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Green Pride premia l’Alveare che dice Sì!, ReBox e Shike come best practice di Green Economy

Il Green Pride è una campagna promossa dalla Fondazione UniVerde, a livello nazionale e regionale, con l’intento di valorizzare e conferire un riconoscimento alle best practice di Green Economy: Istituzioni e Enti locali virtuosi, imprese, associazioni, ma anche ai singoli individui, impegnati nella riconversione ecologica della società e dell’economia. L’ottava edizione vede il riconoscimento assegnato ad alcune delle startup accelerate da SocialFare.

Mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 10 presso la Sala Einaudi del Centro Congressi “Torino Incontra” – Via Nino Costa, 8 Torino, si svolge il Green Pride Piemonte della Sostenibilità, avente come tema ”efficienza energetica, tecnologie e startup innovative al servizio della sostenibilità”.

Intervengono:

Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente Fondazione UniVerde
Alberto Unia, Assessore Politiche per l’Ambiente della Città di Torino
Michele Mellano, Direttore Coldiretti Torino
Angelo Marino, Presidente Associazione SOS Terra.

Moderatore: Andrea Gandiglio, Direttore Editoriale greenews.info e fondatore del progetto Gretteria.

La presentazione delle best practice è stata affidata a Monica Paolizzi (Accelerator Program Coordinator SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale), che introduce le startup premiate, scelte tra le realtà a impatto sociale accelerate da SocialFare.

Le startup alle quali è stato assegnato il Green Pride Piemonte 2017 dell’innovazione sostenibile sono:

l’Alveare che dice SI!: L’Alveare che dice sì! è il progetto che, unendo produttori locali e consumatori consapevoli, promuove un nuovo modo per fare la spesa in modo sano, sostenibile e a km0. I produttori locali si iscrivono al portale e si uniscono in un “Alveare”, mettendo in vendita online i loro prodotti: frutta, verdura, latticini, formaggi. I consumatori che si registrano sul sito posso acquistare ciò che desiderano presso l’Alveare più vicino casa, scegliendo direttamente sulla piattaforma. Il ritiro dei prodotti avviene settimanalmente nel giorno della distribuzione organizzata dal gestore dell’Alveare.

ReBox: Il progetto reBOX nasce per combattere lo spreco di cibo nella ristorazione e dare nuova dignità al cibo trasformando «l’avanzo» in opportunità. ReFOOD è la foodybag che trasforma il cibo avanzato in buona abitudine ed è la risposta al 70% degli italiani che richiede, per superare la vergogna di portare a casa il cibo avanzato, un prodotto bello, comodo, pratico, etico e riciclato/riciclabile.

Shike: Il progetto “Shike” lanciato da Mug Studio s.r.l., intende promuovere nuove forme di mobilità sostenibile e facilitare allo stesso tempo l’accesso ai servizi di bike sharing all’interno delle città di medio-grandi dimensioni. Grazie ad un innovativo lucchetto “smart”, con gps e sensori ambientali integrati, Shike elimina le stazioni di parcheggio permettendo nuovi modelli di condivisione del proprio veicolo e gettando le premesse per la creazione del più esteso servizio di bike sharing sul mercato. Infine i sensori integrati nel sistema permettono di raccogliere dati ambientali e valutare la CO2 risparmiata, incentivando così comportamenti virtuosi.

La Coldiretti Torino, da anni attiva con tutti gli attori del territorio con reti collaborative, in particolare tramite un progetto strategico di innovazione sociale nelle aree rurali, anche per la promozione di un welfare ecologico, ha promosso la partecipazione all’evento come best practice la Cooperativa Agricoopecetto, cooperativa agricola multifunzionale da anni impegnata in percorsi di AGRICOLTURA SOCIALE, in rappresentanza della quale è interviene la sig.ra Elena Comollo.

Parte da Rio l’avventura di Atleti Speciali

7 Settembre 2016 – (Rio de Janero). Questa mattina hanno sfilato al Maracanà per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi 4000 atleti, 101 arrivano dall’Italia. Tra questi, Ferdinando Acerbi in gara per la disciplina del paradressage nelle gare individuali e di squadra.

Ferdinando Acerbi: atleta d’eccezione e startupper

imageUn talento per l’equitazione che si manifesta subito: a soli 7 anni Ferdinando monta già a cavallo, gareggia e vince.  Nel 1982 partecipa ai Campionati Europei Juniores. La sua vita, però, subisce un brusco cambiamento quando durante un’immersione (allora era anche istruttore di sub), ha un incidente iperbarico: un membro del gruppo di immersione di cui è responsabile non torna su con gli altri. Ferdinando torna a cercarlo, lo trova in stallo a 80 metri di profondità. Per salvarlo deve fare in fretta, il più in fretta possibile. Salva il compagno, ma emergere troppo rapidamente gli provoca una paraplegia incompleta agli arti inferioriIn un recente articolo all’Huffingtonpost il racconto delle difficoltà affrontate nella lunga riabilitazione, e nel tentativo di recuperare l’uso parziale delle gambe (gravemente compromesso).

Henable: soluzioni digitali a problemi reali

Henable1-770x451Quando il team di SocialFare®  ha conosciuto Ferdinando, ha incontrato un imprenditore audace e creativo: nel frattempo ha fondato Henable, una cooperativa sociale che si occupa di inserimento lavorativo e promozione dell’inclusione sociale di persone con disabilità attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. Ferdinando segue il programma di accelerazione di SocialFare®, si allena e non ferma la sua creatività. Oggi in contemporanea alla partenza delle Paralimpiadi, Henable lancia da Rio il sito “Atleti Speciali”, un nuovo modo di raccontare lo sport e le storie di atleti che hanno affrontato le loro sfide più importanti, prima nella vita e poi sui campi di gara.

Atleti Speciali: un nuovo modo di intendere e affrontare la disabilità

Una piattaforma web per dare voce ad atleti che lavorano spesso nell’ombra, le cui esperienze, fatte di storie di vita, percorsi, allenamenti, fatiche e traguardi, rappresentano un’opportunità per promuovere un cambio culturale e la diffusione di un nuovo modo di intendere e affrontare la disabilità.

Ferdinando Acerbi ha dichiarato: “Quando ho fondato Henable la mia intenzione era di offrire una nuova opportunità a chi, come me, si è trovato a convivere con una disabilità; noi formiamo persone, cerchiamo di inserirle nel mondo del lavoro, pensiamo a nuovi strumenti digitali per semplificare la vita; «Atleti Speciali» apre una nuova fase del nostro percorso, voglio che tutti i ragazzi possano avvicinarsi a uno sport adatto alla loro disabilità, con tutto il sostegno, anche finanziario, per arrivare a gareggiare al meglio delle loro possibilità”.

L’iniziativa, che ha l’appoggio ufficiale del Comitato Italiano Paralimpico, parte nella sua prima versione in occasione della cerimonia di apertura, ma è destinata a crescere e completarsi nei prossimi mesi, per seguire giorno per giorno tutti gli “atleti speciali” che praticano sport a qualsiasi livello. Il sito offrirà una serie di servizi e funzionalità ad atleti e federazioni, a partire da uno spazio nel quale raccontare e raccontarsi, e metterà a disposizione una semplice piattaforma di crowdfunding per permettere agli atleti di promuoversi e raccogliere le risorse finanziarie necessarie ad affrontare le imprese più ambiziose.

I servizi saranno arricchiti nei prossimi mesi: ad esempio, si lavorerà per permettere ai ragazzi di trovare rapidamente informazioni sui luoghi dove poter praticare sport adatti alla propria disabilità in maniera professionale e in sicurezza. Inoltre, uno spazio editoriale sarà messo a disposizione di atleti e tecnici che condivideranno idee, suggerimenti, soluzioni, trucchi ed esperienze.

Verranno seguite tutte le gare e gli appuntamenti paralimpici e, in futuro, sarà dato spazio a eventi nazionali e internazionali di particolare rilievo. 

In sella a Quasimodo di San Patrignano, Ferdinando rappresenta l’Italia nella disciplina del paradressage alle Paralimpiadi di Rio. Noi continuiamo a fare il tifo per tutte le sue imprese!

Atleti Speciali: www.atletispeciali.com/ita

 

Un logo per Rinascimenti Sociali: ecco i vincitori del concorso

Mercoledì  6 maggio una giuria composta da rappresentanti della rete dei partner di “Rinascimenti Sociali” e da esperti e professionisti del settore si è riunita per valutare gli elaborati che hanno partecipato alla prima call aperta lanciata dall’acceleratore di conoscenza e imprenditorialità a impatto sociale inaugurato a Torino due mesi fa.

Attraverso il concorso di idee si è voluto coinvolgere la comunità creativa nello sviluppo dell’immagine grafica coordinata con cui promuovere in futuro le attività di “Rinascimenti Sociali”.

concorso brandI partecipanti sono stati numerosi, candidando proposte di elevata qualità, valore e contenuto. A loro va il sentito grazie del team di “Rinascimenti Sociali”.

I nomi dei vincitori sono ora disponibili sul sito dell’acceleratore. che invitiamo a seguire per i prossimi aggiornamenti e per  conoscere attività, workshop, incontri, confronti ed eventi a impatto sociale in programma. Prossimamente verrà organizzata presso la sede di via Maria Vittoria 38 una mostra temporanea per presentare tutti i progetti candidati e premiare il gruppo vincitore.

Si  ricorda che la restituzione degli elaborati non sarà a carico dei promotori del concorso. Entro 90 giorni dal termine di chiusura i progetti non premiati potranno essere ritirati direttamente dagli autori o da persone munite di delega scritta ed in ogni caso previo appuntamento concordato via mail (fare riferimento ai contatti riportati nell’Art. 12 del Bando di Concorso). Trascorso tale termine i promotori non saranno più responsabili della conservazione degli elaborati senza che ciò comporti rivalsa da parte degli autori..

Le startup a impatto sociale crescono qui

Il grande fermento di idee e soluzioni innovative che colorano il grigio scenario della crisi occupazionale infoltisce la schiera di aspiranti imprenditori desiderosi di sfidare il mercato con nuovi prodotti e servizi. La fase iniziale di una nuova impresa – startup – è delicatissima, il rischio di fallimento è molto elevato: sostenibilità, replicabilità e scalabilità sono gli obiettivi di un impegnativo percorso da costruire e sostenere con strumenti e competenze di qualità, evitando l’improvvisazione.

Boom delle startup

Il “Decreto Crescita 2.0“, convertito in legge nel 2012, con il quale lo Stato ha adottato una normativa per lo sviluppo e la crescita del Paese, ha spinto nuove realtà imprenditoriali ad affacciarsi sul mercato. Vengono individuate come strategiche le startup innovative: società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

innovazione-terzo-settore-crisi-300x169Strategiche perché ritenute in grado di “favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico e l’occupazione, in particolare giovanile” e di “contribuire allo sviluppo di nuova cultura imprenditoriale e alla creazione di un contesto maggiormente favorevole all’innovazione”. Di qui tutta una serie di agevolazioni fiscali e burocratiche e di facilitazione nell’accesso al credito.

Secondo il Rapporto Infocamere relativo al primo trimestre 2015,  a fine marzo il numero di startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese era di 3711, in aumento di 532 unità rispetto alla fine di dicembre (+16,7%), con un capitale sociale complessivo di 192 milioni di euro (in media 52 mila euro circa a impresa). Il 73% fornisce servizi alle imprese, il 18,2% opera nei settori dell’industria in senso stretto (fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici, macchinari e apparecchiature elettriche), il 4,1% nel commercio. Si tratta di realtà piccole, con meno di 3 dipendenti, diffuse prevalentemente in Lombardia, in Emilia Romagna, in Lazio, in Veneto e in Piemonte.startup-banner

Le startup innovative “a vocazione sociale”

Rientrano tra le startup innovative anche quelle “a vocazione sociale” (SIAVS), quelle cioè ad alto contenuto tecnologico che operano in settori specifici cui la legge riconosce particolare valore sociale: assistenza sociale e sanitaria; educazione, istruzione e formazione; tutela dell’ambiente e dell’ecosistema; valorizzazione del patrimonio culturale; turismo sociale; formazione universitaria e post universitaria; ricerca ed erogazione di servizi culturali; formazione extrascolastica per contrastare la dispersione; servizi strumentali alle imprese sociali.

Consapevole che le SIAV (alle quali è richiesta la compilazione del “Documento di descrizione dell’impatto sociale”) possano risultare meno “attraenti” sul mercato, il decreto legge del 2012 assegna agli investitori di queste startup benefici fiscali maggiorati.

Chi sono gli investitori?

Il dossier The Italian Startup Ecosystem: Who’s Who” realizzato da Italia Startup e dagli Osservatori del Politecnico di Milano c0n il supporto istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico, rileva come nel 2014 le startup innovative siano più che raddoppiate rispetto al 2013. Nello stesso periodo è diminuito il ruolo degli investimenti istituzionali e aumentato quello dei business angel(investitori informali), family office (società che gestiscono il patrimonio di una o più famiglie molto facoltose, secondo un modello importato dagli Stati Uniti), acceleratori e incubatori, con un peso del 50% degli investimenti complessivi.

La ricerca sottolinea però come tali investimenti (che nel 2013 ammontavano a circa 130 milioni di euro) siano poca cosa se confrontati con quelli di altri Paesi europei: in Italia si investe in startup hi-tech un ottavo rispetto a Francia e Germania, un quinto rispetto al Regno Unito e poco meno della metà rispetto alla Spagna.

“Rinascimenti Sociali”

impatto-33Nell’ecosistema delle startup italiane e degli incubatori e acceleratori nati per sostenerle (circa un centinaio in totale) “Rinascimenti Sociali” si posiziona come la prima grande realtà nata in Italia per accompagnare nel loro percorso di crescita realtà capaci di generare impatto sociale, capaci cioè di promuovere il cambiamento ideando e progettando soluzioni innovative che rispondano alle sfide sociali di lavoro, salute, coesione, condivisione, conoscenza, sostenibilità e partecipazione.

Promosso dal Centro per l’ Innovazione Sociale SocialFare®, l’acceleratore inaugurato due mesi fa nel centro di Torino segue attualmente una decina di startup, il 50% delle quali sono innovative. Le ha scelte perché potrebbero promuovere un cambiamento positivo per le persone e la società. Tutte sono infatti accomunate dall’alta potenzialità di creare impatto sociale: è questo infatti l’aspetto centrale, la condizione necessaria per poter usufruire del percorso di accelerazione di “Rinascimenti Sociali”. Un percorso che attraverso gli strumenti della tecnologia, della finanza e dell’internazionalizzazione punta a rendere autonome realtà che richiedono interventi competenti su bisogni specifici.

Il percorso di accelerazione

Nell’accompagnamento verso la prototipazione, sperimentazione, validazione e scalabilità confluiscono tutte le risorse e competenze messe in campo da una estesa rete di partner locali e internazionali (oltre 20) che insieme, nell’ampia sede di via Maria Vittoria 38, stanno costruendo un nuovo modo di generare valore economico mettendo al centro le persone e le comunità.loghi

Un team multidisciplinare apporta dunque competenze specifiche curando la qualità di un percorso che già nella prima fase si propone di essere rigoroso, con un’analisi approfondita di ciò di cui le startup hanno bisogno per consolidare  e sviluppare l’idea riducendo così i margini di fallimento.

Organizzazione lavorativa, reclutamento occupazionale, organizzazione di social housing, gestione della filiera del cibo, consumi, servizi per la comunità…: sono molteplici i settori in cui muovono i primi passi le realtà imprenditoriali accolte attualmente in via Maria Vittoria 38. I tempi di accelerazione variano dai 6 ai 12 mesi; è previsto solo il pagamento di alcuni servizi puntuali, gli altri sono inclusi nel “pacchetto” offerto gratuitamente.

Le startup interessate possono per adesso rivolgersi direttamente a “Rinascimenti Sociali” (info@rinascimentisociali.org;  tel. 393 1718264) per sottoporre la loro idea, mentre in futuro verranno organizzati appositi bandi per il reclutamento.

Creativi al lavoro per il logo di “Rinascimenti Sociali”: il 30 aprile si chiude il concorso

Scade il 30 aprile 2015 il termine di consegna degli elaborati che partecipano al concorso di idee indetto da SocialFare®, TOP-IX e i partner di “Rinascimenti Sociali” per trovare un logo al primo acceleratore italiano di conoscenza e imprenditorialità sociali.

concorso brandIl coinvolgimento della comunità creativa torinese e nazionale è stato sollecitato attraverso molteplici canali che hanno raggiunto anche scuole e università (tra i partecipanti, una classe dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino). L’open day che si è svolto il 27 marzo scorso in via Maria Vittoria 38, sede di “Rinascimenti Sociali”, ha dato ai partecipanti l’occasione per visitare l’acceleratore e trarre elementi utili alla creazione del suo nuovo brand.

Ricordiamo che possono partecipare al concorso tutti gli italiani o stranieri che studiano o lavorano in Italia, di età non inferiore ai 18 anni. Gli elaborati dovranno pervenire entro il 30 aprile prossimo all’indirizzo di via Maria Vittoria 38, 10123 Torino.

L’autore o gli autori dell’opera vincitrice – che verrà proclamata il 15 maggio 2015 sul sito di “Rinascimenti Sociali” – otterranno un riconoscimento di 2500 euro. Il progetto sarà selezionato da una Giuria costituita da una rappresentanza della rete dei partner e da autorevoli personaggi del mondo della comunicazione visiva e progettazione.

Per informazioni:

Monica Paolizzi monica.paolizzi@socialfare.org (segreteria organizzativa)


Giorgia Bergo
giorgia.bergo@socialfare.org (per informazioni relative all’elaborazione grafica della proposta)

 

“Rinascimenti Sociali” allo studio dei Comuni

Giovedì 9 aprile 2015 una delegazione dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, è stata accolta nella sede di Rinascimenti Sociali per un incontro conoscitivo di SocialFare® e del primo acceleratore di conoscenza e imprenditorialità sociali inaugurato lo scorso 10 marzo in via Maria Vittoria 38 a Torino.

L’incontro si colloca nell’ambito di una ricerca che l’Anci sta conducendo per l’Agenzia nazionale giovani (organismo pubblico vigilato dal Governo italiano e dalla Commissione europea) con l’obiettivo di esplorare in Italia il mondo della social innovation in relazione al coinvolgimento e alla partecipazione dei giovani.

La conoscenza delle realtà che stanno nascendo in Italia e la comprensione dei meccanismi di funzionamento che ne sostengono lo sviluppo consentiranno l’elaborazione di proposte e suggerimenti da sottoporre alle amministrazioni comunali per la definizione di politiche a supporto dell’innovazione sociale.

Lo scopo è insomma quello di offrire ai Comuni nuovi modelli per costruire strategie di intervento sul territorio legate ai processi di innovazione. In proposito, la direttrice di SocialFare® Laura Orestano ha sottolineato l’importanza di spazi, cogestiti,  che generino opportunità e facilitino i processi di inclusione. Corpi intermedi che rispondano a un piano strategico di priorità, capaci di veicolare know how specialistico e nuovi linguaggi a cui i giovani sono molto interessati e dei quali possono diventare generatori.

L’interesse delle ricercatrici, rivolto soprattutto alla costruzione della rete di partner, all’organizzazione interna, ai flussi di finanziamento, agli scambi a livello nazionale e internazionale e ai rapporti con gli enti pubblici, si è tradotto in una lunga intervista a SocialFare®. Cogliamo l’occasione per ripercorrere le tappe del primo centro italiano per l’innovazione sociale, dalla sua nascita nel 2013 all’inaugurazione di Rinascimenti Sociali,  un mese fa.

LOGO-SF_150x150Quando e perché nasce SocialFare®

Il 23 maggio 2013 la Congregazione di San Giuseppe – fondata a Torino presso il Collegio Artigianelli nel 1873 da Leonardo Murialdo, santo sociale, con lo scopo di accompagnare i ragazzi e i giovani in difficoltà nel loro percorso di crescita e autonomia – costituisce SocialFare®, primo centro di innovazione sociale in Italia.

Dopo quasi 150 anni dalla nascita della Congregazione, i nuovi scenari disegnati dalla trasformazione sociale impongono l’attualizzazione del carisma murialdino rispetto alle sfide del welfare, del lavoro e dell’educazione. Un’attualizzazione che i Giuseppini del Murialdo hanno scelto di compiere non da soli ma con altri, non dentro le mura della Chiesa ma nella società. SocialFare®,  srl impresa sociale, nasce quindi come strumento di innovazione sociale partecipata e laica.

Cosa fa SocialFare®

SocialFare® genera impresa sostenibile, incubando start up ad impatto sociale e accelerando soluzioni che sappiano cogliere nuovi bisogni e sviluppino imprenditoria sociale, sostenibilità e reti. Sviluppa inoltre progettualità all’esterno: tra queste, la collaborazione avviata lo scorso anno con Slow Food per quanto riguarda la valutazione dell’impatto sociale del Salone del Gusto e Terra Madre. SocialFare® integra diverse competenze: dalla ricerca etnografica al design, dalla tecnologia sociale al modelling di nuove soluzioni di impresa, con un focus preciso: generare soluzioni innovative alle più pressanti sfide sociali.

imm_accelerazione_SR26 giugno 2014: conferenza “Social Renaissance

L’attenzione e l’impegno di SocialFare® per connettersi alla rete di esperienze nazionali e internazionali si sono concretizzati il 26 giugno 2014, a poco più di un anno dalla nascita del centro,  nella conferenza “Social Renaissance” che si è svolta a Torino presso il Teatro Juvarra, nel complesso dell’Artigianelli.

Organizzata insieme con TOP-IX e Torino Social Innovation, la conferenza ha rappresentato la prima occasione in Italia di un confronto internazionale sulla social innovation. E’ emersa una realtà in fermento di attori pubblici e privati che a livello globale promuovono lo sviluppo di modelli di economia sostenibile e inclusiva.

10 marzo 2015: inaugurazione di “Rinascimenti Sociali”20150310_1

La rete di SocialFare® si è  in seguito ulteriormente ampliata e consolidata fino a rendere possibile la nascita dell’acceleratore “Rinascimenti Sociali” nel centro di Torino. Quasi 30 le realtà locali, nazionali e internazionali coinvolte, tra cui il secondo partner promotore TOP-IX e il partner strategico The Young Foundation: ognuna collaborerà per diffondere nuovi modelli culturali capaci di affrontare le sfide sociali contemporanee valorizzando dal basso idee, persone e comunità.

Cos’è “Rinascimenti Sociali”

Con il sostegno della Compagnia di San Paolo, l’acceleratore di conoscenza, innovazione e imprenditorialità a impatto sociale “Rinascimenti Sociali”, con sede in via Maria Vittoria 38 a Torino, mette insieme le competenze di attori profit e non profit, pubblici e privati, per generare soluzioni ad impatto sociale che creino una nuova economia. Capofila del progetto è SocialFare®.

rinascimenti sociali 2Coinvolgere, educare e accelerare

Sono le tre aree di azione di “Rinascimenti Sociali”. L’animazione territoriale e percorsi formativi capaci di costruire professionalità uniche che padroneggino nuove conoscenze e linguaggi  si intrecceranno quindi con le attività di generazione di startup  e di riposizionamento di imprese già esistenti che vogliano introdurre al proprio interno elementi distintivi della nuova imprenditorialità sociale.  Il tutto attraverso tre strumenti trasversali: finanza ad impatto sociale, tecnologia e internazionalizzazione.

Prossimamente renderemo noto il palinsesto delle molteplici attività dell’acceleratore per i prossimi mesi.

“Rinascimenti Sociali”, l’acceleratore del nuovo welfare

E’ partito a Torino “Rinascimenti Sociali”, il primo acceleratore italiano di conoscenza, innovazione e imprenditorialità a impatto sociale. Nell’ampia sede di via Maria Vittoria 38, inaugurata martedì 10 marzo 2015 alla presenza delle istituzioni e di un folto e variegato pubblico, un’estesa rete di partner nazionali e internazionali proverà a ridisegnare il concetto di “sociale” creando, anche attraverso l’uso della tecnologia, nuovi modelli di welfare. Tutti i partner sono consapevoli della sfida che si apprestano ad affrontare per coinvolgere anche una società civile sempre più interessata e curiosa di sapere quali idee e realizzazioni concrete saranno prodotte nell’acceleratore, dove si sperimenteranno nuove soluzioni per il bene comune.

loghiCapofila del progetto è SocialFare®, primo centro di innovazione sociale in Italia, la cui nascita è stata promossa nel 2013 dall’Opera Torinese del Murialdo presso il Collegio Artigianelli di Torino, casa madre della congregazione. Insieme con il partner promotore TOP-IX – che sostiene progetti di innovazione tecnologica -, il partner strategico The Young Foundation e oltre una ventina di altri partner, SocialFare® ha avviato un processo “volto a diffondere la consapevolezza e la potenzialità delle cosiddette ‘periferie sociali’, riportandole al centro delledecisioni politiche attraverso modelli imprenditoriali innovativi” che sappiano armonizzare tecnologia, arti liberali e passione civile.

Un processo indicato col nome di “Rinascimenti Sociali”, a sottolineare quel passaggio da un’esperienza all’altra e quella condivisione a livelli diversi che possono generare non uno ma più “rinascimenti”, dove la persona e le comunità sono poste al centro dell’azione e dei processi decisionali.

L’esplorazione di nuove strade per rispondere alle attuali sfide sociali non può prescindere, infatti, da un processo di convergenza tra grandi reti e dall’attenzione a nuovi modelli di finanza a impatto sociale. Come ha sottolineato nel corso dell’inaugurazione Mario Calderini della task force G8 Social Impact Investment, gli investimenti ad impatto sociale (erogati cioè a imprese che abbiano lo scopo specifico di creare un impatto sociale misurabile) rappresentano una nuova e coraggiosa risposta, una grande opzione di sviluppo del territorio di cui le istituzioni devono essere consapevoli. Un’opportunità da indirizzare verso modelli virtuosi, a patto però, ha detto Calderini, che la prima preoccupazione sia quella “di far crescere imprese in grado di essere recipienti di strumenti finanziari”. Imprese supportate nella scalabilità in “luoghi in cui devono avvenire cose concrete”.

E l’acceleratore si propone come uno di questi luoghi, uno spazio aperto a tutti, soprattutto ai giovani, dove sarà possibile sviluppare nuove conoscenze e linguaggi che caratterizzano il social design, la tecnologia sociale, l’impresa sociale, la finanza sociale, la prototipazione e innovazione delle politiche… Coinvolgere, formare, accelerare sono le tre aree di azione. La struttura sarà pertanto centro di generazione di startup ma anche di riposizionamento di imprese già esistenti che vogliano introdurre al proprio interno elementi distintivi della nuova imprenditorialità sociale. 20150310_1

Un luogo “in cui si fanno cose” che piace anche alla Chiesa torinese. Intervenuto all’inaugurazione, l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia ha sottolineato infatti la necessità di“passare dai discorsi alla concretezza. Non è più tempo di discorsi, è tempo di agire. Questa iniziativa rappresenta un impegno forte per uscire da inerzia, scoraggiamento, passività e rassegnazione di questo momento storico. Occorre corresponsabilità per affrontare la crisi attuale del sistema educativo, del welfare e del lavoro. Occorre lavorare insieme con l’obiettivo della piena realizzazione della persona, di ogni persona, per renderla più attiva e protagonista. E i giovani dovrebbero essere in prima fila, anche se spesso non ci sono forse perché non hanno la spinta a mettersi in gioco”.

A Torino, la ricerca di soluzioni innovative per rispondere ai bisogni emergenti ha una lunga tradizione e la costruzione di “reti” è il suo punto di forza. Quelle reti che nella nuova grande struttura di “Rinascimenti sociali”, nell’ex Istituto delle Rosine in via Maria Vittoria 38, saranno protagoniste con una ricchezza di relazioni, capacità professionali, energie e risorse per generare impatto positivo.

“L’innovazione sociale nasce dall’osservazione dei cambiamenti e rappresenta un’opportunità per sperimentare soluzioni ai bisogni che cambiano – ha detto il vicesindaco di Torino Elide Tisi – Se la tecnologia può aiutare molto, ancora più importanti sono le nuove capacità di relazione. Trasformare l’attuale gestione di emergenze in opportunità di crescita richiede luoghi come questo, in cui sia possibile sperimentare e trovare nuove strade che potrebbero essere corrette durante il percorso. L’impresa sociale deve però saper uscire dal suo perimetro e contaminare altri contesti, compreso il mondo della finanza”.

Sulla capacità di costruire nuove relazioni tra i diversi soggetti ha insistito anche l’assessore alle Attività Produttive della Regione Piemonte Giuseppina De Santis: “Innovare significa sperimentare e accettare margini di fallimento, e intorno agli esperimenti occorre creare consenso e rendere visibile ciò che accade. Questo acceleratore è una delle buone pratiche da cui partire”.

20150310Il progetto è sostenuto dalla Compagnia di San Paolo, che riconosce nell’acceleratore una infrastruttura di mediazione di cui oggi c’è bisogno per indirizzare le risorse disponibili a quelle realtà che sappiano creare imprenditorialità sociale forte. “SocialFare® ci ha sottoposto una cosa nuova e rischiosa – ha detto Marco Demarie della Compagnia di San Paolo – I rischi sono che l’acceleratore rimanga un’infrastruttura senza capacità generative o che si costruisca una burocrazia autoreferenziale che si occupi solo di mantenere se stessa. Se l’acceleratore smettesse di essere consapevole di essere uno strumento, glielo diremo, ma ci sono buone prospettive che ciò non accada”.

Prossimamente, sul blog di SocialFare® “People Innovation” presenteremo i diversi partner di “Rinascimenti Sociali”, illustrandone attività e progetti nell’ambito dell’acceleratore.

“Rinascimenti Sociali”: il 10 marzo inaugurazione a Torino

Martedì 10 marzo 2015 alle 17,30 SocialFare®, TOP-IX e una rete di oltre 20 partner nazionali e internazionali inaugureranno ufficialmente nel centro di Torino, in via Maria Vittoria 38, la sede di “Rinascimenti Sociali”: la storica location di 1600 mq di proprietà dell’Istituto delle Rosine accoglierà il primo acceleratore di conoscenza e imprenditorialità sociali.

Dopo i saluti istituzionali (interverranno l’arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia, il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e Luigi Bobba, sottosegretario di Stato del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali), verranno presentate le attività dell’acceleratore e la vasta rete di partner che strategicamente, nel cuore della città, collaboreranno per diffondere nuovi modelli culturali capaci di affrontare le sfide attuali valorizzando dal basso idee, persone e comunità. Seguiranno una visita degli spazi e un aperitivo di benvenuto.

rinascimenti sociali 2Nella grande struttura che verrà aperta al pubblico il “nuovo sociale” diventa dunque protagonista, con una ricchezza di relazioni, capacità professionali, energie e risorse che si mettono in rete per progettare nuove soluzioni per il Bene Comune. Di qui il nome scelto, “Rinascimenti Sociali”, a sottolineare quel passaggio da un’esperienza all’altra e quella condivisione a livelli diversi che possono generare non uno ma più “rinascimenti”, dove la persona e le comunità sono poste al centro dell’azione e dei processi decisionali.

La sede delle Rosine, per posizione e ampiezza, ben si presta ad ospitare quello che SocialFare® – primo centro di innovazione sociale in Italia – promuove come luogo di incontro di molteplici e poliedriche competenze. Uno spazio aperto a tutti, soprattutto ai giovani, dove sarà possibile sviluppare nuove conoscenze e linguaggi che caratterizzano il social design, la tecnologia sociale, l’impresa sociale, la finanza sociale, la prototipazione e innovazione delle politiche…

Sarà una fucina di idee e sperimentazioni in cui respirare l’aria fresca e creativa della social innovation. Uno spazio da riempire insieme, ristrutturato all’insegna dell’essenzialità perché possa essere plasmato, adattato e personalizzato in una visione di “rete” e condivisione. C’è anche un terrazzo di 800 mq che potrebbe ospitare nuove progettualità (ad esempio gli orti urbani) o manifestazioni all’aperto.

Gli ambienti di “Rinascimenti Sociali” accoglieranno e aggregheranno tutti coloro che abbiano un’idea di impresa sociale da realizzare, vogliano innovare imprese già in essere, sentano la necessità di impadronirsi di nuovi linguaggi e vogliano entrare in un’ampia e motivata rete di persone, imprese, enti e istituzioni per generare un impatto positivo.

La struttura sarà pertanto centro informale di formazione e promozione, di generazione di startup ma anche di riposizionamento di imprese già esistenti che vogliano introdurre al proprio interno elementi distintivi della nuova imprenditorialità sociale. Non un incubatore, dunque, ma un acceleratore del processo di prototipazione e sperimentazione di nuove soluzioni “su misura” sostenuto da un’ampia rete di competenze che in via Maria Vittoria avrà l’occasione si esprimere tutte le proprie potenzialità.

La Regione Piemonte è tra gli attori coinvolti, per quanto riguarda open data e open government. Tra gli altri partner, The Young Foundation, Engim, Nesta, Confocooperative Piemonte, Torino Wireless e Social Innovation Europe. Il progetto è sostenuto dalla Compagnia di San Paolo.

Per informazioni: info@socialfare.org