Accelerazione di conoscenza per l’innovazione culturale

Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti.

SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale con Accademia Maurizio Maggiora e Intesa Sanpaolo Formazione, ha lanciato il progetto Art-è: il programma di accelerazione per le imprese culturali del futuro.

Nel 2015, il valore aggiunto prodotto dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo in Italia ha sfiorato i 90 miliardi di euro (+538 milioni rispetto al 2011), ovvero il 6,1% della ricchezza complessivamente prodotta dal Paese, considerando l’apporto della componente privata, prevalente tra tutte, così come il contributo offerto dalle istituzioni pubbliche (centrali nelle attività di valorizzazione e conservazione del patrimonio storico e artistico) e dal mondo del no profit (presente soprattutto nelle performing arts e nelle arti visive). 

Fondazione Symbola – Unioncamere, Io sono Cultura – Rapporto 2016

Un risultato raggiunto grazie all’impiego di quasi 1,5 milioni di occupati che, anche in questo caso, rappresentano una quota sul totale dell’economia pari al 6,1%. Il dato sull’occupazione è ancor più interessante se si considera come, nel confronto con il 2011, a fronte di una riduzione complessiva di circa 360mila occupati, si sia registrato un piccolo aumento riferibile al Sistema Produttivo Culturale e Creativo (+3.600 circa).[ondazione Symbola – Unioncamere, Io sono Cultura – Rapporto 2016]

È sempre difficile catturare in maniera adeguata i dati relativi al sistema produttivo culturale e creativo: sfuggenti sono i suoi confini, e sempre mobile la sua evoluzione. La diffusione di internet, la convergenza dei canali e dei dispositivi di comunicazione, l’avvento dei social network e delle piattaforme di user generated contents hanno cambiato completamente il nostro modo di produrre, distribuire e fruire della cultura. Questi aspetti hanno contribuito ad ampliare il raggio di azione che la produzione culturale si è cercato di tracciare negli anni, come nel modello proposto dall’economista David Throsby (2008) che attraverso diversi cerchi concentrici individua l’estensione di questo ambito partendo da un core di industrie con un’alta densità di contenuti creativi che non possono essere organizzati industrialmente, fino ad arrivare all’experience economy, in cui sono raggruppati settori non-culturali che hanno tuttavia subito una penetrazione sempre più pervasiva dei contenuti culturali.

Alla base di questa trasformazione, oltre ai nuovi strumenti offerti dalla tecnologia e da una potente ibridazione con ambiti maggiormente orientati al business, c’è il tentativo da parte della Cultura di acquisire una nuova sostenibilità economica, sulla spinta dalla necessità di reperire fondi diversi dalle sempre più esigue risorse pubbliche. Un percorso delicato, che costringe le realtà attive in questo ambito ad avviare un dialogo strutturato con il mercato, senza però perdere di vista la propria missione. Un percorso che per molti aspetti può essere considerato gemello a quello già tracciato dall’Innovazione Sociale.

“Troppo spesso l’etichetta «innovazione culturale» è risultata essere un mero sinonimo di approcci esclusivamente imprenditoriali alla gestione della cultura. Si tratta di una condizione necessaria, in taluni casi, ma non certo sufficiente a trovare le risposte a ciò su cui la complessità del contemporaneo ci porta a interrogarci. Non si può immaginare che, in un paese dove le imprese continuano a chiudere, la chiave di volta di un settore tanto delicato come quello culturale sia sic et simpliciter «fare come le imprese». Perché la cultura non può essere vista solo in chiave economica, ma deve coinvolgere necessariamente le sfere della cittadinanza e della partecipazione alla vita democratica. In quest’ambito, semmai, la progettazione può farsi «intrapresa», adottando uno spirito «imprenditivo», più che imprenditoriale.”

Da “La cultura in trasformazione: l’innovazione e i suoi processi”,
a cura di CheFare edito da Minimum Fax

Mentre lo Stato Italiano cerca di colmare il gap che lo separa da altri stati europei con iniziative come quella dell’Art Bonus, fioriscono le iniziative regionali (stimolate soprattutto dai finanziamenti europei per lo sviluppo regionale) e nuovi attori si fanno promotori di questa trasformazione con bandi dedicati a questo ambito. L’innovazione culturale deve quindi saper superare formule facili, favorendo la convergenza di attori differenti, ma soprattutto deve elaborare soluzioni nuove capaci di coinvolgere e accogliere nuovi pubblici. Per questa ragione è nata Innovart-e, l’associazione temporanea di scopo che riunisce SocialFare® | Centro per l’Innovazione, Accademia Maurizio Maggiora e Intesa Sanpaolo Formazione. Innovart-e ha lanciato online il bando di selezione per Art-è: il programma di accelerazione per le imprese culturali del futuro.

Art-è è l’opportunità per team organizzati in maniera informale o formalizzati (nonprofit) attivi in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, di acquisire nuove conoscenze, competenze e trovare uno spazio di sperimentazione in cui verificare la propria progettualità, supportati da professionisti. I team potranno così trovare il miglior modello di business e trasformare la propria idea in impresa culturale.  Le progettualità candidabili riguardano le aree delle industry culturali che vanno dal gaming (applicato ad educazione e intrattenimento) fino all’editoria, passando per design, comunicazione e storytelling, valorizzazione del patrimonio storico-artistico e antropologico, performing arts (teatro, danza e musica), e arti visive (video making, cinema, illustrazione, fotografia, arte digitale).

È ora online il form per candidarsi al sito www.innovart-e.it (termine ultimo di presentazione della domanda: ore 12:00 del 24 marzo 2017). Il programma avrà luogo dal 6 aprile al 5 giugno a Torino, ospitato da due prestigiose location nel centro della città: Rinascimenti Sociali e il grattacielo Intesa Sanpaolo.

Il desiderio di rinnovamento ormai condiviso da produttori e fruitori ha portato ad un vivissimo fermento culturale e ad una profonda trasformazione dei linguaggi espressivi, rendendo necessario lo sviluppo e il supporto di nuovi modelli di progettazione, produzione e consumo culturale. Un processo d’innovazione in ambito culturale chiamato a tenere in considerazione i nuovi utenti, sempre più eterogenei e alla ricerca di un ruolo attivo,  e della rapida evoluzione digitale degli strumenti a disposizione. In tale contesto è necessario che organizzazioni culturali nuove, oppure già esistenti, siano supportate nella propria progettualità, affinché possa svilupparsi (anche) in impresa culturale. Questa è la visione e la missione di Art-è.

Scarica il bando, visita il sito oppure guarda il video di presentazione:

Stay tuned!

Art-è

        

Start-Up Europe Awards: scopri gli eventi regionali e segui le battaglie tra start-up!

SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale è co-organiser per il Piemonte di Start-Up Europe Awards (SEUA), un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea – DG Connect e DG Growth – e dal Parlamento Europeo, implementata da Finnova e dal Country Manager per l’Italia X23 Srl che è responsabile per il network e per il regolamento italiano.

#SEUA fa parte delle numerose iniziative di StartUp Europe, e  nasce per affermare il valore dello startup ecosystem europeo, e riconoscere il valore dei tanti attori che, con passione e determinazione, lo hanno reso una realtà in forte crescita, offrendo e garantendo le migliori opportunità alle più innovative start-up d’Europa ai tanti giovani di talento che intendono sviluppare la loro idea di impresa.

Lo scopo è di determinare la nascita di un vero e proprio StartUp Continent, in grado di competere a livello globale e di diventare una leva determinante per la crescita del sistema imprenditoriale, sia a livello nazionale che europeo.

Come Funziona SEUA

Il meccanismo di SEUA è semplice: si articola in una pitch competition per selezionare le 9 migliori start-up di ogni Stato Membro partecipante. Le selezioni avvengono in contemporanea in ogni Stato Membro partecipante attraverso una serie di eventi locali, regionali e nazionali. Ogni Stato Membro cura l’organizzazione e la gestione degli eventi attraverso un Country Manager; ogni evento locale e regionale è organizzato unicamente dai co-organiser ufficiali di SEUA. L’evento di selezione delle 9 startup vincitrici a livello nazionale è organizzato e gestito unicamente dal Country Manager.

Ogni regione seleziona 10-15 candidature di progetti imprenditoriali innovativi proposti da startup innovative che avranno la possibilità di accedere agli eventi “locali o regionali” di #SEUA2016 dove potranno presentare la propria idea secondo la formula del “elevator pitch”. La finale “nazionale” si terrà a Milano il 6 dicembre 2016 e verrà organizzata dal Country Manager X23 srl, che avrà seguito tutti gli eventi locali e regionali. Il 28 Novembre è in programma l’evento per il Piemonte organizzato da SocialFare® presso gli spazi di Rinascimenti Sociali: scopri come partecipare, iscriviti e resta aggiornato su tutti i nuovi dettagli!

Soggetti ammessi alla competizione

Saranno ritenute ammissibili a partecipare alla competizione #SEUA2016 :
Le start-up e le start-up innovative già costituite (anche “neo-costituite”), oppure i raggruppamenti informali di persone che propongano un progetto d’impresa ed esprimano contestualmente l’intenzione, senza obbligo né vincolo, di costituire successivamente una “startup”, con sede operativa nei territori che partecipano all’iniziativa (per l’Italia, tutte le regioni italiane – vedi mappa aggiornata su http://startup-europe-awards-italy.eu/mappaeventi/).

La partecipazione a #SEUA2016 è gratuita, ed è compatibile con la partecipazione da parte delle stesse start-up a qualsiasi altra competizione, o evento di Business Speed Date, o altra iniziativa simile, sia in Italia che all’estero.

Requisiti di partecipazione

I progetti imprenditoriali presentati dai soggetti “Destinatari” devono possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

  • Rientrare in una delle 9 categorie previste, ovvero:
    Green | Cities | Creative | Energy | Social | ICT | Tourism | Water | Health
  • Impiegare tecnologie e modelli di marcato carattere innovativo;
  • Produrre o proporre servizi, e/o impiegare processi, di marcato carattere innovativo;
  • Adottare soluzioni organizzative (o meccanismi di distribuzione, proliferazione, pipeline commerciale, penetrazione sui mercati) inedite e dirompenti (”disruptive” – Christensen, 1995).

Semi-finali off-line

Il Country Manager per l’Italia X23 srl avvierà una fase di selezione cosiddetta “semi-finale”, da non svolgersi durante un evento aperto al pubblico, attraverso un’apposita giuria “off-line”, appositamente nominata. Quest’ultima, selezionerà tra tutte le start-up che hanno passato la fase “regionale”. Entro il termine la fine di Novembre, e a proprio insindacabile giudizio, la giuria “off-line” comunicherà al Country Manager per l’Italia X23 srl il nome delle 4 (quattro) start-up per ogni regione che sono state considerate vincitrici della fase “semi-finale”, e che dunque verranno elette finaliste “nazionali” per l’Italia.

Una sfida diffusa

Da settembre 2016 ad oggi in tantissimi Paesi si sono già svolte le finali nazionali. La Alliance di Startup Europe, poi, insieme alla Commissione Europea e al Parlamento Europeo, ha scelto una formula finale “continentale” particolare. Ogni categorie di #SEUA corrispondono — non a caso — ai ”topics” del programma H2020, per i quali la Commissione e il Parlamento, ogni anno, indicono alcune specifiche “settimane dedicate” (ad es. all’energia, alla cultura, alla salute, ecc.) Sono momenti estremamente interessanti: dozzine di investitori, stakeholder, public authority, influencer, lobbyist e imprenditori si incontrano e si riuniscono, in un ambiente “dedicato” che interpreta il nodo centrale di un grafo di interessi e iniziative dal valore esplosivo.

Esporre la propria idea vincente proprio lì, nel contesto più naturale per ciascuna categoria, di fronte ad una platea ad-hoc, intrinsecamente interessata, significa — per ciascuna delle start-up finaliste — avere a disposizione una audience irripetibile.

Le start-up decretate vincitrici a livello nazionale si sfidano così settimana dopo settimana, categoria per categoria a Brussels, da gennaio a marzo 2017. Le “battles” si svolgeranno nel bel mezzo delle EU Weeks dedicate dalla Commissione e dal Parlamento Europei alle grandi categorie industriali del nostro continente. Un’occasione grandiosa per mettersi in mostra, ed una serie di premi di smisurato valore!

Finali regionali per l’Innovazione Sociale, lunedì 28 novembre presso Rinascimenti Sociali (via Maria Vittoria 38, Torino): leggi il programma, e assicurati la possibilità di seguire l’evento (la partecipazione è gratuita, l’iscrizione obbligatoria).

Sarastus | Il cambiamento visibile

In finlandese c’è una parola per descrivere il risveglio dopo la lunga notte artica, quando aprendo gli occhi il mondo appare nuovo illuminato dai primi raggi dell’alba: sarastus. Sarastus è anche il nome del forum in cui Finlandia e Italia si sono unite per dare forza al progetto del cambiamento e renderlo visibile e operativo, in programma il 24 e il 25 settembre presso l’ospedale San Giovanni – antica sede, in via Cavour 31 (a Torino). Tanti i temi trattati: valorizzazione delle risorse naturali, arte e salute, turismo di formazione, economia sostenibile, imprenditoria innovativa, rigenerazione spazio urbano, agricoltura e spiritualità.

SocialFare® partecipa ai tavoli di lavoro tematici che hanno l’obiettivo di censire e far collaborare tutte le reti esistenti, usando gli strumenti di informazione e comunicazione che già Italia che cambia e OlisticMap offrono, per analizzare punti di forza e di debolezza della rete: come si sta insieme e quali sono le criticità,   bisogni,  vantaggi\ svantaggi, metodologia dello “stare insieme”. Al termine delle due giornate, i lavori verranno presentati in plenaria e conclusi da una sessione di Play back Theatre coordinata da Giacomo Volpengo.

Conversazioni pubbliche e workshop restituiscono il ricco panorama di nuove pratiche e strumenti per sviluppare una diversa coscienza etica, sociale ed estetica: consulta il programma.

 

Food Mood | La business area di Terra Madre

SocialFare® partecipa a FoodMood (22-26 settembre, presso Torino Incontra in Via Nino Costa a Torino): l’evento di incontri professionali rivolto alle aziende della filiera agro-alimentare che intendono innovarsi e rinnovarsi in modo sistemico. Una importante iniziativa professionale, voluta dalla Camera di commercio di Torino, e organizzata con l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.

Un luogo dedicato a incontri commerciali e tecnologici, un momento di confronto e approfondimento sulle tematiche del cibo, durante i cinque giorni di Terra Madre Salone del Gusto: 5 giorni di incontri per costruire nuove relazioni; 5 giorni di conferenze specializzate su cibo e innovazione per approfondire i rapporti tra prodotto e processo, il packaging alimentare, la gastronomia del futuro e la comunicazione; 5 giorni di presentazione di progetti innovativi.

Nel vasto programma segnaliamo il talk Cibo e Innovazione  – Servizi per la gastronomia del futuro, dove interverrà Laura Orestano (CEO di SocialFare®) per parlare di Innovazione Sociale nell’ambito Food, sabato 24 settembre 2016 dalle 10:30 alle 13:00 presso la Sala Giolitti di Torino Incontra in Via Nino Costa 8 (Torino). La partecipazione è gratuita, l’iscrizione obbligatoria.

 

È facile cambiare lavoro se sai come fare

Cambiare lavoro è facile se sai come fare. A sostenerlo Cristina Gianotti, career coach e autrice del libro pubblicato quest’anno da Bookabook così intitolato. L’autrice presenta oggi (14 settembre 2016) il libro negli spazi di Rinascimenti Sociali. Un libro speciale fin dal suo debutto editoriale. Bookabook, infatti, rappresenta un modo nuovo di fare editoria: un team di esperti sceglie le migliori storie, che attraverso la piattaforma potranno incontrare i lettori, a cui spetterà la scelta di trasformarli o meno in libri. Il progetto editoriale di Cristina ha riscosso subito successo. Forse perché la sensazione che hai nel leggerlo è quella di uscire con tanti amici, e farti raccontare tutto quello che ti serve per trovare lavoro.

Cristina Gianotti: A me piace la teoria, ma da bravo ingegnere non dimentico che tra la teoria e la pratica c’è una bella differenza. Ora vanno di moda cose come il personal branding, approcci che incitano le persone a “trovare quello che ti rende unico”. Giustissimo, ma cosa significa concretamente? Da qui l’idea di passare dalla teoria alla pratica e tirare fuori un po’ di esempi, cosa non difficile per me grazie ad un’esperienza abbastanza lunga nell’ambito del career coaching. Negli esempi che riporto combino gli incontri avvenuti durante la mia attività per Reseau Entraprendre Lombardia, ma anche le storie condivise con i compagni dell’MBA, e le  persone che hanno fatto parte della mia vita. Quando ti parlo di esempi non intendo per forza dei role model, ma l’esperienza di persone più accessibili, con cui non è difficile identificarsi e da cui poter trarre immediata ispirazione.

Una cosa che emerge fin da subito nel tuo libro è che trovare lavoro riguarda profondamente la propria realizzazione personale, ma al contempo che non è qualcosa che devi soltanto a te stesso: nelle tue parole sembra quasi che la capacità di cambiare lavoro risponda ad una sorta di senso civico!

Questo deriva dalla introduzione a un libro che ho letto anni fa, “Troppo vecchi a quarant’anni”. Avevo superato la quarantina da poco, e le persone che dovevo seguire come coach rientravano tra quelle che ora vengono definite quote grigie (tra i quaranta e cinquant’anni). Quel libro racconta gli attori coinvolti dal mercato del lavoro: decisori politici, aziende, sindacati ma anche l’individuo. L’idea che l’individuo fosse inseriti tra gli attori che dovevano contribuire alla creazione del lavoro per me fu sorprendente. La gente della nostra generazione si è trovata a far parte di una società in crescita, con aziende che offrivano posti di lavoro, e si è creata l’idea che in qualche modo il lavoro fosse una cosa dovuta. Eppure l’uomo primitivo doveva andare a trovare sostentamento,  e anche i miei nonni non hanno mai pensato che fosse qualcun’altro a dover provvedere a trovare loro lavoro!

Il tuo libro è un vero compagno nella ricerca di un nuovo lavoro: parte dall’analisi dei propri talenti, offre strumenti di visualizzazione e mappatura, e moltissimi spunti sulla redazione del curriculum. Com’è nato?

Tutto nasce da una considerazione sulla carriera delle donne: noi, in Italia, non abbiamo dei reali role model. Le donne di successo tendenzialmente sono figlie di imprenditori, sono pochi i casi di donne di successo che non hanno un cognome prestigioso. Volevo raccogliere esempi che fossero di ispirazione, eppure la prima stesura risultava molto accademica. L’ho fatto leggere ad un imprenditore che avevo seguito come coach, che avevo intervistato, e che mi sarebbe piaciuto coinvolgere nella scrittura del libro. Lui mi ha detto: “a me non piace, perché non riconosco la tua voce in questo libro. Prova a scriverlo come quando fai consulenza!” Superata la delusione iniziale mi sono resa conto che aveva ragione: il mio obiettivo non voleva essere offrire uno strumento tecnico ai direttori del personale, ma aiutare le persone che sono già entrate nel mondo del lavoro e che per un motivo qualsiasi hanno bisogno di re-inventarsi. Per farlo era necessario mettere per iscritto gli strumenti che uso nelle mie consulenze! E direi che ci sono riuscita: ho sottoposto il libro al custode della casa in cui abito, una persona che ha fatto tutti i lavori del mondo con il diploma di terza media e che la domenica legge l’inserto culturale del Sole24ore, quando l’ha letto mi ha detto: si capisce, ed è concreto!

Dopo aver fornito molti strumenti per capire cosa si desidera fare e cosa si è capaci di offrire al mercato del lavoro, proponi un capitolo dal titolo “Emigrare”. Il penultimo capitolo del tuo libro.

Questo perché mentre scrivevo il mio libro si parlava molto degli Italiani all’estero: il solito mito di dover andare all’estero per trovare lavoro, o l’esigenza di studiare fuori. Nel settore da cui  vengo io (informatica e telecomunicazioni) a quaranta o a cinquant’anni le aziende non ti prendono più in considerazione per un’assunzione. A Praga e a Londra sì. Inoltre il lavoro non è l’unico movente per cambiare nazione, può essere legato anche a questioni di equilibrio familiare: il marito ha un’opportunità fuori, oppure ci si innamora e si cambia città. Ho voluto far trasparire il fatto che quando uno fa una scelta relativa al lavoro deve considerare tutti gli aspetti correlati a questa scelta, e inoltre che si può ritornare! Volevo smorzare l’idea che sia indispensabile trasferirsi all’estero per realizzarsi professionalmente.

E, infatti, l’ultimo capitolo è “Intraprendere”. Come mai questa scelta?

Nella mia ricerca ho notato che a un certo punto se uno è veramente bravo, fa il passaggio verso un’attività in proprio. Non so se questa sia una scoperta o una conferma. Parlo dell’esperienza di professionisti senior che arrivati a un certo punto della loro carriera non trovano la multinazionale che li prenda in considerazione, o magari neanche la società più piccola che ti consenta di continuare ottimizzando la tua esperienza in un settore: ora le risorse devono occuparsi di ambiti diversi. Allora lì bisogna tirarsi su le maniche e cercare. Non un nuovo lavoro, ma mettersi in proprio! Ultimamente sto scoprendo che anche i giovani si danno molto da fare in questa direzione, come ho potuto notare attraverso l’esperienza con Reseau Entraprendre, dove persone con più esperienza aiutano i più giovani a sviluppare i propri progetti. Quello che ho scoperto è che per fare impresa bisogna avere della gioventù, non intesa in senso anagrafico: ma di coraggio e intraprendenza.

Come immagini il mondo del lavoro tra dieci anni, fatto solo da liberi professionisti?

Io mi concentro sull’Italia: nel libro e ora in questa risposta. Per le multinazionali  la nostra nazione inizia a diventare sempre il luogo delle filiali, ma le filiali si possono spostare. La mia tesi di laurea è stata premiata dall’IBM. Allora loro avevano dei laboratori a Santa Palomba (Roma) in cui lavoravano sul riconoscimento vocale. Ora sono tutti spostati in America o in Cina, dove c’è gente con buoni cervelli, che costa di meno e si dà da fare. Io vedo il futuro del lavoro in Italia sempre più legato a delle professioni che non siano delocalizzabili, ma legate alle persone: servizi terziari, o di cura alla persona. Oppure fortemente legati ad una nuova concezione della tecnologia: pensa ai fablab e alle possibilità offerte da una semplice stampante 3 D! Inoltre sarebbe auspicabile una ripresa del manufacturing, anche in modo innovativo! In ogni caso quello che ritengo è che la persona dovrà riprendere in mano se stessa, non basandosi sulle prospettive offerte dalle multinazionali ma su quelle generate dalle sue capacità e impegno.

A questo punto dell’intervista non posso resistere alla tentazione di chiederti la tua storia lavorativa! Ovviamente non mi permetto di fare le domande dirette delle tue interviste, ma mi piacerebbe tu raccontassi come sei arrivata qui.

(Ride) Sono del 1961. Sono figlia unica. Eravamo nel boom economico. Famiglia umile. Molto brava a studiare: l’educazione familiare mi aveva insegnato che studiare doveva aveva la stessa importanza che lavorare aveva per i miei genitori. Quando si è trattato di scegliere l’università ho scelto ingegneria. Una scelta non facile allora per una donna. Finita l’università, quando c’è stato da decidere dove andare a lavorare (perché all’epoca c’era da scegliere), invece di andare in Olivetti o IBM sono andata in quella che allora era la Andersen Consulting, oggi Accenture.  La politica aziendale era che o crescevi o venivi licenziato. Negli anni Novanta le previsioni erano di recessione, per cui non riuscivano a promuovere nuove figure. Inoltre erano molto maschilisti. Ho deciso di fare l’MBA in Bocconi a mie spese, sono rientrata in Andersen e l’hanno valutato negativamente. Così ho iniziato a cambiare lavoro, e l’ho cambiato varie volte! Ho lavorato per diverse società più piccole, di derivazione americana. Poi il primo tentativo di mettermi in proprio, con una compagna di MBA, aprendo una società di formazione manageriale. Non ha funzionato e mi sono ritrovata bloccata, come se avessi fatto le cose più belle della mia carriera professionale all’inizio. Un giorno leggo su IO Donna un articolo sul coaching. Ho approfondito il tema, scoprendo che non si trattava solo di aiutare le persone a trovare la propria dimensione lavorativa ma anche di favorire i processi decisionali nelle riunioni. Ora te lo racconto così, ma all’epoca è stata tosta: ho studiato per diventare un ingegnere, e ritrovarsi a fare il coach non è stato facile! Era il 2004, volevo lasciare il mio mondo precedente e avevo iniziato a muovermi come libero professionista: ho trovato una società di outplacement in cui ho lavorato molto, mi sono formata, ho letto molto e ho fatto il master in coaching.

Un consiglio che daresti a una persona che oggi inizia ad essere “imprenditrice di se stessa”?

Una cosa su cui ho molto riflettuto è la soglia che trasforma la determinazione in ostinazione. Insomma, quando arriva il momento in cui arrendersi se le cose non vanno bene? Capirlo è difficilissimo. Pensa al fondatore della Geox: ha provato a vendere il suo modello di scarpe con i buchi a tutte le aziende di scarpe esistenti, e poi ha fatto da solo. E ha avuto successo! Il consiglio che do è di essere concreti, e avere il coraggio di testare le proprie intuizioni sul mercato. Provare a vendere il proprio prodotto, o servizio. Anche in una versione semplificata. E poi di essere curiosi: mia madre mi ha sempre spronato a seguire mille corsi, per imparare a fare l’infermiera, per saper cucire, per cucinare magnificamente!

 

Sostenibilità Creative | Festival dell’Innovazione Sociale – seconda edizione, Ravenna

SocialFare® partecipa al festival di Sostenibilità Creative 2016, il festival dell’Innovazione Sociale che si terrà a Ravenna dal 23 al 25 settembre, ideato e realizzato da Kirecò Soc Coop Onlus.

Sostenibilità Creative è un evento culturale che, partendo dalle esigenze del territorio, promuove l’innovazione sociale e la sostenibilità ambientale. Soprattutto è un luogo di pensiero dove informarsi, partecipare, condividere, scoprire. Un’occasione per comprendere il valore del contesto socio-territoriale e ambientale in cui si vive, e dare voce a realtà innovative, esplorando insieme le sfide sociali più attuali.

In-Formarsi, Ri-Scoprirsi, Ri-Conoscersi sono le tre parole totem del Festival. Tre modalità di confronto e di approfondimento, per tre giornate con tre format diversi, per un unico obiettivo: indagare e leggere la società al fine di immaginare con coraggio qualcosa al di là del contingente, dove i cittadini sono i protagonisti principali del cambiamento, e riacquistano fiducia, e restituiscono valore e peso alle proprie azioni.

Un’importante occasione per spostare il proprio punto di vista su quello che ci circonda

Nel fittissimo CALENDARIO DI EVENTI E WORKSHOP segnaliamo:

Venerdì 23 Settembre 2016

Per la sezione pomeridiana Innovazione Sociale a Confronto,

l’incontro SEMINARE IL FUTURO:

14.00 Nuovi Modelli Economici per l’Innovazione Sociale
Interverranno:
Benedetto Gui | Economista, Coordina il Dipartimento di Economia e Management di Sophia
Andrea Rapisardi |Economista dello sviluppo, Presidente e socio fondatore di LAMA, Socio fondatore di Impact Hub Firenze
Monica Paolizzi | Service Designer SocialFare® e project manager del programma di accelerazione
Modera: Paolo Campagnano, Presidente Impact Hub Rovereto
15.30 Coffe Break

16,00 Finanza a supporto delle idee: il progetto Ripartire
Utilizzare il microcredito quale nuovo strumento di sviluppo economico e di rilancio dell’occupazione
Saluti istituzionali e presentazione del progetto
16.45 Partner a supporto del progetto
17.00 Casi di successo – i testimonial
Intervengono imprenditori del territorio e nazionali che hanno sviluppato la loro idea imprenditoriale grazie al microcredito
17.30 La parola agli stakeholders
La città ha bisogno di rilanciare la microimprenditorialità? Diamo la parola agli attori del territorio
18.00 Domande e risposte
18.15 Sintesi e chiusura della sessione

Sabato 24 Settembre 2016

Sezione mattutina Innovazione Sociale a confronto,

workshop FARE CULTURA DI INNOVAZIONE (prenotazione obbligatoria)

Realtà di eccellenza a livello nazionale condurranno laboratori su diverse tematiche  legate alla comunicazione e al fare cultura di innovazione sociale. Laboratori di innovazione – 45 minuti per parlare di innovazione nelle imprese.

Design sistemico e innovazione: comprendere la catena di valore delle relazioni

SocialFare® | Centro per l’Innovazione Sociale

a cura di Roberta Destefanis, Systemic Designer e project manager di progetti di Social impact e Monica Paolizzi, Systemic Designer e project manager del programma di accelerazione per start up a impatto sociale di SocialFare®

Il workshop si focalizza sulla metodologia del design sistemico e su come la comprensione delle relazioni attive e passive, prossime e lontane, sia alla base di una visione strategica per costruire ecosistemi di innovazione. La catena di valore delle relazioni interpretata come valore sociale che può generare innovazione e valore economico.

(Prenota qui, e assicurati la possibilità di seguire il workshop!)

Leggi il programma completo

La continuità ci dà le radici.
Il cambiamento ci regala i rami, lasciando a noi la volontà
di estenderli e di farli crescere fino a raggiungere
nuove altezze
.”

Pauline R. Kezer (ex segretario di stato del Connecticut)

Parte da Rio l’avventura di Atleti Speciali

7 Settembre 2016 – (Rio de Janero). Questa mattina hanno sfilato al Maracanà per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi 4000 atleti, 101 arrivano dall’Italia. Tra questi, Ferdinando Acerbi in gara per la disciplina del paradressage nelle gare individuali e di squadra.

Ferdinando Acerbi: atleta d’eccezione e startupper

imageUn talento per l’equitazione che si manifesta subito: a soli 7 anni Ferdinando monta già a cavallo, gareggia e vince.  Nel 1982 partecipa ai Campionati Europei Juniores. La sua vita, però, subisce un brusco cambiamento quando durante un’immersione (allora era anche istruttore di sub), ha un incidente iperbarico: un membro del gruppo di immersione di cui è responsabile non torna su con gli altri. Ferdinando torna a cercarlo, lo trova in stallo a 80 metri di profondità. Per salvarlo deve fare in fretta, il più in fretta possibile. Salva il compagno, ma emergere troppo rapidamente gli provoca una paraplegia incompleta agli arti inferioriIn un recente articolo all’Huffingtonpost il racconto delle difficoltà affrontate nella lunga riabilitazione, e nel tentativo di recuperare l’uso parziale delle gambe (gravemente compromesso).

Henable: soluzioni digitali a problemi reali

Henable1-770x451Quando il team di SocialFare®  ha conosciuto Ferdinando, ha incontrato un imprenditore audace e creativo: nel frattempo ha fondato Henable, una cooperativa sociale che si occupa di inserimento lavorativo e promozione dell’inclusione sociale di persone con disabilità attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali. Ferdinando segue il programma di accelerazione di SocialFare®, si allena e non ferma la sua creatività. Oggi in contemporanea alla partenza delle Paralimpiadi, Henable lancia da Rio il sito “Atleti Speciali”, un nuovo modo di raccontare lo sport e le storie di atleti che hanno affrontato le loro sfide più importanti, prima nella vita e poi sui campi di gara.

Atleti Speciali: un nuovo modo di intendere e affrontare la disabilità

Una piattaforma web per dare voce ad atleti che lavorano spesso nell’ombra, le cui esperienze, fatte di storie di vita, percorsi, allenamenti, fatiche e traguardi, rappresentano un’opportunità per promuovere un cambio culturale e la diffusione di un nuovo modo di intendere e affrontare la disabilità.

Ferdinando Acerbi ha dichiarato: “Quando ho fondato Henable la mia intenzione era di offrire una nuova opportunità a chi, come me, si è trovato a convivere con una disabilità; noi formiamo persone, cerchiamo di inserirle nel mondo del lavoro, pensiamo a nuovi strumenti digitali per semplificare la vita; «Atleti Speciali» apre una nuova fase del nostro percorso, voglio che tutti i ragazzi possano avvicinarsi a uno sport adatto alla loro disabilità, con tutto il sostegno, anche finanziario, per arrivare a gareggiare al meglio delle loro possibilità”.

L’iniziativa, che ha l’appoggio ufficiale del Comitato Italiano Paralimpico, parte nella sua prima versione in occasione della cerimonia di apertura, ma è destinata a crescere e completarsi nei prossimi mesi, per seguire giorno per giorno tutti gli “atleti speciali” che praticano sport a qualsiasi livello. Il sito offrirà una serie di servizi e funzionalità ad atleti e federazioni, a partire da uno spazio nel quale raccontare e raccontarsi, e metterà a disposizione una semplice piattaforma di crowdfunding per permettere agli atleti di promuoversi e raccogliere le risorse finanziarie necessarie ad affrontare le imprese più ambiziose.

I servizi saranno arricchiti nei prossimi mesi: ad esempio, si lavorerà per permettere ai ragazzi di trovare rapidamente informazioni sui luoghi dove poter praticare sport adatti alla propria disabilità in maniera professionale e in sicurezza. Inoltre, uno spazio editoriale sarà messo a disposizione di atleti e tecnici che condivideranno idee, suggerimenti, soluzioni, trucchi ed esperienze.

Verranno seguite tutte le gare e gli appuntamenti paralimpici e, in futuro, sarà dato spazio a eventi nazionali e internazionali di particolare rilievo. 

In sella a Quasimodo di San Patrignano, Ferdinando rappresenta l’Italia nella disciplina del paradressage alle Paralimpiadi di Rio. Noi continuiamo a fare il tifo per tutte le sue imprese!

Atleti Speciali: www.atletispeciali.com/ita

 

Esplode Supernova, festival dell’innnovazione e della creatività: scopri gli eventi promossi da SocialFare!

Il 27 – 28 – 29 maggio 2016, Torino ospiterà la seconda edizione di SUPERNOVA: il festival dell’innovazione e della creatività “targato” Talent Garden, partner di rete di SocialFare. L’edizione di quest’anno vuole esplorare i cambiamenti dell’ambiente attuali e futuri, per dimostrare come creatività e tecnologia possano limitare quelli negativi, e apportare modifiche positive all’ambiente che ci circonda.

Innovazione e ambiente saranno declinati non soltanto nell’accezione più propriamente ambientalistica, ma in quello di ambiente condiviso, human habitat (reale e virtuale), sociale e connesso. Il programma è ricco di eventi, tra cui segnaliamo “Wikisocial – Il vocabolario delle esperienze di innovazione sociale” (nel Main Dome, sezione Talk, in Piazza Carlo Alberto domenica 29 maggio dalle ore 14:00 alle ore 15:00).

Il format innovativo Wikisocial articola la conferenza sulla base dell’alfabeto di innovazione sociale. Si parte con delle lettere iniziali che agganciano parole chiave, spiegazioni, testimonianze, esempi, riflessioni, critiche. I relatori spiegano i termini e rispondono alle domande dal pubblico per condividere maggiore conoscenza e esperienze pratiche. 

Nel panel sarà presente nel ruolo di Moderatore:

  • Monica Paolizzi – SocialFare

Interverranno gli speaker e gli innovatori sociali:

  • Daniele Russolillo – Turin School of Local Regulation
  • Gianni Savio – Planet Idea
  • Fabrizio Galliati – Coldiretti
  • Miriam Bicocca – Politecnico di Torino
  • Edoardo Bianchi – Ortja

Durante la manifestazione potrete incontrare molte delle start-up accelerate nel programma di accelerazione Rinascimenti Sociali, lanciato da SocialFare nel 2015.

Presso gli stand allestiti in piazza Carlo Alberto saranno presenti:

Sabato 28 maggio dalle 17:30 alle 19:00, Sport Grand Tour  accompagnerà i bambini alla scoperta degli sport con il laboratorio “Il percorso della Torcia Olimpica” nel Dome Kids di Piazza Carlo Alberto. L’evento è gratuito, ma è necessario iscriversi

Nel panel Civic Crowdfunding (domenica 29 maggio alle 11:00, nel Main Dome di Piazza Carlo Alberto) sarà presente Armando Mattei di PlanBee.

Per le start-up iscritte al Mentor Game, invece, la possibilità di incontrare alcuni tra i membri del team SocialFare in un evento dedicato al confronto tra esperti d’impresa e realtà emergenti.

Per maggiori informazioni sul programma è possibile consultare il sito http://torino.festivalsupernova.it/

 

 

CREATIVE BUSINESS CUP

La Creative Business Cup ha come obiettivo dare visibilità alle imprese culturali e creative, supportando i progetti con un forte impatto socialeÈ  organizzata da una fitta rete di partner danesi (e non), paese che ogni anno ospita la fase finale. L’evento, arrivato alla sua settima edizione, rappresenta un momento di incontro tra start-up creative e investitori. Anche nel 2016 parteciperanno business angels e investitori da oltre 50 paesiI premi (in denaro e formazione) messi a disposizione per la start-up prima classificata dell’edizione internazionale 2015 hanno superato i 140000,00 €.

La CBC è una business competition internazionale, dedicata a imprenditori e idee di impresa nel settore delle industrie creative, che coinvolge oltre 45 nazioni. È ora on-line la challenge 2016 per le imprese italiane: una grande opportunità di visibilità e crescita per idee e imprese nel settore delle industrie creative. Materahub dal 2011 è host italiano. La competizione offre, infatti, la possibilità di far conoscere al mondo intero il proprio progetto.

Se hai una business idea ed esperienza nelle industrie creative (Design, Architettura, Produzione di contenuti, Gaming, Advertising, Libri e stampa, Musica, Film & Video, Artigianato, Radio & TV, Parchi di intrattenimento e scenografie, Gastronomia) puoi partecipare alla Creative Business Cup. Puoi farlo sia come singolo che in forma di team: in ogni caso, è necessario che tra i proponenti di un progetto, almeno un componente abbia esperienza nel settore creativo di riferimento.

Le start-up e imprese dovranno combinare capacità creative e potenzialità di mercato, e saranno valutate soprattutto in relazione a originalità, creatività, potenzialità di mercato, stato di avanzamento del progetto, problemi sociali a cui il progetto dà risposta.

SocialFare | Centro per l’Innovazione Sociale è tra i partner che affiancano Materahub e MetaGroup nella ricerca dell’idea di impresa che rappresenterà l’Italia dal 13 al 15 novembre 2016 a Copenhagen, assieme a organizzazione provenienti da tutta Italia impegnate da anni nello sviluppo e il supporto alle industrie culturali e creative nel nostro Paese: BASE Milano, Calabresi Creativi, Contamination Lab, Distretto Produttivo Puglia Creativa, Fondazione Fitzcarraldo, IncrediBol, Make A CubeTAG Cosenza, Trentino Sviluppo.

La giuria (in fase di completamento) è composta da esperti e imprenditori nel settore culturale e creativo. Scopri i vincitori della precedenti edizioni e partecipa alla CBC Italia 2016.

Premio Perotto – Zucca | Innovazione e Tecnologia al servizio delle Scienze e della Vita

Il premio Perotto-Zucca si pone l’obiettivo di raccogliere la fortissima spinta all’innovazione proveniente da tutto il mondo tecnologico, facendo leva sulla creatività e genialità dei giovani. Dal 2005 il concorso colleziona proposte provenienti da aziende, gruppi di lavoro o singole persone che si dedicano con passione al mondo dell’informatica a supporto dell’innovazione. Non a caso il concorso è intitolato a Pier Giorgio Perotto e Tarcisio Zucca: inventore nel 1964 del primo “computer personale”, la “Programma 101”, denominata anche la “perottina” il primo;  promotore della sperimentazione di metodi e strumenti nell’informatica gestionale e dell’inclusione a pieno titolo nel mondo lavorativo di persone con disabilità il secondo.

La Premiazione dei vincitori della IX Edizione del Premio Nazionale per l’Innovazione Perotto-Zucca, si è svolta il 6 e il 7 Aprile nell’ambito delLife Tech Forum”: la prima edizione in Italia dell’Evento sui temi dell’E-Health Care e delle Scienze della Vita, che sha avuto luogo presso il CISEF (Centro Internazionale Studi e Formazione Germana Gaslini) a Genova. La giuria, composta da 25 rappresentanti di incubatori di impresa, enti patrocinanti e rappresentanti delle istituzioni universitarie e del territorio, ha selezionato una rosa di 10 idee tra quelle candidate in base a: originalità, innovatività, applicabilità, potenziale impatto sociale ed economico, valore scientifico e/o industriale, attualità e visione futura.

Diversi i premi e le menzioni assegnate: 3 riconoscimenti in denaro per i primi classificati (10.000 euro per il primo classificato, 5.000 per il secondo e 3.000 per il terzo); un premio speciale per il progetto più aderente alla missione della Fondazione ASPHI di promozione della partecipazione delle persone con disabilità in tutti i contesti di vita; menzione speciale Rinascimenti Sociali per la soluzione innovativa a maggior impatto sociale.

Roberta DeStefanis (Systemic Ecodesigner per SocialFare) ed Elena Bologna (Innovation Architect) hanno consegnato le menzioni speciali di Rinascimenti Sociali ai due progetti capaci di generare maggiore impatto sociale:

/ TocTherapy | progetto che si propone di sviluppare un sistema informativo, basato su tecnologie web e mobile, che permette agli utenti di ricevere informazioni sul proprio smartphone da fonti certificate sulle proprie malattie o su quelle dei propri cari, di condividere le proprie cartelle mediche rendendole visibili a diversi specialisti, ad ottenere un reting dei servizi sanitari erogati a livello nazionale, la segnalazione dei centri d’eccellenza per le patologie di interesse, e un aggiornamento costante sulle cure in via di sperimentazione.

/ MindBook | temporary social network sviluppato dall‘Università di Piacenza in collaborazione con la cooperativa sociale Tice (Piacenza). Mindbook consente agli adolescenti autistici o con disabilità psichiche di socializzare anche via web, creando una rete di contatti tra ragazzi e famiglie utile a favorire lo scambio di esperienze e l’apprendimento di uno strumento che oggi tra i giovani è molto popolare, ma da cui spesso questi ragazzi sono esclusi proprio perché fanno fatica ad accedervi