ORA! al quadrato | Quando la cultura si fa impresa

ORA2! Quando la cultura si fa impresa

I 5 team coinvolti nel programma si presentano
ad un panel di esperti del mondo corporate, filantropia e innovazione

 Si è concluso presso l’Intesa San Paolo Innovation Center il 1° programma di pre-accelerazione di impresa culturale promosso dalla Compagnia di San Paolo con la partnership tecnica di SocialFare

Torino, 23 ottobre 2018 – Anche con la cultura si può fare impresa, a patto di acquisire le competenze specifiche necessarie e peculiari del fare impresa culturale. Nasce con questo scopo ORA2! Linguaggi contemporanei. Produzioni innovative, programma di pre-accelerazione imprenditoriale rivolto a 5 progettualità selezionate fra i vincitori  dell’edizione 2015 del Bando ORA! della Compagnia di San Paolo.

La collaborazione con la  Compagnia di San Paolo nasce e si inserisce nell’impegno della Fondazione a favore della promozione e dello sviluppo dell’imprenditorialità culturale e creativa, supportando non solo la realizzazione di progetti culturali ma anche favorendo percorsi di capacity building e approfondimento sui nuovi modelli imprenditoriali, sullo sviluppo di competenze manageriali e sulla valorizzazione delle professionalità creative.

Validazione del prodotto o servizio in ottica imprenditoriale, elaborazione del modello di business, valutazione dell’impatto sociale generato, marketing, community engagement, startup plan e tecniche narrative: questi i principali punti del programma di 60 ore condotto da SocialFare, partner tecnico del progetto, con l’intervento di professionisti dell’Accademia di Progettazione Maurizio Maggiora ed Experientia, seguendo un approccio di apprendimento esperienziale che prevede sessioni teoriche, workshop pratici e momenti di confronto ad hoc per ogni team.

Il programma è stato ideato e implementato avvalendosi dell’expertise maturata da SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale, in particolare attraverso:

  • FOUNDAMENTA: 6 programmi di accelerazione all’attivo per 40 startup e imprese a impatto sociale selezionate su 550 candidature ricevute da tutto il mondo (è attualmente aperta la call FOUNDAMENTA#7). Le startup accelerate da SocialFare ricevono investimenti seed già durante il programma, per un totale di 500k€/anno, attraverso il veicolo finanziario SocialFare Seed. 3MLN€ il funding raccolto ad oggi dalle startup anche a seguito dell’accelerazione.
  • DESIGN YOUR IMPACT: programma di accelerazione di conoscenza e competenze di Innovazione Sociale aperto a progettualità a vocazione imprenditoriale secondo un metodo ideato e sperimentato da SocialFare a partire dal 2017 in Piemonte, oggi aperto alla comunità nazionale e internazionale attraverso la call Design Your Impact 2018

Si sono presentati i team di:

 

reDISCOvery (www.rediscovery.it)

Agenzia di comunicazione specializzata nel cross-media musictelling. Eroga servizi e produce contenuti (video, web, radio, performance live) che permettono ad artisti, enti e aziende di raccontarsi e sviluppare il loro business attraverso la narrazione musicale. Rediscoveryè la musica come non l’avete mai vista e sentita.

Electropark (www.electropark.it)

Forevergreen.fm è l’associazione culturale che organizza ELECTROPARK, festival di musica contemporanea e arti visive, con sede a Genova, oggi alla sua settima edizione. Forte della sua lunga esperienza l’associazione vuole crescere strutturando e promuovendo un format di festival unico: eventi diffusi, capaci di valorizzare luoghi poco noti e dal valore inespresso, coinvolgendo attivamente le comunità locali.

STEAM (www.facebook.com/digifabturing)

STEAM – culture through technology è un laboratorio dedicato alla ricerca multidisciplinare e alla formazione avanzata, dove il computational design è concepito come strumento di contaminazione e connessione tra discipline creative (design, arte, architettura), mondo dell’automazione (robotica, fabbricazione digitale, programmazione) e investigazione sui materiali.

Be sm/ART (www.radicate.eu)

Il progetto Be Sm/ART, sviluppato dall’associazione savonese Radicate, ha l’obiettivo di promuovere e innovare la tradizione locale della lavorazione della ceramica. Il centro servizi realizzato a questo fine fornisce formazione e competenze legate alla sperimentazione tecnologica applicata al materiale ceramico.

Mali Weil (www.maliweil.org)

Per progettare il futuro della polis, bisogna immaginarlo. Sfrenatamente.
Mali Weil è uno studio che crea processi per nutrire l’immaginazione politica delle persone e delle comunità. Product design, filosofia, arte, experience, narrazione e comunicazione si intersecano generando un universo di visioni, oggetti e situazioni agibili dai fruitori.

 


L’evento, che ha visto la partecipazione attiva e interessata da parte di un panel selezionato di esperti ed esponenti del mondo corporate e filantropico e dell’innovazione sociale, ha permesso ai team di farsi conoscere e di aprire un dialogo diretto per potenziali collaborazioni ed opportunità.

 

Social Impact Investor Day: le startup di SocialFare si presentano agli investitori

Si è concluso per SEP Jordan, Kalatà progetti per fare Cultura, Ready4Study e Mammacult il programma di accelerazione SocialFare a cui hanno avuto accesso tramite la call FOUNDAMENTA#5.

Ospiti dell’Intesa Sanpaolo Innovation Center al 31° piano del grattacielo torinese, le startup si sono presentate ad un panel selezionato di impact investor, pronte a raccogliere investimenti e crescere.

Nel 2018 il veicolo SocialFare Seed ha erogato 310k € in favore delle startup accelerate da SocialFare. Circa 3MLN di € l’ammontare complessivo di investimenti raccolto dalle nostre startup dal 2016 ad oggi.

Guarda la foto gallery dell’evento

Torino, 12 luglio 2018 – Si è tenuto presso l’Intesa Sanpaolo Innovation Center a Torino il Social Impact Investor Day, giornata che conclude il programma di accelerazione per social impact startup by SocialFare®| Centro per l’Innovazione Sociale.

L’evento ha visto coinvolte le 4 startup accelerate da SocialFare nel periodo aprile/luglio 2018 ed un panel di enti privati, business angel, private investor e family office. Presenti gli impact investor di SocialFare Seed (Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC, Finde S.p.A. e Fondazione Magnetto), veicolo privato di seed investment che investe nelle startup accelerate da SocialFare, ed altri interessati a sostenere la nascita, lo sviluppo e la scalabilità di imprese innovative in grado di generare valore economico dall’impatto sociale. In platea, fra gli altri: Oltre Venture, Club degli Investitori, Innogest Capital, Ersel, Fondazione Fits, Fondazione Housing Sociale, Fondazione Cottino, Finde.

Nel 2018 SocialFare Seed ha investito 310k € erogati cash già nel corso del programma di accelerazione, mentre l’ammontare complessivo degli investimenti raccolti dal 2016 ad oggi dalle nostre startup ammonta a circa 3MLN €.

Quattro mesi di lavoro ad alta intensità in cui le startup selezionate attraverso la call FOUNDAMENTA hanno potuto accrescere le proprie competenze grazie al supporto di team di esperti in investment readiness, business delevolpment & strategy, systemic design, con mentor e advisor di altissimo livello e di accedere a nuove reti, occasioni di confronto e opportunità per sperimentare il proprio business model. Il percorso fatto con il supporto del nostro Startup Acceleration Team ha permesso agli startupper di approcciarsi in maniera consapevole, matura e pronta al proprio mercato di riferimento e di suscitare l’interesse della platea, che ha partecipato attivamente rivolgendo numerose e puntuali domande al termine dei pitch di presentazione di ciascun progetto.

Diverse le aree in cui operano le startup accelerate e le relative sfide sociali: ethic fashion, valorizzazione del patrimonio culturale e artistico italiano, mobilità degli studenti universitari, accesso ad attività educative e culturali family-friendly.

Si sono presentate agli investitori:

  • SEP Jordan, fashion brand di lusso fondato sul talento e la tradizione di artiste rifugiate
  • Kalatà, società che cura progetti di valorizzazione del patrimonio culturale italiano
  • Ready4Study, servizio che facilita l’ingresso degli studenti stranieri nelle Università italiane
  • MammaCult, piattaforma digitale che favorisce l’incontro fra genitori e attività culturali di qualità

La giornata si è conclusa con un pranzo di networking finalizzato a favorire il confronto e la conoscenza fra startupper, investitori ed esperti del settore presenti. Gli investitori hanno comunicato a SocialFare i progetti che hanno suscitato in modo specifico il loro interesse e con i quali intendono essere messi in contatto per approfondire le possibilità di collaborazione e partecipazione attraverso investimenti nell’attività.

Mentre le startup di FOUNDAMENTA#5 sono pronte a fare il salto di qualità e a scalare a seguito del percorso appena concluso, presto si conosceranno i nomi dei nuovi team selezionati fra le oltre 170 candidature ricevute da tutto il mondo per la call FOUNDAMENTA#6: la prossima edizione dello Startup Acceleration Program di SocialFare si avvierà a fine settembre per concludersi a gennaio 2019.

 

FOUNDAMENTA
La call italiana per accelerare le startup ad impatto sociale

 

Foundamenta è la call italiana di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale rivolta a business idea e startup a impatto sociale al fine di selezionare, a livello nazionale e internazionale, le migliori soluzioni innovative e di eccellenza alle pressanti sfide sociali contemporanee. Il programma di accelerazione di SocialFare offre alle startup selezionate:

  • 4 mesi di accelerazione full-time
  • Seed fund fino a 80K€ in cash per le startup selezionate
  • Team dedicato di accelerazione
  • Approccio Social Impact Acceleration by SocialFare
  • Networking con +50 investitori e mentor
  • Desk gratuito nell’area co-working di Rinascimenti Sociali e sale riunioni nel cuore di Torino

 

SocialFare ha sviluppato un programma unico in Italia, ormai prossimo alla sua 6° edizione, che si avvale del supporto di SocialFare Seed, il primo veicolo italiano dedicato al seed per startup a impatto sociale. La call è rivolta a business idea, startup e imprese che propongono soluzioni innovative, generando impatto sociale ed economico nelle seguenti aree: Welfare, Education, Healthcare, Cultural Heritage, Circular Economy, Food & Agriculture.

I soggetti selezionati vengono supportati attraverso servizi di accelerazione e investment readiness e coinvolti in un percorso di formazione specifica che ibrida l’approccio lean startup, design thinking e design sistemico, con un programma di mentorship e advisory dedicata.

Nel 2018 hanno partecipato alla call Foundamenta#6, chiusa il 5 giugno, oltre 170 startup candidate da tutto il mondo.

Presto saranno noti i nomi delle startup selezionate che accederanno al seed fund e al programma di accelerazione in partenza a fine settembre 2018, che si concluderà nel mese di gennaio 2019.

La nuova call FOUNDAMENTA#7 sarà lanciata nel mese di ottobre 2018.

Social Impact Investor Day: le startup di SocialFare incontrano gli investitori

Si è concluso per SEP Jordan, Kalatà progetti per fare Cultura, Ready4Study e Mammacult il programma di accelerazione SocialFare a cui hanno avuto accesso tramite la call FOUNDAMENTA#5.

Ospiti dell’Intesa Sanpaolo Innovation Center al 31° piano del grattacielo torinese, le startup si sono presentate ad un panel selezionato di impact investor, pronte a raccogliere investimenti e crescere.

Nel 2018 il veicolo SocialFare Seed ha erogato 310k € in favore delle startup accelerate da SocialFare. Circa 3MLN di € l’ammontare complessivo di investimenti raccolto dalle nostre startup dal 2016 ad oggi.

Guarda la foto gallery dell’evento

Torino, 12 luglio 2018 – Si è tenuto presso l’Intesa Sanpaolo Innovation Center a Torino il Social Impact Investor Day, giornata che conclude il programma di accelerazione per social impact startup by SocialFare®| Centro per l’Innovazione Sociale.

L’evento ha visto coinvolte le 4 startup accelerate da SocialFare nel periodo aprile/luglio 2018 ed un panel di enti privati, business angelprivate investor e family office. Presenti gli impact investor di SocialFare Seed  (Compagnia di San Paolo, Fondazione CRC, Finde S.p.A. e Fondazione Magnetto), veicolo privato di seed investment che investe nelle startup accelerate da SocialFare, ed altri interessati a sostenere la nascita, lo sviluppo e la scalabilità di imprese innovative in grado di generare valore economico dall’impatto sociale. In platea, fra gli altri: Oltre Venture, Club degli Investitori, Innogest Capital, Ersel, Fondazione Fits, Fondazione Housing Sociale, Fondazione Cottino, Finde.

Nel 2018 SocialFare Seed ha investito 310k € erogati cash già nel corso del programma di accelerazione, mentre l’ammontare complessivo degli investimenti raccolti dal 2016 ad oggi dalle nostre startup ammonta a circa 3MLN €.

Quattro mesi di lavoro ad alta intensità in cui le startup selezionate attraverso la call FOUNDAMENTA hanno potuto accrescere le proprie competenze grazie al supporto di team di esperti in investment readinessbusiness delevolpment & strategysystemic design, con mentor e advisor di altissimo livello e di accedere a nuove reti, occasioni di confronto e opportunità per sperimentare il proprio business model. Il percorso fatto con il supporto del nostro Startup Acceleration Team ha permesso agli startupper di approcciarsi in maniera consapevole, matura e pronta al proprio mercato di riferimento e di suscitare l’interesse della platea, che ha partecipato attivamente rivolgendo numerose e puntuali domande al termine dei pitch di presentazione di ciascun progetto.

Diverse le aree in cui operano le startup accelerate e le relative sfide sociali: ethic fashion, valorizzazione del patrimonio culturale e artistico italiano, mobilità degli studenti universitari, accesso ad attività educative e culturali family-friendly.

Si sono presentate agli investitori:

  • SEP Jordan, fashion brand di lusso fondato sul talento e la tradizione di artiste rifugiate
  • Kalatà, società che cura progetti di valorizzazione del patrimonio culturale italiano
  • Ready4Study, servizio che facilita l’ingresso degli studenti stranieri nelle Università italiane
  • MammaCult, piattaforma digitale che favorisce l’incontro fra genitori e attività culturali di qualità

La giornata si è conclusa con un pranzo di networking finalizzato a favorire il confronto e la conoscenza fra startupper, investitori ed esperti del settore presenti. Gli investitori hanno comunicato a SocialFare i progetti che hanno suscitato in modo specifico il loro interesse e con i quali intendono essere messi in contatto per approfondire le possibilità di collaborazione e partecipazione attraverso investimenti nell’attività.

 

Mentre le startup di FOUNDAMENTA#5 sono pronte a fare il salto di qualità e a scalare a seguito del percorso appena concluso, presto si conosceranno i nomi dei nuovi team selezionati fra le oltre 170 candidature ricevute da tutto il mondo per la call FOUNDAMENTA#6: la prossima edizione dello Startup Acceleration Program di SocialFare si avvierà a fine settembre per concludersi a gennaio 2019.

 

FOUNDAMENTA
La call italiana per accelerare le startup ad impatto sociale

 

Foundamenta è la call italiana di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale rivolta a business idea e startup a impatto sociale al fine di selezionare, a livello nazionale e internazionale, le migliori soluzioni innovative e di eccellenza alle pressanti sfide sociali contemporanee. Il programma di accelerazione di SocialFare offre alle startup selezionate:

  • 4 mesi di accelerazione full-time
  • Seed fund fino a 80K€ in cash per le startup selezionate
  • Team dedicato di accelerazione
  • Approccio Social Impact Acceleration by SocialFare
  • Networking con +50 investitori e mentor
  • Desk gratuito nell’area co-working di Rinascimenti Sociali e sale riunioni nel cuore di Torino

 

SocialFare ha sviluppato un programma unico in Italia, ormai prossimo alla sua 6° edizione, che si avvale del supporto di SocialFare Seed, il primo veicolo italiano dedicato al seed per startup a impatto sociale. La call è rivolta a business idea, startup e imprese che propongono soluzioni innovative, generando impatto sociale ed economico nelle seguenti aree: Welfare, Education, Healthcare, Cultural Heritage, Circular Economy, Food & Agriculture.

I soggetti selezionati vengono supportati attraverso servizi di accelerazione e investment readiness e coinvolti in un percorso di formazione specifica che ibrida l’approccio lean startup, design thinking e design sistemico, con un programma di mentorship e advisory dedicata.

Nel 2018 hanno partecipato alla call Foundamenta#6, chiusa il 5 giugno, oltre 170 startup candidate da tutto il mondo.

Presto saranno noti i nomi delle startup selezionate che accederanno al seed fund e al programma di accelerazione in partenza a fine settembre 2018, che si concluderà nel mese di gennaio 2019.

La nuova call FOUNDAMENTA#7 sarà lanciata nel mese di ottobre 2018.

Granda Opportunity Day | 10 progetti innovativi per rispondere alle sfide sociali del territorio

Una giuria premia i team più promettenti
a conclusione del programma di accelerazione territoriale

 Due i progetti ammessi al programma per startup a impatto sociale di SocialFare 

 

Si è conclusa il 14 giugno con il Granda Opportunity Day la 1ma edizione di GrandUp!, il programma di accelerazione territoriale dedicato alla provincia di Cuneo promosso dalla Fondazione CRC con la partnership tecnica di SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con le principali Associazioni di Categoria provinciali (Coldiretti, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative e Confindustria) e PING – Pensare in Granda.

Nel corso del pomeriggio i 10 team (clicca per conoscere i 10 progetti) finalisti del programma hanno avuto l’opportunità di presentare pubblicamente i rispettivi progetti ad impatto sociale davanti ad una giuria di esperti. Selezionati fra 47 progetti candidati, questi team hanno partecipato fra marzo e aprile a “Design Your Impact”, percorso di 80 ore articolato in 5 moduli formativi e finalizzato a strutturare meglio le idee progettuali per trasformarle in opportunità di crescita imprenditoriale (le schede descrittive dei progetti sono disponibili su www.grandup.org). L’esperienza ha permesso ai team di approfondire il tema dell’innovazione sociale, con sessioni teoriche, workshop, momenti di confronto, tutoring e accompagnamento costante da parte di professionisti ed esperti coordinati da SocialFare.

La giuria qualificata del Granda Opportunity Day – composta da rappresentanti di Fondazione CRC, SocialFare, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Fondazione CR Bra, Accademia di Progettazione Sociale Maurizio Maggiora e la startup torinese Synapta – ha valutato le capacità di rispondere alle sfide sociali emerse e ha aggiudicato:

  • un premio del valore di 5mila euro cash ai progetti L’orto di una volta, Agrisalute, Humus e Chiamabus per sostenere lo sviluppo delle rispettive idee imprenditoriali. I progetti sono stati scelti in base a criteri di innovatività del progetto, impatto sociale e ricadute a lungo termine sul territorio, sostenibilità economica, competenze del team, qualità dei “pitch” (momenti di presentazione), capacità di impiego oculato del contributo economico.
  • la possibilità di accedere direttamente al programma di accelerazione per startup a impatto sociale di SocialFare, al quale parteciperanno progetti selezionati su oltre 170 candidati da tutto il mondo attraverso la call FOUNDAMENTA#6. Questa possibilità è data a Humus ed Ecostalla che si sono distinti per impatto sociale, sostenibilità economica, opportunità di mercato, caratteristiche dei team e “scalabilità” dei progetti imprenditoriali.

 

SocialFare si è inoltre dichiarata disponibile ad approfondire la possibilità di accompagnamento per quanto riguarda i progetti Salva il tappo e Il Rifugio.

Queste le sfide e idee imprenditoriali dei progetti selezionati per i premi sopra citati:

  • HUMUS (Area di sperimentazione: Val Grana): piattaforma di job sharing agricolo che fa incontrare la domanda e l’offerta di lavoro tra migranti e aziende agricole locali, supportando l’attivazione di contratti di rete
  • ECOSTALLA (Area di sperimentazione: Provincia di Cuneo): progetto sperimentale che prevede la gestione ecosostenibile delle deiezioni animali e l’allevamento in una stalla completamente decostruibile secondo criteri di sostenibilità sociale, ambientale ed economica
  • IL RIFUGIO – La pasta integrante (Area di sperimentazione: Cuneo): laboratorio di produzione di pasta fresca che offre opportunità di formazione e lavoro rivolte a migranti all’interno della Casa del Quartiere Donatello, in un’ottica di contaminazione culturale
  • SALVA IL TAPPO (Area di sperimentazione: Provincia di Cuneo): progetto di bioedilizia che prevede la produzione di pannelli isolanti ecologici realizzati attraverso la lavorazione di tappi di sughero di “scarto”, con il duplice fine di produrre materiali ecosostenibili e creare nuove opportunità di impiego per persone con disagio
  • L’ORTO DI UNA VOLTA (Area di sperimentazione: Saluzzo e Racconigi): un progetto finalizzato alla reintroduzione di biodiversità attraverso la coltivazione di ortaggi antichi e fiori eduli, con l’obiettivo di stimolare l’educazione alimentare dei cittadini creando nel contempo opportunità di impiego per lavoratori svantaggiati
  • AGRISALUTE (Area di sperimentazione: Alba): servizio integrato che offre ai cittadini la possibilità di accedere ad un programma dietetico con piano nutrizionale personalizzato, associato alla fornitura di pasti bilanciati a km0 per contrastare il problema dell’obesità e di favorire l’economia locale e sostenibile
  • CHIAMABUS (Area di sperimentazione: Val Mongia): servizio di smart mobility che coinvolge 18 comuni offrendo un servizio di trasporto collettivo e a chiamata ottimizzato con un algoritmo che garantisce spostamenti sostenibili e direttamente correlati alle esigenze di mobilità dei cittadini

 

“Siamo davvero orgogliosi della risposta fornita dalla provincia di Cuneo a GrandUP!. Tutti i dieci progetti si sono dimostrati capaci di trovare soluzioni innovative in ambito sociale, ambientale, turistico e tecnologico, che sanno andare incontro a nuovi e vecchi bisogni dei cittadini. Ci auguriamo che tutte queste idee, anche grazie alla rete di sostenitori e partner che il progetto ha saputo mettere in piedi e che ci auguriamo possa ulteriormente ampliarsi, possano strutturarsi e generare un concreto impatto sociale sulle nostre comunità” commenta Giandomenico Genta, Presidente della Fondazione CRC.

“GrandUp! è un chiaro esempio di progettazione sistemica a impatto sociale. Grazie a questa opportunità offerta dalla Fondazione CRC, attraverso l’approccio sistemico che SocialFare ha applicato al programma, si è dimostrato come il valore sociale, per quanto ancora “intangibile”, se compreso e accompagnato con strumenti e know how appropriati, possa generare conoscenza e valore economico per lo sviluppo del territorio e per la comunità” aggiunge Laura Orestano, CEO di Social Fare. 

 

IL PROGETTO GRANDUP

Il progetto GrandUP! è nato con l’obiettivo di far emergere e accompagnare l’innovazione sociale attraverso il coinvolgimento diretto delle persone e della comunità. Il progetto, articolato in tre fasi, ha preso avvio a febbraio 2018 con il primo “Social Hackathon, un evento-esperienza, nel quale la comunità è stata chiamata a confrontarsi per definire le sfide sociali più rilevanti per la provincia di Cuneo. Le sfide identificate in questa fase sono state affrontate in un secondo Social Hackathon, un workshop di due giornate, a cui hanno partecipato 43 team, che attraverso gli strumenti e le metodologie proprie dell’innovazione sociale hanno iniziato a sviluppare la propria idea di impresa. Sei progetti, selezionati da una giuria di esperti, sono stati premiati con l’accesso diretto a Design Your Impact, la seconda fase del progetto, che ha portato alla raccolta di altre 47 candidature.

I 10 team (6 con accesso diretto, 4 selezionati) sono stati ammessi a questa fase e hanno avuto la possibilità di affrontare un percorso di conoscenza pratica, della durata di 1 mese (due giornate full time di lavoro per 5 appuntamenti, per un totale di 80 ore), strutturato in 5 moduli tematici (Innovazione Sociale – (co)Progettazione sostenibile, Ricerca contestuale – Modelli di business, Valutazione d’impatto sociale – Prototipazione veloce, Tecnologie digitali – Sostenibilità economica, Tecniche narrative – Parlare in Pubblico) con sessioni teoriche, workshop pratici, momenti di confronto fra team, incontri ispirazionali, tutoring e accompagnamento costante da parte di professionisti, partner ed esperti di SocialFare e della rete Rinascimenti Sociali.

 

 

L’arte per la trasformazione sociale: come valutarne l’impatto? Cittadellarte racconta il percorso fatto insieme

Il 25 maggio 2018, nellambito della 20ma edizione di ARTE AL CENTRO, si è inaugurata a Biella COSTELLAZIONI DEMOPRATICHE. Limpatto sociale di Cittadellarte, mostra che rilegge ventanni di progetti ed esperienze di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto alla luce di quanto emerge da un processo collettivo di autoriflessione che questanno ha visto coinvolta la Fondazione stessa nellintento di studiare e ripensare il proprio impatto sociale. Il percorso di valutazione di impatto, realizzato con il supporto scientifico di SocialFare, nasce in continuità con la vocazione e lambiziosa missione che fin dalle sue origini caratterizza Cittadellarte, fondata sulla convinzione che lArte debba farsi carico delle sfide delle contemporaneità ed essere generatrice di una nuova civiltà.

“È tempo che l’artista prenda su di sé la responsabilità di porre in comunicazione ogni altra attività umana”.
 Pistoletto, Progetto Arte 1994

 

Abbiamo intervistato Michele Cerruti But, Coordinatore di UNIDEE Higher Education Cittadellarte, che ha curato la mostra COSTELLAZIONI DEMOPRATICHE insieme a Juan Sandoval (Education Office e Art Office Cittadellarte).

 

 

Michele, ci racconti come vi siete avvicinati al tema dell’impatto sociale e perché avete sentito l’esigenza di valutare e misurare il cambiamento generato da Cittadellarte | Fondazione Pistoletto?

Cittadellarte è fondata nel 1998, a seguito del manifesto di Michelangelo Pistoletto “Progetto Arte” (1994), dichiarando che “è tempo che l’arte prenda su di sé la responsabilità di mettere in comunicazione ogni altra attività umana”. Fin dal ‘900 diverse esperienze – come la Bauhaus o Joseph Beuys – hanno traghettato l’arte verso l’impegno sociale, tanto che oggi la Socially Engaged Art è una forma d’arte diffusa nonché una disciplina accademica. Il progetto Cittadellarte mette in relazione il lavoro di Michelangelo Pistoletto insieme ad altre esperienze con il fine dell’Arte per la trasformazione sociale responsabile.

Cittadellarte persegue dunque questo obiettivo da vent’anni, ma non aveva mai tentato prima d’ora di valutare l’effettivo impatto dei suoi progetti finalizzati alla trasformazione sociale. E poiché riteniamo che per trasformare la società la critica non sia sufficiente (“Critique is not enough” è stata una mostra di alcuni anni fa), ma sia necessaria l’azione, abbiamo deciso di lavorare per misurare le azioni che portiamo avanti e i loro effetti. D’altra parte, siamo convinti che questa non sia un’esigenza specifica ed esclusiva della nostra realtà: l’Arte ha necessità di rivendicare e dimostrare la sua reale capacità di incidere sulla società. Per questo confidiamo che il percorso di valutazione dell’impatto sociale intrapreso da Cittadellarte sia di incentivo e si configuri come esperienza pilota replicabile per altri soggetti che operano nell’ambito della Socially Engaged Art.

 

Perché avete scelto di lavorare con SocialFare e qual è il percorso fatto insieme?

Ci siamo avvicinati a SocialFare, che opera a poca distanza da noi ma è nel contempo punto di riferimento per l’Innovazione Sociale a livello nazionale, nell’ambito delle attività formative che portiamo avanti con Unidee (l’ “Università delle Idee”, che racchiude tutti i progetti di Alta Formazione di Cittadellarte) e per le quali vorremmo arrivare ad un riconoscimento formale da parte del Ministero.

Abbiamo quindi deciso di avvalerci della consulenza scientifica di SocialFare per avviare un percorso di valutazione dell’impatto sociale generato da Cittadellarte mirato a definire in modo sistemico e misurabile le aree d’impatto sociale, e i relativi indicatori, con cui valutare, da oggi in poi, l’effettivo impatto delle nostre azioni sulla base degli obiettivi delineati e condivisi.

Si tratta di una strada particolarmente interessante perché ibrida, tanto in termini di contenuti trattati quanto di approccio. Il lavoro che stiamo realizzando insieme coniuga infatti strumenti propri di un approccio scientifico/sistematico con elementi comunemente considerati “intangibili” come il valore sociale di un’azione e, ancor di più, l’arte stessa. A livello personale, poi, ho avuto modo di apprezzare il modo sistemico ma “non ideologico” con cui l’approccio Design Thinking è stato proposto e applicato alla nostra realtà al fine di comprendere il contesto in cui lavoriamo e le peculiarità del mondo dell’Arte, come incipit del processo di identificazione delle aree d’impatto sociale.

Concretamente, siamo partiti con un lavoro di consapevolezza e definizione della nostra sfida sociale, il cambiamento sistemico a cui vogliamo tendere. Abbiamo dunque individuato quattro aree di impatto, lavorando sulla “catena del valore” di Cittadellarte, e cominciando a definire per ciascuna misuratori e indicatori che permettono di valutare e misurare gli effetti generati dalla fondazione in quell’ambito specifico ed in rapporto a specifici stakeholder.

Grazie a questo percorso abbiamo constatato che gli oltre 800 progetti realizzati in 20 anni di attività, pur nella loro eterogeneità, sono effettivamente riconducibili ad una specifica identità di Cittadellarte, persino indipendente dall’identità più strettamente legata alla sua originaria fondazione, poiché tutti i soggetti entrati in contatto con il progetto – il luogo Cittadellarte – hanno arricchito e contribuito attivamente alla definizione della sua identità.

Il passo successivo, tutt’ora in progress, è la costruzione degli strumenti di progettazione necessari ad orientare le azioni future verso il cambiamento sistemico a cui tendiamo, validando misuratori e indicatori, definendo la strategia di raccolta/lettura e visualizzazione dei dati su cui baseremo la valutazione dell’impatto delle azioni stesse.

 

La mostra COSTELLAZIONI DEMOPRATICHE rappresenta a tutti gli effetti il primo “prototipo narrativo” del lavoro di valutazione di impatto fatto insieme. In che modo la mostra comunica in modo fruibile questo percorso? 

La mostra è pensata per narrare il percorso fatto e nel contempo arricchirlo e integrarlo. Si tratta di un dispositivo aperto e relazionale, che contribuisce attivamente alla valutazione dell’impatto e all’immaginazione del futuro verso cui tendere. Stando a quanto abbiamo appreso del Design Thinking, potremmo ricondurre la mostra a una delle fasi di “apertura” nel processo iterativo di apertura/chiusura rappresentato dalla figura del double diamond (http://www.alpine-space.eu/projects/desalps/en/about/the-project/design-thinking/design-thinking-process) a cui dovrà seguire necessariamente una fase di sintesi.

È importante chiarire che l’obiettivo non è raccontare in modo esaustivo la totalità dei progetti realizzati da Cittadellarte. Questa mostra non ha la funzione di un archivio storico, bensì di chiave di lettura della nostra identità attraverso alcune delle azioni portate avanti in questi 20 anni, che in qualche modo sintetizzano ed esprimono il DNA comune rintracciabile in tutto quello che Cittadellarte fa. Il titolo della mostra rappresenta nel contempo il fine delle nostre azioni e il modo in cui le realizziamo, creando sinergie e sistemi relazionali paragonabili a costellazioni.

COSTELLAZIONI DEMOPRATICHE ha tre obiettivi: raccontare il percorso sopra citato, descrivere un modello di misurazione di impatto sociale e raccontare quello che Cittadellarte fa. Questi obiettivi si esprimono attraverso altrettante aree della mostra:

  • Un grande tavolo, lungo 15 metri, su cui Cittadellarte narra se stessa attraverso una selezione di progetti (descritti con piccole schede a disposizione dei visitatori) riletti secondo le 4 aree di impatto individuate durante il percorso, qui rappresentate da 4 diverse tonalità di grigio. I progetti hanno inoltre pesi e scale diverse (locale o più allargata), caratteristiche rappresentate anche in questo caso attraverso elementi visivi riconoscibili.

 

  • 4 grandi costellazioni disegnate su tende “trasparenti e attraversabili” come i progetti che rappresentano, a mostrare che i soggetti coinvolti hanno la possibilità di entrare e uscire in modo dinamico e aperto. Le costellazioni raffigurano le relazioni fra i soggetti stessi, i cui nomi sono riportati al posto delle stelle, raggruppati all’occorrenza in sciami di stelle, stelle fisse, stelle comete e legati da linee di diverso tipo. Accanto a ciascuna costellazione, cinque diagrammi offrono una chiave di lettura possibile sulla trasformazione sociale generata dai progetti rappresentati, pur nella consapevolezza dei limiti di una valutazione a posteriori: non parliamo in questo caso propriamente di impatto sociale, che come sappiamo necessita di intenzionalità, vale a dire di un’azione orientata secondo precisi indicatori definiti a priori

 

  • Un’area di interazione con i visitatori, composta da uno spazio di reazione “a caldo” in cui è possibile lasciare indicazioni e contributi, e soprattutto da (d)estructura, progetto di creazione collaborativa che permette attraverso un’esperienza ludica di attivare processi di dialogo intorno (in questo caso) al tema dell’impatto sociale di Cittadellarte. La mostra infatti è pensata come dispositivo relazionale e la raccolta di feedback avverrà anche attraverso corsi e workshop previsti nei prossimi mesi per coinvolgere soggetti diversi.

Nel corso del lavoro fatto insieme abbiamo appurato che l’impatto sociale, per essere tale, richiede intenzionalità. Quale la vostra intenzione rispetto al futuro, quali i prossimi passi del percorso verso un cambiamento sistemico?

Uno degli obiettivi del percorso fatto insieme è la costruzione di uno strumento di misurazione utile a progettare il futuro. Abbiamo avuto modo di constatare come la valutazione dell’impatto fatta costruendo gli indicatori a posteriori (ex-post) sia più difficoltosa da compiere e meno efficace, poiché non frutto di un processo sistemico compiuto su tutta la filiera progettuale ex-ante e in itinere.

La nostra intenzione è quindi mettere a frutto quanto emerso dal percorso per costruire uno strumento agile di valutazione, articolato in indicatori e misuratori che ben rappresentino le sfide sociali verso le quali intendiamo orientare in modo pervasivo le nostre attività e azioni future.

 

 

 

Può l’arte generare trasformazione sociale? Come valutarne l’impatto? Cittadellarte racconta il percorso fatto insieme

Il 25 maggio 2018, nellambito della 20ma edizione di ARTE AL CENTRO, si è inaugurata a Biella COSTELLAZIONI DEMOPRATICHE. Limpatto sociale di Cittadellarte, mostra che rilegge ventanni di progetti ed esperienze di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto alla luce di quanto emerge da un processo collettivo di autoriflessione che questanno ha visto coinvolta la Fondazione stessa nellintento di studiare e ripensare il proprio impatto sociale. Il percorso di valutazione di impatto, realizzato con il supporto scientifico di SocialFare, nasce in continuità con la vocazione e lambiziosa missione che fin dalle sue origini caratterizza Cittadellarte, fondata sulla convinzione che lArte debba farsi carico delle sfide delle contemporaneità ed essere generatrice di una nuova civiltà.

 

“È tempo che l’artista prenda su di sé la responsabilità di porre in comunicazione ogni altra attività umana”.
Pistoletto, Progetto Arte 1994

 

Abbiamo intervistato Michele Cerruti But, Coordinatore di UNIDEE Higher Education Cittadellarte, che ha curato la mostra COSTELLAZIONI DEMOPRATICHE insieme a Juan Sandoval (Education Office e Art Office Cittadellarte).

 

 

 


Michele, ci racconti come vi siete avvicinati al tema dell’impatto sociale e perché avete sentito l’esigenza di valutare e misurare il cambiamento generato da Cittadellarte | Fondazione Pistoletto?

Cittadellarte è fondata nel 1998, a seguito del manifesto di Michelangelo Pistoletto “Progetto Arte” (1994), dichiarando che “è tempo che l’arte prenda su di sé la responsabilità di mettere in comunicazione ogni altra attività umana”. Fin dal ‘900 diverse esperienze – come la Bauhaus o Joseph Beuys – hanno traghettato l’arte verso l’impegno sociale, tanto che oggi la Socially Engaged Art è una forma d’arte diffusa nonché una disciplina accademica. Il progetto Cittadellarte mette in relazione il lavoro di Michelangelo Pistoletto insieme ad altre esperienze con il fine dell’Arte per la trasformazione sociale responsabile.

Cittadellarte persegue dunque questo obiettivo da vent’anni, ma non aveva mai tentato prima d’ora di valutare l’effettivo impatto dei suoi progetti finalizzati alla trasformazione sociale. E poiché riteniamo che per trasformare la società la critica non sia sufficiente (“Critique is not enough” è stata una mostra di alcuni anni fa), ma sia necessaria l’azione, abbiamo deciso di lavorare per misurare le azioni che portiamo avanti e i loro effetti. D’altra parte, siamo convinti che questa non sia un’esigenza specifica ed esclusiva della nostra realtà: l’Arte ha necessità di rivendicare e dimostrare la sua reale capacità di incidere sulla società. Per questo confidiamo che il percorso di valutazione dell’impatto sociale intrapreso da Cittadellarte sia di incentivo e si configuri come esperienza pilota replicabile per altri soggetti che operano nell’ambito della Socially Engaged Art.

 

Perché avete scelto di lavorare con SocialFare e qual è il percorso fatto insieme?

Ci siamo avvicinati a SocialFare, che opera a poca distanza da noi ma è nel contempo punto di riferimento per l’Innovazione Sociale a livello nazionale, nell’ambito delle attività formative che portiamo avanti con Unidee (l’ “Università delle Idee”, che racchiude tutti i progetti di Alta Formazione di Cittadellarte) e per le quali vorremmo arrivare ad un riconoscimento formale da parte del Ministero.

Abbiamo quindi deciso di avvalerci della consulenza scientifica di SocialFare per avviare un percorso di valutazione dell’impatto sociale generato da Cittadellarte mirato a definire in modo sistemico e misurabile le aree d’impatto sociale, e i relativi indicatori, con cui valutare, da oggi in poi, l’effettivo impatto delle nostre azioni sulla base degli obiettivi delineati e condivisi.

Si tratta di una strada particolarmente interessante perché ibrida, tanto in termini di contenuti trattati quanto di approccio. Il lavoro che stiamo realizzando insieme coniuga infatti strumenti propri di un approccio scientifico/sistematico con elementi comunemente considerati “intangibili” come il valore sociale di un’azione e, ancor di più, l’arte stessa. A livello personale, poi, ho avuto modo di apprezzare il modo sistemico ma “non ideologico” con cui l’approccio Design Thinking è stato proposto e applicato alla nostra realtà al fine di comprendere il contesto in cui lavoriamo e le peculiarità del mondo dell’Arte, come incipit del processo di identificazione delle aree d’impatto sociale.

Concretamente, siamo partiti con un lavoro di consapevolezza e definizione della nostra sfida sociale, il cambiamento sistemico a cui vogliamo tendere. Abbiamo dunque individuato quattro aree di impatto, lavorando sulla “catena del valore” di Cittadellarte, e cominciando a definire per ciascuna misuratori e indicatori che permettono di valutare e misurare gli effetti generati dalla fondazione in quell’ambito specifico ed in rapporto a specifici stakeholder.

Grazie a questo percorso abbiamo constatato che gli oltre 800 progetti realizzati in 20 anni di attività, pur nella loro eterogeneità, sono effettivamente riconducibili ad una specifica identità di Cittadellarte, persino indipendente dall’identità più strettamente legata alla sua originaria fondazione, poiché tutti i soggetti entrati in contatto con il progetto – il luogo Cittadellarte – hanno arricchito e contribuito attivamente alla definizione della sua identità.

 

Il passo successivo, tutt’ora in progress, è la costruzione degli strumenti di progettazione necessari ad orientare le azioni future verso il cambiamento sistemico a cui tendiamo, validando misuratori e indicatori, definendo la strategia di raccolta/lettura e visualizzazione dei dati su cui baseremo la valutazione dell’impatto delle azioni stesse.

 

La mostra COSTELLAZIONI DEMOPRATICHE rappresenta a tutti gli effetti il primo “prototipo narrativo” del lavoro di valutazione di impatto fatto insieme. In che modo la mostra comunica in modo fruibile questo percorso? 

La mostra è pensata per narrare il percorso fatto e nel contempo arricchirlo e integrarlo. Si tratta di un dispositivo aperto e relazionale, che contribuisce attivamente alla valutazione dell’impatto e all’immaginazione del futuro verso cui tendere. Stando a quanto abbiamo appreso del Design Thinking, potremmo ricondurre la mostra a una delle fasi di “apertura” nel processo iterativo di apertura/chiusura rappresentato dalla figura del double diamond (http://www.alpine-space.eu/projects/desalps/en/about/the-project/design-thinking/design-thinking-process) a cui dovrà seguire necessariamente una fase di sintesi.

È importante chiarire che l’obiettivo non è raccontare in modo esaustivo la totalità dei progetti realizzati da Cittadellarte. Questa mostra non ha la funzione di un archivio storico, bensì di chiave di lettura della nostra identità attraverso alcune delle azioni portate avanti in questi 20 anni, che in qualche modo sintetizzano ed esprimono il DNA comune rintracciabile in tutto quello che Cittadellarte fa. Il titolo della mostra rappresenta nel contempo il fine delle nostre azioni e il modo in cui le realizziamo, creando sinergie e sistemi relazionali paragonabili a costellazioni.

COSTELLAZIONI DEMOPRATICHE ha tre obiettivi: raccontare il percorso sopra citato, descrivere un modello di misurazione di impatto sociale e raccontare quello che Cittadellarte fa. Questi obiettivi si esprimono attraverso altrettante aree della mostra:

  • Un grande tavolo, lungo 15 metri, su cui Cittadellarte narra se stessa attraverso una selezione di progetti (descritti con piccole schede a disposizione dei visitatori) riletti secondo le 4 aree di impatto individuate durante il percorso, qui rappresentate da 4 diverse tonalità di grigio. I progetti hanno inoltre pesi e scale diverse (locale o più allargata), caratteristiche rappresentate anche in questo caso attraverso elementi visivi riconoscibili.

 

  • 4 grandi costellazioni disegnate su tende “trasparenti e attraversabili” come i progetti che rappresentano, a mostrare che i soggetti coinvolti hanno la possibilità di entrare e uscire in modo dinamico e aperto. Le costellazioni raffigurano le relazioni fra i soggetti stessi, i cui nomi sono riportati al posto delle stelle, raggruppati all’occorrenza in sciami di stelle, stelle fisse, stelle comete e legati da linee di diverso tipo. Accanto a ciascuna costellazione, cinque diagrammi offrono una chiave di lettura possibile sulla trasformazione sociale generata dai progetti rappresentati, pur nella consapevolezza dei limiti di una valutazione a posteriori: non parliamo in questo caso propriamente di impatto sociale, che come sappiamo necessita di intenzionalità, vale a dire di un’azione orientata secondo precisi indicatori definiti a priori

 

  • Un’area di interazione con i visitatori, composta da uno spazio di reazione “a caldo” in cui è possibile lasciare indicazioni e contributi, e soprattutto da (d)estructura, progetto di creazione collaborativa che permette attraverso un’esperienza ludica di attivare processi di dialogo intorno (in questo caso) al tema dell’impatto sociale di Cittadellarte. La mostra infatti è pensata come dispositivo relazionale e la raccolta di feedback avverrà anche attraverso corsi e workshop previsti nei prossimi mesi per coinvolgere soggetti diversi.

Nel corso del lavoro fatto insieme abbiamo appurato che l’impatto sociale, per essere tale, richiede intenzionalità. Quale la vostra intenzione rispetto al futuro, quali i prossimi passi del percorso verso un cambiamento sistemico?

Uno degli obiettivi del percorso fatto insieme è la costruzione di uno strumento di misurazione utile a progettare il futuro. Abbiamo avuto modo di constatare come la valutazione dell’impatto fatta costruendo gli indicatori a posteriori (ex-post) sia più difficoltosa da compiere e meno efficace, poiché non frutto di un processo sistemico compiuto su tutta la filiera progettuale ex-ante e in itinere.

La nostra intenzione è quindi mettere a frutto quanto emerso dal percorso per costruire uno strumento agile di valutazione, articolato in indicatori e misuratori che ben rappresentino le sfide sociali verso le quali intendiamo orientare in modo pervasivo le nostre attività e azioni future.

 

 

 

IMPACT THROUGH DESIGN by SocialFare and ELISAVA International open talk | SDGs Applied Design Research Program

Read the interview with Arianna Mazzeo
Arianna Mazzeo interviews Joke Quintens
Arianna Mazzeo interviews Paolo Montemurro
Arianna Mazzeo interviews Antonio Scarponi

IMPACT THROUGH DESIGN: UN SDGS and Societal Challenges.
International Open Talk | SDGs Applied Design Research Program

Co-produced by

SocialFare | Center for Social Innovation Italy

and

ELISAVA – Barcelona School of Design and Engineering

 

IMPACT THROUGH DESIGN: UN SDGSs and Societal Challenges is an applied research program co-produced by SocialFare | Centre of Social Innovation based in Turin, Italy and ELISAVA – Barcelona School of Design and Engineering, aimed to improve and promote the generation of Social Impact through Design.

The applied design research program will focus on the United Nations Sustainable Development Goals and will involve professionals, researchers, public and private institutions as well as the communities in which the best practices of Social Impact Design are already being applied in order to define a programmatic and systemic proposal for the next decade.

Starting in Turin (Italy) on May the 4th, 2018, the program includes an Open Talk Series in Marseille, Barcelona, Matera, Roma, Zurich, Toronto, Boston, Shanghai and will be presented at the High Level Political Forum on Sustainable Development in New York. The program is also part of the European Development Days (EDW 2018).

EUROPE


 

opentalk#1 | TURIN

Impact through design SDGs and Societal Challenges. The Italian Perspective

Friday 4th May 17.00 – 19.30 h | Rinascmenti Sociali, Via Maria Vittoria 38, Torino

 

opentalk#2 | MARSEILLE

The Marseille social design and bottom-up perspective

Saturday 19th May 16.00-18.00 h | Femmes D’Ici et D’Ailleurs,  4 Rue Mazagran, 13001 Marseille

 

opentalk#3 | BARCELONA

Data & the City. Design, Policy and Resilience. The Barcelona Perspective

Wednesday 23rd May 18.30-19.30 h | Elisava Design School, Rambla 32 08002 Barcelona

 

opentalk#4 | MATERA

The system food-design.  The Community Perspective

Saturday 2nd june from 11.30-12.30 h | Palazzo Lanfranchi, Via Carlo Levi Matera

 

opentalk#5 | ROME

Digital Social Innovation. Top down either/ or Bottom-up. Which sustainability through design?  The Public Interest Perspective

Thursday 7th June 11.00-12.00 h | Festival dello Sviluppo Sostenibile, 00186 Roma RM, Italy

 

opentalk#6 | ZURICH

Cultural devices: models of design and design of models. The Zurich perspective

Wednesday 27th June 2018 18.00-19.30 h | Cabaret Voltaire, Spiegelgasse 1,8001 Zürich, Switzerland

 

UNITED STATES AND CANADA


 

opentalk#7 | BOSTON

Co-creating AI. Social aspects, policies and new pathways for post-human design and the City

12 September 17.00-18.30h | Harvard University

 

 

opentalk#8 | TORONTO

Cultural impact. City, Technology and society . 
Principles and practices of the indigenous perspective in urban complex context

 

4th September 18.00-19,30 h | Autodesk Technology Center, Toronto, Canada

 

 

ASIA


opentalk#10 | SHANGHAI

Design for city-making. Models and Collaborative cities systems for no-Western social impact.

30th October 17.00-18.30 h | Tonjii University, 1239 Siping Road, Shanghai, China

 

END OF THE PROGRAM


TORINO

International Impact Through Design. The Festival

23th November | Rinascimenti Sociali, Via Maria Vittoria 38, Torino, Italy

 

SocialFare | Center for Social Innovation Italy

SocialFare is the first Center for Social Innovation in Italy. Research, community engagement, capacity building, and co-design are at the basis of our work to develop  innovative solutions to contemporary societal challenges, while generating new economy via social ventures. SocialFare is located in Torino, in the premises of  Rinascimenti Sociali, the place and convergence network dedicated to accelerate social impact knowledge and entrepreneurship in Italy.

 

ELISAVA – Barcelona School of Design and Engineering

ELISAVA is one of the most important schools of Europe, a pioneer in studies of Design and Engineering. The Centre, affiliated to the Universitat Pompeu Fabra, has 2.000 students from around the world. ELISAVA promotes education, knowledge, research, development and innovation in the field of design, engineering and communication. The School offers a college education that prepares students to meet professional challenges worldwide.

IMPACT THROUGH DESIGN | Intervista ad Arianna Mazzeo

 SocialFare ed ELISAVA lanciano IMPACT THROUGH DESIGN International open talk | Applied design research for SDGs

 

Parte e si chiude a Torino l’Open Talk Series sul ruolo del Design nella generazione di impatto sociale. Un calendario di appuntamenti che farà tappa all’ONU a New York passando per Marsiglia, Barcellona, Matera, Roma, Zurigo, Toronto, Boston, Shanghai.

 

Torino, maggio 2018 – Abbiamo intervistato Arianna Mazzeo, Visiting Professor ad Harvard Seas e direttrice del MasterLab in Service Design Systems all’ELISAVABarcelona School of Design and Engineering, che insieme a SocialFare ha creato il format innovativo di open talk IMPACT THROUGH DESIGN. SDGs Societal Challenges lanciato a Torino lo scorso 4 maggio e dedicato ai Sustainable  Development Goals delle Nazioni Unite. 

Il 4 maggio 2018 a Torino si è tenuto il primo di una serie di eventi internazionali dedicati all’impatto sociale generato dal Design, co-prodotto da SocialFare ed ELISAVA.

Ci racconti come è nata l’iniziativa e di cosa si tratta?

 

IMPACT THROUGH DESIGN. SDGs and Societal Challenges è un Open Talk Series il cui format innovativo nasce a seguito del summit International Days of Deans and Experts: Impact Through Design (Barcellona, aprile 2018) nel corso del quale 30 scuole di Design di prestigio internazionale hanno accettato il mio invito a prendere posizione rispetto ai Sustainable Development Goals definiti dalle Nazioni Unite e ad integrarli nelle attività curriculari di ricerca così come nei piani di studio dei rispettivi corsi e master. Questa premessa è fondamentale per iniziare a parlare in maniera più diffusa del ruolo rilevante che il Design ha e deve avere a livello strategico e sistemico nell’implementazione degli SDGs al fine di generare un effettivo impatto sulla società.

Di qui l’Open Talk Series, un fitto calendario di appuntamenti che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi in una serie di tavoli di lavoro e confronto con gli attori del cambiamento. Da Torino a Shanghai, passando per Marsiglia, Barcellona, Roma, Matera, Zurigo, Boston, New York, i talk si svolgeranno proprio nei luoghi che già stanno sperimentando l’impatto sociale del Design attraverso l’implementazione di progetti che vedono coinvolte le comunità locali in sinergia con gli enti pubblici e privati.

 

Siamo orgogliosi di aprire e chiudere proprio a Torino l’Open Talk Series che ci porterà in giro per il mondo a diffondere il valore dell’impatto sociale che può essere generato dal Design.

Perché questa scelta e quali ruoli giocano SocialFare ed ELISAVA nell’iniziativa?

 

A Torino c’è SocialFare, il primo Centro per l’Innovazione Sociale in Italia, con il relativo hub e la rete di convergenza che trova spazio nella sede di Rinascimenti Sociali. È importante creare maggiore consapevolezza della ricchezza di questo contesto e del ruolo giocato da Torino nell’ecosistema internazionale dell’Innovazione Sociale. In questo territorio molti progetti di educazione di qualità e di innovazione digitale sono già a tutti gli effetti generatori di cambiamento e costituiscono un modello di implementazione concreta ed efficace degli SDGs. Per questo abbiamo scelto non solo di avviare, ma anche di concludere l’Open Talk Series in questa città: l’appuntamento è a novembre per un evento che non sarà solo occasione di restituzione delle esperienze, spunti e testimonianze raccolte, bensì un punto di partenza per elaborare una strategia e una proposta di lavoro su questi temi nel futuro prossimo.

L’idea di questo format innovativo nasce proprio da un momento di scambio e confronto fra SocialFare ed ELISAVA, School of Design and Engineering di Barcellona, che nel corso dei prossimi mesi coinvolgeranno di volta in volta professionisti, ricercatori, rappresentanti di istituzioni e altri soggetti attivi nelle città in cui realizzeremo gli open talk.

 

Tieni a precisare che l’Open Talk Series non è un semplice calendario di eventi di disseminazione e informazione, bensì un vero e proprio progetto di ricerca applicata.

Vuoi spiegare cosa intendi esattamente?

 

Questo progetto è diretta espressione dell’approccio con cui lavoriamo quotidianamente, da anni, nelle rispettive realtà. Il Master in Service Design System che dirigo all’ELISAVA è un Master Lab, un programma aperto e integrato in cui il vero laboratorio non è l’aula, bensì la città di Barcellona. È nei suoi quartieri, a contatto con la comunità che gli studenti applicano i concetti di innovazione sociale studiati nel master, incentivati a ideare e realizzare progetti che abbiano un impatto diretto e positivo sul contesto in cui vivono e operano.

Sento dunque una forte affinità con la vision e l’approccio metodologico di SocialFare, che pone al centro della sua attività di innovazione l’impatto sociale e lavora su di esso come generatore di impatto economico. Il mio lavoro all’ELISAVA parte dai processi creativi per innovare la città e le comunità con cui opera, SocialFare implementa l’approccio sistemico e Design Thinking nell’accelerazione di conoscenza e generazione di impatto tangibile e misurabile.

Dalla nostra collaborazione non poteva che nascere un’iniziativa fondata sulla co-produzione, dove il concetto di “co” rappresenta la collaborazione come metodo sistemico di relazioni che, partendo dal nostro lavoro congiunto, va a coinvolgere tutte le comunità in cui porteremo l’open talk. È stato così a Torino il 4 maggio, con la presenza e la partecipazione attiva in sala di rappresentanti di realtà particolarmente eterogenee e significative del territorio, dalle associazioni impegnate negli orti urbani a importanti fondazioni private e istituzioni, includendo professionisti, ricercatori, studenti, artisti. Altrettanto vivaci sono gli ecosistemi delle città dove faremo tappa nei prossimi mesi: a Roma parteciperemo al Festival dello Sviluppo Sostenibile, a Zurigo incontreremo l’inventore di Conceptual Devices, un metodo interdisciplinare volto a sviluppare strategie di design ad impatto sociale ed economico, a Marsiglia avremo modo di confrontarci con una città che è simbolo stesso di innovazione sociale e integrazione attraverso pratiche dal basso e progetti di social design.

Ognuno di questi incontri sarà quindi non una semplice tappa, bensì una fase del percorso in divenire, la cui stessa mission sarà ridefinita di volta in volta in base alle esperienze e all’apporto di ciascuna comunità coinvolta. È quindi un progetto di ricerca applicata e comunitaria che ha come obiettivo la definizione di una proposta programmatica per l’implementazione dei Sustainable Development Goals nel prossimo decennio.

Il work in progress della proposta sarà presentato all’High Level Political Forum on Sustainable Development dell’ONU a New York, a cui parteciperò personalmente nel mese di luglio.

Per scoprire insieme e confrontarci in modo più approfondito sul programma che si definirà nel corso dell’Open Talk Series vi do appuntamento a Torino per novembre 2018, sperando di incontrarvi numerosi all’evento conclusivo di SOCIAL IMPACT THROUGH DESIGN. SDGs Societal Challenges.

 

 

Al via la sperimentazione piemontese di DesAlps: il Design Thinking a vantaggio delle PMI

 

SocialFare è lieta di partecipare in qualità di observer alla sperimentazione italiana del progetto DesAlps – Design Thinking for a Smart Innovation Eco-System in Alpine Space” promossa dalla Città Metropolitana di Torino con il supporto tecnico di Experientia.

Al via la sperimentazione piemontese
di Des Alps:
il Design Thinking a vantaggio delle PMI

Venerdì 18 maggio a Torino il 1° workshop
per preparare le piccole e medie imprese alle sfide dell’innovazione

 

Torino, 30 aprile 2018 – Arriva a Torino la sperimentazione del progetto europeo DesAlps – Design Thinking for a Smart Innovation Eco-System in Alpine Space”, progetto europeo che mira ad intervenire sulla frammentarietà dell’offerta di servizi a supporto delle imprese nei processi di innovazione. Enti di ricerca, istituzioni e agenzie per l’innovazione in 5 nazioni, dislocate lungo l’arco alpino, hanno lavorato alla creazione di una piattaforma per incentivare l’approccio Design Thinking e favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese attraverso la mutua cooperazione tra imprenditori, esperti di innovazione e policy maker.

La Città Metropolitana di Torino, partner del progetto, propone con il supporto tecnico di Experientia, tre appuntamenti gratuiti riservati a quanti lavorano in una piccola o media impresa del territorio. La richiesta di iscrizione al 1° workshop, che si terrà venerdì 18 maggio dalle 9.00 alle 17.30 presso Rinascimenti Sociali in via Maria Vittoria 38 a Torino.

La partecipazione al workshop è gratuita, i posti sono limitati e riservati agli addetti ai lavori in ambito PMI. Chi effettua la pre-registrazione su Eventbrite ricerverà il form da compilare per completare l’iscrizione:

Vuoi partecipare? Compila qui la richiesta

L’organizzazione si riserva la possibilità di selezionare i partecipanti.

 

Il Progetto “DesAlps” è iniziato nel 2016 e terminerà nel 2019. Finanziato dal programma Interreg Alpine Space, il progetto mira a sviluppare un ecosistema favorevole all’applicazione di strategie di innovazione per le PMI basate sul Design Thinking: metodologia di problem solving creativo che consente di progettare cambiamenti nella strategia di business delle imprese, rendendola più flessibile ai cambiamenti del mercato e attenta bisogni dell’utente.

Il Design Thinking si adatta a tutti i tipi di aziende e di settori produttivi ed è applicabile a diversi tipi di problemi, che siano di strategia, di organizzazione, di sviluppo nuovi prodotti o servizi.

Due le strategie che il progetto sta attivando per costruire un ecosistema favorevole all’utilizzo del Design Thinking:

  • migliorare le politiche a supporto dell’innovazione delle PMI favorendo l’inclusione del Design Thinking, in dialogo con un consiglio di Osservatori regionali nelle attività di progetto.
  • attivare dei Design Thinking Lab, centri di diffusione e di formazione sul Design Thinking nelle regioni partner, migliorando le sinergie con gli strumenti di innovazione già esistenti e favorendo la diffusione dei risultati di progetto attraverso una piattaforma permanente che fungerà da network per imprese e formatori.

Des Alps si sviluppa in 4 fasi fondamentali:

  1. Ricerca sullo stato dell’arte dell’innovazione nelle varie aree coinvolte dal progetto;
  2. Creazione di un metodo condiviso sul tema del Design Thinking;
  3. Test sulle aziende del modello operativo e dei suoi strumenti;
  4. Capitalizzazione e diffusione dei risultati.

Il progetto ha come capofila t2i, società consortile italiana per il trasferimento tecnologico e innovazione, e coinvolge prestigiosi enti di ricerca, istituzioni e agenzie di diverse nazioni: Francia (Toulon Var Technologies  e Agence Régionale pour l’Innovation et l’Intenationalisation des Entreprises de Provence-Alpes-Côte d’Azur), Germania (BWCon – Baden-Württemberg Connected), Austria (BizUp- Business Upper Austria e Innovations und Technologietransfer Salzburg), Slovenia (Camera di commercio e dell’industria di Lubiana e Maribor Development Agency) e Italia (Città Metropolitana di Torino e Camera di Commercio di Padova).

Il progetto ha inoltre visto il coinvolgimento di esperti di Design Thinking come observer, che hanno seguito le diverse fasi di ricerca e costruzione metodologica: per Torino SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale ha seguito gli incontri internazionali di preparazione e il lavoro sul territorio.

Dopo aver mappato attraverso questionari ed interviste le esigenze delle PMI attive lungo l’arco alpino, sono stati realizzati dei workshop per condividere gli strumenti elaborati dai diversi partner al fine di coprogettare un format capace di diffondere il Design Thinking come supporto all’innovazione. Con questi 3 workshop gratuiti Experentia porta ora la sperimentazione sul territorio piemontese.

Compila qui la richiesta di partecipazione
al workshop del 18 maggio 2018

Imprese sociali e terzo settore: realtà e prospettive in provincia di Torino

1900 realtà tra cooperative sociali, imprese sociali, realtà ibride e l’ampio mondo del volontariato e delle associazioni di promozione sociale. Le sole cooperative, cresciute dal 2001 dell’88%, danno lavoro a 22mila addetti, con un valore della produzione pari a 830 milioni di euro.

Torino, 20 marzo 2018 – presentati a Palazzo Birago i dati relativi ad un esteso lavoro realizzato dal Comitato imprenditorialità sociale della Camera di commercio di Torino sull’ampio e articolato universo del sociale torinese: cooperative, terzo settore, start up di innovazione sociale, associazioni di volontariato.

Il nostro è un territorio estremamente ricco nel terzo settore: parliamo di 400 cooperative sociali, 87 imprese sociali, una cinquantina di realtà ibride, solo in ambito imprenditoriale, senza contare le più di 1.100 associazioni di volontariato e le 244 associazioni di promozione socialeha commentato Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di commercio di Torino.

Il Comitato Imprenditorialità Sociale ha l’obiettivo di analizzare le forme di attività imprenditoriale caratteristiche del terzo settore e promuovere un ecosistema che favorisca il consolidamento, la crescita e lo sviluppo dell’imprenditorialità sociale, in collaborazione con i Comitati costituiti nelle altre province piemontesi per assicurare una prospettiva di intervento su scala regionale.

Il Comitato è tra i promotori della piattaforma partecipativa Torino Social Impact, un accordo che sancisce l’alleanza fra istituzioni pubbliche e private per sperimentare una strategia di sviluppo dell’imprenditorialità ad elevato impatto sociale ed intensità tecnologica nell’area metropolitana. Fra i firmatari del Memorandum Torino Social Impact, oltre alla Città di Torino e al Comitato per l’Imprenditorialità Sociale della Camera di Commercio, la Compagnia di San Paolo, SocialFare, il Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino, Impact Hub Torino, Nesta Italia, Open Incet, Torino Wireless e gli incubatori universitari I3P e 2i3T.

Come dichiara Mario Calderini, Presidente del Comitato imprenditorialità sociale della Camera di commercio di Torino: “È in atto una trasformazione globale e profonda, nei modelli imprenditoriali, nel terzo settore come nel profit, e sui mercati finanziari. Il segno di questa trasformazione è la ricerca, intenzionale, di un impatto sociale misurabile da affiancare agli obiettivi di creazione di valore economico. La fotografia che presentiamo oggi dimostra che nell’area metropolitana di Torino esistono molti degli ingredienti necessari a intercettare questa trasformazione e trasformarla in una credibile ipotesi di sviluppo locale.

Si tratta di includere nel perimetro delle politiche di sviluppo locale una nuova generazione di innovatori, imprese ed investitori finanziari – prosegue Calderini – che, con modelli inclusivi e partecipativi sappiano sfruttare le nuove opportunità tecnologiche, coniugando la capacità di produrre intenzionalmente impatti sociali positivi con la sostenibilità e la redditività economica e finanziaria delle loro iniziative. In una parola, mettendo la contaminazione tra impresa sociale, tecnologia e scienza al centro di un progetto che renda Torino uno dei migliori posti al mondo nei quali fare impresa e investire per l’impatto sociale”.

L’ecosistema a impatto sociale annovera sul territorio della città metropolitana torinese oltre 1.900 realtà organizzative, il 47% di quelle regionali. La quasi totalità è rappresentata da forme imprenditoriali (399 cooperative e 87 imprese sociali) e non imprenditoriali (244 associazioni di promozione sociale e 1.130 di volontariato), cui si aggiungono realtà profit, che non appartengono al “Terzo Settore” come comunemente definito, ma che presentano forme di responsabilità sociale d’impresa, da poter essere considerate a tutti gli effetti imprese ad impatto sociale. Esistono poi anche altre forme di imprenditorialità ibride, come le 38 Startup Innovative a Vocazione Sociale.

 

[Il comunicato con i dati dell’Osservatorio sull’Imprenditorialità Sociale]