Parte da Rio l’avventura di Atleti Speciali

7 Settembre 2016 – (Rio de Janero). Questa mattina hanno sfilato al Maracanà per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi 4000 atleti, 101 arrivano dall’Italia. Tra questi, Ferdinando Acerbi in gara per la disciplina del paradressage nelle gare individuali e di squadra.

Ferdinando Acerbi: atleta d’eccezione e startupper

imageUn talento per l’equitazione che si manifesta subito: a soli 7 anni Ferdinando monta già a cavallo, gareggia e vince.  Nel 1982 partecipa ai Campionati Europei Juniores. La sua vita, però, subisce un brusco cambiamento quando durante un’immersione (allora era anche istruttore di sub), ha un incidente iperbarico: un membro del gruppo di immersione di cui è responsabile non torna su con gli altri. Ferdinando torna a cercarlo, lo trova in stallo a 80 metri di profondità. Per salvarlo deve fare in fretta, il più in fretta possibile. Salva il compagno, ma emergere troppo rapidamente gli provoca una paraplegia incompleta agli arti inferioriIn un recente articolo all’Huffingtonpost il racconto delle difficoltà affrontate nella lunga riabilitazione, e nel tentativo di recuperare l’uso parziale delle gambe (gravemente compromesso).

Henable: soluzioni digitali a problemi reali

Henable1-770x451Quando il team di SocialFare®  ha conosciuto Ferdinando, ha incontrato un imprenditore audace e creativo: nel frattempo ha fondato Henable, una cooperativa sociale che si occupa di inserimento lavorativo e promozione dell’inclusione sociale di persone con disabilità attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. Ferdinando segue il programma di accelerazione di SocialFare®, si allena e non ferma la sua creatività. Oggi in contemporanea alla partenza delle Paralimpiadi, Henable lancia da Rio il sito “Atleti Speciali”, un nuovo modo di raccontare lo sport e le storie di atleti che hanno affrontato le loro sfide più importanti, prima nella vita e poi sui campi di gara.

Atleti Speciali: un nuovo modo di intendere e affrontare la disabilità

Una piattaforma web per dare voce ad atleti che lavorano spesso nell’ombra, le cui esperienze, fatte di storie di vita, percorsi, allenamenti, fatiche e traguardi, rappresentano un’opportunità per promuovere un cambio culturale e la diffusione di un nuovo modo di intendere e affrontare la disabilità.

Ferdinando Acerbi ha dichiarato: “Quando ho fondato Henable la mia intenzione era di offrire una nuova opportunità a chi, come me, si è trovato a convivere con una disabilità; noi formiamo persone, cerchiamo di inserirle nel mondo del lavoro, pensiamo a nuovi strumenti digitali per semplificare la vita; «Atleti Speciali» apre una nuova fase del nostro percorso, voglio che tutti i ragazzi possano avvicinarsi a uno sport adatto alla loro disabilità, con tutto il sostegno, anche finanziario, per arrivare a gareggiare al meglio delle loro possibilità”.

L’iniziativa, che ha l’appoggio ufficiale del Comitato Italiano Paralimpico, parte nella sua prima versione in occasione della cerimonia di apertura, ma è destinata a crescere e completarsi nei prossimi mesi, per seguire giorno per giorno tutti gli “atleti speciali” che praticano sport a qualsiasi livello. Il sito offrirà una serie di servizi e funzionalità ad atleti e federazioni, a partire da uno spazio nel quale raccontare e raccontarsi, e metterà a disposizione una semplice piattaforma di crowdfunding per permettere agli atleti di promuoversi e raccogliere le risorse finanziarie necessarie ad affrontare le imprese più ambiziose.

I servizi saranno arricchiti nei prossimi mesi: ad esempio, si lavorerà per permettere ai ragazzi di trovare rapidamente informazioni sui luoghi dove poter praticare sport adatti alla propria disabilità in maniera professionale e in sicurezza. Inoltre, uno spazio editoriale sarà messo a disposizione di atleti e tecnici che condivideranno idee, suggerimenti, soluzioni, trucchi ed esperienze.

Verranno seguite tutte le gare e gli appuntamenti paralimpici e, in futuro, sarà dato spazio a eventi nazionali e internazionali di particolare rilievo. 

In sella a Quasimodo di San Patrignano, Ferdinando rappresenta l’Italia nella disciplina del paradressage alle Paralimpiadi di Rio. Noi continuiamo a fare il tifo per tutte le sue imprese!

Atleti Speciali: www.atletispeciali.com/ita

 

Settimana delle Culture Digitali promossa dalla DiCultHer School

L’espansione del digitale inizia ad interessare ambiti tradizionalmente restii alle nuove tecnologie, come nel caso del settore culturale. Questa rivoluzione offre nuove possibilità di ingaggio rispetto a pubblici vecchi e nuovi, ma soprattutto rende necessario il ripensamento di alcune figure professionali e la creazione di nuovi profili. Prende le mosse da queste istanze la nascita della DiCultHer School, avviata nel novembre 2015 a Torino.

La DiCultHer School coinvolge più di 50 soggetti (fra cui troviamo Università, Istituti di Alta Formazione, Enti di Ricerca e organizzazioni culturali) che prendono parte alla creazione di un vero e proprio Campus Virtuale in grado di aggregare i centri di eccellenza (pubblici e privati, nazionali ed internazionali) e trasformarli in poli formativi rispondenti alle esigenze formative del “Mercato Unico Digitale”: economia e management dell’arte e della cultura digitale, design di sistema del cultural heritage, scienze umane e digitali, beni culturali digitali, arte e comunicazione digitale. Contestualmente a questi ambiti di ricerca sono nati anche 14 gruppi di lavoro funzionali all’attività della scuola».

Dal 4 al 10 aprile si svolgerà in tutta Italia la Settimana delle Culture Digitali #SCUD2016: una settimana di eventi dedicati al valore delle culture digitali in tutte le loro forme, organizzati dai membri della Digital Cultural Heritage, Arts & Humanities School e da qualunque altra organizzazione che aderisca al manifesto della iniziativa. Sono previsti convegni, seminari, iniziative di orientamento, laboratori aperti, performance e ogni altra manifestazione o forma di comunicazione suggerita dalla creatività dei proponenti, purché efficace in funzione dell’obiettivo di divulgare una seria cultura digitale di base.

Nell’ambito di questa iniziativa la piattaforma torinese di crowdfunding www.innamoratidellacultura.it promuove un incontro per parlare delle nuove professioni in ambito culturale legate al digitale. Il crowdfunding, infatti, si compone di diverse professionalità legate al marketing, alla comunicazione, al digitale che verranno illustrate dalla CEO della piattaforma stessa Emanuela Negro-Ferrero. Durante una conversazione informale, la dr.ssa Negro-Ferrero individuerà le aree di competenza professionale legate al crowdfunding in ambito culturale indicando i percorsi formativi necessari per costruire la figura professionale del “crowdfunding manager”.

Venerdì 8 aprile, dalle ore 18.00 alle ore 19.00, presso Rinascimenti Sociali in Via Maria Vittoria 38 (Torino). L’ingresso è libero sino ad esaurimento dei posti.

Per maggiori informazioni accademiadelcrowdfunding@gmail.com oppure 3311671779.

L’entusiasmo della folla a supporto delle tue idee: il crowdfunding

La raccolta collaborativa di donazioni di piccolo importo non è invenzione recente, ma l’evoluzione tecnologica ha consentito al crowdfunding di poter superare i confini locali a beneficio di un pubblico globale, trasformando le campagne di crowdfunding in veri e propri strumenti di engagement. Per donare, infatti, devi desiderare fortemente la realizzazione del progetto e sentirti partecipe della sua evoluzione.

I portali sono ormai vere e proprie vetrine digitali  in cui il donatore può semplicemente scegliere tra una pluralità di buone cause e progetti presentati utilizzando un breve video e una scheda descrittiva. Il successo dei social network e l’avvento del web partecipativo hanno reso le campagne di raccolta un’opportunità ideale per rafforzare il processo collaborativo tra persone proprio del crowdfunding. Non secondario è l’apporto offerto dal cambiamento degli strumenti per donare (attualmente carta di credito e pay pal, ma presto anche bitcoin e nuovi strumenti di pagamento) che offrono nuove possibilità alle raccolte per sostenere progetti di charity, cultura e imprenditoria.

In Italia a partire dal 2005 sono nati numerosi portali, organizzati in piattaforme, sulle quali è possibile caricare la propria campagna. L’approccio iniziale delle piattaforme è stato di tipo generalista, ma ora sempre più questa tendenza sta lasciando spazio ad una specializzazione progressiva. Questa progressiva diversificazione può avvenire su base tematica (dedicata ad esempio alle smart city o al green), legata alla durata e al numero delle campagne che accetta (ad esempio la bolognese Ginger segue tendenzialmente una campagna annua, e alcune piattaforme come quelle di Palazzo Madama o quella del Museo del Cinema vengono attivate ad hoc). Altro grande distinguo è dato dal modello che segue:

  • donation – based (si dona in favore di una buona causa senza avere nulla in cambio),
  • reward (si riceve un contro dono: ringraziamenti, menzioni, merchandising del progetto, biglietti omaggio),
  • il social – lending (che consiste non in una donazione ma in un prestito che consente alle persone di intervenire in favore di privati o di iniziative sociali per una causa meritoria)
  • l’equity crowdfunding (strumento immaginato per favorire la crescita delle nuove aziende e la loro capacità d’attrazione, introdotto da poco in Italia con la legge n.221 del 17 dicembre 2012 e disciplinato con regolamento Consob del 26 giugno 2013).

Nel 2015  il modello prevalente è quello reward-based, utilizzato da 20 piattaforme su 54, seguito da modelli ibridi (scelto da 15 piattaforme), 9 dedicate legate alle equity, 7 donation-based, e 3 di social lending.  Nonstante la diffusione attestata dai portali registrati (9 portali basati sulle equity non tutti attivi, di cui il più famoso è Unica seed: una società d’intermediazione mobiliare iscritta al registro speciale degli operatori di equity, e 8 portali registrati nella sezione ordinaria come: Assiteca Crowd, Crowdfundme, Muum lab, Nextequity, Mamacrowd, Smarthub, Starsup), fatica a prendere piede il modello basato sulle equity a causa delle forti restrizioni poste dalla Consob che lo rendono meno competitivo che in altre nazioni, dove questo modello si è diffuso con successo. Anche la distribuzione geografica delle piattaforme è un filtro interessante:

I portali sviluppano un loro business, che si basa su una percentuale ricavata da ogni donazione ricevuta e che richiede mediamente una percentuale del 7%, destinata a crescere con l’erogazione di ulteriori servizi specialistici, e che diminuisce o non viene richiesta nei portali donation – based per cause umanitarie e sociali, a cui bisogna aggiungere i costi delle transazioni bancarie e l’iva. Se tutto racconta di un settore in crescita, qual è il reale successo delle campagne promosse su questi portali?Ne parliamo ancora sul nostro blog grazie al corso organizzato da Innamorati della Cultura e Fahrenheit452 dedicato al crowdfunding.

Net2Share | la social card sostenuta dalla comunità

Dal 2008 l’assistenza statale alle fasce di popolazione più fragili si è dotato di un nuovo strumento: la social card. L’obiettivo è quello di aumentare le possibilità di spesa garantendo la privacy del beneficiario. In quell’anno gli aventi diritto identificati sono i pensionati di età superiore ai 65 anni con reddito inferiore ai 6000 euro annui e le famiglie con bambini con età inferiore ai 3 anni e ISEE al di sotto di 6000 euro. Oggi in fase di definizione la diffusione di una social card sperimentale dedicata ai disoccupati, già testata in 12 grandi città italiane Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona.

Nonostante la validità dello strumento proposto i primi tentativi hanno mostrato dei grossi limiti, in particolar modo il fatto che spesso le carte erogate fossero prive del credito promesso. Inoltre i crescenti tagli al welfare pubblico da una parte e l’aumento dei “nuovi poveri” dall’altro rendono  questo strumento sempre meno sostenibile. L’impresa sociale Enzo B. propone una soluzione innovativa a queste difficoltà mettendo in relazione social card e crowdfunding, e lo fa con il progetto Net2Share (vincitore del bando Fatto per bene della Compagnia San Paolo).

L’idea è quella di sfruttare le nuove tecnologie digitali per creare delle reti virtuose e trasversali all’interno delle comunità locali. Si chiama Net2Share, dove:

// “Net” sta per la rete di soggetti locali che diventa protagonista di relazioni di aiuto e di prossimità;

// “2” perché connette due sistemi: quello del riuso di beni privati e quello delle donazioni mediate da un circuito commerciale;

// “Share” indica il risultato finale del progetto: redistribuzione e condivisione.

mappa SHARING CARD_N2S-01

 

Il progetto, che ha vinto 35 mila euro dal bando dedicato alle reti di prossimità indetto dalla Compagnia San Paolo, avrà una sperimentazione di un anno, prevedendo un market test per la start-up con l’Ufficio Pio della Compagnia di San Paolo per poi puntare a crescere.

Entro la fine del 2016 la conclusione della sperimentazione a opera di Enzo B. in collaborazione con la rete di partner: SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale, Associazione Arcipelago, Associazione Miravolante, Social Street di Corso Traiano e dintorni, le scuole Collodi Rodari e Cairoli, la Pasticceria del Borgo e l‘Associazione ComART.

Se vuoi saperne di più leggi anche l’articolo pubblicato da VITA dedicato a Net2Share!