi hanno preso parte a PLANET FOUNDAMENTALS #1, il programma di accelerazione per far crescere e scalare impact startup. Dal 2016 in 13 edizioni del programma FOUNDAMENTA, il nostro team di esperti ha accelerato 86 startup che hanno raccolto ad oggi 19M€ di funding.

Ci raccontano il loro progetto in questa chiacchierata Massimo Cuomo ed Enrico Drigo, CEO e CTO di Romanzi.it.

Com’è nata la vostra idea di business?

startup_romanzi_team

L’idea si sviluppa durante il periodo della pandemia, quando ci siamo accorti di un grande problema nel mercato editoriale: il suo modello distributivo. 

Abbiamo cercato di capire in che modo, con le nostre competenze e la nostra passione per la letteratura, avremmo potuto dare un contributo per provare a sciogliere questo nodo. Nasce così Romanzi.it. In realtà, dietro questa idea, c’è un percorso lunghissimo, complesso e fatto da tante riunioni, cambi di strada e ragionamenti evolutivi che ci hanno portato a perfezionare il nostro progetto per renderlo come è adesso.

3 parole per descrivere la vostra startup

Romanzi.it: il meglio dell’editoria indipendente.

Raccontateci qualcosa del percorso di accelerazione con SocialFare

Grazie al percorso di accelerazione abbiamo approfondito aspetti della nostra attività e abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci con il team e i consulenti di SocialFare, oltre alle altre startup nel programma: sentire quello che gli altri hanno da raccontare dalla propria esperienza ci ha aiutato molto in questa fase di crescita.

Abbiamo anche realizzato che abbiamo una startup, che noi stessi siamo degli “startupper” e questa è una presa di coscienza incredibilmente importante per noi. Sono tanti gli strumenti che stiamo acquisendo e, con l’aiuto di SocialFare, stiamo facendo chiarezza su molti aspetti del nostro progetto. È proprio la presenza di un interlocutore esterno quale il team di SocialFare, molto competente e di cui ci fidiamo, che ci ha permesso di migliorare la nostra fiducia reciproca e la qualità delle nostre idee. 

[Massimo] Mi sento a metà del guado: ho chiarissimo il prima e ho curiosità del dopo. Il nostro progetto è arrivato a questa esperienza proprio nella fase giusta per essere messo in discussione, rivisto e rivoluzionato. In questa rivoluzione il contributo di SocialFare è stato fondamentale, per cui la stiamo vivendo con grande entusiasmo ed ottimismo. Siamo convinti che il dopo sarà sicuramente migliore del prima!

[Enrico] C’è una consapevolezza in più: prima di cominciare questo percorso facevamo le cose più “di pancia” mentre adesso abbiamo degli strumenti per procedere secondo un percorso. Questo ci aiuta molto a definire le cose più importanti da fare, quelle da escludere, quelle da rinviare ed essere più obiettivi sul nostro prodotto e sulle nostre idee.   

 

*La nuova call per impact startup PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta. Un programma di accelerazione di 4 mesi intensivi per far scalare la tua startup, con un approccio altamente personalizzato: ci focalizzeremo su cosa hai bisogno per crescere ed essere pront* a presentarti agli investitori.

Sei una startup early stage e stai lavorando a un progetto imprenditoriale con impatto sociale? Puoi inviare la tua candidatura entro il 24 luglio 2022https://socialfare.org/planet-foundamentals/

L’e-commerce delle librerie indipendenti: Bookdealer

Abbiamo intervistato le startup che in questi mesi hanno preso parte a PLANET FOUNDAMENTALS #1, il programma di accelerazione per far crescere e scalare impact startup. Dal 2016 in 13 edizioni del programma FOUNDAMENTA, il nostro team di esperti ha accelerato 86 startup che hanno raccolto ad oggi 19M€ di funding.

Conosciamo oggi Leonardo Taiuti, founder e CEO di Bookdealer.

Com’è nata la tua idea di business?

Bookdealer nasce dalla necessità di avere un’alternativa ai grandi store online per quanto riguarda l’acquisto dei libri. Le librerie sono sempre state tagliate fuori da questo commercio, non avendo spesso accesso all’online e l’utente non poteva scegliere di sostenere le librerie fisiche in caso di shopping online. La pandemia ha esacerbato questa situazione e così è nata l’idea di offrire alle librerie indipendenti di Italia uno sbocco sul commercio online. Offrire l’opportunità di unire l’online al lavoro al banco delle libreria è l’idea che ci ha mosso nella creazione di Bookdealer.

3 parole per descrivere la startup

ragazzo con bici che fa consegna dei libri

Direi che è originale: è una novità, non c’è mai stato niente di simile sul mercato italiano. Sostenibile: nel senso che rimette le librerie al centro dell’attenzione quando si parla di commercio online. Un’altra parola che riassume il concetto è alternativa: Bookdealer è l’alternativa per l’utente che, da oggi, può andare a comprare i libri online senza rivolgersi ai grandi store. 

 

Raccontaci qualcosa del percorso di accelerazione con SocialFare

L’ingresso nel percorso di accelerazione è stato fondamentale per chiarirci le idee. Noi soci abbiamo altre attività imprenditoriali ma non avevamo mai fatto questo mestiere di “startupper”. Il team di SocialFare ci sta aiutando nello strutturarci, facendoci anche rimettere in discussione certe convinzioni che avevamo per riorganizzare il nostro lavoro e capire dove vogliamo arrivare e come farlo.

Riguardo il percorso di accelerazione il bilancio è senz’altro positivo. Abbiamo scompagginato le carte in tavola grazie a SocialFare: non sappiamo cosa ci aspetta adesso il futuro, ma siamo certamente più consapevoli di quello che stiamo facendo.

 

 

*La nuova call per impact startup PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta. Un programma di accelerazione di 4 mesi intensivi per far scalare la tua startup, con un approccio altamente personalizzato: ci focalizzeremo su cosa hai bisogno per crescere ed essere pront* a presentarti agli investitori.

Sei una startup early stage e stai lavorando a un progetto imprenditoriale con impatto sociale? Puoi inviare la tua candidatura entro il 24 luglio 2022https://socialfare.org/planet-foundamentals/

Visionaria e inclusiva: Wear Me – la startup di moda sostenibile per abbigliamento babywearing

Abbiamo intervistato le startup che in questi mesi hanno preso parte a PLANET FOUNDAMENTALS #1, il programma di accelerazione per far crescere e scalare impact startup. Dal 2016 in 13 edizioni del programma FOUNDAMENTA, il nostro team di esperti ha accelerato 86 startup che hanno raccolto ad oggi 19M€ di funding.

Iniziamo a presentarvi la prima protagonista di quest’anno: Virginia Scirè, founder della startup Wear Me.

Com’è nata la tua idea di business?

Wear Me nasce nel 2017 da un’esigenza che ho sentito esserci tra le mamme della community a tema babywearing che avevo creato su Facebook. Si trattava di uno spazio dove le mamme si incontravano, si aiutavano e si scambiavano le reciproche esperienze nel portare i loro bambini. Questa community era alla ricerca di una giacca che potesse portare i bambini con la fascia e il marsupio, che fosse utilizzabile in più stagioni ma soprattutto che potesse essere riutilizzata. Dopo averla a lungo cercata e non trovata, a un certo punto ho deciso di crearla io: l’ho disegnata e ho fatto realizzare il primo campione. Per avviare la prima produzione ho aperto un pre-ordine, facendo di fatto un crowdfunding all’interno della mia community dove ho raccolto i primi 100 ordini, che mi hanno permesso di lanciare quello che è diventato il primo prodotto a marchio Wear Me.

[Nella foto Virginia Scirè, founder della startup Wear Me]

3 parole per descrivere la tua startup

Wear Me è visionaria, costruttiva e inclusiva. 

Raccontaci qualcosa del percorso di accelerazione con SocialFare

Era inizio 2022 quando mi sono ritrovata in riunione strategica con il team: l’obiettivo per quest’anno era riuscire a passare da startup ad azienda. Organizzare il team, trovare un modo per analizzare i nostri numeri e lavorare sulla gestione finanziaria per sviluppare ulteriormente il fatturato, consolidando il nostro metodo di lavoro: per realizzare tutto questo ci era molto chiare che avessimo bisogno di un percorso di formazione.

In quel momento è arrivato SocialFare: quando è uscita la call mi sono candidata immediatamente, perché ho pensato che il nostro progetto fosse molto in linea con le vostre corde ma soprattutto che avrei trovato dei formatori che fossero in linea con i nostri valori. Sono stata felice perché è stato proprio così.

Durante questi mesi di formazione abbiamo toccato vari aspetti della nostra azienda, con l’opportunità di poterlo fare in maniera più completa grazie al punto di vista esterno di persone competenti. È stato bello poter ascoltare le esperienze di imprenditori che ritengo molto capaci, scoprire le loro storie e capire come sono cresciuti. 

Sì, sono veramente contenta di aver preso parte a questo programma di accelerazione. Non nascondo che è molto “accelerato” ed impegnativo, e per noi che lavoriamo già parecchio non è stato facile. Ma in poco tempo stiamo riuscendo a fare quello che in realtà avevamo pianificato di fare nel corso dell’anno e lo stiamo facendo con metodo più strutturato, risolvendo problemi e incognite che in certi momenti ci hanno fermato. Grazie a questo programma Wear Me non è più una startup ma inizia ad essere davvero un’azienda.

 

*La nuova call per impact startup PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta. Un programma di accelerazione di 4 mesi intensivi per far scalare la tua startup, con un approccio altamente personalizzato: ci focalizzeremo su cosa hai bisogno per crescere ed essere pront* a presentarti agli investitori.

Sei una startup early stage e stai lavorando a un progetto imprenditoriale con impatto sociale? Puoi inviare la tua candidatura entro il 24 luglio 2022: https://socialfare.org/planet-foundamentals/

Planet Foundamentals: rispondiamo alle domande più frequenti

La nuova call per startup a impatto sociale è aperta! In questo articolo rispondiamo alle domande più frequenti che ci sono state chieste:

  • a cosa serve il programma di accelerazione by SocialFare?
  • quali startup innovative possono candidarsi?
  • quali sono i criteri di selezione delle startup?
  • quanto costa partecipare? Ricevo un finanziamento?

→ A cosa serve il programma di accelerazione by SocialFare?

Grazie al programma di accelerazione le impact startup selezionate hanno la possibilità di crescere in un tempo molto breve, di raggiungere metriche significative e di sviluppare maturità di team e di prodotto, elementi indispensabili per raccogliere altro capitale alla fine del programma.

Al termine del programma Planet Foundamentals, infatti, i team accelerati sono investment ready, vale a dire pronti a presentarsi agli investitori e a ricevere nuovi capitali.

Cosa offre il programma

  • Moduli online e offline con il nostro team multidisciplinare (Design, Business, Finanza)
  • Product/service design, Business modeling, Impact assessment, Networking for Scalability, Investment readiness
  • Talk/sessioni con i founder di startup di successo 
  • Accesso alla nostra rete di mentor e advisor
  • Investimento seed fund fino a 100k€ cash a partire dall’inizio del programma
  • Supporto investment readiness e nostro network di 50+ impact investor

Il programma si conclude con il Social Impact Investor Day e l’opportunità di presentarsi ad un prestigioso panel di enti privati, business angel, private investor e family office.

Scopri chi sono i mentor e advisor di SocialFare.

→ Quali startup innovative possono candidarsi?

Siamo particolarmente interessati a progetti imprenditoriali che portano soluzioni innovative in risposta a esigenze sociali rilevanti, siano esse soluzioni di prodotto, servizio, modello. 

Selezioniamo imprese early stage che:

  • siano ambiziose e disposte a crescere rapidamente e in modo consistente 
  • abbiano l’obiettivo e il potenziale per generare impatto sociale rilevante
  • vogliano lavorare con approccio imprenditoriale

È fondamentale che l’impatto sociale sia parte integrante della mission aziendale e che sia intenzionale e misurabile: non cerchiamo aziende impegnate in azioni correttive sull’impatto generato dal proprio business, bensì progetti nati espressamente con l’obiettivo di risolvere un problema o un’esigenza rilevante per la collettività.

→ Quali sono i criteri di selezione delle startup?

Per essere selezionate e partecipare al programma di accelerazione di SocialFare occorre avere queste caratteristiche:

  1. stadio di sviluppo early stage: non deve essere una business idea e non deve essere troppo grande (scale-up con revenue >2M€ / anno); startup con un prototipo sviluppato e validato o sul mercato
  2. forma giuridica: società costituite (startup innovative, startup innovative a vocazione sociale, S.r.l.), o realtà ancora in fase di costituzione
  3. innovazione sociale: progetti imprenditoriali che intendono generare impatto sociale o ambientale positivo  

Oltre a questi principali criteri, valutiamo anche il team e la sua qualità, la presenza e il commitment delle persone, il mercato di riferimento (nel senso di scenario competitivo), la validità della value proposition.

→ Quanto costa partecipare? Ricevo un finanziamento?

Sappiamo che per supportare la crescita e lo scale-up delle startup è necessario immettere risorse finanziarie già in fase seed (iniziale). Per questo motivo, ogni startup a impatto sociale accelerata da SocialFare può ricevere un seed fund fino a 100K€ (di cui il 15% da corrispondere a SocialFare per i servizi di accelerazione) in cambio di una percentuale di equity fino al 15%, in relazione alla valutazione societaria.

SocialFare Seed è una realtà privata fondata da impact investor che rappresentano family office e fondazioni bancarie. La società partecipata anche da SocialFare, promotrice del modello sistemico a favore della nascita e crescita di nuova imprenditorialità sociale. Si tratta di un esempio unico e particolarmente innovativo per il panorama italiano.

Per approfondire

Planet Foundamentals #2, la nuova call per startup a impatto sociale

Sono aperte le candidature alla 14ma edizione del programma di accelerazione per startup a impatto sociale di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale. 4 mesi di accelerazione intensiva, supporto da parte di un team di professionisti multidisciplinari, accesso a una prestigiosa rete di mentor e investitori e fino a 100k€ di investimento seed per ogni startup scelta: queste le opportunità offerte ai migliori team che supereranno la selezione in estate. 

PLANET FOUNDAMENTALS #2. Social Impact startups facing new global risks è il titolo di questa nuova edizione. Si cercano team in grado di sviluppare prodotti, servizi e modelli innovativi in grado di rispondere in modo efficace alle nuove sfide fondamentali da cui dipende il futuro della nostra società e del pianeta: coesione sociale, azione per contrastare il cambiamento climatico, equità digitale. Questi i temi chiave su cui agire, identificati come i più urgenti dal World Economic Forum nella 17ma edizione del Global Risks Report.

Con noi crescono le migliori startup a impatto sociale – racconta Martina Muggiri, Startup Program Coordinator di SocialFare – vale a dire team ambiziosi, con la volontà e il potenziale per crescere rapidamente e in modo consistente tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista dell’impatto sociale che generano”.

Lavoriamo con pochi team selezionati e puntiamo sulla qualità – prosegue Martina – e questo ci permette di seguire le startup in accelerazione davvero da vicino, concentrandoci sui dettagli e offrendo numerose opportunità di consulenza specializzata 1to1. Il nostro programma è altamente personalizzato e questo fa la differenza.

Lavoriamo tanto sulla strategia e sul team: il cambiamento da prima a dopo l’accelerazione è radicale e determinante

Sono 1.720 le candidature ricevute e 86 le startup selezionate e accelerate da SocialFare dal 2016 ad oggi. Per molte il programma di accelerazione FOUNDAMENTA (oggi PLANET FOUNDAMENTALS) è stato un vero trampolino di lancio per una crescita importante, in alcuni casi davvero sorprendente. Si pensi a Unobravo, servizio di psicologia online: nata nel 2019 su idea di una psicologa 27enne, muove i primi passi imprenditoriali con SocialFare nel 2020, in pieno lockdown. Oggi ha 100 dipendenti, collabora con 3mila psicoterapeuti e ha superato i 30mila pazienti

“C’è poi da sottolineare la collaborazione stretta fra il nostro team e SocialFare Seed, il veicolo di investimento che porta capitale finanziario alle nostre startup in accelerazione e che ci affianca già nelle fasi di selezione prima dell’avvio di ogni programma. Il nostro lavoro sulla investment readiness, ovvero la preparazione delle startup perché siano pronte a presentarsi agli investitori e a ricevere investimenti, è senza dubbio un grande servizio che offriamo alle “nostre” startup anche ben oltre il periodo dell’accelerazione, e che ci viene riconosciuto” (leggi l’intervista completa a Martina Muggiri, Startup Program Coordinator di SocialFare).

 

SocialFare Seed ha investito ad oggi 1,5 milioni di euro nelle startup di SocialFare, che nel loro complesso hanno già raccolto 19 milioni di euro

“Con SocialFare Seed facciamo esclusivamente impact investing “puro”. La differenza sta soprattutto nella consapevolezza dell’investitore riguardo al fatto che, come diciamo in SocialFare, il valore sociale genera valore economico, e non solo o non necessariamente viceversaracconta Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare, che aggiunge “ci distingue il fatto che investiamo nelle prime fasi di sviluppo di impresa, la fase più rischiosa ma anche quella in cui si può fare più innovazione. Siamo ancora in pochi in Italia a farlo, selezioniamo impact startup molto innovative e ad alto tasso di crescita”.

Una scelta vincente per tutti:

Siamo stati determinanti nel contribuire a creare startup di successo a livello imprenditoriale, economico e di impatto sociale. Penso a Unobravo, Aulab, JoJolly, Freedome, BonusX, Epicura e molte altre, tutte peraltro cresciute in modo significativo nel corso dell’emergenza covid-19 proprio perché hanno saputo rispondere tempestivamente ai bisogni emergenti della nostra società nel 2020-21. Le imprese su cui SocialFare Seed ha investito in questi 5 anni stanno portando risultati evidenti, e questo non può che generare meccanismi virtuosi: i successi delle nostre startup ispirano nuovi potenziali talenti, gli aspiranti imprenditori impact sanno che con noi è possibile crescere davvero e gli investitori ci riconoscono la capacità di selezionare le startup giuste su cui puntare”. (leggi l’intervista completa a Filippo Psacharopulo, Investment Manager di SocialFare).

 

La call PLANET FOUNDAMENTALS #2 è aperta fino al 24 luglio 2022: scopri qui come candidare la tua startup!

 

Earth Day: scopri le startup accelerate da SocialFare che contribuiscono a rendere più sostenibile il pianeta

Ogni 22 aprile si celebra la Giornata della Terra (Earth Day)! 

Il tema di quest’anno è “Invest In Our Planet“, incentrato sull’accelerazione di soluzioni per combattere la nostra più grande minaccia, il cambiamento climatico. Molte startup giocano un ruolo fondamentale in questa transizione verso un futuro più verde, creando tecnologie e soluzioni rispettose dell’ambiente. La Giornata della Terra è il momento perfetto per mettere in luce alcune di quelle accelerate da SocialFare che stanno contribuendo a rendere più sostenibile il pianeta. 

Antcare by Vortex

Il progetto nasce per affrontare il problema degli sprechi legati alle inefficienze produttive del settore agroalimentare: si calcola infatti che nelle fasi di lavorazione industriale addirittura il 30% del cibo resti inutilizzato. 

Attraverso il brand Antcare, la startup propone una linea di cosmetici completamente naturali e biologici capaci di restituire valore alle materie prime di alta qualità che per ragioni di mercato o tecnico-produttive resterebbero altrimenti inutilizzate, garantendo la massima efficacia e qualità al consumatore e generando un impatto positivo sulla società, sul territorio e sulla natura.

La loro sfida sociale: dimostrare che si può curare il benessere individuale tutelando l’ambiente e la collettività, offrendo prodotti cosmetici sostenibili, realizzati attraverso filiere da economia circolare e ad alto impatto sociale.

We’ll Bee

We’ll Bee nasce per supportare gli apicoltori nell’arduo compito di vigilare costantemente sugli alveari al fine di ridurre i rischi e di agire tempestivamente a fronte di svariati eventi e fattori esterni che ne minacciano la sopravvivenza.

Il dispositivo sviluppato da We’ll Bee, guidato da Intelligenza Artificiale, permette di monitorare a distanza ogni aspetto della vita dell’alveare, avendo accesso ad un’ampia gamma di informazioni in tempo reale, senza interferire con la vita delle api, le loro attività e il loro equilibrio.

La loro sfida sociale: sviluppare soluzioni tecnologiche e innovative per la salvaguardia di api e impollinatori.

Biova

Nato come brand per una birra cream ale prodotta con gli avanzi di due panifici tradizionali delle valli occitane piemontesi, Biova è oggi anche un modello innovativo di economia circolare testato con successo grazie all’esperienza pilota condotta a Torino con una nota agrihamburgheria. 

Il servizio, oggi accessibile ad aziende, ristoratori e distributori, offre la possibilità di creare una filiera corta locale, utilizzando gli scarti di pane del cliente per produrre una birra personalizzata e unica in co-branding.

La loro sfida sociale: trasformare il pane invenduto in birra artigianale di qualità, in un’ottica di filiera corta ed economia circolare.

YouFarmer

Ridurre la distanza fra cittadino e agricoltore attraverso un’offerta accessibile di frutta e verdura fresca locale e di qualità, da Agricoltura Biologica e/o Biodinamica: è la Rivoluzione Bio di YouFarmer.

Il progetto sfida i modelli distributivi più diffusi accorciando la filiera, minimizzando i trasporti, gli sprechi e lo stoccaggio e garantendo al cliente i prodotti delle migliori aziende agricole locali nel raggio massimo di 30 km.

La loro sfida sociale: rivoluzionare gli attuali modelli distributivi nel settore food / fresco con un’alternativa più orientata a sostenibilità e qualità.

i-TES

i-TES nasce fra i laboratori dell’Università di Torino su iniziativa di due chimici e un ingegnere che intendono cambiare il tradizionale sistema di accumulo termico sostituendo l’acqua con PCM (Phase Change Materials), materiali con ottime capacità di thermal management. 

Oggi la startup, con un team ampliato e multidisciplinare, sviluppa impianti di accumulo termico innovativi e offre servizi avanzati ed interventi di efficienza energetica proposti anche con contratti basati sulla garanzia del risultato (es. Energy Service Contract) in modalità di Energy Service Company o ESCO.

La loro sfida sociale: sviluppare prodotti e servizi innovativi ad alto valore tecnologico nell’ambito del risparmio e del miglioramento dell’efficienza energetica.

HUB Water

Hubwater vuole fornire un’alternativa al consumo di acqua in bottigliette di plastica, offrendo una borraccia termica riutilizzabile e un servizio di refill gratuito di acqua presso attività commerciali convenzionate nella città di Torino, con ricadute positive ambientali ed economiche per la comunità.

Ecco le nuove startup selezionate da SocialFare!

Al via PLANET FOUNDAMENTALS, la 13° edizione del programma di accelerazione per impact startup di SocialFare. 5 startup hanno superato la selezione per partecipare al percorso e 3 riceveranno da subito un investimento da SocialFare Seed

Torino, 28 marzo 2022 – Si è avviata la nuova edizione del percorso di accelerazione per impact startup di SocialFare. Lanciato nel 2016, il programma FOUNDAMENTA – quest’anno chiamato PLANET FOUNDAMENTALS in riferimento alle urgenti sfide sociali legate alla salute del pianeta e della comunità umana – si è completato e raffinato nel corso degli anni per offrire un percorso di eccellenza che affianca investimento in equity e consulenza esperta.

86 le startup accelerate fino ad oggi, di cui 71 selezionate con le call FOUNDAMENTA e le restanti attraverso le giurie di premi e programmi a cui SocialFare partecipa in collaborazione con altre importanti realtà italiane legate al mondo dell’innovazione e dell’imprenditoria a impatto sociale. Nel loro complesso, le startup accelerate da SocialFare hanno raccolto ad oggi un ammontare totale pari a 19 milioni di euro di raising, di cui 1,5 milioni erogati da SocialFare Seed, il veicolo di investimento dedicato alle nostre startup.

Le 5 nuove startup, che hanno superato una severa selezione su quasi cento candidate, accedono da oggi ad un percorso di accelerazione intensivo di 4 mesi con il supporto del nostro team dedicato, affiancato da un network multidisciplinare di mentor e advisor. 3 fra loro (Bookdealer, Romanzi.it e WearMe) riceveranno già a inizio programma una prima iniezione di capitale da SocialFare Seed. In estate tutte si presenteranno alla nostra rete di investitori in occasione dell’evento conclusivo del percorso, il Social Impact Investor Day.

Ecco chi sono le startup selezionate che partecipano a PLANET FOUNDAMENTALS:

  • Bookdealer (https://www.bookdealer.it/)
    Bookdealer rappresenta l’alternativa grazie alla quale comprare libri online sostenendo al contempo le librerie del territorio. A ogni acquisto l’utente sceglie la libreria che preferisce e l’ordine viene recapitato a domicilio direttamente dal libraio, ritirato in negozio oppure spedito tramite corriere
  • WearMe (https://wearmebaby.com/)
    Wear Me è un innovativo brand di babywearing di moda sostenibile. Il principale prodotto della startup è una giacca brevettata riutilizzabile che consente di portare i bambini con fascia e marsupio, realizzata con filati naturali
  • Romanzi.it (https://romanzi.it/)
    Romanzi.it è la prima box di narrativa in Italia, spedita ogni due mesi ai lettori con i migliori romanzi di una casa editrice indipendente italiana. Un progetto originale per diffondere in Italia e all’estero storie sorprendenti, ancora poco note al grande pubblico, promuovendo l’editoria indipendente di qualità. La scatola a sorpresa, oltre ai libri, contiene un magazine di approfondimento, una rivista letteraria con racconti di autori emergenti e un invito all’incontro online con l’editore
  • Finanz
    Finanz è la prima piattaforma/mobile-app che democratizza l’educazione finanziaria, rendendo lo studio divertente e accessibile a tutti. Un sistema di AI (wip) creerà un piano di studi personalizzato a seconda degli interessi, delle conoscenze e dell’età dell’utente. Lo studio sarà completamente gratuito grazie a meccanismi di gamification
  • Hubwater (https://hubwater.it/)
    Hubwater vuole fornire un’alternativa al consumo di acqua in bottigliette di plastica,, offrendo una borraccia termica riutilizzabile e un servizio di refill gratuito di acqua presso attività commerciali convenzionate, con ricadute positive ambientali ed economiche per la comunità

 

“Siete stati selezionati perché i vostri progetti e i vostri team sono per noi peculiari e rilevanti – ha detto Laura Orestano, AD di SocialFare alle nuove startup nel corso del PLANET FOUNDAMENTALS Welcome Day – Essere in SocialFare per voi significa da oggi avviare un percorso anche per “prendere spazio” nel mondo dell’impresa, della finanza e della politica, per generare impatto sociale”.

 

Forbes under 30: anche nel 2022 i nostri startupper fra i giovani imprenditori italiani più interessanti

Sono Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci, founder di BonusX, e Arianna Ortelli, fondatrice di Novis Games. Nel 2021 si è guadagnata la menzione Danila De Stefano, fondatrice di Unobravo, e nel 2019 Gianluca Manitto e Alessandro Ambrosio di Epicura. Una conferma che i talenti selezionati e accelerati da SocialFare sanno fare la differenza nel mondo imprenditoriale italiano!

Siamo alla quinta edizione del progetto di Forbes che ogni anno, dal 2018, premia il meglio dell’imprenditoria giovanile italiana: “ragazzi che, con le loro idee visionarie, stanno contribuendo a rivoluzionare il nostro modo di vivere, di lavorare, di divertirci e di mangiare. Una community di imprenditori, startupper, (…) che hanno avuto il coraggio di investire nei loro progetti facendoli diventare realtà”.  

Apprendiamo con orgoglio che fra gli Under 30 di Forbes Italia per il 2022 ci sono i fondatori di ben due startup accelerate da SocialFare: BonusX e NovisGames.

 

Giovanni Pizza e Fabrizio Pinci sono i giovani imprenditori che nel marzo 2020, in piena pandemia, hanno fondato BonusX, startup per semplificare la burocrazia italiana. In quei primi mesi del 2020 hanno anche superato la nostra selezione, scelti fra oltre 130 team candidati alla call FOUNDAMENTA#9, così che la loro impresa è nata e cresciuta “sui banchi” del programma di accelerazione di SocialFare per startup a impatto sociale La sfida di Giovanni e Fabrizio è rendere i servizi pubblici più accessibili alla comunità, attraverso un servizio di assistenza personalizzata che semplifica e velocizza in particolare le richieste per ottenere agevolazioni e bonus a cui si ha diritto. I risultati a due anni di distanza li racconta la stessa Forbes in questo articolo: con oltre 20mila utenti registrati e 3 milioni di euro di bonus erogati tra 2020 e 2021, BonusX riesce a gestire oltre 5.000 pratiche al mese. 

Anche a livello finanziario la startup raccoglie risorse per crescere e “scalare”: supportata in fase di avvio da un’iniezione di capitale da SocialFare Seed, il nostro veicolo di investimento (leggi qui per approfondire), l’impresa ha dimostrato quest’anno la propria maturità in termini di investment readiness chiudendo in febbraio una raccolta di 1 milione di euro tra equity, fondo perduto e finanziamenti. Tra i partner dell’operazione Banco Bpm, Invitalia, 2031 e MoffuLabs che hanno dato fiducia alla startup grazie alle performance dell’ultimo anno. I capitali raccolti saranno investiti nell’espansione del progetto in un secondo mercato europeo, nella crescita della base di utenti e nello sviluppo di nuove funzionalità, bonus e servizi integrati.

 

Arianna Ortelli è CEO e founder di Novis Games, startup che sta sviluppando la prima piattaforma di gioco completamente accessibile a persone cieche ed ipovedenti. Attraverso un ambiente digitale immersivo dalle caratteristiche acustiche e tattili è possibile giocare senza l’interfaccia video, con una tecnologia che garantisce l’inclusione promuovendo uno stile di vita attivo e partecipativo.

Dopo aver seguito il nostro programma di accelerazione FOUNDAMENTA#7 nel 2019, la startup ha fatto grandi progressi e ottenuto importanti premi e riconoscimenti. Arianna è citata da Forbes insieme a Marco Andriano, collaboratore di Novis Games che oggi è anche socio dell’azienda.

 

Non è la prima volta che gli startupper accelerati da SocialFare sono scelti da Forbes fra gli under 30 da tenere d’occhio: è accaduto nel 2021 con Danila De Stefano, psicologa napoletana che ha dato vita a Unobravo (qui il 1° di una serie di articoli che Forbes le ha dedicato) – che ha seguito il programma di accelerazione insieme a BonusX – e nel 2019 con Gianluca Manitto e Alessandro Ambrosio (qui uno degli articoli su Forbes), founder di Epicura

3 startup fondate da giovani talenti che hanno mosso i primi passi insieme al nostro team e hanno saputo crescere in maniera straordinaria a livello professionale, economico e finanziario, superando brillantemente la prova della pandemia e sviluppando attività imprenditoriali che generano un impatto sociale concreto e tangibile per la comunità, attraverso l’offerta di servizi che rispondono a reali esigenze dei cittadini e che creano opportunità di lavoro nel nostro paese. 

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Impact Startup Acceleration: con noi crescono le migliori startup a impatto sociale


Martina Muggiri, Startup Program Coordinator di SocialFare, gestisce e coordina le attività dell’acceleratore di startup di SocialFare. Avviato nel 2016, il nostro programma di accelerazione per startup a impatto sociale giunge con l’ultima call PLANET FOUNDAMENTALS alla sua 13° edizione. 

86 le startup accelerate fino ad oggi, che nel loro complesso hanno raccolto ad oggi un ammontare totale pari a 19 milioni di euro di raising, di cui 1,5 erogati da SocialFare Seed (dati aggiornato maggio 2022, ndr).

Abbiamo chiesto a Martina di raccontarci cosa distingue il nostro programma di accelerazione e che tipo di valore aggiunto porta il nostro lavoro alle startup che selezioniamo e seguiamo. 

A chi si rivolge il programma di accelerazione per startup di SocialFare?

Il target del nostro acceleratore di impact startup sono imprese che abbiano la capacità di crescere rapidamente e in modo consistente tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista dell’impatto sociale che generano. È rilevante quindi che i team candidati abbiano l’ambizione di portare il loro progetto di innovazione sociale ad uno scale-up a livello nazionale, se non addirittura internazionale.

Cosa si intende per impact startup?

Cerchiamo startup con un progetto imprenditoriale volto a generare un impatto positivo dal punto di vista sociale. 

È fondamentale che questo impatto sia intenzionale e misurabile: non si tratta di aziende impegnate in azioni correttive sull’impatto generato dal proprio business, bensì di progetti che pongono l’impatto sociale al centro della loro mission aziendale, attività nate espressamente con l’obiettivo di risolvere un problema della collettività.

La ricaduta sociale dovrà essere inoltre tracciabile e misurabile tramite indicatori che potranno essere definiti con precisione nel corso del programma di accelerazione, che prevede infatti un modulo dedicato in modo specifico alla valutazione dell’impatto

In base all’esperienza di questi anni, avendo esaminato centinaia di candidature e seguito diverse decine di startup selezionate, posso affermare che se la misurabilità è un aspetto che si può affinare insieme in fase di accelerazione – quanto meno il come misurare l’impatto – l’intenzionalità è invece un elemento che deve emergere immediatamente, anche in un progetto imprenditoriale agli albori, a prescindere dal suo stadio di sviluppo.

Di cosa si occupano le impact startup che selezionate?

Siamo particolarmente interessati a progetti imprenditoriali che portano soluzioni innovative, siano esse di prodotto, servizio, modello. Premesso il nostro focus imprescindibile sull’impatto sociale, non abbiamo una specificità settoriale, come potrebbe essere la moda, il food, o il digital, (…). Siamo piuttosto orientati agli SDGs, gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU. Acceleriamo soluzioni in risposta a esigenze sociali in diversi ambiti, seguiamo prodotti “fisici” ma anche servizi digitali, modelli di business B2B o B2C, il nostro portafoglio è eterogeneo, perché l’impatto sociale è un obiettivo trasversale.

Devono essere attività imprenditoriali già avviate?

Generalmente selezioniamo startup early stage con un prototipo già validato o con un prodotto lanciato da poco sul mercato. Spesso a questo stadio le startup ancora non riescono a comunicare bene quello che fanno, non mi riferisco tanto alla comunicazione rivolta al cliente quanto alla capacità di valorizzarsi rispetto, ad esempio, ai potenziali investitori. Il nostro programma d’altra parte serve anche a questo: vedremo insieme la catena del valore del prodotto o servizio e le metriche di riferimento (KPI) per misurare e monitorare lo sviluppo del business, anche allo scopo di cercare investimenti.

Come avviene lo scouting delle startup?

In Italia il social impact è ancora un settore di nicchia: la qualità sta crescendo, ma è necessario un buon lavoro di ricerca per intercettare le startup a impatto sociale con un buon potenziale. 

Il nostro lavoro di scouting include canali digitali per la ricerca, ma anche e soprattutto un buon lavoro di rete a livello nazionale con incubatori, acceleratori e anche investitori che spesso ci segnalano startup interessanti e in target per noi, non ancora pronte a ricevere un investimento.

Quali errori fanno più frequentemente le startup che incontrate?

Quasi tutte inizialmente sottostimano i costi: la pianificazione economico/finanziaria è uno degli aspetti che rivediamo in modo accurato durante il percorso.

Un altro errore frequente riguarda il team: se è vero che si parla spesso delle competenze, che sono senza dubbio determinanti e fondamentali, a volte non si investe abbastanza nella creazione di un clima di lavoro sano. Gestire una startup è infatti molto impegnativo, anche psicologicamente, non mancano momenti di grande stress. Se i founder non riescono a impostare un clima positivo e a offrire rinforzi che aiutino il team in questi momenti, con il tempo se ne pagano le conseguenze. 

Poi c’è la poca flessibilità di pensiero: ci sono startup molto convinte delle loro ipotesi e poco disposte a metterle in discussione, e questo non fa bene. A volte un team è così affezionato alla propria idea da non rendersi conto di validare, di fatto, i risultati che vuole vedere più che quelli davvero attendibili.

Un ulteriore aspetto da vigilare è la capacità di raccogliere metriche, analizzarle e prendere decisioni di conseguenza: una startup non può crescere se non è data-driven, è importante essere disposti ad acquisire competenza e metodo in questo senso.

In cosa si distingue il nostro programma di accelerazione?

Senz’altro nel nostro approccio altamente selettivo: non ci interessa fare numero, lavoriamo con pochi team selezionati e puntiamo sulla qualità. Questo ci permette di seguire le startup in accelerazione davvero da vicino, concentrandoci sui dettagli e offrendo numerose opportunità di consulenza specializzata 1to1. Il nostro programma è altamente personalizzato e questo fa la differenza.

Lavoriamo tanto sulla strategia e sul team, il cambiamento da prima a dopo l’accelerazione è radicale e determinante. 

Un altro aspetto caratteristico è l’eterogeneità di background del nostro team di accelerazione: io come designer (di prodotto e servizio) ed esperta di marketing sono affiancata da Filippo Psacharopulo, esperto di investimenti e finanza (leggi qui la sua intervista, ndr), e da Marco Cornetto, che ha una formazione economica e si occupa di crescita e sviluppo del business delle startup. 

C’è poi da sottolineare la collaborazione stretta fra il nostro team e SocialFare Seed, il veicolo di investimento che porta capitale finanziario alle nostre startup in accelerazione e che ci affianca già nelle fasi di selezione prima dell’avvio di ogni programma. Il nostro lavoro sulla investment readiness, ovvero la preparazione delle startup perché siano pronte a presentarsi agli investitori e a ricevere investimenti, è senza dubbio un grande servizio che offriamo alle “nostre” startup anche ben oltre il periodo dell’accelerazione, e che ci viene riconosciuto.

Quanto conta il network di mentor, advisor e investitori di SocialFare?

 Molto, naturalmente. La nostra rete di advisor e mentor è complementare allo Startup Acceleration Team ed offre competenze di altissimo livello in diversi ambiti. Individuiamo le specifiche esigenze delle startup che seguiamo e le affianchiamo con professionisti specializzati, attivando anche mentorship prestigiose per i team più meritevoli.

L’altro tassello è costituito dal network di investitori che segue le nostre startup e partecipa ai Social Impact Investor Day, gli eventi conclusivi dei nostri percorsi di accelerazione. Se il nostro veicolo di investimento SocialFare Seed offre un’iniezione di capitale come boost iniziale durante l’accelerazione, fondamentale è che le startup arrivino a fine programma pronte a raccogliere investimenti più ingenti per fare il salto, e noi sappiamo di aver fatto davvero un buon lavoro quando questo match fra startup e venture capital avviene al meglio, dando risultati nei mesi e anni successivi al percorso.

In sintesi, FOUNDAMENTA (chiamato PLANET FOUNDALMENTALS in occasione della sua più recente call) è un programma che si è completato e raffinato nel corso degli anni, migliorandosi in ognuna delle sue 13 edizioni, arrivando oggi ad avere un track record davvero significativo.

Le startup vi riconoscono queste peculiarità?

Chi ci conosce o semplicemente segue con attenzione gli sviluppi delle nostre startup lo sa bene.

Un esempio: nel corso dell’ultima selezione, una delle startup candidate ha detto di aver avuto diverse opportunità per entrare in altri programmi di accelerazione, ma di aver scelto di puntare su di noi, perché vede i risultati delle startup che abbiamo accelerato. 

Per farsi un’idea basta seguire sui media i casi di Unobravo (qui diversi articoli su Forbes), Freedome, JoJolly, BonusX (qui una sintesi degli ultimi successi), per citare le più recenti, o di startup ormai note come Epicura, fra le prime a seguire il nostro programma FOUNDAMENTA, oggi in piena fase di crescita dopo aver chiuso un round da 5 milioni di euro (qui una delle ultime notizie sul Sole24Ore).

Alla fine del programma, qual è l’x factor che determina il successo di una impact startup?

Il nostro programma di accelerazione è estremamente efficace là dove i team sono eccezionali.
In questo siamo bravi: selezioniamo i team con il miglior potenziale e li accompagniamo portandoli ad essere davvero pronti a crescere e attrarre investimenti. 

Le competenze iniziali contano in parte, mentre sono fondamentali l’atteggiamento, l’approccio, le capacità. Devono sapersi mettere in discussione e aver voglia di lavorare sodo per formarsi e migliorarsi. Devono essere ambiziosi, ma avere anche una giusta dose di umiltà. Ormai siamo allenati a intercettare queste caratteristiche fin dai primi colloqui. Già nella fase preparatoria al Selection Day, a cui accede una short list altamente selezionata, li affianchiamo nella creazione di un buon pitch e constatiamo quanto sono proattivi e disposti a mettersi in gioco.

Se una impact startup ha un team eccezionale, con queste caratteristiche, noi garantiamo che la seguiremo con un lavoro eccezionale e che potrà ambire a diventare la n.1 del suo settore.

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