Ecco gli imprenditori culturali del futuro: con Art-è accelerati 10 progetti culturali innovativi

Si è conclusa la fase sperimentale di Art-è il programma di accelerazione di progetti culturali innovativi ideato e realizzato da Intesa Sanpaolo Formazione, la società di formazione del Gruppo Intesa Sanpaolo, con la collaborazione dell’Accademia di progettazione sociale Maurizio Maggiora e di SocialFare | Centro per l’innovazione sociale e con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

Sono dieci i team che hanno partecipato al programma di accelerazione di progetti culturali innovativi. Sono attivi in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Supportati da tutor specializzati, hanno sviluppato il loro progetto validando la propria idea, individuando il modello di business più appropriato e la valutando l’impatto sociale generato dai progetti sulle comunità e sul territorio.

Un settore strategico per l’Italia, quello della cultura, in forte crescita, che nel 2016 ha generato circa 90 miliardi di euro (+1,8% rispetto al 2015) e occupato circa 1,5 milioni di persone (+1,5% rispetto al 2015). Nello stesso anno in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, le regioni interessate dalla fase sperimentale, il valore complessivo prodotto dal sistema produttivo culturale e creativo risulta pari a circa 10 miliardi con più di 160mila persone occupate.
(Fonte Rapporto Fondazione Symbola – Io sono cultura 2017).

Art-è ha offerto un modello integrato di “formazione, accompagnamento, tutoraggio e assessment” che, ibrida i più avanzati metodi nazionali e internazionali: sessioni teoriche e workshop pratici con testimonial ed esperti.

I partecipanti attraverso il programma hanno potuto costruire (in dialogo con i diversi professionisti che li hanno accompagnati) un Piano di Sviluppo personalizzato, fondamentale perché il progetto evolva in impresa culturale vera e propria. L’impatto sociale secondo la valutazione dei beneficiari del programma è stato molto elevato. Un importante risultato riconducibile alle competenze maturate dagli enti promotori grazie alla loro esperienza, alla professionalità dei docenti e dei tutor, alla profondità di trattazione degli argomenti, alla qualità degli strumenti utilizzati e alla gratuità del programma.

“Art-è favorisce l’evoluzione di progetti di innovazione culturale ad alta potenzialità tramite la formazione. Per Intesa Sanpaolo la formazione è importante ed è strettamente collegata al nostro modo di essere al servizio del Paese. In questa dimensione la formazione può essere una delle leve con cui sostenere la crescita dei nostri clienti, privati cittadini o imprese. È stimolante lavorare per formare e accrescere le professionalità delle persone, e lo è ancora di più quando la formazione diventa uno strumento per creare nuovi posti di lavoro e favorire il benessere delle comunità in un ambito, la cultura, cruciale per l’economia e per il vissuto del nostro Paese.”
Renato Dorrucci, Presidente di Intesa Sanpaolo Formazione

I progetti

NEUTOPIA
un nuovo polo editoriale indipendente per promuovere il lavoro di nuovi autori.

NEXTONES
valorizza il patrimonio storico-artistico e antropologico dei paesi montani dell’Ossola, con performing arts e arti visive.

MAGU’
un canale youtube tematico protetto, rivolto a bambini di età fino a 7 anni, che riprende e valorizza fiabe e narrazioni della tradizione italiana.

GET GREEN
progetti formativi ed educativi per bambini in età scolare, con particolare attenzione alle tematiche ambientali, sociali e territoriali per progetti di tutela del territorio, sostenibilità e sviluppo delle Smart Cities.

LA PALEOTECA
crea e sviluppa forme innovative di didattica storica divulgativa, attraverso brevi documentari di facile accesso.

VISIONARI NOVARA
coinvolge diversi stakeholder (tra cui ragazzi e giovani adulti) nelle attività di gestione di un teatro, con la costruzione di un programma ad hoc con la messa in scena di otto spettacoli per la stagione teatrale 2017/18.

IBRIDO PRODUCTIONS
promuove la conoscenza e la diffusione dell’industria italiana dell’animazione attraverso rassegne, festival, partnership con realtà locali.

AUROPERA – OUTSIDER OPERA SHOW
realizza opere liriche in piccoli teatri e spazi dell’area “rurale” o non-metropolitana del Piemonte, con giovani talenti accompagnati e assistiti da professionisti e artisti di rilievo internazionale.

BORGATE DAL VIVO
diffonde la cultura di uno sviluppo sostenibile in territori alpini attraverso attività ed eventi culturali, a partire dal festival delle borgate alpine.

TORINO VR CONTACT – CIELO SOPRA TORINO
esplora la Realtà Virtuale e ne codifica la grammatica al fine di sviluppare progetti di comunicazione e storytelling, arti visive.

Scopri di più sulla pagina Facebook: Art-è, acceleriamo innovazione culturale.

Scarica qui il comunicato stampa.

ADVANCED COURSE IN SOCIAL INNOVATION, SDGs AND ENTREPRENEURSHIP

SocialFare and PerMicro will be academic partners of the International Training Centre of International Labour Organization (ITCILO) and the Turin School of Development in the “Advanced Course in Social Innovation and Sustainable Development: Entrepreneurship for Social Impact” held between 27 November 2017 – 09 March 2018 in Turin.

The Advanced Course combines the sound academic background of the Academia with the ITC ILO’s international training experience as well as the consolidated technical capacity of PerMicro, microcredit specialised company, and SocialFare, Centre for Social Innovation.

Deadline for application: 31 October 2017.

Download here the brochure and learn more about this advanced course!

 

L’International Training Centre of the International Labour Organization (ITCILO) lancia la prima edizione del Advanced course in Social Innovation and Sustainable Development: Entrepreneurship for Social Innovation (27 novembre 2017 – 9 marzo 2018, Torino).

SocialFare è onorata di essere, accanto a PerMicro, partner accademico del primo corso internazionale dedicato a Innovazione Sociale, Sviluppo Sostenibile e Imprenditorialità per l’Impatto Sociale.

La Turin School of Development propone un percorso di alta formazione che combina una solida base accademica, fornita dall’esperienza internazionale nella formazione di ICTILO, alla conoscenza pratica e tecnica maturata da PerMicro, impresa specializzata nel microcredito, e SocialFare, primo centro italiano interamente dedicato all’innovazione sociale.

Scadenza per le candidature 31 ottobre 2017.

Scarica qui la brochure.

 

SOCIAL INNOVATION SPARKS: #GlocalCamp2017, by Azzurra Spirito

Una nuova scintilla narrativa, dopo il racconto del #Campdigrano2017 da parte di Roberta, illumina l’esplorazione di strumenti per generare impatto sociale e nuova economia da parte del team SocialFare.

#GlocalCamp2017, terza edizione
Hospitalet de Llobregat (Barcellona), 9-16 luglio 2017
by Azzurra Spirito, communication designer

Il Glocal Camp è l’appuntamento con cui ogni sei mesi la comunità internazionale CivicWise si incontra per condividere l’esito dei progetti realizzati nei diversi territori, sviluppare una metodologia comune e individuare nuovi obiettivi.

L’Intelligenza Collettiva globale che agisce nell’azione locale

CivicWise è una comunità, distribuita ed aperta, impegnata nel supportare l’urbanismo collaborativo, promuovere l’innovazione civica e stimolare un efficace civic engagement.

Dal primo incontro pubblico avvenuto a Londra nel 2014 ad oggi, CivicWise si è rapidamente trasformato in un network internazionale, arrivando a coinvolgere practicioners attivi in 105 città di 22 paesi. Crescita che continua, come dimostra il corso di civic design: proposto nel 2016 solo in Francia e Spagna, inaugura la sua edizione italiana nel 2017 e per il 2018 è in programma il lancio dell’edizione dedicata al territorio inglese.

Frequentando il corso annuale online ho potuto osservare dall’interno azioni di civic engagement, rigenerazione di luoghi e comunità, economia civica e civictech attuate in territori differenti. Allo stesso tempo il corso mi ha portato ad incontrare – in un contesto aperto e disponibile alla cross-pollination – designer, architetti ed esperti dello sviluppo del territorio attivi su Torino.

Il corso stimola alla realizzazione di una progettualità. Insieme ai partecipanti torinesi abbiamo scelto di “hackerare” il format dei CivicTalks: nato a Parigi nell’ambito dello spazio di co-working Volumes, è uno strumento efficace per creare sinergie tra realtà differenti attorno alla risoluzione della criticità emersa nella realizzazione di una progettualità.

Il festival Architettura in Città2017 ci ha permesso di condurre una prima sperimentazione, grazie alla collaborazione con la Rete delle Case del Quartiere. I CivicTalks si sono svolti in 3 spazi pubblici adiacenti ad altrettante Case del Quartiere, coinvolgendo oltre 100 persone tra membri della comunità locale residente e rappresentanti di differenti comunità di pratica: architetti, designer, attivisti e studenti.

I 3 primi CivicTalks hanno contribuito ad innescare 2 processi partecipati di riqualificazione degli spazi verdi cittadini volti ad attivarne una gestione collaborativa.

Obiettivo della rete internazionale è generare, attraverso la condivisione e il confronto, Intelligenza Collettiva a supporto delle attività condotte a livello locale. I membri di CivicWise possono:

  • attingere ad un ricco database strutturato secondo un linguaggio comune, aggiornato costantemente e aggregato in maniera tale da consentire una lettura sinottica delle diverse esperienze
  • aprire lo sviluppo progettuale delle proprie attività e la risoluzione delle criticità incontrate ad una rete di professionisti portatori di specifici know-how
  • coinvolgere agilmente una rete internazionale di professionisti nell’operatività attuata sul proprio territorio.

Cinque le assi di azione di CivicWise: Comunità, Accademia (corso online annuale attivo in Spagna, Francia e Italia), Laboratori (attività di alta formazione verticale su strumenti specifici o metodologie), Biblioteca (aggregazione di contenuti, con la pubblicazione un report annuale che raccoglie tutti i progetti realizzati durante l’anno) e Spazi.

Betapermanente

La comunità dei CivicWiser durante gli incontri offline sperimenta format e metodologie da implementare nei propri territori. In risposta a questa dimensione di sperimentazione continua, il programma del Glocal Camp è stato imbastito sulla base dei temi e delle necessità emerse dallo scambio avvenuto online tra i partecipanti, e strutturato in maniera assembleare durante il primo incontro.

Ognuno degli oltre 50 partecipanti ha potuto scegliere a quali sessioni di lavoro prendere parte. La riflessione si è articolato su community governance, collaborative economy, inclusive communication, networking e partnership. Il mio interesse per il design di processi mi ha portato a seguire con particolare attenzione i tavoli dedicati a governance e costruzione di network. I temi sono stati sviluppati attraverso diverse sessioni, documentate con report in drive, mappe mentali e brevi video riassuntivi.

Lo scambio è stato caratterizzato da una costante unione tra sviluppo della riflessione teorica e azione pratica sul territorio. Durante il Glocal Camp abbiamo realizzato un workshop di co-progettazione dedicato alla municipalità de L’Hospitalet: un tavolo di lavoro che ha riunito professionisti che condividendo metodologia e approccio hanno saputo rapidamente mettere a sistema le proprie conoscenze e competenze per contribuire alla definizione di una strategia per l’evoluzione del progetto Distretto Culturale (un processo partecipato per stimolare lo sviluppo locale attraverso la cultura).

Inoltre abbiamo dialogato con i responsabili della pubblica amministazione che hanno frequentato il Curs Superior Universitari Postgrau, sviluppando dei progetti dedicati alla Smart Social City.

Epifanie di viaggio

#epifania 1

In questi giorni il dialogo passava continuamente dallo spagnolo all’inglese, dall’inglese al francese, dal francese all’italiano. Ognuno parlava la lingua che meglio conosceva e che gli consentiva di esprimere pienamente la complessità delle idee condivise. Questo non ha impedito in nessun momento la fluidità della riflessione o la qualità dello scambio.

Fiducia e curiosità generano il linguaggio glocale

#epifania 2

Pur avendo dialogato online con la maggior parte delle persone presenti al glocalcamp per diversi mesi prima del glocalcamp, è stato necessario l’incontro fisico per poter dare spessore allo scambio. Solo quando l’immagine del profilo slack o facebook si è trasformata nell’interezza di corpi fisici, competenze e conosenze hanno assunto la profondità delle relazioni umane.

Tutti i “noi” che ho imparato a dire quest’anno

#epifania 3

La dimensione in cui è avvenuta questa esperienza è sempre stata connotata dal piacere di costruire qualcosa insieme, dalla gioia di offrire agli altri il meglio di quello che abbiamo scoperto o che sappiamo fare, dalla curiosità rispetto a quello che ogni incontro può generare.

L’intelligenza della felicità

Può interessarti anche:

Impresiones del Glocal Camp L’Hospitalet,
www.fasebase.com/blog/27/impresiones-del-glocal-camp-l-hospitalet/
Global Camp 2017: Means and Ends,
www.xximagazine.com/c/glocal-camp-2017-means-and-ends/
Glocal Camp 2017: dove comunità locale e globale s’incontrano creando valore,
www.labsus.org/2017/07/glocal-camp-2017-dove-comunita-locale-e-globale-sincontrano-creando-valore/

I vincitori della Finale Network Incubatori e Parchi Scientifici e Tecnologici del Premio Gaetano Marzotto

21 luglio 2017, Milano – Nella suggestiva sede dell’UniCredit Pavilion di Milano si è tenuta ieri la Finale del Network Incubatori e Parchi Scientifici e Tecnologici del Premio Gaetano Marzotto, primo atto dei tre eventi in cui il più ricco premio per startup in Italia ha declinato la formula per assegnare i propri premi. Tre eventi per assegnare altrettanti premi: un primo evento dedicato ai premi assegnati dagli incubatori, poi  a settembre quello per i premi corporate e a novembre la finale per l’assegnazione dei due premi principali: quello da 50mila euro per le idee che desiderano diventare imprese e quello da 300mila euro per le imprese innovative che desiderano crescere. Giunto alla sua settima edizione, il Premio Marzotto ha saputo negli anni essere aggregatore di tutti i principali attori dell’ecosistema delle startup italiano come attestato dal successo da questo primo atto.

Tra le oltre 500 candidature al Premio sono state identificate le 35 startup italiane a cui sono stati assegnati altrettanti percorsi di tutoring e mentorship messi in palio dai partner del Premio, per un montepremi dal valore complessivo di oltre un milione di euro. Vincitrice del percorso di affiancamento per potenziare le proprie capacità erogato da SocialFare è stato il progetto Quid: cooperativa sociale impegnata dal 2012 nella produzione di moda etica, con un focus sul riutilizzo dei materiali di rimanenza e sull’offrire occupazione a persone in situazioni di fragilità.

Vincitori della Finale del Network Incubatori e Parchi Scientifici e Tecnologici

Oltre alla cooperativa sociale veronese, i vincitori di questa primo step del Premio dall’idea all’impresa sono: 3Bee/Como, 3Dprinting continuous composites/Milano, AquaX/Verona, Argo Aerospace/Prato, Beltmap/Genova, Biomass Micro-CHP/Savignano sul Rubiconde (Forlì Cesena), BioSpremi/Nicosia (Enna), BluImpression/Milano, Bolt/Messina, CarboREM/Trento, Clover Therapeutics/Giovinazzo (Bari), Coderblock/Palermo, Cubbit/Bologna, Daze Technology/Bergamo, Domec/Milano, EthicJobs/Rimini, Garden Sharing/Camerano (Ancona), Histos/Napoli, Indigo Al/Milano, InSymbio/Salerno, Ludwig/Palermo, Muoviti in libertà/Frosinone, Nustox/Milano, Pharmap/Milano, PROROB/Padova, SpineSolution by H-Opera/Fisciano (Salerno), The Circle/Roma, uKNEEversal/Milano, Wallet Globe/Genova, WeFit/Verona, Yape/Milano, YourDesk/Milano, Youtelling/Barletta, Zetapunto/Milano.  I vincitori del percorso andranno a concorrere per il grant da 50.000 mila euro offerto da Progetto Marzotto, con annuncio il prossimo 23 novembre a Roma.

Regioni

La regione più premiata, con 12 startup vincitrici, risulta essere la Lombardia. Seguono Sicilia e Veneto, con 4 vincitori; Campania ed Emilia Romagna, con 3 vincitori; Lazio, Liguria e Puglia, con 2 vincitori e infine Marche, Toscana e Trentino Alto Adige con 1 vincitore. Un dato che trova riscontro anche su grande scala, quando a chiusura bando, il 12 giugno scorso, tra le circa 500 application al Premio, la Lombardia svettava per il maggior numero di startup iscritte.

Ambiti

«Non esiste settore o ambito che non subisca l’invenzione e l’innovazione delle nuove startup italiane – ha dichiarato Cristiano Seganfreddo, direttore generale di Progetto Marzotto -. Abbiamo premiato 35 nuove aziende che dimostrano una vivacità cross settoriale del sistema dell’innovazione italiana sempre più maturo.».

ICT/ IOT Tech è il settore di riferimento con più partecipazioni, 6; a seguire, Bio/ Med/ Life Science/ Health Care e Agro/ Food Tech, entrambi con 5 adesioni; 4 le startup afferenti a Social Innovation; 3 quelle pertinenti a Industry 4.0 e Media/ Publishing Tech; 2 quelle che rientrano in Auto/Moto Tech, Clean/ Energy Tech e Fashion/ Forniture/ Design Tech e infine Fin/Reg Tech, Entertainment/ Education e Sport Tech con un’adesione. Anche qui, si confermano i dati rilevati a chiusura bando, che hanno visto Health Care e ICT/IOT Tech in testa tra gli ambiti di competenza.

I partecipanti

«Con circa 500 application tra Premio per l’impresa e Premio dall’idea all’impresa – ha poi aggiunto il direttore – anche quest’anno Premio Gaetano Marzotto si conferma la startup competition di riferimento per il sistema dell’innovazione in Italia».

L’età media dei team partecipanti riscontrata per questa categoria di concorso, Premio dall’idea all’impresa, è di 30 anni, in linea con il prerequisito richiesto, ossia adesioni under 35, con un netto stacco rispetto all’altro bando Premio per l’impresa che ha visto crescere a 35 anni l’età media degli startupper.

Acceleratori, incubatori e parchi scientifici

Da quest’anno SocialFare è tra le realtà che hanno contribuito a realizzare l’evento a cui hanno preso parte Federico Barilli, Segretario Generale di Italia Startup e Gianluca Carenzo, Presidente APSTI. Hanno fatto ingresso tra i partner di questa edizione del premio anche Fashion Technology Accelerator/Milano, Friuli Innovazione/Udine, Kilometro Rosso/Bergamo, Talent Garden/Milano, Toscana Life Sciences/Siena e Wylab/Chiavari; a cui si aggiungono: AlmaCube/Bologna, Bioindustry Park/Colleretto Giacosa (TO), BP Cube/Pesaro, Campania NewSteel/Napoli, Centuria/Cesena, CesenaLab/Cesena, ComoNExT/Lomazzo (CO), Consorzio Arca/Palermo, Digital Borgo/Pescara, Digital Magics/Milano, FabriQ/Milano, Fondazione Filarete/Milano, Future Food/Bologna, H-FARM/Roncade (TV), I3P/Torino, Impact Hub/Milano, Industrio Ventures/Rovereto (TN), JCube/Jesi (AN), LUISS ENLABS – LVenture Group/Roma, Make a Cube3/Milano, M31/Padova, Parco Tecnologico Padano/Lodi, PoliHub/Milano, Polo Meccatronica/Rovereto (TN), Progetto Manifattura/Rovereto (TN), SELLALAB/Biella, TIM #WCap/Roma e VEGA PARK/Università Ca’ Foscari di Venezia/Marghera (VE).

Prossime tappe

Il 27 ottobre 2017 nella sede di SANTEX RIMAR GROUP a Trissino per la finale del Premio Speciale Corporate Fast Track dedicato ai percorsi di open innovation e il 23 novembre 2017 a Roma per la finale di questa edizione del Premio.

Scopri di più:

//Le 35 startup scelte dal Network Incubatori e Parchi Scientifici e Tecnologici per la settima edizione del Premio Gaetano Marzotto, Startupitalia! (21/07/2017)
// La moda etica di Quid vince il Premio Marzotto, L’Arena Economia (23/07/2017)

Nel 2017 SocialFare® si attiva per i Sustainable Development Goals (SDGs)

11 gennaio 2017

La società sta affrontando sfide sociali, ambientali, economiche e culturali senza precedenti. In tutto il mondo nuovi comportamenti, tendenze e bisogni si incontrano in uno spazio dinamico e complesso in cui gli individui, le comunità e i soggetti – pubblici e privati – sono alla ricerca di nuove modalità di interazione per affrontare le sfide sociali più pressanti.

La facilità degli spostamenti, la globalizzazione e le nuove tecnologie hanno reso sempre più forte la consapevolezza delle relazioni che legano su scala globale popoli e territori. Il concetto di sviluppo ha abbandonato la sua connotazione puramente economica, per ampliare la propria estensione a nuove sfere. Una nuova consapevolezza si è generata, ponendo come obiettivo, condiviso e imprescindibile, uno sviluppo che sia sostenibile in termini ambientali, economici e culturali.

In questa ottica 193 paesi membri dell’ONU hanno sottoscritto l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile: “un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto che ingloba i 17 Sustainable Development Goals (SDGs) in un grande programma d’azione per un totale di 169 target, o traguardi”. [Da “Trasforming our world: the 2030 agenda for sustainable development“]

Sustainable Development Goals (2015 – 2030)

SocialFare® per tutto il 2017 ha deciso di sostenere e promuovere i 17 Sustainable Development Goals (SDGs) tramite le proprie azioni e le attività sviluppate con la rete Rinascimenti Sociali.

Gli SDGs nascono nel settembre 2015, anno in cui trova conclusione l’azione degli 8 Millennium Development Goals (MDG)

Millennium Development Goals (2000 – 2015)

Nei 15 anni seguiti alla loro adozione molti, e significativi, sono i risultati ottenuti, come l’abbassamento del tasso di mortalità infantile al di sotto del quinto anno di età. Tuttavia in molti paesi gli obiettivi posti dagli MDGs non sono stati raggiunti, in particolar modo rispetto alla sostenibilità ambientale o al numero di persone sotto la soglia di povertà (che secondo la Banca Mondiale nel 2013 erano 700 milioni di persone).

Allo scadere del termine fissato per gli MDGs nasce la necessità di impostare una nuova Agenda, con una tempistica di più ampio respiro e obiettivi meno ristretti che possano permettere a tutti i paesi (già sviluppati o in via di sviluppo) di convergere sulle più pressanti sfide sociali verso uno sviluppo sostenibile. [Per maggiori informazioni qui trovi il report Getting Started with Sustainable Development Goals]

La differenza risulta evidente già a partire dal modo in cui i nuovi obiettivi sono stati individuati. Gli SDGs, infatti, hanno previsto un processo di consultazione il più inclusivo possibile: 5 milioni le persone coinvolte tra rappresentanti di governo, settore privato e società civile di 88 paesi in tutto il mondo. Il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, il 3 agosto 2015, nel presentare l’Agenda post-2015 lo ha definito “il più trasparente e inclusivo processo nella storia delle Nazioni Unite”. Un meccanismo molto diverso da quello che aveva orientato la costruzione dei Millenium Development Goals nel 2000, che Charles Kenny (senior fellow al Center for Global Development) definì come “un creazione burocratica interna alle Nazioni Unite”. [Leggi l’articolo]

Per SocialFare® l’Innovazione Sociale rappresenta un processo centrale nell’elaborazione di politiche e imprenditorialità volte a un’economia sostenibile e collaborativa. I 17 Sustainable Development Goals rappresentano, quindi, un traguardo importante che SocialFare®, in accordo con quanto deciso dai 193 Paesi dell’ONU, si è impegna a raggiungere mettendo in gioco le proprie competenze, network e know-how, consapevole che nuove convergenze siano necessarie per generare sviluppo sostenibile a livello locale e globale.

Lavorare per gli SDGs significa per SocialFare® :

  • promuovere e disseminare gli SDGs a livello italiano per raccordarli a livello internazionale con altri grandi attori che hanno già dichiarato la propria visione a sostegno degli stessi (ad es. FAO, ILO, OECD, UNDP, WHO – World Health Organization);
  • contribuire in modo pragmatico al cambiamento, accelerando conoscenza e, al contempo, promuovendo, progettando e implementando soluzioni efficaci per uno sviluppo sostenibile;
  • generare una nuova “economia a impatto sociale” che sostenga e faccia nascere nuove risposte imprenditoriali e di sviluppo in linea con gli SDGs;
  • sviluppare progettualità che riconoscano gli SDGs come visione di indirizzo e declinazione delle innovazioni proposte;
  • attivare una rete di hub sui gli SDGs per condividere esperienze, pratiche, ricerca, network e lobbying.

Racconteremo nel blog People Innovation l’impegno di SocialFare® per contribuire al raggiungimento di questi obiettivi, che esploreremo insieme a voi, scoprendo buone pratiche e novità a riguardo.

Stay tuned!

L’acceleratore di bene comune: Wired racconta SocialFare®

21 dicembre 2016

Viviamo nel momento migliore della storia, ma non ce ne accorgiamo.

A sostenerlo è Wired, la nota rivista cartacea e online. La spiegazione è da ricondurre non solo alla bolla creata dai social media che ci porta a vedere solo contenute omogenee alle nostre idee,  ma l’intero sistema che contribuisce alla comprensione e alla lettura del mondo da parte dei cittadini. Paul Dolan, professore di Scienze comportamentali alla London School of Economics and Political Science, ha studiato la questione, concludendo che l’umore e la fiducia nel futuro delle persone sono condizionati da singoli eventi che, seppur di grande impatto mediatico, si devono considerare effimeri rispetto a trend molto più grandi [continua a leggere l’articolo].

Per rendere il cambiamento intelligibile, Wired inaugura una nuova sezione dedicata alle good news, e tra le prime buone notizie, capaci di generare cambiamento positivo, presenta SocialFare®: leggi l’articolo!

PubCoder presenta BENVENUTI ABC

Quando è arrivata in Germania la prima ondata di migranti siriani nell’ottobre 2015, Anna Karina Birkenstock (illustratrice e volontaria nei campi profughi) ha deciso di utilizzare il linguaggio universale delle illustrazioni e la tecnologia di PubCoder per costruire uno strumento di dialogo con i tanti bambini rifugiati. Lei e suo marito, Caspar Armster, hanno individuato 150 parole di uso quotidiano, hanno chiesto a 25 illustratori di disegnarle, ed hanno creato un libro digitale con audio in doppia lingua inglese e tedescoDas Wilkommens ABC, che i volontari possono utilizzare con il proprio smartphone.

Un’iniziativa di enorme successo, che PubCoder ha deciso di replicare in Italia lanciando nel marzo scorso, in occasione della Bologna Children’s Book Fair, un appello a illustratori e creativi per creare un dizionario illustrato digitale interattivo in lingua italiana, inglese e araba per smartphone, tablet e pc. Benvenuti ABC oggi rappresenta probabilmente una delle più importanti opere collaborative mai realizzate: hanno aderito 120 illustratori realizzando 190 tavole, tra loro moltissime firme note al pubblico internazionale; e, insieme a loro, altri professionisti che si sono messi a disposizione per leggere e tradurre le parole e per creare i suoni.

Intuitivo, facile da usare e scaricabile gratuitamente da Apple Store e Google Play Store, attraverso l’applicazione gratuita Edook, il dizionario è pensato per la prima accoglienza, per stabilire un dialogo, per strappare un sorriso; verrà utilizzato dai volontari in Italia grazie alla collaborazione con Fondazione Migrantes, che ha aderito all’iniziativa sin dal primo momento.

Giovedì 27 ottobre 2016, alle ore 11.00, in via Cottolengo 22 a Torino, PubCoder e Fondazione Migrantes presentano l’applicazione Benvenuti ABC, un’iniziativa che ha unito innovazione, tecnologia, creatività e volontariato al servizio dell’altro. Ne parleranno Paolo Giovine, fondatore e presidente di PubCoder, e Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino. Modererà l’incontro Luca Rolandi, giornalista del settimanale diocesano La voce e il tempo.

L’Italia accoglie ogni anno un numero crescente di migranti, e, tra loro, tantissimi bambini; costruiranno, insieme ai nostri figli, il futuro di questo paese. Siamo felici e riconoscenti per la straordinaria risposta del mondo creativo, ma non sorpresi: sono tantissime le persone che ogni giorno si dedicano all’accoglienza e all’integrazione, volontariamente. Grazie a Fondazione Migrantes, che ha sposato dall’inizio l’iniziativa con incredibile entusiasmo, Benvenuti ABC verrà diffuso nei centri di accoglienza italiani e ovunque possa servire, a partire dalle scuole dove ogni giorno si realizza, concretamente, l’integrazione” afferma Paolo Giovine, fondatore e Presidente di PubCoder. “A noi interessa la tecnologia quando è utile alle persone. Benvenuti ABC rappresenta una tappa, ci sono tantissime cose da fare, il momento è adesso.”

Migrantes ha il privilegio di toccare con mano la volontà delle persone di farsi coinvolgere nelle tante occasioni e modalità di accoglienza”, afferma Sergio Durando, direttore dell’Ufficio Migrantes di Torino. “Dalle famiglie, che aprono la loro porta per accogliere un rifugiato, alle comunità parrocchiali, che nel solo territorio della Diocesi di Torino in un anno sono state in grado di ospitare gratuitamente 255 persone con titolo di protezione internazionale, sino alla bella e utile iniziativa di Benvenuti ABC che ha visto in pochi mesi collaborare professionisti lontani dal mondo dell’accoglienza, come i 120 illustratori che hanno trovato del tempo da condividere e che hanno messo a disposizione della comunità il loro talento. Sempre più è indispensabile sensibilizzare la società sui temi legati all’accoglienza e all’aiuto dell’altro: dovremmo creare più occasioni concrete e precise, come questa di Benvenuti ABC, perché ciascuno, avvalendosi delle proprie capacità e possibilità, possa contribuire a rendere migliore il nostro Paese. C’è ancora molto da lavorare, poiché sono ancora tante le fatiche e paure che registriamo sui nostri territori, ma non mancano i segnali positivi da cui partire”.

PubCoder è una start up innovativa torinese. Sviluppa un software che consente la creazione di contenuti digitali interattivi distribuibili come ebook, app, HTML5 dentro i browser, su desktop e mobile. Più di 5.000 editori, creativi, insegnanti in tutto il mondo hanno utilizzato PubCoder per realizzare prodotti e contenuti digitali. Dal 2014 Apple iTunes raccomanda ufficialmente PubCoder, a livello mondiale, come strumento di creazione di libri interattivi. Nell’ottobre 2016 Pubcoder è stata premiata come Best Cross-Platform App agli Xojo Design Award. Per ulteriori informazioni su PubCoder, visita www.pubcoder.com

Fondazione Migrantes è l’organismo costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana per assicurare l’assistenza religiosa ai migranti, italiani e stranieri, per promuovere nelle comunità cristiane atteggiamenti ed opere di fraterna accoglienza nei loro riguardi, per stimolare nella stessa comunità civile la comprensione e la valorizzazione della loro identità in un clima di pacifica convivenza rispettosa dei diritti della persona umana. http://www.migrantes.it/

Contatti: https://www.pubcoder.com/ita/BenvenutiABC

Ufficio stampa

Daniela Sabatini daniela.sabatini@pubcoder.com Tel. 011 569022 – cell 347 4237423

Start-Up Europe Awards: scopri gli eventi regionali e segui le battaglie tra start-up!

SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale è co-organiser per il Piemonte di Start-Up Europe Awards (SEUA), un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea – DG Connect e DG Growth – e dal Parlamento Europeo, implementata da Finnova e dal Country Manager per l’Italia X23 Srl che è responsabile per il network e per il regolamento italiano.

#SEUA fa parte delle numerose iniziative di StartUp Europe, e  nasce per affermare il valore dello startup ecosystem europeo, e riconoscere il valore dei tanti attori che, con passione e determinazione, lo hanno reso una realtà in forte crescita, offrendo e garantendo le migliori opportunità alle più innovative start-up d’Europa ai tanti giovani di talento che intendono sviluppare la loro idea di impresa.

Lo scopo è di determinare la nascita di un vero e proprio StartUp Continent, in grado di competere a livello globale e di diventare una leva determinante per la crescita del sistema imprenditoriale, sia a livello nazionale che europeo.

Come Funziona SEUA

Il meccanismo di SEUA è semplice: si articola in una pitch competition per selezionare le 9 migliori start-up di ogni Stato Membro partecipante. Le selezioni avvengono in contemporanea in ogni Stato Membro partecipante attraverso una serie di eventi locali, regionali e nazionali. Ogni Stato Membro cura l’organizzazione e la gestione degli eventi attraverso un Country Manager; ogni evento locale e regionale è organizzato unicamente dai co-organiser ufficiali di SEUA. L’evento di selezione delle 9 startup vincitrici a livello nazionale è organizzato e gestito unicamente dal Country Manager.

Ogni regione seleziona 10-15 candidature di progetti imprenditoriali innovativi proposti da startup innovative che avranno la possibilità di accedere agli eventi “locali o regionali” di #SEUA2016 dove potranno presentare la propria idea secondo la formula del “elevator pitch”. La finale “nazionale” si terrà a Milano il 6 dicembre 2016 e verrà organizzata dal Country Manager X23 srl, che avrà seguito tutti gli eventi locali e regionali. Il 28 Novembre è in programma l’evento per il Piemonte organizzato da SocialFare® presso gli spazi di Rinascimenti Sociali: scopri come partecipare, iscriviti e resta aggiornato su tutti i nuovi dettagli!

Soggetti ammessi alla competizione

Saranno ritenute ammissibili a partecipare alla competizione #SEUA2016 :
Le start-up e le start-up innovative già costituite (anche “neo-costituite”), oppure i raggruppamenti informali di persone che propongano un progetto d’impresa ed esprimano contestualmente l’intenzione, senza obbligo né vincolo, di costituire successivamente una “startup”, con sede operativa nei territori che partecipano all’iniziativa (per l’Italia, tutte le regioni italiane – vedi mappa aggiornata su http://startup-europe-awards-italy.eu/mappaeventi/).

La partecipazione a #SEUA2016 è gratuita, ed è compatibile con la partecipazione da parte delle stesse start-up a qualsiasi altra competizione, o evento di Business Speed Date, o altra iniziativa simile, sia in Italia che all’estero.

Requisiti di partecipazione

I progetti imprenditoriali presentati dai soggetti “Destinatari” devono possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

  • Rientrare in una delle 9 categorie previste, ovvero:
    Green | Cities | Creative | Energy | Social | ICT | Tourism | Water | Health
  • Impiegare tecnologie e modelli di marcato carattere innovativo;
  • Produrre o proporre servizi, e/o impiegare processi, di marcato carattere innovativo;
  • Adottare soluzioni organizzative (o meccanismi di distribuzione, proliferazione, pipeline commerciale, penetrazione sui mercati) inedite e dirompenti (”disruptive” – Christensen, 1995).

Semi-finali off-line

Il Country Manager per l’Italia X23 srl avvierà una fase di selezione cosiddetta “semi-finale”, da non svolgersi durante un evento aperto al pubblico, attraverso un’apposita giuria “off-line”, appositamente nominata. Quest’ultima, selezionerà tra tutte le start-up che hanno passato la fase “regionale”. Entro il termine la fine di Novembre, e a proprio insindacabile giudizio, la giuria “off-line” comunicherà al Country Manager per l’Italia X23 srl il nome delle 4 (quattro) start-up per ogni regione che sono state considerate vincitrici della fase “semi-finale”, e che dunque verranno elette finaliste “nazionali” per l’Italia.

Una sfida diffusa

Da settembre 2016 ad oggi in tantissimi Paesi si sono già svolte le finali nazionali. La Alliance di Startup Europe, poi, insieme alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo, ha scelto una formula finale “continentale” particolare. Ogni categorie di #SEUA corrispondono — non a caso — ai ”topics” del programma H2020, per i quali la Commissione e il Parlamento, ogni anno, indicono alcune specifiche “settimane dedicate” (ad es. all’energia, alla cultura, alla salute, ecc.) Sono momenti estremamente interessanti: dozzine di investitori, stakeholder, public authority, influencer, lobbyist e imprenditori si incontrano e si riuniscono, in un ambiente “dedicato” che interpreta il nodo centrale di un grafo di interessi e iniziative dal valore esplosivo.

Esporre la propria idea vincente proprio lì, nel contesto più naturale per ciascuna categoria, di fronte ad una platea ad-hoc, intrinsecamente interessata, significa — per ciascuna delle start-up finaliste — avere a disposizione una audience irripetibile.

Le start-up decretate vincitrici a livello nazionale si sfidano così settimana dopo settimana, categoria per categoria a Brussels, da gennaio a marzo 2017. Le “battles” si svolgeranno nel bel mezzo delle EU Weeks dedicate dalla Commissione e dal Parlamento Europei alle grandi categorie industriali del nostro continente. Un’occasione grandiosa per mettersi in mostra, ed una serie di premi di smisurato valore!

Finali regionali per l’Innovazione Sociale, lunedì 28 novembre presso Rinascimenti Sociali (via Maria Vittoria 38, Torino): leggi il programma, e assicurati la possibilità di seguire l’evento (la partecipazione è gratuita, l’iscrizione obbligatoria).

Torino Startup | Una proposta per potenziare l’ecosistema locale per la creazione d’impresa

Un ecosistema coeso al suo interno, aperto e attrattivo verso l’esterno, integrato con le aziende locali, attento al capitale umano, efficace nel business support, flessibile sul piano finanziario. Questa la direzione e l’obiettivo di crescita suggeriti dal gruppo di lavoro, composto dagli attori attivi sul territorio, che ha realizzato il report presentato venerdì 15 aprile 2016 nell’ambito della manifestazione “Torino Startup”.

Il report è l’esito del laboratorio Start-up Metro Torino. Il progetto si inscrive nell’ambito del programma Metros (Metropolitan Economic Transformation and Regional Organizational Structures), promosso dal German Marshall Fund of United States. Il programma, sostenuto anche dallaCompagnia di San Paolo, vuole favorire la collaborazione tra alcune città del sud Europa (Torino, Genova, Bilbao e Salonicco) sui temi dello sviluppo economico, attraverso la condivisione di buone pratiche, lo scambio e il confronto tra operatori. Start-up Metro Torino è nato con l’obiettivo di fornire in maniera congiunta e coordinata indicazioni qualificate ai decisori istituzionali per definire le scelte strategiche di potenziamento dell’ecosistema piemontese per la creazione d’impresa.

METODO DI INDAGINE

L’elaborazione di questo report si è sviluppata nell’arco di sei mesi (da settembre 2015 a febbraio 2016), grazie a un percorso condiviso di lavoro che ha portato al coinvolgimento di numerosi interlocutori locali. Ogni fase dell’intervento è stata discussa, concordata e valutata con il Gruppo di progetto, composta da: Torino Strategica (coordinamento generale), Fondazione Human+ (supervisione scientifica), Camera di Commercio di Torino/Torino Social Innovation, Città Metropolitana di Torino (MIP – Mettersi in proprio), SocialFare, Incubatori accademici I3P e i 2i3T, PerMicroLab, Rèseau Entreprendre Piemonte, Università degli Studi di Torino.

Il percorso di lavoro ha inoltre previsto alcuni momenti di consultazione con i diversi portatori di interesse attraverso:
/ un opinion survey realizzata con un questionario inviato a tutti i 65 attori dell’ecosistema per la creazione di impresa,
/ alcuni focus group realizzati con panel di neo-imprenditori locali con almeno due anni di esperienza,
un dibattito pubblico dal titolo “Local Insights Torino’s Ecosystem che ha visto la partecipazione di Greg Horowitt,
diversi incontri individuali con leader locali sui temi di governance, sistema univesitario, fondazioni bancarie, e associazionismo.

Tre le tappe principali di questo percorso condiviso: 1. la definizione degli obiettivi futuri, generare più impatto economico grazie all’ecosistema, l’analisi dei punti di forza e aree da potenziare (analisi dello stato attuale dell’ecosistema), e la formulazione di proposte per il rafforzamento dell’ecosistema (proposta condivisa articolata in sei punti).

VALUTAZIONE DELL’ECOSISTEMA TORINESE

La forte attenzione rivolta agli ecosistemi imprenditoriali ha una semplice ragione: dove è presente un ecosistema evoluto e dinamico è maggiore lo sviluppo economico e sociale. Le economie contemporanee premiano quei territori che dispongono di un ecosistema performante, in accordo con quanto evidenziato dall’Entrepreneurship Indicator Programme (sviluppato da OECD ed EUROSTAT) secondo cui gli ecosistemi imprenditoriali hanno un’influenza accertata su tre output economici fondamentali: nascita di nuove imprese, creazione di posti di lavoro, aumento della ricchezza collettiva.

Performance

Ne deriva che misurando gli output economici riconducibili all’azione dell’ecosistema imprenditoriale di Torino (relativi a questi tre aspetti), è possibile valutare il suo livello di performance e compararlo a quello di altre realtà italiane. L’analisi comparata condotta a livello nazionale per l’anno 2015, vede Torino collocarsi sempre in una posizione mediana delle classifiche,  evidenziando come l’ecosistema imprenditoriale torinese possa migliorare in modo rilevante  le proprie prestazioni sia quanto a creazione di nuove imprese, che a occupazione prodotta dalle neo-imprese e innovazione generata come forma di ricchezza collettiva.

Un  ecosistema imprenditoriale può essere definito come un insieme interconnesso di singole individualità con “intenzione imprenditoriale”, di operatori economici e di istituzioni che formalmente e informalmente interagiscono per generare attività di impresa (definizione è liberamente tratta da: C. Mason, R. Brown, Entrepreneurial ecosystems and growth oriented entrepreneurship, Final Report to OECD, Paris, 2014). Per poter valutare la struttura di un ecosistema imprenditoriale è quindi necessario prendere in considerazione due aspetti: numerosità dei suoi attori, e relazioni che tra essi intercorrono.Schermata 2016-04-20 alle 11.48.32

La mappatura effettuata nel corso dell’intervento ha individuato 65 attori attivi nell’ecosistema torinese a fine 2015. I diversi attori sono stati poi ricondotti a otto aree di azione, definite in concordanza con le indicazioni di OECD/EUROSTAT : business support (incubatori, acceleratori, servizi di mentoring), imprenditorialità (trade association, industry association), community (start-up network, coworking agency, fablab), infrastrutture (accesso a facility), finanza (banche, angel investor, venture capital), settore pubblico e policy (governi locali, associazioni pubbliche, camera di commercio), capitale umano (università pubbliche e private), ricerca e sviluppo (centri di ricerca, technological park).

Ne emerge un ecosistema adeguato per il numero e la varietà degli attori presenti sul territorio (65 soggetti mappati), ma il cui livello di networking è ampiamente migliorabile: i costi di transazione sono elevati sia per garantire una fluida e rapida circolazione delle informazioni e conoscenze, che per generare progetti e iniziative coordinate e condivise.

Valutazione del funzionamento

Rispetto al suo funzionamento la valutazione del sistema torinese è stato compiuto in relazione a cinque dimensioni:

  1. SUPPORTO AL BUSINESS: fornitura di servizi e consulenze per il processo di creazione di impresa.

L’ecosistema torinese offre una gamma soddisfacente di servizi e risorse per le neo-imprese nelle fasi iniziale e intermedia del ciclo di start-up, ma non riesce a supportare adeguatamente le neo-imprese nel momento cruciale del consolidamento (business growth) al termine del percorso di creazione di impresa.

  1. MENTALITÀ IMPRENDITORIALE: promozione dello spirito imprenditoriale come cultura e valore.

Sotto questo profilo l’ecosistema svolge un’azione efficace nel consolidare e diffondere il significato e il valore collettivo del fare impresa verso il pubblico di potenziali imprenditori adulti. Migliorabile invece la promozione della mentalità imprenditoriale fra i giovani e gli studenti.

  1. CAPITALE UMANO: crescita professionale e sociale dei nuovi talenti imprenditoriali.

Parziali punti di forza dell’ecosistema sono l’individuazione di nuovi potenziali imprenditori e l’azione formativa nei loro confronti, basata su un mix di formazione formale e di apprendimento sul campo. L’area di miglioramento è lo sviluppo di community per consolidare apprendimenti, senso di appartenenza e generare opportunità di business.

  1. RISORSE FINANZIARIE: reperimento di capitali di rischio a disposizione delle imprese nascenti.

L’ecosistema è in grado di intercettare risorse finanziarie adeguate per le esigenze delle neo-imprese. Il punto critico è la logica complessiva di finanziamento e investimento, distante dai bisogni e richieste delle neo-imprese in termini di velocità di erogazione, flessibilità amministrativa, gestione del rischio.

  1. APERTURA: connessione con realtà esterne e attrattività rispetto ad altri territori ed ecosistemi.

L’Openness è la dimensione più carente dell’ecosistema. Il suo funzionamento è ampiamente migliorabile sotto ogni profilo: capacità di attrarre iniziative imprenditoriali a Torino, capacità di collegarsi al circuito nazionale e internazionale della creazione di impresa, capacità di accreditarsi e rendersi visibile come “Città delle start-up”.

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LE PROPOSTE

Alla luce di questa analisi, e con la prospettiva di potenziare l’ecosistema affinché generi maggiore impatto economico, il Gruppo di Lavoro ha formulato le seguenti proposte:

Proposta 1 
Un ecosistema coeso al suo interno per favorire maggiore integrazione e scambio fra gli attori: creazione di un tavolo di coordinamento permanente da affidare ad un soggetto facilitatore che garantisca l’attività, e per promuovere il confronto internazionale e l’analisi delle attività svolte.
(Presentata da Mario Lupo, Tessa Zaramella – Città Metropolitana di Torino)

 

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Un ecosistema aperto e attrattivo per connettere l’ecosistema al circuito nazionale e internazionale delle start-up. Elaborazione di una strategia di comunicazione e marketing specifica, supportata dall’organizzazione e l’ospitalità di eventi internazionali di rilievo su questi temi; e l’allestimento di un welcome-desk unico e dedicato per attrarre le start-up.
(Presentata da Laura Orestano – SocialFare, Fabrizio Barbero – Città di Torino)

 

 

Proposta 3
Un ecosistema integrato con le aziende locali per aumentare i capitali a disposizione delle neo-imprese e accrescere il numero di start-up originate da spin-off aziendali. Attività di promozione e matching fra neo-imprese e aziende, e tra atenei e imprese, per la creazione di spin-off aziendali.
(Nicoletta Marchiandi Quatraro – Camera di Commercio di Torino)

Proposta 4
Un ecosistema attento al capitale umano per aumentare il numero, la qualità professionale e il ruolo sociale dei neo-imprenditori attraverso programmi di imprenditorialità nelle Scuole Superiori e nelle Università, professionalizzazione basata sui mentor d’impresa e attività di formazione finanziata anche per il target neo-imprese.
(Mario Montalcini – Réseau Entreprendre, Enrico Gastaldi – Università di Torino)

Proposta 5
Un ecosistema efficace nel business support per favorire il consolidamento delle neo-imprese, tramite servizi mirati per crescere sui mercati e sviluppare l’organizzazione e sviluppo di public procurement a favore delle neo-imprese.
(Marco Cantamessa – Incubatore PoliTo I3P, Giuseppe Serrao – Incubatore UniTo 2i3T)

Proposta 6 
Un ecosistema flessibile sul piano finanziario per differenziare e rendere più flessibili le forme di finanziamento e credito alle neo-imprese attraverso la diffusione di buone pratiche creditizie, il consolidamento di acceleratori locali e reti di business angel, e modelli innovativi di sostegno pubblico alle neo-imprese.
(Corrado Ferretti – PerMicro, Giancarlo Rocchietti – Club degli Investitori)

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Il Gruppo di lavoro ha scelto di formulare proposte che pur prevedendo interventi di natura varia condividono alcune caratteristiche essenziali: la realizzabilità nel breve termine (6-12 mesi) o tutt’al più in 12-24 mesi, costi contenuti per la collettività, valorizzazione degli asset esistenti, non necessitano di un “cambio di sistema” o  interventi straordinari.

PROSSIMI PASSI

A seguito della redazione di questo rapporto, la prossima fase richiede quindi che le raccomandazioni vengano considerate operativamente dalle leadership e che queste valutino se e come ingaggiarsi nel trasformarle in azioni concrete, anche a fronte di decisioni e atti formali, nonché allocazione di finanziamenti. Dopo questo passaggio di sostegno della strategia, potrà seguire l’elaborazione di un piano d’azione fatto su misura, più o meno ampio e omnicomprensivo di quanto indicato in questo rapporto, che indicherà, per quanto possibile, attori, risorse, modalità, tempi e risultati attesi.

 

Erasmus per imprenditori | Scopri Exage

Quando si parla di programma Erasmus tutti pensano all’incredibile esperienza di scambio riservata agli universitari, ma pochi conoscono l’opportunità riservata agli imprenditori: vivere un’esperienza internazionale prima di mettersi in proprio, conoscere dall’interno e, operativamente, come funziona un’azienda straniera, avviare contatti diretti con mercati esteri per avviare la propria impresa. Tutto ciò supportati dal sostegno dell’Unione Europea, che mette a disposizione borse di soggiorno per neo imprenditori europei.

Nell’ambito del programma comunitario “Erasmus per giovani imprenditori” la Camera di Commercio di Torino ha attivato Exage per cui sono ancora disponibili le ultime 10 borse di soggiorno  per neoimprenditori torinesi, a cui sarà riservata la possibilità di partire entro l’anno 2016. L’importo varia a seconda del paese: da un minimo di 530 euro mensili  ad un massimo di 1.100 euro (per la Norvegia) e prevedono una durata minima del soggiorno di 2 mesi. Possono partecipare imprenditori in attività da meno di 3 anni, ma anche liberi professionisti con partita iva. Si segnala, invece, alle imprese attive sul territorio piemontese interessate a partecipare come host la possibilità ancora per 8 imprese di ospitare a titolo gratuito un imprenditore europeo per un periodo di lavoro all’interno dell’azienda: l’accoglienza di persone giovani, motivate e ricche di idee nuove rappresenta un’opportunità a costo zero di scambio e di collaborazione, che quasi sempre non si esaurisce al termine del soggiorno.

Il programma europeo per giovani imprenditori dal 2009 ad oggi ha coinvolto 12mila imprenditori in tutta Europa, e ha concretizzato oltre 3.700 scambi. Al progetto partecipano oltre ai 28 Stati Membri dell’Unione Europea, anche Albania, Macedonia, Islanda, Israele, Serbia, Montenegro, Norvegia, Turchia e Liechtenstein, per un totale di 37 paesi. L’Italia è il secondo paese di destinazione, dopo la Spagna. Le candidature riguardano per il 60% nuovi imprenditori, il restante 40% da imprenditori ospitanti. L’89% dei nuovi imprenditori ha meno di 40 anni, il 74% degli imprenditori ospitanti non raggiunge i 50 anni.

Il progetto Exage ha coinvolto ad oggi 12mila imprenditori, provenienti da 37 stati, conretizzando oltre 3.700 scambi. L’Italia è la seconda destinazione più opzionata, dopo la Spagna.

La Camera di commercio di Torino partecipa al progetto all’interno di un consorzio di organizzazioni provenienti da 5 Paesi Europei (Spagna, Francia, Regno Unito, Portogallo e Romania). Ciascun partner, in qualità di organizzazione intermediaria del programma europeo, opera come punto di contatto e ha il compito di facilitare l’incontro tra nuovi imprenditori e imprenditori esperti, assistendoli in tutte le fasi dello scambio. Sono 212 gli intermediari attivi in Europa sul progetto.

A volte le proprie ambizioni possono trovare sponda nelle esperienze già realizzate da altri, offrendo spunti di crescita, come nel caso di Gianluca Barbieri, architetto che attraverso Exage ha collaborato con uno studio di Bruxelles. “Io disegno e costruisco case sugli alberi: in Belgio il settore delle costruzioni in legno, su alberi o su acqua, e, più, in generale, il settore delle costruzioni ecosostenibili è molto sviluppato. Grazie al portale di Exage ho trovato un grande studio di architettura che mi ha ospitato a Bruxelles e che mi ha dato numerosi contatti, oltre alla possibilità di vedere da vicino molteplici aspetti organizzativi e gestionali di un’impresa medio grande, che mi torneranno utili quando a mia volta aprirò un’attività in proprio.”

Oppure andare all’estero può consentire di rafforzare in maniera strategica le competenze che abbiamo individuato come necessarie per sviluppare il nostro business. Lo racconta Simona Iuele – Olivia Revel & Co ha scelto di lavorato due mesi a Parigi per Playtime, la principale fiera francese di articoli per maternità e bambini per esplorare le dinamiche dell’e-commerce.“Ero ancora dipendente, ma già stavo mettendo in piedi una piccola attività in proprio di maglieria e filati pregiati piemontesi. Prima di fare il grande salto e dedicarmi completamente a questa nuova impresa, volevo avere un periodo di tempo per ripensare il mio business e per farlo diventare definitivamente un lavoro a tempo pieno.”

“Prima di fare il grande salto e dedicarmi completamente a questa nuova impresa, volevo avere un periodo di tempo per ripensare il mio business e per farlo diventare definitivamente un lavoro a tempo pieno.”  Simona Iuele – Olivia Revel & Co

“Cercavo un paese culturalmente simile al nostro, ma più avanti nel digitale, essendo la mia un’attività di e-commerce: la Francia mi è sembrata l’ideale, anche per la presenza di una fiera di settore particolarmente importante, Playtime, che si svolge ogni anno a Parigi. Proprio l’ente fieristico mi ha ospitato e mi ha permesso di vivere in prima persona non solo l’organizzazione dell’evento, ma anche lo sviluppo della loro nuova start up, Playologie, un vero e proprio showroom virtuale. Consiglio l’esperienza di Exage perché nessuno oggi può pensare di fare l’imprenditore senza muoversi e senza vedere cosa avviene nel mondo: tutto cambia troppo velocemente, per non aggiornarsi di continuo”.

Si tratta di incontri che arricchiscono non solo chi decide di partire, ma anche chi accoglie nel proprio team chi arriva da altre realtà consentendo di ampliare il proprio mercato. CASIT, ad esempio, è un’azienda manifatturiera di Caselette che produce sistemi di automazione per ingressi (cancelli, portoni, varchi) per il mercato industriale e residenziale. Da tempo in contatto con la Camera di commercio, ha usufruito nel 2015 del servizio Improve, per una ottimale gestione della propria capacità innovativa, anche attraverso la presenza in nuovi mercati. Ospita da alcune settimane Anas Bennis, titolare di una start up a Barcellona e imprenditore nel campo dell’arredamento nel mercato magrebino.

Elena Ramella di CASIT: “Alla base della positiva esperienza di scambio, la totale flessibilità e la volontà di raggiungere degli obiettivi comuni nella creazione di un modello sempre più attuale di “sharing entrepreneurship”. Anas, infatti, ha messo a disposizione della nostra realtà aziendale le sue competenze acquisite durante gli studi all’estero in Finance. Ci accomuna la stessa vision e l’aver vissuto e viaggiato all’estero in diversi paesi.  In poco tempo, ha condiviso con noi contatti in mercati interessanti, come quello spagnolo, marocchino e turco. Il progetto Exage è assolutamente consigliabile a tutte le pmi, soprattutto se interessate ad internazionalizzarsi, ma perché sia utile occorre una valutazione molto precisa dei profili disponibili e l’immediata creazione di un contatto e di un network, in modo da iniziare a lavorare insieme  da subito, con reciproco vantaggio”.

 Valutazione confermata da Anas: “Mi sono iscritto al programma Erasmus circa un anno fa – racconta Anase sono entrato in contatto con Casit, un’azienda che mi ha accolto in un ambiente stimolante e positivo, dove poter imparare: lavorando insieme a loro ho acquisito notevole esperienza nella gestione dell’operatività quotidiana. Exage è però forse un’opportunità ancor più vantaggiosa per una pmi intenzionata a espandersi. Con la mia azienda www.dopodo.es, infatti, aiuto le aziende nell’impostare la propria strategia di vendita all’estero: export e scambi commerciali, che permettono contatti diretti tra produttori e rivenditori in diversi paesi, sono un fattore determinante nell’economia globale e permettono non solo di vendere di più, ma anche di investire in nuovi prodotti e innovazione. Exage è dunque un’esperienza importante: la consiglio a chiunque abbia un’idea da sviluppare, per ottenere contatti e supporto da imprenditori esperti”.

Può cadere anche che la scelta avviene al di fuori del programma, e che Exage divenga solo lo strumento per dare forma alla connessione tra realtà diverse. Addfor s.r.l. è un’azienda torinese che si occupa di intelligenza artificiale, programmazione, apprendimento automatico, Data Analytics e Data Visualization, analisi predittiva. Sta ospitando per 5 mesi Kent Danielsson, un programmatore svedese che ha realizzato un software per l’apprendimento delle lingue.

Enrico Busto – Addfor s.r.l. Torino: “Addfor periodicamente organizza dei tutorial – Meet Up – per spiegare la propria tecnologia soprattutto in ambito di intelligenza artificiale. Questo è stato il punto di contatto con Kent che grazie ad Exage oggi è qui a lavorare con noi. Ci ha positivamente colpito sia il supporto che abbiamo ricevuto dalla Camera di commercio, sia la facilità con cui è stato possibile partecipare al bando europeo: spesso i tempi di questi progetti non coincidono con le scadenze e le necessità aziendali; invece in questo caso è stato tutto molto facile e veloce. Abbiamo poi riscontrato dei benefici fin dall’inizio: Kent è stato subito propositivo e ricco di spirito di iniziativa, ci  supporta nel marketing, attraverso sito web, analisi di mercato su competitor e potenziali clienti e attività di SEO. Facilmente proseguiremo la collaborazione anche al termine del progetto”.

Addfor periodicamente organizza dei tutorial – Meet Up – per spiegare la propria tecnologia soprattutto in ambito di intelligenza artificiale. Questo è stato il punto di contatto con Kent che grazie ad Exage oggi è qui a lavorare con noi. Ci ha positivamente colpito sia il supporto che abbiamo ricevuto dalla Camera di commercio.” Enrico Busto – Addfor s.r.l. Torino

Kent Danielsson, programmatore specializzato in software per l’apprendimento di lingue viene dalla Svezia: “All’inizio mi sono rivolto alle scuole di lingue per proporre il mio programma di apprendimento linguistico, ma successivamente ho scoperto l’importanza dell’ambito dei software analytics anche per il mio progetto. Ho iniziato a lavorare per Addfor, faccio ricerche di mercato per l’Italia e per l’estero, ho scoperto un nuovo mercato molto promettente, ma soprattutto è interessante conoscere come lavora un’azienda di questo tipo, non troppo grande, che mi dà la possibilità di vedere tutti i processi al suo interno”.  

Se sei interessato al programma, ma vuoi saperne di più o ti occorre assistenza nella compilazione della tua candidatura non perdere l’infoday in programma il 22 Marzo a partire dalle 18:00 negli spazi di Rinascimenti Sociali, via Maria Vittoria 38 (Torino). Sarà presentato il progetto, verranno raccontate esperienze di chi è partito e di chi ha ospitato, e potranno essere fatte tutte le domande utili alla compilazione della propria candidatura.